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mercoledì 29 febbraio 2012

LA FIGLIA DI RENZO VILLA CONTRO LA FICTION SU WALTER CHIARI: «SNATURA LA REALTA'»

Non solo il peccato di vanità della stucchevole autocitazione fatta dal produttore, Luca Barbareschi, che ha trovato il modo di incensare se stesso facendo leggere a una delle protagoniste una vecchia recensione di "Romance" scritta da Repubblica. Ora contro la fiction di Raiuno "Walter Chiari - Fino all'ultima risata" scendono in campo anche familiari e collaboratori di Renzo Villa, proprietario, direttore e storico volto di Antenna 3 Lombardia, con la quale il grande attore comico collaborò per qualche tempo. "A differenza di questo rappresentato, mio padre non licenziò mai Walter Chiari. Ci furono anche vivaci momenti di confronto, ma gli manifestò sempre la sua stima, sia in pubblico che in privato" dice la figlia Roberta. Renzo Villa non può più difendersi da solo, essendo morto di cancro a Varese il 16 dicembre 2010. Forse non fu un conduttore eccellente, ma è stato senza dubbio un ottimo coordinatore e direttore di rete, e ha dato vita a quella che fu probabilmente la più entusiasmante avventura delle tv private italiane nel Nord Italia.
"Esprimiamo il nostro parere negativo - dicono Roberta Villa e Wally Giambelli, stretta collaboratrice del direttore-presentatore - circa lo spezzone della fiction riguardante il rapporto di Walter Chiari con Antenna3 e con Renzo Villa. L’immagine di Villa e dell’emittente sono state completamente snaturate dagli sceneggiatori.
Villa è stato presentato come una macchietta e si è ricorso allo sfruttato stereotipo dell’industrialotto brianzolo un po’ rozzo e arrogante. Antenna3, invece che nella sua grandiosità (all’epoca possedeva lo studio televisivo più grande d’Europa, che poteva accogliere più di 1000 persone) è stata rappresentata come una piccolissima emittente locale. Veri errori. Il rapporto tra Chiari e Villa (a Telealtomilanese prima e ad Antenna3 poi) è stato caratterizzato sempre da grande stima e simpatia reciproca. Le assenze ingiustificate di Walter certo non erano gradite né dall’emittente né dagli sponsor, ma ogni volta Renzo restava affascinato dalle parole che Walter trovava per farsi perdonare e dalle promesse tipo “… manderò fasci di rose a tua moglie!”. Il loro è stato un incontro tra persone sensibili e con un grande senso dello spettacolo: questo avrebbe dovuto, a nostro parere, trasparire dallo spezzone della fiction che riguarda Antenna3. E’ logico che, per Walter Chiari, lavorare in una Tv privata, dopo i fasti della Rai, abbia rappresentato un “arretramento”, ma la libertà ed il rispetto che ha potuto sperimentare chiunque abbia lavorato là in quegli anni non gli sono mai stati negati né da Villa né da alcun altro suo collaboratore".

lunedì 27 febbraio 2012

«KNOCKOUT - SENZA REGOLE» * ATTENTI A GINA, LA FATALE ASSASSINA

Mallory Kane (Gina Carano) è una superspia atletica come nessuno che lavora come Co.Co.Co per il Governo degli Stati Uniti. Una «Nikita» dalla coscia un po' cicciottella, modello Romagna mia, che mena cazzotti a destra e a manca e li ammazza stecchiti come fa Raid con le zanzare. Dopo tante missioni, inizia a sapere troppe cose, dunque diventa inevitabile che qualcuno trami per farle la pelle. Spedita nei paesi dell'Est, viene colta di sorpresa dal suo partner (Michael Fassbender), che prova a mandarla al creatore. Dopo un corpo a corpo da paura, lo stolto viene soffocato in una camera d'albergo dai polpaccioni della fanciulla. Che capisce l'antifona e inizia una disperata fuga che la porterà a Nord dello stato di New York e nei dintorni della casa di papà, spione in pensione. Di chi fidarsi? Del losco Antonio Banderas, o del truce capo dei governativi, Michael Douglas?

