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mercoledì 30 novembre 2011

SOLANGE FA IL CALENDARIO 2012 (E IL NUOVO ANNO E' SEGNATO)

«In tutte le edicole e librerie arriva il calendario 2012 del sensitivo Solange», informa un comunicato stampa. Se avevamo la sensazione che ci aspettasse un anno di merda, ora è una solida certezza.

martedì 29 novembre 2011

«SISTER ACT» * LA VERA SUOR PAOLA INCONTRA LE FINTE CONSORELLE

Se le vie del Signore sono infinite, Suor Paola conosce anche qualche scorciatoia. Lo vedi già da come si intrufola, con soave faccia tosta e consumato mestiere, dietro le quinte di «Sister Act», il musical in programmazione da qualche settimana (e per i prossimi mesi) al Teatro Nazionale di Milano.
Suor Paola D’Auria, 64 anni, calabrese di Roccella Ionica ma romanissima d’adozione, divenne famosa come sfegatata tifosa laziale a «Quelli che il calcio…» (versione Fabio Fazio), qualche lustro fa. «Sorrisi» l’ha prelevata a viva forza dall’istituto delle «Scuole scolastiche francescane di Cristo Re», nella Capitale, per portarla al Nord ad assistere alla mega produzione benedetta da Whoopi Goldberg e dedicata alle coraggiose consorelle canterine. La suora vera alle prese con quelle finte, insomma. Ed è, da subito, un bel match. «Ragazze» intima Suor Paola alle attrici sul palco, a sipario ancora chiuso «guardate che a spettacolo finito passo a chiedere chi di voi è disposta a passare davvero dalla mia parte, a diventare una vera suora». Qualche spaesamento, sguardi gioiosi ma poco convinti. Il tentativo – ve lo diciamo subito – non andrà in porto. Ma la furia bianconera (d’abito) incalza: «Questo velo che portate è più pesante e ingombrante del mio, e andava nel medioevo. E poi perché avete al collo un crocifisso così pesante? Lo sapete che tra noi si dice che, più pesante è il crocifisso, più pesante è la vera croce che una si porta sulle spalle?». «Tutte abbiamo le nostre croci, suor Paola» rispondono in coro le anime belle pseudo-consacrate. E la Madre Superiora (Dora Romano), con cui la nostra instaura subito un bel feeling tra caratteri forti, annuisce paziente. «Chi siete voi?» spara Suor Paola a qualcuno di passaggio. «Macchiniste di scena». «Bene. E voi?». «I musicisti dell’orchestra...». «Ecco, bravi, appena iniziate a suonare, non alzate troppo il volume, perché una volta seduta voglio riposare…». Quando in abiti ultra-sexy arriva, imbarazzata, la protagonista Deloris-Suor Maria Claretta, ovvero la venere nera Loretta Grace, Suor Paola ride e non fa una piega. Ma prova subito a coprirle le gambe sfruttando un lembo dell’abito della dubitabile consorella che le sta accanto. Pochi minuti prima aveva tentato di convincere una responsabile della produzione dello show a portare parte del cast ai due spettacoli benefici che terrà a Roma, nella sua casa famiglia, la «So.Spe.», il 16 e 17 dicembre. «Il primo» dice «sarà con i ragazzi di “Amici”, ma senza Maria De Filippi. Cantano e si presentano da soli. Il secondo lo condurrà Paolo Bonolis, e Claudio Baglioni ha già confermato la sua presenza. Ma altri si aggiungeranno. E voi di “Sorrisi”, non mi fate un bell’articolo sul giornale?». Si salvi chi può.
In platea, oggetto della curiosità del pubblico in sala, la nostra suora Doc si trasforma in un’attenta osservatrice. E quando, durante lo spettacolo, il tema diventa un accenno di crisi nella fede di una delle sorelle, Suor Paola si fa seria e racconta: «Di cedimenti non ne ho mai avuti, se non all’inizio, perché la mia vocazione me la sono dovuta sudare: avevo vent’anni, e mia madre mi trascinò in tribunale quando le dissi che avrei voluto farmi suora. E incontrai l’ostilità di alcuni poveri, gli stessi che mi impegnavo ad aiutare. Lì mi chiesi se stessi sbagliando qualcosa. Dopo il noviziato, però, iniziai a dare una mano ai carcerati e da lì prese il via tutto. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che non hanno ostacolato il mio cammino; per andare da Fazio a parlare di calcio, chiesi il permesso alla Madre generale, e lei fu lungimirante. Le Madri Superiori arcigne, così come le vediamo in questo spettacolo, non esistono più. Oggi si dice che sono al servizio delle suore, non il contrario». Ma com’è la vita di una vera suora? «Mi alzo molto presto, e mi divido tra le scuola ai ragazzi delle elementari, il carcere e la casa famiglia. Non mi concedo nessun vizio, neppure vino o birra, anche se qualche sorella un goccio se lo fa. Abbiamo un refettorio comune e due signore che vengono ad aiutarci a far da mangiare. Per me, né pasta né carne. Solto petto di pollo, riso, frutta e verdura. E poi canto, ma solo i cori allo stadio». Che dire, infine dello spettacolo? «Bellissimo» assicura suor Paola «sono tutti bravi e preparatissimi. Oltre alla protagonista e alla Superiora, mi è piaciuta la suora cicciottella, forse perché mi somiglia un po’. Alla finale de “I raccomandati”, qualche anno fa, le ragazze della mia casa famiglia fecero un brano del musical. Per questo show sogno una sera una platea di sole suore. Non male l’idea di farle entrare gratis il martedì, ma non credo verranno. In genere non escono mai, e per farlo preferiscono chiedere mille autorizzazioni. Un giorno Bonolis mi disse: “Recuperamene qualcuna per una puntata”. Non riuscii a trovarne una disponibile...».
Investigando, è spuntata anche la chicca: una delle 13 attrici impegnate a vestire l’abito in «Sister act» si dichiara «totalmente atea». Ma vista la serietà della produzione internazionale, non vi diremo mai di chi si tratta per non costringerla a entrare in un programma di protezione.

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

lunedì 28 novembre 2011

MASSIMO RANIERI * «DOVEVO CONDURRE SANREMO CON MORANDI, MA LUI...»

«Lo scorso anno Gianni Morandi e io in teoria avremmo dovuto condurre insieme il Festival di Sanremo. Gli telefonai dicendogli: “Gianni, c'è questa proposta...”. E poi sai come fa lui... Disse: “Mah... Non so... Guarda, sì, boh, forse però non è il caso...”. Come non detto, replicai. E tre mesi dopo uscì la notizia che l'avrebbe presentato da solo».
Mentre parla del collega di Monghidoro, Massimo Ranieri confeziona la più strabiliante delle imitazioni di tutti i birignao morandiani. «Niente di male, va bene così. Con Gianni ci conosciamo da una vita. Quando gli parlo al telefono riesco a immaginare perfettamente quali facce stia facendo in quel momento. Poi Sanremo l'ha fatto, ed è andato benissimo. Anche perché intelligentemente si è comportato da Morandi. Noi come conduttori, diciamocelo, non siamo capaci. Io andai come ospite e lì invece si convinse che avremmo dovuto cantare qualcosa insieme. Quest'anno lo rifarà, fa bene, ma non è una novità. Già dal giorno successivo, lo scorso anno, questa cosa era già risaputa».
Stando a Ranieri, Morandi sarebbe anche artefice del tignoso stop a un progetto di Al Bano, che da anni sogna un tour da leggenda, proprio con Ranieri e Morandi. Carrisi lo chiama: «I tre tenori». «Gianni, Gianni: la colpa è sempre del bolognese – dice Ranieri – tra noi ci chiamiamo così: il bolognese, il pugliese, il napoletano... Sono anni che Al Bano insiste ma Gianni non ne vuole sapere. Dovrà farsene una ragione. Io lo farei senza problemi, in qualsiasi momento». E poi attacca un'altra imitazione di Morandi mentre parla al telefono.


