martedì 29 marzo 2011

SIMONA VENTURA SI FA NAUFRAGA PER SALVARE SE STESSA (E «L'ISOLA DEI FAMOSI»)

Mentre a Lampedusa si susseguono altri e più penosi sbarchi, Simona Ventura, piccola profuga di Raidue, stasera sbarca in Honduras, a Playa Uva per mettere al riparo se stessa e la propria «Isola dei famosi» da una fine ingloriosa ma prevedibile.
Di norma il naufrago parte nudo da un atollo e cerca di raggiungere la civiltà per salvare la pelle. Supersimo, con quest'atto di estremo tele-coraggio, fa il salvifico percorso inverso: parte vestita da uno sfarzoso studio e raggiunge l'atollo, denudandosi, in cerca di visibilità, audience (e quindi vita, per chi fa tv). Il settimanale Ecco ha subdolamente ipotizzato che la nostra sia lì per sfruttare un ricco giacimento segreto di botulino che ha miracolosamente scovato, ma pare non sia la lettura esatta.
Simona ha un solo desiderio: non vuole che l'ultima (in senso assoluto) edizione del suo reality sia ricordata - visti gli ascolti di quest'anno - come un clamoroso flop. Vuole lasciare un discreto ricordo. E da buona capitana della sua carretta del mare fa di tutto per portare in salvo il programma. E il suo buon nome. Lo fa più per l'immagine che per altro. Perché non dimentichiamoci che «L'isola dei famosi» è stato un grandissimo reality. Sublimazione del trash vipparolo, pianti e dimagrimenti sulla battigia. Roba schifosamente alta per gli amanti del genere. Quest'anno, col format consunto e un cast da dimenticare (ci è finito persino Laerte Pappalardo, serve aggiungere altro?) bisognava avere il coraggio di non andare in onda. Bisognava chiudere in bellezza lo scorso anno o - meglio - due edizioni fa. Ma questa tv ai tempi del colera non ha coraggio. Conosce solo la viltà di ripetersi stancamente.

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