martedì 2 ottobre 2012

«ROCK ECONOMY» * IN TV TORNA CELENTANO (E LA MORI LO RACCONTA)

Torna il Celentano delle carezze in un pugno, delle emozioni senza voce; persino quello dell’amata via Gluck. Insomma torna in tv per due concerti (l’8 e 9 ottobre su Canale 5, in diretta dall’Arena di Verona) l’Adriano che fa ciò che sa fare meglio: cantare. Entrambe le date sono «sold out» da tempo (23.000 biglietti venduti in 127 minuti, giusto per capire il fenomeno), quindi ora la partita si gioca solo tra il pubblico a casa, quello sulle gradinate del leggendario anfiteatro, e i bagarini, che tentano l’impossibile.
«Rock Economy» è il titolo dell’evento, apparentemente seguito ideale di «Rockpolitik» (2005, Raiuno). In realtà stavolta protagonista sarà – come detto – soprattutto la musica. Sul palco con Celentano, che si concede 18 anni dopo l’ultimo tour, ci saranno alcuni ospiti (l’unico nome certo è quello di Gianni Morandi, mentre Claudia Mori smentisce altre presenze ventilate dal tam tam dei media, come Battiato e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro), e l’Adriano predicatore dovrebbe lasciare più dell’80% del tempo disponibile alla sua versione melodico-rockettara. Stando a quanto risulta a «Sorrisi» il momento sociale potrebbe esaurirsi dando voce ad alcuni esperti in materia economica. Per parlare di una crisi che ormai morde in tutta Europa. E sicuramente non ci sarà Beppe Grillo, il nuovo profeta dell’antipolitica.
Il resto è Mistero. Con la maiuscola. Da sempre uno tra gli ingredienti principali delle celentaniche ricette mediatiche.
Per cogliere gli umori della vigilia, abbiamo parlato con Claudia Mori: moglie, manager, produttrice; l’amorevole/inflessibile metà di Adriano. Con lui per nove settimane in un teatro di Asiago per le prove, e al suo fianco a Verona già dal 26 settembre. Perché ai grandi appuntamenti si arriva sempre con un po’ di anticipo.

Signora Mori, assistendo alle prove, in che cosa ha visto Adriano cambiato e in che cosa ha pensato che non cambierà mai?
«Ma Adriano è spesso “dietro a un microfono”, perché di mestiere fa principalmente il cantante. A volte l’arrotino. Per me sarà l’ennesima, grande emozione. Come sempre. Anche per lui, credo. Anche se cerca di non farlo trapelare».
C’è qualche canzone del suo immenso repertorio che avete riscoperto preparando i concerti?
«Forse “Sotto le lenzuola”. Credo sia un gioiellino che colpisce la sensibilità di chi potrebbe aver vissuto una storia simile. Perfetta nella musica, nel testo, nell’arrangiamento. E per come è interpretata».
Il fatto che il concerto sia anche uno spettacolo tv ha cambiato in qualche modo la struttura dello show? Ci saranno passaggi pubblicitari? Avete chiesto di escludere alcuni prodotti lontani dal vostro codice etico?
«Non è uno spettacolo televisivo. Sono due eventi live che Canale 5 riprende e porta nelle case degli italiani. Adriano li ha ideati e pensati da subito come li vedrete. I passaggi pubblicitari all’interno del concerto saranno due. Come a “Rockpolitik”. Forse quella volta fummo interrotti in tre occasioni, ma non ne sono certa. Se avessimo dovuto escludere alcuni prodotti lontani dal nostro codice etico, credo ne rimarrebbero ben pochi».
Quello tra Adriano e la televisione è un rapporto ricco di grandi successi, ma anche di polemiche. Come avete vissuto, per esempio, il tempestoso dopo Sanremo di quest’anno? Le polemiche hanno condizionato Adriano in questa sua decisione di tornare a fare uno spettacolo dal vivo basato principalmente sulla musica?
«Adriano è immune anche da condizionamenti di tipo sanremese. A Sanremo sono accadute cose inaudite per il comportamento di alcuni dirigenti che in un Paese veramente democratico non sarebbero mai accadute. Le sembra normale l’agguato della contestazione preparata nella seconda serata, ad un artista come Adriano, che ha parlato d’amore? Il suo monologo parlava di questo, esprimendo un suo parere su alcuni giornali religiosi che dovrebbero occuparsi di approfondimenti spirituali, di Dio, del Vangelo. Perché questi giornali non affrontano tematiche di questo tipo? La politica, in quanto tale,  non dovrebbe entrare in maniera così invasiva su giornali religiosi. Questo è il suo parere. Si potrà dire? Però Adriano ha toccato le lobby dei giornali e la Chiesa che stranamente si sono coalizzati, cosa mai accaduta prima. Al contrario, spesso, la stampa è stata critica verso la Chiesa per troppa ingerenza nella politica. Adriano ha osato esprimere il suo pensiero critico. La Chiesa chiama eretici  coloro i quali osano mettere in discussione all’interno, cioé da credenti, l’istituzione Chiesa. Vecchie storie che non erano e non sono accettabili».
Lei che lo conosce bene di certo avrà saputo identificare un po’ di tensione in Adriano. Come esprime (se c’è) l’ansia «da giorno della prima»? Crede che derivi più dall’idea di tornare a cantare dal vivo davanti a decine di migliaia di persone o da quella di esibirsi per un pubblico televisivo di molti milioni di spettatori?
«Credo che Adriano viva con emozione l’idea di tornare a cantare davanti a un pubblico che puo vedere. In realtà nella sua carriera ha fatto poche tournée che hanno sempre lasciato un segno di emozioni e successi straordinari. Adriano è stato il primo a cantare negli stadi. Anche in questo caso, è stato il primo. Una condanna... Giocosa!».
E lei come vive quest’attesa? Che cosa la preoccupa e che cosa l’inorgoglisce di più?
«In verità sono io quella più agitata, e mi preoccupa il fatto che si possa emozionare molto anche lui. Quando glielo dico, ci scherza... Ma io non ci casco e rimane la mia ansia che mi fa invecchiare a vista d’occhio. Adriano poi lo amano tutti. Anche quelli che a Sanremo lo hanno fischiato».
Che cosa non dovrà mancare nel camerino di Adriano?
«Acqua, frutta e... una stufetta. In ottobre all’Arena è umido!».
Come vorrebbe che titolassero i quotidiani all’indomani dei concerti?
«Vorrei semplicemente che fossero onesti e senza pregiudizi di alcun tipo. All’Arena di Verona ieri si è esibito dopo 18 anni un grande e irripetibile artista: mio marito!».

(TV SORRISI E CANZONI - SETTEMBRE 2012)

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