(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

BOLOGNA E MILANO * L'INVECCHIAMENTO DI PAUL MCCARTNEY

Paul McCartney è invecchiato così tanto, che ormai non canta più "Let it Be", ma "Let it Been".

venerdì 25 novembre 2011

BELEN E CORONA SI SONO GIOCATI L'ULTIMO BRICIOLO DI CREDIBILITA'

Mi sa che Belen Rodriguez e Fabrizio Corona, con questa storia del presunto aborto, uscita per mettere una pezza alla notizia della presunta gravidanza, a sua volta uscita per coprire la bolla mediatica del video porno di lei, stavolta si sono giocati l'ultimo briciolo di credibilità che avevano. Sempre ammesso che ne abbiano mai avuto uno. Bye bye, giù il sipario.

CINEMA * «BAR SPORT» INAUGURA L'ERA DELLA PUBBLICITA' COL FALSO STORICO

E arrivò l'ora della pubblicità col falso storico. Succede in «Bar sport», il film con Claudio Bisio e Teo Teocoli da poco approdato nelle sale e ispirato all'omonimo libro cult di Stefano Benni.
Tra le vecchie promozioni tabellari degli Anni 70-80 che compaiono nella commedia (dal banco gelati Motta, al Crodino), spunta nella sala biliardo anche il logo di «Better», un marchio legato alle scommesse di Lottomatica nato ovviamente in un periodo ben successivo a quello in cui sono ambientate le vicende.
Peccato veniale o presa in giro dello spettatore? I promo o product placement (per esempio l'auto inquadrata col simbolo in bella vista o il pacchetto di sigarette in favore di telecamera) sono oggi consentiti dalla legge. Ma a quanto pare qui ci si trova di fronte al primo caso di singolare falso storico in pubblicità.

LA TOMMASI NUDA CONTRO LE BANCHE? È COME ROCCO CONTRO I PORNO

Domani a Roma, Sara Tommasi, una che ha sempre vissuto a rimorchio del sistema, si spoglia contro le Banche. E' un po' come far girare una scena hard a Rocco Siffredi per manifestare contro i film porno.

giovedì 24 novembre 2011

ELISABETTA CANALIS * «IL PROCESSO RUBY? QUANDO SARA' IL MOMENTO, SMENTIRO'»

Elisabetta Canalis torna in Italia dopo un periodo negli Stati Uniti e ne approfitta per togliersi - su Twitter - qualche sassolino dalle scarpe. Il suo nome è stato citato - in una lista di nomi di personaggi famosi che comprende anche George Clooney, Belen Rodriguez, e molti altri - fra i testimoni del cosiddetto processo Ruby, in corso a Milano, che vede imputato Silvio Berlusconi.
Ecco il commento dell'ex Velina: «E non c'e' niente che voglia nascondervi! Per chiarire Il mio nome e' stato citato in una vasta lista... Di persone che dovranno SMENTIRE la propria presenza in determinati posti,e quando un giorno (penso si tratti di 1 anno circa). E se un giorno verro' chiamata a farlo smentiro' volentieri! Tante volte I giornali nn son molto chiari percio' in questo caso W Twitter che ci permette di chiarire queste cose! Oltre che di farci fare 2 risate e cazzeggiare un po'! Mmmhua'».

mercoledì 23 novembre 2011

CHECCO ZALONE * «PER COLPA DI FIORELLO, ORA ME LA FACCIO ADDOSSO»

«Il primo problema ora sarà «rendere televisivo il tutto», dice Luca Medici. Già, perché il suo ruspante alter ego, Checco Zalone, il 2 e il 9 dicembre approderà in prima serata su Canale 5, e ne sentiremo delle belle. Il titolo provvisorio («Ma facciamo così: da adesso non lo è più» dice) dello spettacolo è «Resto umile World Show», figlio legittimo di quel «Resto umile World Tour» che l’uomo di Capurso (Bari) ha appena finito di portare nei palasport italiani con ciclopico successo e mascelle slogate dal ridere. Allora dove sta il primo problema? Nel rendere più potabile l’incontrollata, liberatoria volgarità del nostro. «Non è facile portare in tv questo spettacolo» spiega Checco «ma ce la faremo. Vedrò di essere meno sboccato, farò il possibile per edulcorare alcune cose, ma la rete non può chiedermi di snaturare me stesso. Ecco, cercherò al limite di mettere nei primi blocchi da mandare in onda le cose meno volgari e poi il resto, quando si va più in là con l’orario. Ma poi che cos’è la vera volgarità? Non sono certo le parolacce. A volte un c... o un vaffa detti bene, al momento giusto e alla persona giusta, sono poesia pura, diventano plusvalore».
Ma veniamo al secondo problema, che si chiama ospiti. «L’idea era quella di invitare i personaggi che sfotto nel mio show e farli incontrare con Checco, e molti altri. Il punto è che sto incontrando diverse difficoltà e tanti no. A me non interessa chi passa a cantare la canzone per promuovere l’abum. Vorrei che si mettessero a giocare, a farsi prendere un po’ in giro, come fece Jovanotti - che è uno molto intelligente - a “Zelig”. Tanti invece dicono che non vengono per non accostarsi al “brand” Checco, e cose simili. Penso siano scuse: in realtà se la fanno sotto. Venire a farsi prendere per il c... non è da tutti, lo so, ma mi aspettavo più partecipazione». Chi non mancherà sicuramente? «Mi sento di dare per certi i nomi di Al Bano e Kekko dei Modà. Ho conosciuto Antonio Cassano, e gliel’ho buttata lì. Ora non è proprio il momento per riparlarne, ma speriamo possa venire. A Nichi Vendola e Roberto Saviano non l’ho neanche chiesto. Nel primo caso volutamente, perché preferisco non avere politici. Nel secondo, ci posso provare. Se accettasse, sarebbe bellissimo. Di certo, comunque, la f... non mancherà». Nelle quattro, sbrigative lettere con cui Zalone sintetizza l’universo femminile nella sua versione più piacente, c’è una delle novità dello show. «Vorrei avere accanto una bella ragazza giovane, credo straniera, come Youma Diakite stiamo facendo gli ultimi provini, per un ruolo inedito: quello che ricorda la gnocca intelligente che usava Santoro ad “Annozero” e ora anche a “Servizio pubblico”: Giulia Innocenzi. Un personaggio del genere dà molti spunti sia a me che ai miei autori: Gennaro Nunziante, Carlo Turati, Federico Basso e il mio compagno di scuola Ettore. Uno molto colto che mi segue da sempre e che lavora in libreria. E poi voglio far tornare il mio Vendola, impegnato a rispondere stavolta anche alle domande dei ragazzi. Ha presente “Chi ha incastrato Peter Pan” con Nichi? Ecco, così».
Ma eccoci al terzo e ultimo problema, che è più psicologico che altro. «Fiorello» sostiene Checco «è sicuramente più bravo di me, le aspettative nei miei confronti sono sempre altissime, e io me la faccio sotto. Andare in onda subito dopo il suo show di Raiuno non è il massimo per me, ci sarà sicuramente il confronto e sarà penalizzante. Anche se devo dire che ora la tv la vedo come un territorio meno rischioso e pericoloso. Mi mette meno ansia».
In «Resto umile World Show» resteranno ovviamente l’attrice Claudia Potenza, la band dei Mitili Ignoti e il corpo di ballo del tour. «Una ventina di date che mi hanno insegnato molte cose: prima fra tutte la disciplina. Quando uscivo la sera a cena dopo lo spettacolo e tornavo alle tre, il giorno dopo lo show veniva uno schifo. E poi ho capito che posso contare sull’affetto della gente, che quando mi incontra si sente legittimata a dirmi di tutto. Al Sud sono molto esigenti; paradossalmente, funziono di più al Nord. A Trieste ho fatto uno spettacolo indimenticabile, ma anche la doppia data di Torino, 22 mila persone, è stata bellissima». Ora non resta che pensare anche al cinema, sempre con il produttore Pietro Valsecchi. «Faremo Checco 3, la rovina, ecco come andrà. Scherzi a parte, le scadenze sono queste: a dicembre inizieremo a scrivere la nuova sceneggiatura; le riprese dovrebbero iniziare a giugno, e il film sarà nelle sale a Natale 2012, quando al cinema, in teoria, va più gente».
Ciliegina sulla torta, Luca/Checco ha appena ritirato, con altri artisti, al Quirinale, dalle mani del Presidente della Repubblica Napolitano, il premio Vittorio De Sica. «Ha fatto un discorso preoccupato, il Presidente: se la faceva sotto per la storia dello spread. E intanto io pensavo ai Bot all’1,50% che ho comprato. NieNte, per gli investimenti sono negato...».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

PER CICCIOLINA SINDACO DI MONZA, BISOGNA LECCARE LA SCHEDA

E' ufficiale: Ilona Staller (Cicciolina) si candida per diventare sindaco di Monza. Per esprimere la loro preferenza, gli elettori dovranno leccare la scheda.

martedì 22 novembre 2011

VENDITTI, IL NUOVO ALBUM (E I MAYA)

Esce il nuovo album con pezzi inediti di Antonello Venditti. Ecco un altro problema che i Maya non hanno fatto in tempo a risolvere.

lunedì 21 novembre 2011

PIERO CHIAMBRETTI * «LA CRITICA TV È MORTA, MEGLIO FAR SCRIVERE FLORIANA DEL GRANDE FRATELLO»

Anche il suo ultimo programma, «Chiambretti Muzik Show», in onda su Italia 1, con la superospite Laura Pausini, si è dovuto scontrare con qualche recensione non proprio benevola. Lui tira dritto («Il progetto c'era, e credo - con tutto quello che ho fatto -, di non avere più niente da dimostrare»), ma qualche riflessione la fa.

