mercoledì 9 febbraio 2011

NATHALIE E LA RIVOLTA DEGLI SCHIAVI (DA «X-FACTOR» A NEMICA DI MARIA)

Mi fa sempre un po' paura quando gli schiavi si ribellano. Al padrone, al sistema, a Domineddio. Quando urlano e strappano le catene. Trovo che sia uno spettacolo meraviglioso ma inquietante, per le conseguenze che può portare. Per questo mi ha fatto specie leggere le parole che quello scricciolo di Nathalie Giannitrapani, vincitrice dell'ultimo (in senso assoluto) «X-Factor», ha consegnato a Vanity Fair: «Maria De Filippi è sicuramente la materializzazione di una brutta Tv, che ha una ricaduta pesantissima a livello culturale. Lo verifico sui miei allievi di canto, quante false aspettative crea 'Amici': i ragazzi all’inizio vanno a mille, e poi? Il problema di Amici, comunque, non sono i partecipanti ma la formula, che schiaccia e omologa tutti. I ragazzi, che hanno speranze e, a volte, anche talento, vengono messi in un tritacarne. E questo trattamento lo trovo degradante. La competizione è troppo forte. A X Factor non è mai stato così. 'Uomini e donne' invece è una specie di cancro: le illusioni diaboliche che crea fanno veramente male. È proprio quel tipo di programma che mi ha fatto decidere di non guardare più la Tv».

Nathalie Giannitrapani era la ragazza più talentuosa del passo d'addio di «X-Factor», ma anche un'artista che ha lavorato seriamente e a lungo per arrivare ad affermarsi. L'ho conosciuta, abbiamo chiacchierato un po' e so bene quanto tenesse a questo suo percorso fatto di sudore e lacrime. Al suo orgoglioso "prima della tv". Mi sono fatto l'idea che anche a «X-factor» fosse arrivata controvoglia, come tanti. Perché questa oggi sembra l'unica strada percorribile per farcela. Prima di giocarsi tutto (o almeno la definitiva consacrazione) al prossimo Festival di Sanremo, Nathalie - con un coraggio leonino - ha deciso di giocarsi le simpatie della signora più potente della televisione italiana. Non è da tutti. Non credo l'abbia fatto per guadagnare qualche titolo di giornale, ma solo con la coraggiosa urgenza dello schiavo, che non vede l'ora di strapparsi di dosso quella catena. Succeda quel che succeda.
Comunque la si pensi, chapeau.

P.S.
Risveglio, caffè, giornali, gavettone. Mi informano ora che ieri in tarda serata Nathalie ha chiamato l'Ansa per smentire le sue stesse parole. Come volevasi dimostrare, anche il coraggio ha vita breve. Anche gli schiavi ribelli - a volte - tengono famiglia.

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