lunedì 22 marzo 2010

REGIONALI 2010 * BERLUSCONI IN PIAZZA, SANTORO SUL WEB

L'aspra campagna elettorale per le Regionali 2010 (28-29 marzo) evidenzia i due diversi, antitetici approcci degli schieramenti in campo alla comunicazione e alla propaganda politica. 
Da una parte il rassicurante modello Berlusconi: piazza San Giovanni, a Roma, assiepata e «leccata» come lo studio televisivo di «Ok, il prezzo è giusto»: luci perfette, prime file curatissime e adoranti in favore di telecamera, bandiere del Pdl identiche e intonse, quasi innaturali, distribuite a tutti i presenti. Un impianto decisamene all'americana, come piace a Silvio. Dietro il quale campeggiava lo slogan: «L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio». Frase che per la cronaca non hanno pronunciato Olindo Romano & Rosa Bazzi, ma che è il titolo dell'ultimo libro del Premier. Peccato per le polemiche sulle presenze, che hanno rovinato la festa al Cavaliere: 150.000 secondo la Questura (ora strenuamente difesa da Maroni), un milione stando all'iperbolico Silvio. Che come al solito non si è fatto mancare niente: dal «Patto per Libertà» (recitato in coro da tutti i candidati alla presidenza delle regioni, sul modello del Giuramento di Pontida, Lega Nord docet), alla nomina dei «Missionari per la Libertà e la Verità». Per finire con «Sconfiggeremo anche il cancro». Che ha lasciato un po' tutti basiti. «Ad agosto tutti gratis su Marte» se lo giocherà forse al prossimo giro.


«Rai per una notte» è invece il titolo della risposta del centro-sinistra, che (vietato «Annozero» su Raidue) imbastisce in trasferta il 25 marzo una versione riveduta e corretta del talk-show politico di Michele Santoro. Con le tv occupate da Berlusconi, non resta che buttarsi su Internet, l'unica frontiera rimasta al momento libera (l'ha capito anche Enrico Mentana). L'evento andrà in diretta streaming sul web, su YouTube e altri siti, come TvBlog, ma sarà visibile dalle 21 in diretta dal PalaDozza di Bologna, grazie a Current Tv (Sky 130), la rete marchiata Al Gore.
L'approccio santoriano, che si avvarrà come di consueto degli editoriali di Marco Travaglio e delle vignette di Vauro, sarà - si presume - ironico e sfottente. Com'è nella tradizione della sinistra, che spesso ha il torto di sopravvalutarsi un po'. Di sbattere in faccia a chiunque la propria presunzione di intelligenza. E la presenza del già esiliato Daniele Luttazzi, in questo senso, è una garanzia.

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