Piero Chiambretti, che cosa pensa della critica?
«La critica è sopravvalutata: capirai, al massimo sposta lo 0,1% del pubblico. La critica tv è morta con Ugo Buzzolan e Beniamino Placido. Uno che magari ti stroncava, ma con un'ironia e un garbo che facevano simpatia. In certe critiche seriali di oggi nei miei confronti ci vedo non dico malattia, ma di certo malanimo".
La critica non ha più senso, quindi...
"Si è abbassato il livello qualitativo della tv, ma non si è abbassato in proporzione quello della critica, che pontifica ancora sui massimi sistemi".
E chi metterebbe a fare critica tv, Floriana Secondi del Grande Fratello?
"Ma sa che non è una brutta idea? Almeno parlerebbe di ciò che conosce, di qualcosa che è materia quotidiana della tv di oggi".

domenica 20 novembre 2011

«GRANDE FRATELLO» * SCAZZI IN DIRETTA DA AVETRANA

Nella Casa del «Grande Fratello» entra un concorrente di Avetrana. Si prevedono Scazzi.

CRISTIANO MINELLONO * «AL BANO E ROMINA? NON SCAMBIATELI PER L'ORCO E LA FATINA...»

Cristiano Minellono
La violenta querelle Al Bano Carrisi-Romina Power vista da Cristiano Minellono, detto "Popi", uno tra i più grandi autori italiani di musica leggera, che conosce da una vita l'ex coppia d'oro della canzonetta nostrana. Quella che nei dischi cantava una "Felicità" formato famiglia e che ora si rimpalla in tv pubbliche accuse di uso di droga, pestaggi domestici e quant'altro. Ecco qui sotto in maiuscolo quanto Minellono ha scritto sul suo profilo Facebook in difesa di Al Bano:

STO SEGUENDO LA VICENDA ALBANO E ROMINA....CONOSCO TUTTI E DUE DA 40 ANNI...CONOSCO I FIGLI E LA FAMIGLIA...E SENTIRE DIRE DA ROMINA CHE ALBANO PICCHIAVA LEI E I FIGLI LO TROVO UN ATTO DI MESCHINITA' INCREDIBILE!..ALBANO E' UN GRANDE UOMO E UN GRANDE PADRE E NON SAREBBE MAI CAPACE DI UN COMPORTAMENTO SIMILE.NON CADETE NEL FACILE TRANELLO DI VEDERE ROMINA COME UNA FATINA E ALBANO COME L'ORCO....NON E' COSI'...SONO SICURO CHE I FIGLI DIRANNO LA VERITA' E CHI MENTE VERRA' A GALLA.MI SPIACE VERAMENTE....SONO CON TE AL.

venerdì 18 novembre 2011

PAMELA PRATI * «SARO' LA NUOVA SOUBRETTE DI KALISPERA»

«Devo chiedere ad Alfonso di mettere una scala in studio: ogni soubrette che si rispetti, non può fare a meno di una scala. E se non ci può essere, almeno tre scalini provvisori. Vorrà dire che scenderò da quelli...». Nuovo ingresso (insieme con Melissa Satta) nel cast di «Kalispera», dal 14 dicembre su Canale 5, Pamela Prati è già in fermento. E si raccomanda con fervore al padrone di casa Signorini. «È un formidabile coach; credo che mi abbia voluta in squadra, come ciliegina sulla torta, dopo il successo del nostro balletto charleston dello scorso anno, che ancora spopola su Youtube. Dopo un infortunio al ginocchio che mi ha tenuta ferma per un po’, non vedevo l’ora di tornare a ballare, e questa per me è una grandissima occasione». Accanto alla Prati ci sarà il ballerino e coreografo Valerio Pino, uscito dal vivaio di «Amici».  «Oggi ci chiamiamo showgirl» prosegue Pamela «ma io - che ho fatto programmi come “La sai l’ultima?” - mi ispiro a soubrette come Wanda Osiris, Isa Barzizza, le Kessler, la Carrà. Gente che doveva saper cantare, recitare, far sorridere, tenere il palco, avere quella cosa così rara oggi che si chiama disciplina. Sarebbe bello se Alfonso ospitasse in trasmissione anche una sorta di casting per individuare e formare le soubrette italiane di domani».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

giovedì 17 novembre 2011

MICHELLE HUNZIKER * «RIFIUTAI DI CONDURRE IL GRANDE FRATELLO, MA ANDRO' SU RAIUNO»

