sabato 20 agosto 2011

POMPE FUNEBRI * ANCHE I BECCHINI VOGLIONO LA LORO FICTION

La fiction dei mestieri umanizza chiunque. Spesso tende a rendere tutto più banale, certo, ma è innegabile il fatto che contribuisca anche ad avvicinare certi lavori un po' bistrattati alle simpatie dello spettatore. Si pensi al Maresciallo Rocca, dell'accoppiata di sceneggiatori Laura Toscano e Franco Marotta, che - dopo un diluvio di eterne barzellette - è riuscito nell'impresa di rendere più simpatici i carabinieri. Forse per questo anche una tra le categorie professionali più utili e meno considerate - gli impresari di pompe funebri, meglio noti come becchini - per bocca del presidente nazionale della categoria, Renato Miazzolo, rivendicano il diritto ad avere una fiction tutta loro. Ma come, si chiedono giustamente, va in onda chiunque: preti, suore, commesse, medici (fra poco sbarcheranno su Mediaset anche gli elettrauto), e noi non abbiamo diritto a essere raccontati come si deve? un'ingiustizia. «Una fiction sul nostro lavoro forse può fare un po' sorridere qualcuno - commenta Miazzolo -, ma certo sarebbe utilissima per farci conoscere meglio, per sgomberare il campo da certi luoghi comuni sulla sfortuna, dai troppi scongiuri quando la gente ci incontra per strada. Il nostro gruppo giovanile ha anche realizzato una pubblicazione da distribuire agli utenti contro questo fatto scaramantico. Lo slogan era: meglio capire che fare gli scongiuri. Siamo 5000-5500 in tutta Italia, da alcune stime forse parziali, e stiamo facendo un grosso sforzo di riqualificazione del settore: ci sono le grandi imprese di città, che svolgono anche 400-500 servizi l'anno, e quelle piccole, che si attestano sui 50-70. Purtroppo quando si parla di noi in Tv è quasi sempre nei telegiornali, con ironia - che posso anche comprendere, a volte, perché l'argomento si presta -, oppure con accenti negativi per descrivere le nefandezze di alcune ditte prive di scrupoli che spesso stanno negli ospedali a vendere morti. Queste danneggiano tutta la categoria». Miazzolo ha in mente anche come dovrebbe essere la fiction destinata a raccontare le imprese dei becchini: «Non certo comica o troppo comica - spiega -, ma semmai affidata a un bravo attore, una persona seria che al contempo non sia troppo seriosa, e che ce lo mostri come la figura dell'impresario di paese, che crea un rapporto diverso, un grande contatto umano con le famiglie; spesso l'impresario di paese affianca altri lavori a questo». In attesa che la provocatoria idea di Becchini venga raccolta da Raifiction o Mediatrade - e con tutta questa fame di fiction non è affatto escluso che possa accadere -, andiamo a scoprire quali altri lavori la prossima stagione saranno materia di sceneggiato Tv. La Rai, ad esempio, farà scendere in campo i camionisti emigranti di Almost America, con Massimo Ghini e Sabrina Ferilli, ma anche gli operatori e gli autisti di Cinecittà; senza contare la seconda serie di Commesse e la terza del Maresciallo Rocca. Mentre Canale 5 sarà invasa dalle parrucchiere e dalle shampiste de Il bello delle donne (con un cast tutto al femminile composto da Stefania Sandrelli, Virna Lisi, Nancy Brilli, Giuliana De Sio, Caterina Vertova, Antonella Ponziani), dagli Elettrauto (scritto da Roberta Colombo, Duccio Camerini e Franco Bertini) Valerio Mastandrea, Daniele Liotti, Marco Giallini), dai Camici bianchi, il cui cast è ancora da definire, e da un esercito di pompieri (118), per il quale si stanno cercando i volti giusti.

(IL GIORNALE - AGOSTO 2000)

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