Nota come esperta di arti marziali, in particolare il Muay Thai, Gina Carano si impegna - agli ordini di Steven Soderbergh - per portare a casa l'action movie della sua consacrazione. Un'onesta pellicola costruita pressoché interamente sull'agilità e la fisicità di un'attrice che farà strada, se non si guasta cammin facendo. Tanto che le scene a rotta di collo (spesso nel senso letterale del termine) si susseguono a ritmo serrato, lasciando per fortuna poco spazio ai dialoghi e anche ai ridondanti effetti speciali di troppo cinema americano. La bella Gina, infatti, è forte sul corpo a corpo. Se vi perdete per strada con la trama, non fateci caso. In fondo è poco importante. VOTO: 7

ROSSELLA BRESCIA * «IL NUOVO COLORADO? MAI VISTO, ORA PENSO A TAKESHI'S CASTLE»

«Ebbene sì, sto per debuttare come “gialappina”». Rossella Brescia (nella foto), che dal 5 marzo debutta come ironica voce fuori campo di «Takeshi’s Castle», tutti i giorni alle 20.05 su Cartoon Network (Sky canale 607), scherza sul suo nuovo progetto. Accanto a Max Pagani e Barty Colucci, compagni di scorribande in «Tutti pazzi per RDS». «Dalla radio alla tv» prosegue Rossella «in un programma folle che vedevo già con le mie nipotine. Una sorta di “Giochi senza frontiere” giapponese dove i concorrenti prendono porte in faccia e si schiantano nel fango per poi rialzarsi senza fare una piega». E l’esperienza con «Colorado cafè», su Italia 1, passato nelle mani di Belen Rodriguez e Paolo Ruffini? «Già da tempo avevo in mente di lasciarlo, a prescindere: bisogna rinnovarsi. Questa edizione non l’ho mai vista, ma mi fa piacere ricevere gli sms di tanti comici del cast che sentono nostalgia e mi chiedono di tornare».

(TV SORRISI E CANZONI - FEBBRAIO 2012)

venerdì 24 febbraio 2012

CARO CELENTANO, LE «MESCHINE MANIPOLAZIONI» ME LE FACCIO SOLO IN BAGNO

Guardo «Servizio Pubblico» di Michele Santoro, ieri sera su Sky, e scopro - con mia grande sorpresa - di essere un «meschino manipolatore» al soldo del mio giornale, Tv Sorrisi e canzoni (testata notoriamente sovversiva, covo di vipere pronte a fare agguati ad anziani cantanti-predicatori indifesi) per screditare Adriano Celentano.
Come se il nostro non avesse già fatto tutto il possibile per darsi zappate sui piedi da solo all'ultimo Festival di Sanremo. Ma tant'è. È lo stesso Molleggiato (non è male essere ancora definiti Molleggiati a 74 anni...) a esprimersi così in un'intervista a Sandro Ruotolo. Un capolavo di montaggi incrociati e presunta lettura su gobbo (Lupo ululì, Adriano ululà) che neanche nella Corazzata Potemkin di fantozziana memoria. Quella che era «una cagata pazzesca», per intendersi.
Chi volesse farsi un'idea della mia «meschina manipolazione» troverà tutto a questo primo link e a questo secondo link. In fondo ai pezzi, c'è anche tanto di audio delle interviste, così si può comprendere perfettamente e nel dettaglio sia la malvagità dello scrivente, sia quanto Adriano Celentano sia amato dalla gente umile di Galbiate e dintorni. In particolare perpetua e sacrestano della chiesa che frequenta, quella di San Giovanni Evangelista.
Ah, dimenticavo. Il giorno prima della puntata santoriana avevo anche segnalato a Giulia Innocenzi di «Servizio pubblico» (tramite il suo profilo Facebook) la presenza di questi audio, che fortunamente spazzano ogni dubbio sul Galbiate-Gate, ma hanno ritenuto di non utilizzarli né di farli ascoltare. Forse per non disturbare Celentano, che altrimenti col cavolo sarebbe andato a rilasciare la sua spontaneissima intervista? Chi può dirlo. Ma prometto che non solleverò nei miei confronti il sospetto della «meschina manipolazione» perché mi parrebbe un po' di fare specchio riflesso, come all'asilo.
La mia carriera di «meschino manipolatore» iniziò nel novembre 1987 a La Provincia pavese; solo nel 1999 approdai a Tv sorrisi e canzoni. La classica gavetta pesante. Un po' come fare prima l'orologiaio e poi il cantante. Sfortunatamente senza l'uso di prediche, sermoni e cachet milionari. Ho sempre creduto di fare bene il mio lavoro. Evidentemente, «manipolo meschinamente» a mia insaputa, come Scajola. Le uniche «meschine manipolazioni» che ricordi le ho praticate in bagno, non a danno ma a beneficio di me stesso.
Ma di questo - se permettete - non vorrei parlare né con voi, né con Adriano Celentano.

