venerdì 23 novembre 2012

ROUTE 66 * DALL'ORRENDA SPRINGFIELD AL FASCINO DISCRETO DI ST. LOUIS

Ho sempre amato Springfield in questa stagione: umidità al 238%, e la sensazione che se porti qui uno zombie, poi dice che si annoia. È la città che ha tutta l'aria di essere clinicamente morta finita sotto la scure della satira dei Simpson; c'è anche tanto di centrale termonucleare perfettamente riprodotta nel cartoon e la sera niente - assolutamente niente - da fare. Il destino dei tanti Homer locali, è segnato. I 305 chilometri di strada che da Chicago ti portano a Springfield, ricordano la Cassanese, coi suoi bei capannoni a scorrere. O certi vialoni di un comune a caso a nord di Milano. Tanto sono tutti uguali. Lungo il tragitto, ho visto anche un autoarticolato che trasportava mezza casa. Letteralmente. Una sezione di casa segata in due. Probabilmente, l'altra metà gliela consegnano al rogito e poi il tipo se la incolla dove vuole. 
La gloria di Springfield è Abramo Lincoln. C'è l'aeroporto Lincoln, il centro studi Lincoln, il museo Lincoln, il posto dove Abramo Lincoln ha fatto l'amore per la prima volta pizzicando la sua fidanzata nelle parti intime con quella bella barbetta sbarazzina. Fatti venire in mente una cosa che Abramo Lincoln può avere fatto, e qui in qualche modo c'è un posto dove la ricordano. Di sicuro non ha dormito al Red Roof Inn. 50,36 dollari a notte, wi-fi alla spera in Dio, colazione solo caffè in piedi alla reception, e il tacito accordo col ragazzo del bancone di non fare controlli col luminol sulle lenzuola, perché sennò poi bisogna chiamare i Federali e isolano la stanza col nastro giallo come "scena del crimine".
Chicago è una ragazza elegante ma un po' fredda, che non se la tira ma solo perché le porterebbe via tempo prezioso; Springfield una casalinga sciatta e fumatrice, donna ma solo per sentito dire; poi arrivi a St. Louis, signora sulla quarantina mai trascurata, che sembra avere ancora tanto da dare, con uno sguardo al passato e uno al futuro. Bella, St. Louis. Se vi capita fateci un giro. Merita, sommessa ed elegante. Con quella magica volta (dentro c'è un ascensore, ed è sorvegliata come un aeroporto, con tanto di controllo al metal detector) . E poi la squadra di baseball locale è quella dei Cardinals. Ci scommetto il cognome, che hanno qualche santo in Paradiso.

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