Michelle Hunziker, tentiamo un primo bilancio della sua carriera?
«Oggi, grazie al mio show teatrale, “Mi scappa da ridere”, mi sento davvero a una svolta. Lo sto portando in giro da quattro mesi, ne sono felice, ed è una palestra vera e dura, sento di farmi il mazzo ogni giorno per qualcosa».
Per che cosa?
«Per uno show tv in prima serata che Raiuno mi chiede di fare da alcuni anni, ma ho sempre rifiutato perché non mi sentivo pronta. Non ho mai condotto un varietà da sola. Ora forse è il momento di accettare quella proposta, datemi ancora un anno o due di tempo. Faccio tele da 15 anni, bisogna stare per un po’ tra le scatole alla gente, prima».
Come lo immagina, questo varietà?
«Ben provato, con tutti i tempi a disposizione e i soldi che ci vorranno per fare un progetto con tutti i crismi. Ha presente il glorioso “Milleluci”?».
Una cosetta da niente…
«Eh, ma con Ballandi pensiamo a qualcosa del genere... Prima però deve passare questo momento di transizione e di crisi per la tv, in cui si rischia poco o niente».
Da quanto tempo fa spettacolo?
«Da 18 anni e ora ne ho 34, ma in tv sono stata sempre molto protetta, ho fatto tanti programmi forti e protetti, lo ammetto, da “Zelig” a “Striscia”, che riprenderò a gennaio con Greggio. Era ora di fare qualcosa a teatro esponendomi senza rete».
E adesso si sente in condizione di fare il Fiorello in gonnella…
«Non farei questi parallelismi. Fiore è un uomo e ha 50 anni, io donna e ne ho 34. I ruoli maschio-femmina in tv sono sempre un po’ diversi. Dalla donna ci si aspetta che intrattenga e accolga. L’uomo invece tira la carretta…».
Ha vita più facile?
«Non ho detto questo. Solo ruoli tradizionalmente diversi».
Qual è stata la platea meno facile?
«Forse, paradossalmente, Napoli. Gente molto attenta, che applaude alla fine. E lì gli show comici in genere funzionano meno. Al Nord sento più risate immediate. Dal 10 al 20 novembre approderemo al Sistina, a Roma. Poi Bari, Brindisi, Caserta…».
A 34 anni non è un po’ presto per fare uno spettacolo autobiografico?
«È intimista, non autobiografico. Se lo fosse durerebbe sette ore. È un dialogo che porto avanti con il pubblico… Anche Loretta Goggi ha fatto cose simili».
Qual è stata la difficoltà maggiore, nel realizzarlo?
«Non era un classico - quelli più o meno funzionano sempre – ma una cosa fatta ex novo. Quindi abbiamo dovuto partire da zero. È più rischioso».
Continua anche con la tv in Germania?
«Sì, con “Wetten Dass”, e abbiamo anche altri progetti in maturazione, ma quelle sono cose tedesche».
Ormai è una showgirl formata, sempre sulla cresta dell’onda. Ma non sente un po’ il fiato sul collo delle nuove leve?
«No, è un problema che non mi pongo. Ognuna ha la propria personalità e unicità. Io sono competitiva, abituata a combattere, ma per le mie cose. Con le donne di solito faccio squadra. Da anni sogno uno spettacolo con la Cortellesi, e lei con me. Ma stimo anche Ventura, Marcuzzi, Littizzetto».
E una cosa con la De Filippi? Due primedonne, ma così diverse…
«Un programma con Maria? Certo, magari. È anche lei una “workaholic”, una dipendente dal lavoro, come molte di noi. Ottima autrice, e sul palco le nostre differenze funzionerebbero».
Sua figlia Aurora ha manifestato il desiderio di fare spettacolo?
«No, credo che farà tutt’altro, nella vita. Per ora frequenta una scuola internazionale ed è cresciuta bilingue: italiano e inglese».
Lei ha mai depositato un suo format?
«Quello di questo show è il primo, visto che ho contribuito a scriverlo. Ma in passato no, non mi è mai successo».
Saprebbe fare l’autrice?
«Non ci ho mai pensato. Anche quando faccio “Striscia” ho le mie idee, ma senza per questo dover per forza pretendere di firmare. Quando sparo alcune delle mie scemate con Greggio, non c’è niente di scritto. Ognuno in definitiva è sempre anche un po’ autore di se stesso…».
Mai pensato di smettere?
«Mai, questo lavoro è la mia passione e la mia vita».
Se le proponessero uno show con il suo ex marito, Eros Ramazzotti?
«L’ipotesi che sta facendo è la cosa meno probabile in natura, ma nella vita mai dire mai: se fosse, farebbe un botto unico».
Lui accetterebbe?
«Non lo so, forse. A patto di cantare solo mentre io conduco».
Chiaro. Oggi nello spettacolo italiano conta più il talento o un buon agente?
«Sempre e da sempre il talento. Il buon agente ti può dare qualche occasione, ma senza il talento ti fermi subito dopo. Non credo sia mai andata diversamente».
Le hanno mai proposto di condurre un reality?
«Il “GF”, qualche anno fa, ma rifiutai. Non li amo, non ci credo, non li considero vicini al mio modo di essere. Non potrei mai condurne uno».
Sono davvero in crisi?
«Ho letto del calo degli ascolti del “Grande Fratello”, e dopo tanti anni di messa in onda ci può stare, ma il problema, ragazzi, è complessivo: la tv ha perso il 16-17% del suo bacino d’ascolto, che ormai è frammentato. Sono dolori per tutti».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

mercoledì 16 novembre 2011

GOSSIP QUIZ * SE ME LA DAI TI TROVO UN POSTO A «MISS PADANIA»

QUIZ SENZA SOLUZIONE PER UTENTI ESPERTI. STORIE RIGOROSAMENTE VERE DI VIP CHE (PURTROPPO) NON AVRANNO MAI UN VOLTO. CHI INDOVINA NON VINCE NIENTE E - SOPRATTUTTO - NON LO SAPRA' MAI.

Chi è il giornalista e conduttore televisivo che a volte, quando incontra una ragazza piuttosto carina (e decisamente più giovane di lui), le fa capire chiaramente che se lei fosse molto molto gentile con lui, potrebbe facilmente trovarle un posto nelle finali di «Miss Padania»?  

martedì 15 novembre 2011

«IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL WEEKEND» * FIORELLO, IL MARIO MONTI DELLA TV?

Fiorello arriva in emergenza, sulle macerie di una tv (e di una Rai) sempre più triste e agonizzante, e ovviamente fa sfracelli: 9.796.000 spettatori con il 39,18% di share. Facile, dirà qualcuno. Mica tanto, oggi come oggi, con gli ascolti sempre più frammentati, con il pubblico in fuga verso mille piattaforme, con un Paese che a colpi di reality di/per cerebrolesi ha perso fiducia nel mezzo. Come Mario Monti (vedremo se il tecnico porterà a casa gli stessi risultati dello showman) prende in mano la patata bollente del Paese televisivo. E ridà - come sempre - spolvero al varietà. Col suo immane talento, rimette in riga tutti. E regala non le lacrime e sangue che ci aspettano, ma risate e sudore.
Non c'è niente di così nuovo ne «Il più grande spettacolo dopo il weekend», ma da sempre è proprio questo il segreto della formula fiorelliana, che punta sul recupero del vecchio varietà alla Milleluci, su alcuni numeri da manuale (le interazioni canore con Giorgia e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, un Julio Iglesias in chiave operistica), su uno studio che più bello non si può.
C'è qualche sbavatura sui testi (un monologo fiacco e vecchiotto sul rapporto genitori-figli), la continua citazione del mondo di Twitter per modernizzare vagamente qualcosa che moderno non è; andare a nero con le imitazioni del Presidente Lorenza Lei, che nessuno conosce. Perché gli oscuri funzionari vogliono esserci alle prime che contano, sempre. Possibilmente in prima fila, per marcare il territorio. E se non ci sono vanno omaggiati. Ma sono quisquilie. In video passa talmente tanta spazzatura, che quando arriva qualcosa del genere, non si può fare altro che togliersi il cappello. Fiorello, ancora una volta, rules.

lunedì 14 novembre 2011

EFE BAL * QUANDO LO SPOT SI ATTACCA AL TRANS

Non dite a Piero Marrazzo che il gruppo Gruppo Dermal, per pubblicizzare i macchinari destinati ai trattamenti per il rimodellamento del corpo per l'epilazione permanente e per la luce pulsata, ha ingaggiato il trans piu' bello del mondo, Efe Bal, al posto - vuole una leggenda che si immagina maliziosamente alimentata - di Claudia Schiffer.
Anche la pubblicità, ormai, si attacca al trans. Come tutti del resto, in un'economia stentata che vive di sommerso. In attesa che - come in questo caso - qualcosa riemerga. Magari da sotto panni. Lo spot è in onda in questi giorni su Sky, Mediaset e anche su Youtube. Vedi sotto.
E anche se l'operazione ha tutta l'aria dell'ennesima furbata per far parlare e quindi vendere, che cos'è del resto la pubblicità se non l'anima del commercio?

Non e' la prima volta che un trans soffia lo spot a una donna. Accadde gia' con la linea di cosmetici Viva Glam di Mac, che scelse come testimonial RuPaul al posto della dirompente e atletica ex bagnina di 'Baywatch' Pamela Anderson, fino ad arrivare ai giorni nostri. Riccardo Tisci, giovane designer della Maison di haute couture francese Givenchy per la campagna della collezione autunno-inverno 2011
ha arruolato la transessuale Lea T. Nemmeno il piu' 'maschile' settore automobilistico e' rimasto indifferente a questo trend: ultimamente Seat ha ingaggiato Vladimir Luxuria tra i volti del nuovo spot della Ibiza. In seguito altri brand hanno scelto transessuali come volti delle proprie campagne. Tra le tante
quello di una nota marca di epilatori che sfrutta la proverbiale intolleranza al dolore tipicamente maschile, mostrando il protagonista proprio nell'atto di depilarsi le gambe, o quello di una compagnia di navigazione del sud Italia,
che, di fianco all'immagine di una drag-queen, sottolinea
l'"equivoco" con il claim "Be TRANSported".