IRENE PIVETTI * «CELENTANO AZZANNA SENZA CONTRADDITTORIO, VORREI IL SUO CACHET»

Irene Pivetti questa mattina era ospite dell’Alfonso Signorini Show, su Radio Monte Carlo, per replicare all’attacco che Adriano Celentano le ha fatto ieri sera nel corso di “Servizio pubblico” di Michele Santoro.
Alla domanda “Che cosa dici a Celentano?”, la Pivetti ha risposto: “Proviamo. Mettiamo la Pivetti nelle stesse condizioni e poi contiamo gli ascolti”. Con la stessa platea e lo stesso cachet. Sono sempre molto empirica nelle cose; penso si possa fare un tentativo. Non ci conosciamo di persona, ci saremo incontrati qualche volta per motivi televisivi. Ovviamente si è parlato del suo intervento al Festival durante qualcuno di questi pomeriggi alla Vita in Diretta. Qualche giorno fa avevo notato che è stata del tutto inopportuna la sua uscita e volevo che me ne desse conto dal momento che sono un abbonato RAI, pago il mio canone e il suo intervento l’ho pagato anch’io insieme a tutti gli altri abbonati RAI. Penso che divergere nelle opinioni sia più che legittimo, specialmente quando qualcuno come lui prende un microfono destinato all’intrattenimento per fare un attacco così pesante di contenuto sostanzialmente politico senza la possibilità di contraddittorio. Se lui vuole dire quelle cose le dica liberamente, ma in una trasmissione dove qualcuno gli può rispondere e non al Festival di Sanremo.
Non buttiamo le cose della fede in mezzo alle canzoni in quella maniera. Io l’ho trovato di cattivo gusto perché ero lì per godermi il Festival, per godermi anche Celentano; ma perché devi andare lì ad azzannare alla gola qualcuno che non può rispondere?
Sulla sfida sfida rivoltale da Celentano, si è soffermata Caterina Balivo: “Magari la Pivetti dirà qualcosa di intelligente”, era la provocazione del Molleggiato.
Pivetti: A dire la verità mi vengono un po’ naturali le cose intelligenti; non c’è bisogno che Celentano mi stimoli. E poi devo anche dire che la mamma mi ha insegnato ad avere rispetto per gli anziani.

giovedì 23 febbraio 2012

PERCHÈ A SANREMO CON CELENTANO C'ERA PUPO E NON (CHESSO') RAMAZZOTTI?

