giovedì 26 luglio 2012

PROFILO DI DONNA * LA GATTAMORTA DA UFFICIO

Tra le figure più maestose della letteratura aziendale, c'è la Gattamorta da Ufficio. Passa le giornate ciondolando per corridoi reclinando la testolina a destra e a sinistra, con gli occhioni spalancati, lanciando sguardi assassini e ammiccamenti a chiunque. Soprattutto a chi comanda, chiaro, ma dal momento che il suo bisogno di conquistare nuove prede alle quali farla (solo) annusare è sovrano, a volte si esercita anche con fattorini e ometti dell'assistenza alle macchine per il caffè, dai quali rimedia piccole, innocue ricompense in natura, come i carissimi frutta snack della Yomo. Al compagno dedica invece lunghi cinguettii al cellulare, appostandosi in una zona riservata, ma continuando rigorosamente a lanciare occhiate di miele ai passanti. 
La Gattamorta da Ufficio resiste fino all'arrivo di una Gattamorta più giovane e performante, poi sbrocca, si licenzia e (ormai clamorosamente fuori età) fa domanda per partecipare al «Grande Fratello». Al provino, le fanno cantare «Fatti più in là» delle Sorelle Bandiera. Si incazza a morte perché non passa il casting.

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