lunedì 5 novembre 2012

CELENTANO IN «ROCK ECONOMY» 2012 * LA SCALETTA DELLE DUE SERATE

LA PRIMA SERATA
Svalutation (1976) Dopo la lettura del Manifesto sulla decrescita, dell’economista e filosofo francese Serge Latouche, si parte con un classico.
Rip It Up (1956) Ancora ritmo con lo storico pezzo di Bill Haley & the Comets.
Si è spento il sole (1962) Romanticismo con un tocco retrò.
La cumbia di chi cambia (2011) Il brano che Jovanotti ha scritto per Celentano, dall’album «Facciamo finta che sia vero».
L’emozione non ha voce (1999) Dedicata all’autore Gianni Bella, una tra le canzoni più intense del Molleggiato. Testo di Mogol.
Io sono un uomo libero (2000) Pezzo scritto da Ivano Fossati, presente tra i vip in Arena.
Pregherò (1962) Per proprorre la cover di
«Stand by Me», il cantante ricorda che Paolo Bonolis, in platea, l’ha caldamente richiesta.
L’artigiano (1981) Vecchio brano che inneggia alla disobbedienza fiscale, forma embrionale
del Celentano pensiero.
Cammino (1983) Preceduta da qualche problema tecnico con un sequencer (strumento che crea e riproduce segnali audio di controllo per gli strumenti, Ndr) andato in blocco e un testo sbagliato finito sul gobbo elettronico.
Il ragazzo della via Gluck (1966) Proposta semplicemente, alla chitarra acustica,
per uscire dall’impasse.
Scende la pioggia (1968) Arriva Gianni Morandi e spezza con un suo brano il contestato dibattito con l’economista Jean-Paul Fitoussi e i giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.
La Mezzaluna (1962) Un cha cha cha per «sdrammatizzare».
Ti penso e cambia il mondo (2011) L’amore come valore aggiunto salvifico per il singolo e per l’umanità.
A Woman in Love (1977)
Per sognare dolcemente.
Prisincolinensinainciusol (1972)  Una grande pagina per chiudere e ricreare il feeling col pubblico.

LA SECONDA SERATA
Mondo in Mi 7a (1966) Preceduta da una parziale rilettura del manifesto di Latouche.
Soli (1979) Un classico romantico, a firma Del Prete-Minellono-Cutugno.
L’arcobaleno (1979) Di Mogol-Gianni Bella. Arrivano i primi problemi con la lettura sul gobbo elettronico, e Adriano la butta subito sull’autoironia.
Storia d’amore (1969) Brano che tra le firme porta anche quella dello stesso Celentano.
Si è spento il sole , Viola e Ringo
Proposte in uno strano medley legato dall’ultimo pezzo, che fu un must del vecchio Carosello.
Il ragazzo della via Gluck (1966) In coro con tutto il pubblico dell’Arena di Verona.
Cammino (1983) Preceduto dal balletto, con una splendida coreografia di «Yuppi Du».
Straordinariamente (1969) Dedicata a Sofia Loren, che ama molto questa canzone.
Pregherò (1962) Altro ritorno di un pezzo già proposto durante la prima serata.
Un mondo d’amore(1967) Sigla l’ingresso in scena di Gianni Morandi, con un suo classico.
Caruso (1986) Ottimo omaggio di un commosso Gianni Morandi all’autore, lo scomparso Lucio Dalla.
Sei rimasta sola(1962) Quasi una ninna nanna, che Adriano canta insieme con l’amico e collega di Monghidoro.
Una carezza in un pugno(1968) Altra pagina immortale, che infiamma la platea.
Ti penso e cambia il mondo (2012) Qualche problema all’attacco, e Adriano se la prende bonariamente col maestro Fio Zanotti.
Azzurro Pietra miliare di repertorio, cantata con tutta l’Arena in piedi.
Anna parte (2011) Pagina recente del repertorio di Celentano.
Ready Teddy (1956) Rilettura di un classico di Little Richard.
Prisincolinensinainciusol (1972)
Torna la geniale onomatopea musicale per congedare la platea.

(TV SORRISI E CANZONI - OTTOBRE 2012)

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