Perché a Sanremo, per il suo primo sermone sul palco dell'Ariston, Adriano Celentano ha chiamato Pupo e non, chessò, Eros Ramazzotti, Scialpi o Mal dei Primitives? In fondo, per quel ruolo, uno valeva l'altro.
Dirai, ma che ti importa? L'avrà preso a caso...
No, dai, m'importa, sono giorni che mi arrovello, perché quando si tratta delle (vere) domande che muovono il creato, ci sono. Non posso mancare. Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Perché c'era proprio Pupo a fare una cosa che poteva fare chiunque? Che legami ha con l'imperatore Adriano?
Enzo Ghinazzi in arte Pupo ha come impresario Umberto Maria Chiaramonte, che è anche presidente della società di comunicazione MN, che ha sede a Roma, e che - quando si dice il caso - cura anche i rapporti con la stampa per Adriano Celentano. Alla loro performance ha partecipato anche Gianni Morandi, da sempre amico di Pupo e suo salvatore negli anni dei debiti di gioco. Soldi poi platealmente restituiti.
Pupo dunque era là solo per una questione di amicizia e per un'agente in comune? Non posso crederci, dev'esserci di mezzo il talento recitativo. Non possono essere solo questi i motivi che hanno portato Pupo su quel palco.
Mi arrovello. Mi arrovello. Continuo ad arrovellarmi...

MA CON «TV ZOOM» C'ENTRA «MN», CHE CURA LA COMUNICAZIONE DI ADRIANO CELENTANO?

In questi giorni mi sono occupato per il mio giornale, Tv Sorrisi e Canzoni, della questione Adriano Celentano-parrocchia di Galbiate. Un lavoro fatto seriamente e in piena autonomia. Ho intervistato parroco, perpetua e sacrestano della parrocchia di San Giovanni Evangelista, che da anni il cantante frequenta. Qui trovate il primo primo pezzo uscito sul cartaceo di Sorrisi e su Sorrisi.com, con le dichiarazioni del parroco e in fondo l'audio - molto esemplificativo anche se in alcuni punti necessiterebbe di sottotitoli - della chiacchierata con sacrestano e perpetua.
A seguito dell'uscita di questo articolo, che ha avuto una certa eco sui media nazionali, don Enrico Panzeri ha ritenuto di dettare all'Adnkrons una personale smentita. Peccato che anche l'audio dell'intervista con don Panzeri fosse registrato. L'abbiamo reso disponibile a questo link sul sito di Sorrisi smentendo con forza una smentita totalmente destituita di fondamento.
In un mondo di professionisti non ce ne sarebbe bisogno, ma questo per fare chiarezza una volta per tutte. Nonostante tutto ciò, ieri, sul sito Tv Zoom, è comparso questo articolo a firma Pietro Berna. Ci sono evidenti inesattezze e/o omissioni, che non vorrei mai attribuire a malafede. Però è lì, tutto da leggere, e nel titolo rivolge al lettore una domanda: «Celentano: Sorrisi e Libero bluffano sul parroco?».
Voglio farmi anch'io qualche domanda destinata a rimanere probabilmente senza risposta:
1) È un pezzo pretestuoso o no?
2) Non è che questo «Tv Zoom» c'entra qualcosa con MN, l'ufficio che cura la comunicazione di Adriano Celentano?
3) Che cos'è Tv Zoom?

mercoledì 22 febbraio 2012

«ADRIANO CELENTANO A GALBIATE? NON UN EURO D'OFFERTA PER LA CHIESA»

