giovedì 4 febbraio 2010

MORGAN E LA COCAINA FREE BASE: QUELLA CHE COSTA POCO

Il caso Morgan (e quella singolare espressione «fumare cocaina») ha fatto balzare prepotentemente agli onori delle cronache parole come crack o  cocaina free base.  Si tratta di una sostanza stupefacente derivata della cocaina stessa e diffusa inizialmente in America negli Anni 80. I cocoainomani abitualmente la chiamano: base, rock, raw, cotto o cookies.
Viene ricavata attraverso vari processi chimici  e assunta inalando il fumo generato da cristalli bianchi, gialli o rosa pallidi surriscaldati in pipe di vetro realizzate appositamente, oppure ricavate tra i giovanissimi in bottiglie di plastica modificate o lattine.
È la forma più potente (ma anche più pericolosa perché induce dipendenza e rapida assuefazione psicologica) di cocaina: ha una purezza che va dal 75% fino al 90-95%.  Può aumentare, a detta degli esperti, gli istinti violenti e disinibire i centri di controllo del sistema nervoso centrale .. Può portare alienazione sociale, comportamenti asociali e aggressivi. In genere entra in circolo nel giro di appena 3-4 minuti. Inizialmente dà vivacità, forza, scioltezza comunicativa, e il senguito lascia spazio a depressione, apatia e stati paranoici, insonnia e tachicardia, nervosismo e rirritabilità.
Mentre la cocaina è la cosiddetta  droga dei ricchi per via del suo alto costo, il crack, o cocaina free base, viene venduto ad un prezzo così basso che anche gli adolescenti – almeno inizialmente – possono permetterselo. Poi in realtà aumenta l'assuefazione e il prezzo da pagare diventa insostenibile. In tutti i sensi,

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