ALFONSO LUIGI MARRA * MONTI È UNO DEL «BILDERBERG», CI MANDERA' IN ROVINA

L'ultima sparata di Alfonso Luigi Marra, l'uomo dello «strategggismo sentimentale» di Manuela Arcuri e Sara Tommasi, colui che odia le banche e le combatte, poteva non essere contro Mario Monti, il nuovo Presidente del Consiglio incaricato?
Con una mail inviata ai giornalisti dal suo ufficio stampa (ma firmata «Comitato Anti-Bilderberg», l'avvocato partenopeo avverte, parlando di se in terza persona: «Alfonso Luigi Marra parlerà dalle emittenti di seguito indicate di come Monti, un volgare membro dell'organizzazione occulta e illecita Bilderberg, non risolverà i problemi della finanza e rovinerà l'economia e l'Italia». A seguire, tre appuntamenti: oggi, 14.11.11, dalle 18 alle 20, da Pane al pane, con Roberto Poletti, Radio Lombardia (diretta anche da web su: www.radiolombardia.it); mercoledi, 16.11.11, ore 14.30, da Glossip, con Selvaggia Lucarelli, in diretta su La3 (SKY 143); sempre mercoledì, alle 20.30, da Forte e chiaro, con Roberto Poletti, su Antenna 3 (tasto 11 del digitale). Vedremo - ma anche no, volendo - gli sviluppi. Anche perché Marra ormai sta entrando in una dimensione divinatoria che sembra avvicinarlo sempre più al Mago Otelma.
Per chi di voi - come chi scrive sino a dieci minuti fa - non sapesse cosa sia «Bilderberg», ecco a seguire la definizione che ne dà Wikipedia:

Il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg) è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici.
Il gruppo si riunisce annualmente in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo, normalmente in Europa, e una volta ogni quattro anni negli Stati Uniti o in Canada. Ha un ufficio a Leida nei Paesi Bassi[1]. I nomi dei partecipanti sono resi pubblici attraverso la stampa[2] ma la conferenza è chiusa al pubblico e ai media[3].
Dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all'esterno, questi incontri sono stati oggetto di critiche ed anche oggetto di varie teorie del complotto[4].

PIERO CHIAMBRETTI * «I SOLDI SONO FINITI: TORNO ALLA TV DELLA CREATIVITA'»

L'11 novembre su Italia 1 torna Piero Chiambretti, e in testa ha un motivo. Anzi, due. Fare da apripista mediatico al nuovo album di Laura Pausini, ferma da due anni, e riguadagnare la scena dopo aver pensionato il suo Chiambretti Night. Il programma si intitola Chiambretti Muzik Show, e debutta omaggiando l'interprete romagnola che spopola nel mondo. Fra gli ospiti pare si stia cercando di reclutare anche un campione milanista, la sua squadra del cuore. "La Pausini - dice Tiberio Fusco, fido autore del Pierino tv - mi ricorda la prima Carrà: freschissima sul palco e meticolosa dietro le quinte. Partecipa a tutte le riunioni, seria, col suo pc sulle gambe. Anche Piero è noto per la sua pignoleria. In questo sono fratelli".
 
Chiambretti, Laura Pausini, contesissima anche da Fiorello, preferisce tornare in video chez Piero. Come mai?
"Fortuna e stima reciproca hanno fatto la differenza. C'è l'uscita mondiale del suo disco. Più che il debutto del mio nuovo show, sarà un evento su misura".
Una specie di "Serata d'onore" alla Baudo, par di capire...
"Lanceremo il cd e omaggeremo con ospiti e la mia cifra televisiva questa regina del pop. Il Chiambretti Muzik Show vero e proprio inizierà a gennaio: 6/8 puntate".
E questo è un assaggio...
"Sì, e nasce da una costola del Chiambretti Night. Però quello era notturno, venato di funky e di soul. Qui userò la musica italiana e i suoi protagonisti come pretesto per parlare anche di altre cose. Come fanno i cantautori, che tra le pieghe di un disco rappresentano il loro mondo, o quel che vogliono far arrivare al pubblico".
E lei, che cosa vuol fare arrivare?
"Informazione e intrattenimento, cercando di catturare anche chi alla musica non è interessato. Farò giochi di parole con la musica, e con quella spero di dare emozioni. E poi ci sono io: non dico che ogni conduttore rifaccia sempre lo stesso programma, ma lo stile è quello, c'è poco da fare".
Qualche anticipazione sugli ospiti.
"I nomi grossi italiani hanno detto sì. Per ora ne faccio tre: Baglioni, Venditti e Ligabue".
E i discografici, che cosa dicono?
"Con tutti loro a giugno ho fatto una grande riunione programmatica. Sono messi male. La pirateria, i download, hanno messo in ginocchio il settore. Tant'è che ormai i cantanti guadagnano quasi solo sui concerti... Però mi sembrano motivati a collaborare. Anche perché della musica in tv è meglio non parlare".
No, parliamone...
"È fatta solo di brevi ospitate del cantante che fa il suo pezzo sganciato dal resto, oppure di gare, siano esse Sanremo o talent show. Non è quello che mi interessa".
Tant'è che i programmi chiudono: "Star Academy" è stato un flop, altri, come Top of the Pops, sono abortiti...
"Quando un programma chiude non fa mai piacere, ma questa situazione è figlia di un certo inflazionamento e della frammentazione degli ascolti. C'è il web, Youtube, le satellitari, che in genere per il 50% mandano in replica cose già andate sulle generaliste. Ma questo fa male a tutti. E la gente ormai ha capito che dopo il canale 7 del telecomando, dove di solito si trova La7, ce ne sono altri 50".
Risultato?
"Una volta quando un programma andava male, almeno potevi contare sul famoso zoccolo duro. Ora non solo non c'è più lo zoccolo, ma neanche il cavallo".
Al Chiambretti Muzik Show chi tornerà fra quelli del suo circo di personaggi?
"Nessuno. La verità è che ne voglio preservare alcuni per un eventuale ritorno del Chiambretti Night, più avanti. Non si può escludere. Se così non fosse, auguro loro il meglio".
In compenso lei due mesi fa ha registrato un blitz alla Pausini in esterna, come nei suoi anni d'oro, negli strani panni di suo fratello Paolo. Che dovrebbe tornare...
"Deve essere messo ancora un po' a punto, ma sì, ci stiamo lavorando".
Il bilancio parziale del suo passaggio a Mediaset.
"Questo è il posto migliore dove stare quando le cose vanno bene, e il peggiore quando vanno male. Per ora non mi posso certo lamentare: sul Chiambretti Night mi hanno aiutato, c'è stato un grosso investimento, e si vedeva...".
E ora?
"Ora i soldi sono proprio finiti, non c'è storia. Farò uno show di lustrini e paillettes, ma nel segno dell'austerity. Ed è una sfida che mi stimola la creatività, come ai tempi del divano di Raitre. E poi riaffronto dopo 10 anni la delicata prima serata di Italia 1. Quando entrai l'accordo che avevo con Piersilvio Berlusconi era di tornare prima o poi al prime time, e così è stato".
 
(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

FIORELLO IN ANSIA PRIMA E DOPO IL WEEK-END * LAURA PAUSINI BLINDATA

Come alla viglia di ogni debutto, Fiorello è in ansia. Di brutto. Stasera su Raiuno parte «Il più grande spettacolo dopo il week-end», e lui non nasconde l'agitazione compulsiva che sempre lo caratterizza in queste occasioni. Come se non bastasse, gli autori e la produzione del suo show di recente l'hanno cazziato perché passa troppo tempo su Twitter. Fra edicola mattutina (a proposito, il giornalaio più famoso d'Italia dopo Gianfranco Funari sarà ospite della prima puntata), foto video e cazzeggi vari, Fiore sta diventando un addict del social network. Ma negli ultimi giorni di prove si è dato una leggera calmata. Mentre la paura cresce. «Noi che facciamo questo lavoro - dice Checco Zalone, un altro ansioso che il 2 dicembre debutterà su Canale 5 con il suo spettacolo - siamo tutti così: all'esterno diamo l'impressione che non ce ne importi nulla, ma dentro siamo sempre inquieti. E abbiamo bisogno di essere costantemente rassicurati».