Nessuno è tele-profeta in patria. E Adriano Celentano non fa eccezione. Se ci si spinge sino a Galbiate (Lecco), dove il Molleggiato delle polemiche vive da una vita, in una villa in collina, non si possono non fare due chiacchiere con don Enrico Panzeri (nella foto) parroco della chiesa di San Giovanni Evangelista, tirato in ballo dal Nostro durante Sanremo: «I lavori che abbiamo fatto qui in chiesa» dice il sacerdote «sono durati dal 2006 al 2011. Era previsto anche il rifacimento  dell’impianto audio, ma se a Celentano fa piacere dire in tv che è stato fatto in seguito ai suoi suggerimenti, faccia pure. Deo gratias! In ogni caso, non ha contribuito. Sono offerte fatte dagli altri parrocchiani. Ha attaccato Avvenire e Famiglia cristiana. Non sono d’accordo. Quei giornali sono e resteranno in futuro a disposizione, qui in fondo alla chiesa. Forse è meglio che canti...». Più tranchant il il sacrestano Sergio: «Celentano non tira fuori un centesimo, qui a Galbiate: chieda in giro...». Non è da meno la perpetua Pina: «Non dà un euro d’offerta quando viene a messa la domenica, e ora parla di beneficenza? Mah... Il suo vecchio giardiniere gli chiese un aumento e lui rispose: “Lavora di più, prenderai di più”. A Galbiate, che Celentano ci sia o no, non cambia niente».

(TV SORRISI E CANZONI - FEBBRAIO 2012)

lunedì 20 febbraio 2012

PARROCO, PERPETUA E SACRESTANO DI GALBIATE * «CELENTANO? NON DA' UN EURO D'OFFERTA»

Dopo i sermoni di Adriano Celentano al Festival sono andato per il mio giornale, Tv sorrisi e canzoni, a Galbiate (Lecco) a fare quattro chiacchiere con don Enrico Panzeri, parroco della chiesa di San Giovanni Evangelista, tirata in ballo dal cantante nel corso dell'ultima edizione di Sanremo.
A questo link trovate l'articolo e (soprattutto) potete ascoltare l'audio della conversazione che ho avuto con Pina e Sergio, rispettivamente perpetua e sacrestano della chiesa, per capire l'opinione che hanno di Celentano. 
Non è decisamente tra le più entusiastiche.

domenica 19 febbraio 2012

SANREMO E' DONNA: VINCONO EMMA, GEPPI E (COME SEMPRE) MARIA

Dal prossimo anno, andrà così: chi ha vinto "Amici", se si iscrive, si aggiudica automaticamente, di diritto, anche Sanremo. A conti fatti, ci sta: risparmiamo qualche soldo e una bislacca settimana senza controprogrammazione su tutte le reti nazionali.
La 62esima edizione del Festival è stata un capriccio rosa: oltre all'annunciatissima vittoria di Emma Marrone (grinta, voce e un pezzo un po' retorico forse inadatto a lei), già amica di Maria De Filippi, le donne hanno monopolizzato la scena. Arisa è arrivata seconda (ma meritiva di vincere) con una bella canzone scritta dall'ex fidanzato Giuseppe Anastasi, e technicolor Noemi ha portato a casa il bronzo, aiutata dalla giuria in sala stampa, che ha impropriamente tagliato le gambe alla strana coppia Loredana Bertè-Gigi D'Alessio. La canzone però venderà, eccome. E lei per il coraggio di indossare quelle labbra meritava almeno un premio alla carriera.
Ma il vero exploit l'ha fatto la sarda Geppi Cucciari, che - per manifesta pochezza della concorrenza - con ritmo e qualche efficace battuta si è pappata in un solo boccone tutti i colleghi sfilati quest'anno all'Ariston: da Luca e Paolo, ormai convinti di essere qualcosa che non sono, ai Soliti idioti. Che autodefinendosi mettono le mani avanti, ma non basta per far ridere. Persino lo stralunato Rocco Papaleo, al quale non sono mancati gli spunti, di fronte al ciclone Cucciari spariva. Da notare che la ruvida (stavolta un po' meno) Geppi è brava ma non siamo di fronte al Beppe Grillo dei tempi migliori. Quindi ognuno tragga le dovute conseguenze.
Celentano (Mi chiamo Adriano e sono fatto della stessa materia di cui sono fatti i bonifici), che una volta con la sua demagogia riusciva a portare a casa la pagnotta intercettando anche gli umori delle masse, stavolta ha fatto flop su tutta la linea. Rimediando persino fischi in platea. Per lui un Sanremo boomerang sulle gengive.
In tutto questo, uno spaesato Gianni Morandi, che alla sua tenera età ha condotto la nave in porto lasciando che chiunque salisse su quel palco accanto a lui si impadronisse del Festival. L'ennesima riprova del fatto che chi è nato per cantare, è meglio che faccia soprattutto quello.

