venerdì 2 marzo 2012

AMICI NO TAV, PERCHÈ NON VI FATE UNA “BELLA“ SETTIMANA DA PENDOLARI?

RICEVO DA UNA PENDOLARE E VOLENTIERI DIFFONDO:

Cari "no TAV", che manifestate SOLO per una questione di principio o perché DOVETE contestare le decisioni del governo sempre e incondizionatamente ... "Avete rotto". Noi pendolari, giornalmente, siamo costretti a viaggiare ammassati alla stregua di vacche o maiali o galline, SEMPRE in piedi, impregnati dell'umore di chi ci sta ad 1 mm. All'aumento dell'utenza (direttamente proporzionale all'aumento della benzina) è corrisposto un taglio ai servizi e un aumento costante e quasi esponenziale dei prezzi. In meno di un anno il prezzo del (mio) biglietto è aumentato del 30%. Il numero dei treni e/o dei vagoni diminuito della stessa percentuale. Io (e sono sfigata lo ammetto), in piedi e ammassata alle capre, svengo.
Per cui, quando non funziona neppure il trucchetto di fare piccoli passettini avanti e indietro (per mancanza fisica di spazio), appoggio il mio deretano per terra, nel bel mezzo del vagone, dopo essermi faticosamente guadagnata quel mezzo metro quadro. Tra i ghigni di chi pensa che mi manchi qualche sinapsi e la scocciatura di coloro ai quali rubo qualche vitale centimetro quadro. Oggi ascoltavo, da Platinette, una sciura manager più o meno mia coetanea, che, con grande eloquenza, perorava la causa dei treni ad alta velocità. E, nella mia mente, le uniche parole che avrei voluto vomitarle in faccia (e qui mi scuso per lo sproloquio) sarebbero state "O brutta troia, prova a farti una settimana da pendolare, poi, forse, la penserai diveramente".

A noi che pendoliamo giornalmente su carri bestiame a vapore, non ce ne frega una cippa lippa dei convogli superfichi con l'idromassaggio e la signorina che ci fa il massaggio ayurvedico. Preferiremmo che tutti quei fantastiglioni di eurozzi fossero investiti nel trasporto regionale per permetterci di viaggiare in condizioni consone a un essere umano.  
Simona

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