Il lancio del nuovo album di Laura Pausini, «Inedito», è stato all'insegna del rigore. Ormai la nostra interprete più acclamata è una star internazionale, e non si sgarra. Basti pensare che alla registrazione dello speciale di Italia 1 «Chiambretti Muzik Show» a lei dedicato, la sera del 9 novembre e in onda l'11, i giornalisti erano praticamente segregati e cordialmente guardati a vista all'interno di una stanzetta della redazione posta al primo piano della palazzina Mediaset di Cologno Monzese. Lo spettacolo era visibile su un grande schermo al plasma, c'era un panettone gastronomico, pizzette, paste e caffè per non rischiare il sequestro di persona, ma nessuno poteva scendere in studio. «Così lavorano anche gli americani, e ormai Laura ha adottato gli stessi standard» dicevano gli addetti stampa.



domenica 13 novembre 2011

«IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE» * CREMONINI PLAYBOY TONTOLONE: PROMOSSO

Emilia, anni del Fascio dominante. Il bel Carlino Viggetti (Cesare Cremonini) è il playboy del paese. Un po' rintronato, ma piace alle donne. Papà (Andrea Roncato) e mamma, ricevono dal ricco del villaggio (Gianni Cavina) una proposta indecente di quelle molto in uso ai tempi: se lo fai sposare a una delle mie due figlie, bruttarelle ma simpatiche - si fa per dire - per il ragazzo c'è una moto Guzzi e per te dieci anni di lavoro alle mie dipendenze. Carlino dall'alito di biancospino è perplesso ma deve sacrificarsi per il bene supremo, e inizia i suoi fantozziani incontri con le speranzose racchie. Un giorno, direttamente dal Lazio, arriva la terza sorella acquisita, Francesca (Micaela ramazzotti), carina assai, e tra i due è subito colpo di fulmine. Sposiamoci amore, anche se farlo non è come dirlo.

Pupi Avati esce con un film all'anno, se non due. E a volte esagera. Ma quando resta ancorato ai temi dell'infanzia, alla Bologna sua e dei nonni, è spesso tutto da gustare, come fu ne "Il cuore altrove", lavoro peraltro più complesso. Qui si viaggia sulla totale semplificazione, in una commediola non strutturatissima che però risulta fresca e gradevole. Un montaggio veloce di paradossali situazioni d'antan che giocano spesso sull'umorismo involontario. Miss Ramazzotti ha la grande capacità di riuscire a passare dal pianto al riso in un nanosecondo, e persino Cremonini risulta abbastanza convincente nel ruolo del flolloccone amoroso. Nel cast, anche la stralunata Rita Carlini, preziosa pedina del cinema avatiano fatto di minimalismo e guizzi ironici. VOTO: 7.

venerdì 11 novembre 2011

VIDEO * TUTTI GLI INNI DI PARTITO DEL VENTENNIO BERLUSCONIANO


DANCE REVIVAL * TORNA ALBERT ONE, L'UMBERTO SMAILA DEGLI ANNI 80/90

È tornato Albert One. Ve lo ricordate? Quello di «Turbo diesel», «Heart on Fire», «Sing a song now now» e compagnia cantante. Piacentino di nascita e pavese d'adozione, classe 1956, era il musicista, interprete e produttore big size che ha spopolato negli Anni 80-90, quelli della dance oggi in pieno spolvero. Se vai a una festa e vuoi divertirti, ora come ora, si comincia coi 70 e si finisce ai 90. Il resto è quasi sempre robaccia impraticabile. Poi de gustibus, naturalmente...
Radunata la sua vecchia - non vecchissima - band Albert One (Alberto Carpani, all'anagrafe) si è rimesso in pista per rispolverare ricordi ed emozioni. Ho assistito al buon debutto a Casteggio (Pavia), poche settimane fa, insieme con un'altra vecchia volpe dell'ambiente: il produttore Roberto Turatti.
L'obiettivo di Carpani è quello di tornare a esibirsi con un gruppo «open» che rinverdisca di fatto i fasti della band di Umberto Smaila. Una rodata macchina da intrattenimento, ma troppo legata agli Anni 60, ormai decisamente fuori target. Anche per un fatto squisitamente anagrafico legato al pubblico da raggiungere. Carpani ha intenzione di lasciare le porte aperte alle guest star, che possono di volta in volta unirsi a lui sul palco per ripercorrere le pagine più felici di quegli anni. Hanno già dato la loro disponibilità Gazebo, P. Lion, Sandy Marton, Den Harrow, Ryan Paris, Scotch e altri che si aggiungeranno. In bocca al lupo per l'operazione vintage (ma non troppo).

11.11.11 * BOSSI, IL TROTA E IL GIORNO PALINDROMO


giovedì 10 novembre 2011

MILANO * GERRY SCOTTI, IL BENESTANTE, FA COLAZIONE DA GATTULLO

Gerry Scotti è il conduttore meglio del pagato del cocuzzaro Mediaset. Colui che, sommando contratti di rete, telepromozioni, spot e quant'altro, ha sempre portato a casa - quatto quatto - più di chunque altro. Persino di Paolo Bonolis, non foss'altro per la quantità di televisione che macina Mister Miradolo Terme.
Lo conosco da una vita e l'altro giorno l'ho quasi arrotato mentre andavo al lavoro in Vespa, passando da viale Col di Lana a Piazzale di Porta Lodovica, dove c'è il tempio di «Gattullo». Riposato e di buonumore, salutato da netturbini e passanti, il conduttore pavese andava a farsi una full immersion di pubblico dal vivo e una colazione nello storico bar dove un tempo erano di casa Enzo Jannacci e Beppe Viola, Renato Pozzetto e la Milano dello spettacolo che (un tempo) c'era e dettava legge. Abbiamo fatto quattro chiacchiere, e mi è parso sempre sul pezzo ma fortunatamente abbastanza lontano da competitivi pensieri sparsi su preserali e obiettivi d'ascolto. Più rilassato dei suoi tempi più privatamente nervosetti, fra l'altro non lontanissimi. Speriamo in bene.

mercoledì 9 novembre 2011

GIGI BUFFON & ALENA SEREDOVA * SARANNO LORO I NUOVI TOTTI-BLASI FORMATO SPOT?

Mentre Francesco Totti e Ilary Blasi si preparano a uscire di scena come testimonial Vodafone, un’altra coppia d’oro, sulla carta molto simile (calciatore lui, showgirl lei), scalda i muscoli per consolidare la propria popolarità formato spot. Si tratta di Gigi Buffon e Alena Seredova, che «Sorrisi» propone in anteprima sul set della nuova campagna istituzionale Zucchi-Bassetti, in onda da fine novembre. Il portiere della Juventus e della Nazionale, fra l’altro, è proprietario del 20% del pacchetto azionario di Zucchi. Dopo questo lavoro e uno per Giochi preziosi, in queste settimane Buffon e Seredova sforneranno un’altra campagna (Ferrarelle, attualmente in onda), andando forse a insidiare il primato di visibilità degli illustri predecessori, che però puntavano decisamente più sul fattore simpatia. «Secondo me» dice Alena Seredova «bisogna uscire dalla classica visione calciatore-showgirl: certo, è un’immagine che arriva al pubblico, ma noi - così come Totti e Ilary - in fondo siamo solo una famiglia come le altre. Ora hanno finito, ma credo che grazie a loro Vodafone abbia guadagnato tanto.  Inoltre, si sono fatti conoscere per come sono nella realtà, in un contesto normale. Io ho accettato perché mi sembrava un buon prodotto, ben girato. Per il resto, ora mi dedico più ai miei impegni di madre che alla tv, dove la crisi si fa sentire e dove la qualità negli ultimi anni è precitata». «Nello spot Zucchi-Bassetti, spiega il creativo Lorenzo Marini «Alena si arrampica su un albero, e inizia una lunga corsa su un ramo ricoperto di prodotti dell’azienda, per poi finire in un nido, che simboleggia la casa, nel quale ritrova il marito e i figli».

(TV SORRISI E CANZONI - OTTOBRE 2011)

martedì 8 novembre 2011

SERVIZIO PUBBLICO * E SE QUELLI DE «LE IENE» E «REPORT» SI METTESSERO A FARE POLITICA?


Di Lorenzo Sulmona

Mi piacciono le attività domestiche, come quella di sciacquare i piatti. Mi rilassa e mi permette di riflettere su quanto selezionato, anche inconsciamente, nella buona e cattiva tv vista e ascoltata in settimana. Riflettevo ieri sera sul seguente paradosso: e se domani al posto degli eletti (cosiddetti governanti, onorevoli o giuridicamente anche “il legislatore”) utilizzassimo, per esempio nelle commissioni parlamentari, dove si lavora su riforme, progetti e leggi, figure professionali e non del cosiddetto “servizio pubblico”, efficienti, competenti e di senso civico (e pratico soprattutto!) come i giornalisti di Report e Presa diretta, le IENE, gli inviati di Striscia la notizia o parte degli indignati intellettuali che riempiono le 8.000 agorà comunali?