mercoledì 15 febbraio 2012

LA ZAVORRA CELENTANO PENALIZZA UN SANREMO IMBARAZZANTE (MA NON PER GLI ASCOLTI)

Il problema non è tanto Adriano Celentano, ma il pessimo uso che (da sempre) fa di se stesso. Furbacchione, retorico, con quella preoccupante propensione all'inutile sermone che l'ha reso tristemente famoso. Ieri sera a Sanremo ha dato, come sempre, il peggio di sé per più di un'ora, impedendo al Festival morandiano di decollare e penalizzando i cantanti. Per attaccare Avvenire e Famiglia cristiana e insultare Aldo Grasso, bastava un articolo di giornale, al limite. Decisamente eccessivo monopolizzare un'ora di servizio pubblico con uno stucchevole delirio fatturato 700 mila euro. Sarebbe bello se i neuroni sani di questo anziano signore milionario organizzassero una class action contro gli altri e la loro badante Claudia Mori. Ma non si può avere tutto dalla vita. Persino Enrico Ruggeri l'ha massacrato su Twitter, l'unico posto dove ieri era divertente vedere e commentare la mappazza festivaliera: «Sono imbarazzato come operatore dello spettacolo e dispiaciuto per i miei colleghi che stanno aspettando la fine di questo delirio». Difficile non condividerne il disagio. Poi gli ascolti ci sono stati comunque, certo. Ma senza controprogrammazione, con la concorrenza spenta, la strada dell'audience è tutta in discesa: 12.762.000 di media con il 49,70% di share.
Come se non bastasse, l'avvio dello show ha arrancato per colpa di Luca e Paolo. Tanto bravi ed efficaci lo scorso anno, tanto inconsistenti stavolta, con un'ironica cover di «Uomini soli» dei Pooh che non lasciava il segno. Satireggiando poi troppo a lungo senza graffiare - e soprattutto senza far ridere - sui comici di sinistra rimasti orfani di Berlusconi.
Tra mille problemi tecnici (il più clamoroso è stato il flop del meccanismo di voto delle giurie, con conseguente annullamento) e il tardivo palesarsi della gnocca, con le piacevoli sembianze di Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis, la serata è scivolata via tra l'imbarazzo di tutti. Alla storia di Ivana Mrazova, modella 19enne bloccata dalla cervicalgia, hanno creduto ben pochi. Ma questo fa parte della panna sanremese, tutta da montare prima che vada in acido.
Qualche buona canzone s'è sentita: tra i virtuosismi di Francesco Renga (che risultava però un po' freddo), ad un'Arisa intensa e spiazzante, spuntavano la consueta grinta di Emma Marrone, la dolcezza di Pierdavide Carone featuring Lucio Dalla, e la strana coppia Loredana Bertè-Gigi D'Alessio. Lei era un mix fra Morticia Addams e Mickey Rourke durante The Wrestler, ma l'orecchiabilità dell'onestissimo pezzo faceva perdonare il resto.
Il penoso siparietto Morandi-Pupo-Celentano mi ha fatto urlare a squarciagola: ridatemi Pippo Baudo. Solo fino a poco tempo fa, non lo credevo possibile.

martedì 14 febbraio 2012

LA DIFFERENZA FRA SANREMO E SAN VALENTINO

Oggi si festeggiano Sanremo e San Valentino. Il primo, lo paghi col canone; il secondo, con la parcella di un avvocato.

