martedì 4 dicembre 2012

ARISA * «IL MIO ULTIMO X-FACTOR? SI VEDRA', MA STAVOLTA HO ESAGERATO»

Quindici paia di scarpe che neanche a «Sex and The City», sette abiti da sogno e il Teatro Litta di Milano che scintilla di luce. Alla fine del servizio fotografico, maglia e pantaloni neri, seduta a un tavolaccio dietro le quinte, impugnando una forchetta di plastica, Arisa si concede un’insalata, col mais «ma senza mozzarella». Polvere di stelle per la giurata di «X Factor», alle prese con gli alti e bassi di una vita da star e i postumi di una memorabile tele-sfuriata. Intanto, nei negozi esce «Amami Tour», il suo primo cd-raccolta live.

Arisa, lei è irrequieta: nell’ultima puntata del talent ha scatenato un putiferio sullo show, litigando con la Ventura ed Elio. Per poi scusarsi.
«Sì, sono irrequieta. E sono anche molto vera, fan della verità, e se m’infervoro, non è per finta. Lì ho esagerato. La tv non fa per me: c’è sempre un margine, più o meno alto, di finzione».
Però è strano vederla arrabbiata…
«Non so elaborare strategie, e non sono lì perché la gente dica: quanto è bella o brava Arisa! Sono lì per dare la miglior forma possibile al sogno di quei ragazzi. E sento questa responsabilità».
Sarà il suo ultimo «X Factor»?
«Non lo so. Quest’anno è particolarmente dura, ci sono state molte conflittualità. Però in genere alla fine le cose si risolvono. Staremo a vedere».
È passata da Calimero a sexy Rosalba…
«No, da Calimero a Calimero. Al massimo di diversi tipi: quello da sera, quello del mio paese, il Calimero di Milano… Sono come un iPhone, passo dal 4 al 5».
Si paragona a un cellulare?
«Massì, da un modello all’altro si aggiungono caratteristiche, si cerca di migliorare il software, perdendo qualcosa che non andava. Ma sempre un telefono rimane».
La vedo anche molto dimagrita…
«Neanche tanto, sa? Sembravo più in carne. Mi vestivo di più per schermarmi dal giudizio degli altri. Cercavo di non farmi giudicare al 100%. E mi piace sottolineare le cose che non amo di me».
Come ha scelto i brani del cd?
«Sono quelli del tour: un percorso obbligato. Ci sono le mie cover in finto inglese, libera interpretazione di una lingua straniera. Più due inediti: “Meraviglioso amore mio”, che a gennaio sarà nella colonna sonora del nuovo film di Brizzi, “Pazze di me”, e “Senza ali”, che ho scritto io».
Ora lo può confessare: gli occhialoni con i quali debuttò a Sanremo con «Sincerità», furono un’imposizione.
«Figurarsi se ci sono case discografiche oggi che fanno un progetto sul look di un’artista. Anzi, me li sconsigliarono. Poi provai le mie lentine a contatto, pian piano presi confidenza con loro e un giorno abbandonai gli occhiali».
In questi giorni esce il film d’animazione «Un mostro a Parigi», che ricorda «La bella e la bestia», dove lei doppia la cantante Lucille. Torna l’Arisa formato cartoon?
«Questo lavoro era di tale raffinatezza e intelligenza che non potevo non accettare. Il messaggio è non fidarsi delle apparenze, accettare le diversità. È vero, oggi c’è più tolleranza, ma quando si ragiona per massimi sistemi. Nel quotidiano le cose cambiano».
E come la mettiamo con il ruolo di una perpetua nel film di Natale di Neri Parenti, «Colpi di fulmine»?
«È una donna sanguigna, un personaggio che mi dà la possibilità di parlare praticamente il mio dialetto lucano. Ricostruisce un mondo che è quello di famiglia, a Pignola (Potenza), e ricorda una grande zia che fa inconsapevolmente ridere. Finalmente saranno contenti i miei compaesani».
Perché, si lamentano di lei?
«A volte dicono che li trascuro, ma non è vero. La mia terra è una delle sette meraviglie d’Italia».
Crede in Dio?
«Sì, è un’energia di cui ho bisogno tutti i giorni. La Chiesa invece è stata creata dall’uomo, quindi è imperfetta. Per cui non seguo tutto ciò che predica».
Quante storie ha avuto dopo la fine di quella con il suo fidanzato, l’autore Giuseppe Anastasi?
«Una, che continua tuttora e che mi fa essere felice quando devo esserlo. Sto con un produttore tv, che ha una piccola società indipendente ed è molto impegnato. Come me. Quindi ci concediamo l’amore quando possiamo».
Quale sarà la sua prossima trasformazione?
«Quando avrò il materiale per uscire con un nuovo album di inediti cambierò un po’ direzione musicale: vorrei puntare sull’elettronica, che amo tanto».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2012)

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