lunedì 18 aprile 2011

PATRIZIA MIRIGLIANI * MISS ITALIA È MIA, E LA GESTISCO IO

Miss Italia» cambia casa. Dopo aver consumato in modo «consensuale» (come recitano i comunicati stampa) la separazione dalla sede storica di Salsomaggiore Terme, il concorso di bellezza per antonomasia cerca una nuova città d’elezione. Sono una quindicina i comuni che si sarebbero già fatti avanti per ospitarlo. Abbiamo incontrato l’organizzatrice, Patrizia Mirigliani, per fare il punto.

Mirigliani, per Salsomaggiore aveva senso perdervi dopo 41 anni?
«Forse no, se si considera che grazie a “Miss Italia” Salso è diventata simbolo della bellezza. Ha senso se si pensa a una certa crisi del termalismo, ai tagli dei fondi ai comuni. Ma ci siamo lasciati senza rancore».
Il sindaco ha detto: «Non posso rinunciare a un asilo nido per fare Miss Italia». Demagogia?
«Beh, un po’ sì. Si potevano fare altri esempi. D’altra parte capisco il problema di dover giustificare in qualche modo l’arrivederci a qualcosa di tanto simbolico».
«Miss Italia» a un comune costa «600 mila euro» l’anno, come è stato scritto?
«Suppergiù, la cifra è quella».
In fondo il loro bilancio è passato da 23 a 20 milioni di euro… Non è che hanno cercato un pretesto per chiudere con voi?
«Figurarsi... “Salso” secondo me ha fatto un errore: questo settore vive di sinergie, e avendo la fortuna di ospitare un evento così, doveva farlo vivere tutto l’anno, non un mese. Creare decine di convegni, spettacoli, incontri legati al beauty. Come ha fatto Sanremo col Festival… Loro, no».
La convenzione col comune doveva durare ancora due anni. Pagheranno una penale?
«No. Se avessimo avuto problemi ci saremmo attaccati a quel cavillo. Invece per fortuna fuori dalla porta ho la fila di gente che vuole ospitarci. Tra poco, scioglierò le riserve».
Un’anticipazione?
«Posso dirle che sono lusingata dalla richiesta di Sanremo, che sente di aver bisogno anche di noi. Ma è spuntata Rapallo. E chi ha detto che non possa essere anche Montecatini?».
La sua società, la «Miren», è stata oggetto di un servizio de «Le iene», che hanno intervistato alcuni albergatori di Salsomaggiore. Se ne evinceva che voi non avreste pagato alcuni debiti…
«Non meriterebbero risposta, ma non è corretto ciò che hanno fatto “Le iene”. Per fare audience si è voluto mettere in cattiva luce il concorso. Ho i fax con le smentite degli albergatori. Ho sempre pagato tutto, a parte un caso contestato sul quale c’è una causa in corso. Qualche sospeso l’aveva la Società d’Area comunale, che si occupa di queste cose. La “Miren” è uscita da tutto con un credito di 14 mila euro, che ho deciso di lasciare a Salsomaggiore».
Ha querelato «Le iene»?
«Stiamo valutando, ma per ora no».
Milly Carlucci ha detto che non condurrà ancora «Miss Italia», se non cambierà la formula, virando più verso il talent.
«Milly è una grande professionista che ci ha avvicinati al glamour, ma “Miss Italia” non deve diventare un reality, e ogni considerazione sulla sua evoluzione riguarda chi lo cura. Questo concorso è una celebrazione, l’Italia aspetta il nome della vincitrice. Chi lo conduce ha voce in capitolo su alcuni aspetti della costruzione tv, che non sono però mai determinanti».
Siete già partiti col lavoro per la nuova edizione?
«Le selezioni iniziano in questi giorni per chiudere attorno al 20 agosto. Da quest’anno apriamo anche alla taglia 44, alle forme più morbide. È giusto, per combattere i modelli televisivi troppo spesso negativi che inducono le ragazze all’anoressia».
Antonio Ricci ha detto: se la Rai rinuncia a «Miss Italia», io rinuncio alle Veline…
«Ricci è un talento ironico che ama le provocazioni. Non confondiamo però “Veline” e “Miss Italia”: le prime sono ragazze di spettacolo che hanno un contratto in un programma televisivo. Il nostro è un concorso di bellezza. Un punto di partenza per qualcosa di più o un’esperienza fine a se stessa, in assoluta libertà».
Si fa un gran parlare del «corpo della donna» e del suo ipotetico sfruttamento. E la vostra è una passerella di corpi femminili…
«Torniamo alla parola di prima: libertà. Sono tutte polemiche pretestuose di chi – quasi sempre uomini – sfrutta le donne per altri giochi o fini. Siamo noi a non dover abboccare. Se una ragazza è bella e intelligente e vuol partecipare a “Miss Italia”, perché non lo dovrebbe fare? Le vogliamo lasciare in pace, queste donne?».

(TV SORRISI E CANZONI - MARZO 2011)

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