lunedì 13 febbraio 2012

ETTORE ANDENNA * «5000 EURO PER IL DOPOFESTIVAL? HO DETTO NO, ALL'ELEMOSINA»

Il torcicollo di Ivana Mrazova è l'ultimo dei mali.
La 62° edizione del Festival di Sanremo, si apre - tanto per cambiare - con una polemica. Che parte da uno dei volti storici della televisione italiana.
Si tratta di Ettore Andenna, conduttore della mitica Bustarella su Antenna 3 Lombardia (all'epoca delle pionieristiche tv commerciali) e poi dell'indimenticato «Giochi senza frontiere». Nelle scorse settimane, Andenna sarebbe stato contattato dall'organizzazione per condurre una sorta di Dopofestival, finito poi nelle mani di Gigi Marzullo, che proporrà il suo «Sottovoce» in versione rivierasca dopo la kermesse vera e propria che vede al timone Gianni Morandi. È lo stesso Andenna a svelare il retroscena: «Mi hanno proposto di condurre le cinque serate di un dopofestival di Sanremo, mi hanno offerto 5000 - ripeto cinquemila - euro lordi sottolineando che per me era la grande occasione di un rientro in tv! Considerando che a poche centinaia di metri ci sono persone che guadagnano centinaia di migliaia di euro al giorno e che con la mia seppur modesta pensione, sopravvivo dignitosamente ho preferito dare loro l'opportunità di fare l'elemosina a qualcun altro ed ho risposto: no, grazie!».
65 anni, milanese, già eurodeputato, Andenna oggi vive nel Monferrato, dove gestisce un'azienda agrituristica. E non risparmia le sue frecciate anche all'indirizzo di un'altra produzione Rai, Ballando con le stelle, condotto dalla sua ex compagna di avventure televisive Milly Carlucci: «Scommettiamo che Bobo Vieri, anche se balla da cane, con il cachet che gli danno, lo porteranno sino alla finale?»

ISOLA DEI FAMOSI * È UN REALITY FUORI CONTROLLO?

Che «L’Isola dei famosi» stia sfuggendo di mano ai suoi burattinai? Dopo il caos della seconda puntata, è un sospetto che non può non sfiorare il pubblico di Raidue. A show appena iniziato, la collezione 2012 di star vintage spiaggiate in Honduras nel reality condotto da Nicola Savino inizia a farsi notare soprattutto per indisciplina. Tra bruschi abbandoni (come quello di Rossano Rubicondi, in polemica con Valeria Marini) e piccoli ricatti morali, la trasmissione sembra in balia delle bizze del cast. Che al primo stress piagnucola e punta i piedi ben sapendo che lasciare il programma rappresenta un guaio per la produzione. Il gioco e i meccanismi drammaturgici (che nascono anche dall’interazione fra volti ben precisi) ne risentirebbero. Ecco allora che il conduttore prima fa i salti mortali per scongiurare le perdite, e poi – spesso - concede qualcosa. Come nel caso della rinunciataria Flavia Vento, troppo preziosa per essere persa per strada e quindi trasferita dalla scomoda spiaggia degli «Eroi» a quella ultra-confortevole degli «Eletti». Chi comanda, quindi, sull’Isola? «La situazione non è sfuggita al nostro controllo» dice Nicola Savino. «Quest’anno, con la contrapposizione fra Eletti ed Eroi abbiamo violato la liturgia dell’Isola. La Casta decide il destino degli altri ed è un boccone amaro. Una metafora della situazione italiana. Non esiste il rischio che lo show diventi ostaggio del cast. Rubicondi è al momento l’unico che ha fatto le bizze ed è stato allontanato. Stiamo decidendo in queste ore se farlo venire o meno in studio a spiegare le sue ragioni. Quelle di Flavia non sono bizze: gli attacchi di panico sono terribili. Cristiano invece ha sollevato il problema dell’omofobia. L’ha fatto con uno stile scomposto e poco urbano, ma è importante che se ne parli». È lo stesso Cristiano Malgioglio che ha accusato Savino di non essere «protettivo come la Ventura» nei confronti del cast. «Quella di Cristiano» commenta Savino «mi è parsa un’uscita poco carina e poco attinente a quanto accaduto. Mariano Apicella aveva usato un epiteto colorito e un po’ greve per definire la sua sessualità, poi sia Luxuria dall’Honduras che io da Milano lo abbiamo ampiamente stigmatizzato. Proteggo il mio cast di professionisti. E poi stiamo parlando di un gioco: godiamocelo!». Interviene anche la produttrice, Ilaria Dalla Tana: «Chi partecipa all’Isola deve rispettare le regole del gioco in maniera rigida e senza appello, ma non viene indirizzato dagli autori su come comportarsi. Il controllo produttivo è ferreo; quello autorale sui comportamenti, inesistente. Sapeste a quante quotidiane richieste di compromessi riguardo a cibo, coperte, sigarette, diciamo no… Anche a costo di perdere per strada qualche elemento forte».


