venerdì 25 febbraio 2011

ROBERTO CENCI * «I BABY CANTANTI NON SONO MOSTRI E I MIEI PROGRAMMI CLONANO SE STESSI»

Quando hai per le mani una banda di ragazzini che cantano come i grandi (e a volte meglio),  con l’andare del tempo diventa difficile tenerli sempre chiusi nell’angusta scatola dalla tv. Il loro talento può riempire persino i palasport. Con questo spirito il regista Roberto Cenci ha varato a Genova «Io canto - La festa», un tour con 13 mini-fenomeni della vocalità usciti dal talent-show di Canale 5, da lui ideato e diretto. 35 canzoni concentrate in due ore di spettacolo, in bilico tra i Queen, Michael Jackson, i Blues Brothers, e medley che spaziano da Walt Disney a «Grease», passando per gli anni della Disco music.
«Fortunatamente» spiega Cenci «le difficoltà che si incontrano organizzando e muovendo una macchina imponente come questa sono attenuate dal fatto di poter utilizzare quasi tutto l’impianto musicale già sfruttato in tv. Per il resto, mi fa piacere sottolineare che con gli incassi di questi spettacoli sosteniamo Mediafriend Onlus; alla fine, contribuiremo con 200 mila euro alle iniziative di solidarietà de La fabbrica del sorriso». Le polemiche per «Io canto», indicato come clone di «Ti lascio una canzone» di Antonella Clerici (Raiuno) sembrano solo un ricordo. «In realtà è un falso problema» continua Cenci. «Anche perché entrambi gli spettacoli sono miei. Il primo me lo chiese Bibi Ballandi; questo l’ho realizzato per Canale 5 utilizzando ragazzi di una fascia d’età superiore: attorno ai 12-14 anni. È un talent, con un preciso vincitore - quest’anno Benedetta Caretta, con premio della giuria ad Andreea Olariu, la scorsa edizione Cristian Imparato -, ma avendo a che fare con concorrenti di questa età abbiamo preferito evitare loro eliminazioni potenzialmente traumatiche, che sono invece tipiche di programmi come “X-Factor” o altri. Nei quali però i personaggi hanno già un percorso di vita più strutturato».  E mentre sul palco i baby talenti provano, dietro le quinte un manipolo di genitori, in riunione permanente, si organizza per seguirli durante le date del tour. L’organizzazione deve provvedere a tutto: albergo, voli, pasti e trasferimenti. Come per i divi veri e il loro entourage. È giusto, si domanda qualcuno, incidere sulle vite di questi ragazzi per trasformarli - seppure momentaneamente - in macchine da spettacolo? «Credo che non ci sia niente di male» conclude Cenci. «Mi auguro che un domani Cristian Imparato, che è di Palermo, diventi nella sua città un grandissimo chirurgo. Dopo aver verificato per bene le sue attitudini. Ma se nel frattempo, avendo un forte talento musicale, lo mette un po’ a frutto, non ci vedo niente di mostruoso. Anche mia figlia, che oggi ha 26 anni e lavora dietro le quinte della tv, provò a fare la ballerina in uno show della Cuccarini. Questi ragazzi stanno facendo una grande esperienza di vita. Non solo: quando sono arrivati, erano un po’ dissociati, ognuno attaccato al proprio pc, videogioco o Facebook. Ora socializzano, giocano, si aiutano nei compiti. Sembra quasi abbattuta la strana barriera di solitudine dei nostri tempi».
Roberto Cenci (47 anni), è attualmente al lavoro per preparare «Lo show dei record» con Gerry Scotti, e un nuovo talent show intitolato «Ragazza Italiana».
La produzione dello spettacolo è a cura della scuola M.A.S. (Music Arts & Show) di Milano.

(TV SORRISI E CANZONI - FEBBRAIO 2011)

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