mercoledì 11 aprile 2012

PAOLA BARALE * «FACCIO 'MISTERO' MA SENZA FINZIONI»

«Guardi che non conduco io. Sono la novità del programma, insieme con la scenografia, ma non conduco. Spero di non diventare, però, una parte della scenografia…».
D’umore brillante, tempestata di nuovi tatuaggi («Gli ultimi sulle braccia in realtà avranno 2-3 anni» dice), reduce da «una vacanza in Perù», Paola Barale entra nel cast di «Mistero»; nove puntate dal 15 aprile su Italia 1 per indagare su ufo ed eventi inspiegabili. Con lei Jane Alexander, Daniele Bossari, Marco Berry, Andrea Pinketts, Nicole Pelizzari e – dall’America – Rachele Restivo. La location è quella del Teatrino di corte della Villa Reale di Monza, di fronte a un inedito pubblico di 120 persone. Da lì il paranormale prenderà corpo e vita.

Paola, si parla ancora del suo ritorno in tv…

«Uffa, ma quale ritorno? È un programma. Ogni volta che faccio qualcosa e poi mi assento per un po’, ecco il mio ritorno. Succederà anche stavolta, vedrà».
Non ne dubito, ma qui l’unico vero «Mistero» è il suo curioso approccio al video. Potrebbe fare molto di più, ma non lo fa. Perché?
«Mi chiedo perché dovrei esserci a tutti i costi. Adoro la tv, ma se mi propongono cose improbabili, resto a casa, visto che ho la fortuna di poterlo fare».
C’è anche pigrizia, lo ammetta.
«Sono sempre stata pigra, ma mai sul lavoro. C’è invece rispetto per me stessa e per questo mestiere. Rispetto per la vita, in definitiva. Quando me ne andai da “Buona domenica”, è perché arrivavo in studio per le prove alle due del pomeriggio e non facevo niente. La tv stava cambiando troppo. E infatti di lì a poco sono arrivati i reality, con quel che ne consegue».
Brutta storia?
«Ottima idea commerciale per fare prodotti a basso costo, e il pubblico li voleva. Quindi tutto ok. Ma hanno decretato la morte della magia del palcoscenico, dei bravi attori, dei varietà di pregio, che pure c’è stata in tv. Anche in parte di quella che ho fatto io».
Quindi esserci a tutti i costi non è cosa per lei.
«È per qualcuno che non si stima abbastanza. Che preferisce non perdere il posto e intascare un bel po’ di soldi. Ho la fortuna di poter di scegliere. E infatti appena posso faccio teatro, che rende ben poco. Ma lo dico senza presunzione, sia chiaro».
Però le ultime sue apparizioni in video sono state a «La talpa» e la conduzione de «La pupa e il secchione»…
«Cose che ho fatto del tutto controvoglia. Infatti a convincermi ci hanno messo tantissimo. Poi è finita che mi ci sono anche divertita, lo ammetto».
Perché hanno voluto proprio lei a «Mistero»?
«Coincidenze, contatti precedenti, mi ha chiamato il produttore Cavalli... Già, perché hanno voluto proprio me? Secondo lei?
Per associazione di idee? In fondo l’ha già condotto Raz Degan, e voi due...
«Ma figurarsi: se è per questo l’ha condotto anche Ruggeri. Boh, non lo so, ma era un’occasione da cogliere al volo».
Eva Riccobono sta per per partire su Raidue con un programma nel quale parlerà di scienza con ironia, spiegando anche i trucchi di chi gioca sul paranormale. Voi cambierete registro, o la cifra è sempre quella di montare la panna?
«Non so bene che cosa intenda con “montare la panna”, ma se parliamo di misteri, non potremo certo svelarli. Un mistero è un mistero, per definizione. Potremo al massimo provare a fornire qualche spiegazione. Di certo so che a me non piace la finzione, quindi quello che farò non sarà mai falso o strumentale».
Come lavora il vostro team?
«Ognuno gira i propri contributi in esterna, e poi andiamo a presentarli e discuterli in studio. Ora la lascio, perché vado di frettissima: sto registrando la parodia de “Il Signore degli anelli”».
Ma è «Paperissima» o «Mistero»?
«“Mistero”, “Mistero”... Ma non mi chieda niente: per ora non posso raccontarvi altro».

(TV SORRISI E CANZONI - APRILE 2012)

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