Mi spiego meglio: a vedere l’impegno che ognuno di loro, persone comuni, ci mette nel ricercare, scovare, confrontare, domandarsi, valutare, ponderare, suggerire, spiegare, approfondire un determinato tema che sia truffa, spreco, legge o regolamento, comportamento umano o bisogno della collettività, si capisce al volo che in pochi mesi, giorni o addirittura ore potrebbero veramente modificare dalle piccole cose le speranze di cambiamento.
A volte ci si chiede (con vero misto di indignazione), come mai altri (la politica) non ci hanno pensato? Come mai altri non se ne sono accorti? Come è possibile che accadano queste cose sotto i nostri occhi?
Ebbene, si dice spesso, «ma la politica è diversa, è altra cosa, è scendere a compromessi, valutare le ricadute sulla collettività»; ecco, proprio perché la politica è altra cosa chiediamo che la facciano bene, ma altre persone, che ce la raccontano bene anche con una piccola telecamera in mano!
Quindi 10 puntate di Report, 10 Iene o 100 denunce in TV valgono più di mille poltrone elettorali d’antiquariato, credo!
Riappropriamoci della politica e consegnamola nelle mani di chi ha dimostrato di lavorare bene anche in TV.

LINO BANFI * «TORNARE A FARE NONNO LIBERO? NE STIAMO PARLANDO SERIAMENTE»

Lino Banfi tornerà nei panni di Nonno Libero in «Un medico in famiglia»? L’ipotesi non è così remota. «Ci sono trattative concrete in corso» conferma l’attore «ma niente di ancora definito. La Rai ha ricevuto decine di migliaia di lettere e appelli perché questo personaggio rientrasse nella serie, e così abbiamo iniziato a parlarne. A me non dispiacerebbe, magari non per un ciclo intero ma per un numero limitato di puntate». Il mitico, pimpante anziano interpretato da Banfi uscì di scena alla sesta stagione (oggi si lavora per l’ottava), ufficialmente per trasferirsi in America, e da lì potrebbe improvvisamente rientrare, per la gioia del pubblico di una tra le fiction più amate della tivvù. Intanto, l’attore si gode un’altra soddisfazione: l’Università degli studi Giovanni Paolo II, di Roma, gli ha conferito nei giorni scorsi una laurea honoris causa in Scienza della comunicazione. «Nella motivazione» dice Banfi «mi si definisce anche “Eroe quotidiano e non sui quotidiani”.  Mi piace molto. Forse è per via del mio impegno con l’Unicef».

(TV SORRISI E CANZONI - OTTOBRE 2011)

ALESSANDRO SIANI * LE DIFFERENZE TRA NAPOLETANI E MILANESI? VE LE RACCONTO IO

«La vera cucina milanese è quella giapponese. Ma anche col kebab non si scherza: gli appartamenti di Milano contengono più kebab che persone».  
Alessandro Siani non ha dubbi, e forte delle sue «sei/sette settimane» vissute nella capitale morale del Paese per girare con Claudio Bisio «Benvenuti al Nord» (uscirà a gennaio 2012, seguito ideale di «Benvenuti al Sud), ora ha gli elementi per sfogarsi sulle pagine di un libro. Si intitola «Non si direbbe che sei napoletano», ed è un collage di battute che indagano il complesso rapporto fra l’essere napoletano (uno stato dell’anima) e Milano. Con uso di milanesi. Se il napoletano nei dintorni del Duomo sente dire: «Ci facciamo un ape?», teorizza Siani «Non pensa all’aperitivo, ma a un invito a rubare un veicolo a tre ruote». Non è certo dura come ai tempi nebbiosi di Totò, Peppino e il vigile del «Noio volovàn savuàr», ma trovare una pizza come si deve per il partenopeo tipo pare sia impresa ancora impossibile. E non parliamo dei posti di lavoro, dove quell’apprezzamento, «Non si direbbe che sei napoletano», ogni tanto cala con simpatia. Altre volte «con malizia, come se si volesse attribuire alla parola napoletano significati solo negativi» dice Siani. L’unico errore da non fare è invitare a cena una ragazza milanese a dieta: «Siede a tavola dicendo: “Ti faccio solo compagnia”, e poi pian piano divora: antipasto, primo, secondo, contorno, frutta, dolce, caffè. E quando arriva il conto si preoccupa: “È salato?”. Pecché, rispondo io: te vuoi magnà pure quello?».

(TV SORRISI E CANZONI - OTTOBRE 2011)                                

lunedì 7 novembre 2011

LUCA BIZZARRI * «ECCO LA LETTERA CHE IL SINDACO DOVEVA SCRIVERE A GENOVA»

Sul suo profilo Facebook, il genovese Luca Bizzarri (del duo Luca e Paolo, nella foto) ha pubblicato un'accorata lettera aperta che avrebbe voluto fosse scritta alla gente del capoluogo ligure dal sindaco Marta Vincenzi dopo l'alluvione e i morti del 4 novembre scorso. Eccola:
 
Cari concittadini.
Ho assistito impotente, io come voi, alla terribile alluvione che ha colpito la nostra città. Il pomeriggio, l’interminabile pomeriggio del 4 novembre rimarrà impresso nei miei occhi e nel mio cuore per il resto dei miei giorni. La Natura ci ha voluto ricordare quanto siano minuscole le nostre forze rispetto alla sua , e quanto il continuo modificarne e sconvolgerne le leggi, alla lunga, diventi per noi una condanna all’estinzione. Ce lo ha ricordato nel modo più atroce, togliendo la vita ai nostri cari, ai nostri vicini, ai nostri parenti. Togliendo la casa a molti dei nostri concittadini, e obbligandone altri a vivere un futuro più complicato e difficile. Di questa tragedia noi tutti, che abbiamo amministrato e amministriamo la città, non possiamo non sentirci profondamente responsabili. Siamo responsabili tutti di quelle morti e di quelle devastazioni, la classe dirigente che ha governato e governa da decenni non può, e non deve, nascondersi dietro il dito del “non si poteva prevedere”. E invece si poteva, si doveva prevedere, e soprattutto, bisognava fare di tutto perché non succedesse. Negli ultimi quarant’anni questa città ha subito almeno quattro grandi inondazioni, tutte nelle stesse zone , tutte con le stesse vittime. Stiamo facendo, noi amministratori, un lavoro difficile, avendo ereditato da chi costruì nei secoli scorsi non poche situazioni esplosive. Stiamo facendo molto, ma evidentemente non stiamo facendo abbastanza. I fatti parlano per noi, purtroppo.
In queste ore ho seriamente pensato di dimettermi dalla mia carica di primo cittadino, più che per responsabilità personali, per un senso di vergogna rispetto ai miei cittadini, per aver fatto e far parte di chi dovrebbe proteggerli, e non riesce a farlo. Credo però che in questo momento ci sia bisogno di me, di una guida ,un punto di riferimento anche se non amato, ma presente. Non è delle mie dimissioni che la città ha bisogno. Ha bisogno di lavoro, e di serenità. Ha bisogno di quella fratellanza che sa unire i genovesi in questi momenti. Ha bisogno di silenzio. Per cui da oggi in poi lavorerò in silenzio, fino alla fine dell’emergenza, lavorerò in silenzio e poi voi deciderete se avrò fatto bene o male, se sarò responsabile o no. Ma prima del lavoro e del silenzio c’è una necessità, un’urgenza che mi esce dal cuore, dalla pancia. A nome di chi vi ha governato e vi governa oggi, io vi chiedo scusa.
Chiedo scusa perché, come Sindaco ho il dovere di prendermi la responsabilità di farlo,di chiedervi scusa e lavorare in silenzio.
Il Sindaco di Genova.

domenica 6 novembre 2011

IL RICCO FAN E IL MOLARE (CARIATO) DI JOHN LENNON

Un fan canadese ha pagato 23 mila euro, a un'asta, un molare cariato di John Lennon.
E' sempre così: chi ha il pane, non ha i denti.

