lunedì 28 febbraio 2011

«UNKNOWN - SENZA IDENTITA'» * MI RITORNI IN MENTE (PARLO DI «FRANTIC»)

Il dottor Martin Harris (Liaam Neeson) e signora arrivano trafelati a Berlino per consentire a lui di intervenire a un importante convegno agroalimentare. All'aeroporto smarriscono una valigetta che contiene i loro passaporti e Harris, per recuperarla, si affida a una tassista (Diane Kruger) pronta a lanciarsi in una corsa che si conclude con un incidente. Harris cade nel fiume e batte la testa, perdendo parzialmente la memoria. Una volta in grado di alzarsi, corre in albergo a cercare la moglie, che non solo non lo riconosce, ma addirittura gli presenta suo marito, il vero Martin Harris. Mioddìio, che cosa mi sta succedendo? Qui bisogna cercare di far capire a questa gente che sono io il professorone. Chi - gentilmente - mi crede? E soprattutto: perché ci sono un sacco di bastardoni che vogliono uccidermi?


Diretto da Jaume Collet-Serra, questo onesto thriller dalla classica fattura paga un enorme debito nei confronti del «Frantic» di Roman Polanski, con il rintronato Harrison Ford. Sullo sfondo di una splendida Berlino, Neeson si muove con tutta la sbigottita fissità espressiva che lo contraddistingue. Diane Kruger è più credibile come Elena di Troia (sia detto senza offesa) che come cameriera/tassinara, ma tant'è. Una ventina di minuti in meno, avrebbero giovato al prodotto. VOTO: 7=

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