venerdì 4 novembre 2011

«SERVIZIO PUBBLICO» * UN «ANNOZERO» DEPOTENZIATO, MA MICHELE, LASCIA IN PACE MONTANELLI

Il Michele Santoro multimediale e multipiattaforma di «Servizio pubblico» (prevedibile anche se difficilmente calcolabile record d'audience per il debutto di ieri sera) è un «Annozero» depotenziato, con uno studio suggestivo ma male illuminato e inadatto alla tradizionale, pugnace tv santoriana. In questo i mezzi Rai erano insuperabili.
Dopo aver rastrellato vagonate di euro da 100 mila fedelissimi, Michelone ha messo in scena una puntata anti-casta, che faceva perno su un magistrale pezzo centrale di Marco Travaglio. Da applausi a scena aperta. Per il resto, liberatosi dell'orpello delle risse e del contraddittorio obbligato in ossequio alla par condicio, il programma - con alcune parti giornalisticamente molto efficaci - ha perso inevitabilmente anche un po' di mordente. Quell'effetto fort apache che invece era buona parte del coté di «Annozero». In compenso in collegamento c'era un Lavitola ormai pronto per «Zelig». Il solito Vauro Senesi parla e gigioneggia, e il popolo di Facebook fa la parte del leone con sondaggi dall'esito - va detto - scontato: Governo a casa. Un po' come chiedere a una platea di leghisti se vogliano o no federalismo e Secessione. Il risultato esalta, ma il campione è statisticamente inattendibile.
L'esperimento di tv crossmediale di Santoro comunque funziona (l'odiato Berlusconi è una manna, si sa, sia per chi lo ossequia, sia per chi vive opponendosi a lui), e resta da capire quali aggiustamenti l'anchor man apporterà a partire dalla seconda puntata.
Ho trovato gratuito l'ammiccamento iniziale del nostro a Enzo Biagi e Indro Montanelli: è vero, probabilmente avrebbero visto e sposato la linea e le idee del programma, ma accaparrarsi i morti e parlare con loro in diretta per sottolineare indirettamente di far parte della parrocchia dei grandi del giornalismo, non è tribunizio: è quantomeno inelegante. Ma tant'è.

giovedì 3 novembre 2011

BELEN RODRIGUEZ * DOPO IL VIDEO HARD, UN FIGLIO CON CORONA

Subito dopo il video bollente che l'Italia è corsa a scaricare, con un tempismo che ha del sorprendente, arriva la notizia che Belen Rodriguez aspetta un figlio da Fabrizio Corona. Chissà se l'ovulo fecondato l'ha saputo prima dei giornali...

mercoledì 2 novembre 2011

GIORGIO GORI LASCIA LA TV ED ENTRA IN POLITICA? NIENTE DI NUOVO

Non deve né può stupire la decisione di Giorgio Gori di lasciare Magnolia ed entrare in politica, probabilmente alla corte del rampante Matteo Renzi, il rottamatore toscano del Pd. Non può stupire perché Giorgio - "The Smiling Cobra", com'è noto nell'ambiente - da tempo scalpitava, stando border line con il potere, del quale il video è impastato. E da un po' mi dava l'idea di essersi stancato di quel giocattolo che tanto a lungo l'aveva divertito.
Gori è stato uno tra i migliori e più competenti facitori della televisione commerciale italiana. Fatta di share e rigorosi obiettivi d'ascolto. Un fiutatore di buoni format, da "Le iene" al "Grande Fratello", per arrivare a "L'isola dei famosi" e "X-Factor". A Canale 5 prima, e dopo la rottura con i vertici Mediaset al timone di Magnolia. Capace di creare squadra e macinare ascolti.
Ora che la tv è in evidente, drammatica crisi, priva di soldi e al minimo storico di idee, non restava che abbandonarla al proprio destino. E dedicarsi a nuovi e forse più stimolanti obiettivi. Una decisione più che comprensibile. Il malato, d'altra parte, è sotto la tenda a ossigeno. E a modo suo, Giorgio politica l'ha sempre fatta, da Richelieu del video.

YURI BUZZI * L'EREDE DI GEORGE CLOONEY È UN BACIATORE DA COMPETIZIONE

Yuri Buzzi, nato a Vigevano, il 26 settembre 1978 è il nuovo bonazzo baciatore lanciato da Martini dopo il casting della campagna mondiale «Luck is an attitude», selezionato dopo migliaia di provini tenutisi anche a Milano. Incassa 150 mila euro e avrà il privilegio di affiancare 10 modelle mozzafiato in un nuovo spot dove si eserciterà a far mulinare la lingua.
Yuri vive a Roma da diversi anni per inseguire con caparbietà le sue aspirazioni: intraprendere la carriera di attore. Il suo debutto risale al recente 2009, anno in cui recita nel film ‘Oggi sposi’ di Luca Lucini e da quella data ha continuato con alcune piccole esperienze nel mondo pubblicitario.
Il suo sogno però è sempre stato quello di lavorare come regista, dietro la macchina da presa, tanto che ha già dichiarato di voler investire la cifra guadagnata in una società di produzione cinematografica.
Per il momento si gode la vittoria e la realizzazione del sogno: ha appena girato lo spot a Milano con il regista pubblicitario Peter Thwaites.
Ha vinto perché pare che gli italiani siano riconosciuti ancora come i migliori baciatori al mondo.
Le selezioni che hanno portato alla scelta finale sono state realizzate in tutto il mondo a partire da settembre utilizzando il web, i social network e selezioni nazionali. Il 22 e 23 settembre, a Milano presso la Terrazza Martini, c’è stato il primo vero e proprio ‘Kisser Casting’, che ha visto folle di giovani ragazzi presentarsi per partecipare nella speranza di realizzare il proprio sogno.
Il nuovo spot Martini (orfano di George Clooney) sarà on air a partire dal 28 novembre 2011.

GIUSY FERRERI * L'ESSELUNGA DINASTY: HA UN FRATELLO PANETTIERE («MA NON RACCOMANDATO»)

Tutti sanno che la talentosa Giusy Ferreri ha un passato come cassiera all’Esselunga. Pochissimi, invece, sono a conoscenza del fatto che suo fratello maggiore, Michele, 35 anni, che vive a Vigevano, da qualche tempo lavora come panettiere all’Esselunga di Buccinasco, fuori Milano. «In passato ho fatto anche il tastierista nella band di mia sorella» dice «e sino a 3-4 anni fa lavoravo con papà nell’edilizia. Poi il settore è entrato in crisi, ma essendo sposato e avendo avuto una figlia, cercavo un lavoro stabile». Ecco allora «l’aiutino» di Giusy, immagineranno i più maliziosi. «Assolutamente no: ho fatto domanda nel gennaio scorso, e dopo tutti i test, ad aprile mi hanno assunto. Con le mie forze. Si figuri che Giusy non ne sapeva niente, le ho fatto una sorpresa».  Ma sapeva già fare il pane? «No, solo un corso per la ristorazione. Ho ricominciato da zero a 35 anni. È bello, ma ne so più di informatica...». E il suo sogno nel cassetto resta sempre la musica, come autore. Chissà che un giorno...

(TV SORRISI E CANZONI - OTTOBRE 2011)

martedì 1 novembre 2011

HALLOWEEN * TREMATE, TREMATE, LE LECCISO SON TORNATE

Vigilia di Halloween con l'inquietante presenza a sorpresa di Loredana Lecciso al Just Cavalli di Milano, dove l'ex signora Al Bano è spuntata con tre amiche per una tranquilla cena in zona privée. Il quartetto (mancava l'altra sorella border line con la celebrità, ma sarà stato un caso: non mettiamo limiti alla provvidenza) si è intrattenuto a pasteggiare per parecchio tempo, proprio mentre all'ingresso era in corso una singolare festa di compleanno con uso di sexy e pornostar. Si trattava dei festeggiamenti per Oliver Buzz, regista (ha lavorato anche con il leggendario Rocco Siffredi) di un noto programma delle reti locali, "Sexy Bar", condotto da Corrado Fumagalli, anch'egli presente in sala. Fra reginette - alcune un po' attempate -, fotografi ingrifati e seni generosamente esposti in davanzali tutti da annaffiare (copyright Lucio Lanciano), il rito pagano ha avuto la meglio sulla serata disco. E così sia. Peccato che non tutto fosse a buffet. Loredana comunque, noblesse leccese, ha tenuto a non mischiarsi alla zona più hot del locale. Solo una fugace capatina prima di uscire. Vestita come nel pomeriggio a Domenica 5.

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