(TV SORRISI E CANZONI - FEBBRAIO 2012)

venerdì 10 febbraio 2012

ARISA COME LADY GAGA?

Arisa al Messaggero: «Voglio essere la Lady Gaga italiana». 
Mi sembra che come gagata, sia un buon inizio.

giovedì 9 febbraio 2012

CROZZA COPIA DAL WEB? POLEMICA PRETESTUOSA: LE BUONE BATTUTE SONO (ANCHE) VELOCITA'

Pur essendo strenuo difensore del diritto d'autore sulla cazzata (ho tolto tutta la mia stima a Daniele Luttazzi, che copiava a man bassa dai comedians americani facendo impropriamente il figo in Italia), mi tocca dire che la polemica su Maurizio Crozza e le battute saccheggiate dal web è piuttosto stupida e pretestuosa. Le battute, buone o scarse che siano, non sono sempre e solo frutto di genialità, come vorrebbe far credere il narcisismo di chi le partorisce. Rientrano, nella maggior parte dei casi, in un buon mix fra luoghi comuni destrutturati e velocità d'esecuzione. Se hai un po' di mestiere, non è detto che uno spunto felice che tu hai in questo momento, non lo possa avere tra un'ora un'altra persona. Ed essendo i social network il collettore di milioni di teste, è ovvio, per la legge dei grandi numeri, che vi si troverà il meglio. È altrettanto ovvio di conseguenza che autori pigri vadano a scopiazzare qua e là, in questo mare. Quindi amico, se hai così così a cuore la tua idea, non divulgarla in pubblico perché una quota di furbesco copia e incolla senza citazione sarà inevitabile. Già, ma non lo puoi fare perché il tuo ego ti suggerisce il contrario. Allora non lamentarti, no?

mercoledì 8 febbraio 2012

KATIA FOLLESA * «CON VALERIA È FINITA PER COLPA DELL'EGO»

«Sono i danni dell’ego, i danni dell’ego…». Lo ripete più volte, come un mantra, Katia Follesa, ex dell’apprezzato duo di cabaret Katia e Valeria. Più che polemica, in lei (oltre alla determinazione) si legge un dispiacere quasi metabolizzato. Davanti a cappuccino e brioche in una pasticceria del centro di Milano, parla del suo essere ormai artisticamente single. O quasi. «Lo vede quel negozio? Lì feci la commessa da ragazza. Ma sono stata anche receptionist in un albergo. Tutto, sempre, per pagarmi gli studi e la scuola di recitazione e cabaret di notte».

E ora Katia, che cosa fa, balla da sola?
«Sì, ho tanta voglia di farlo: valzer, samba, tango argentino. Tutto. Feci persino un corso di liscio, una volta…».
Lei scherza, ma se in giro dico Katia e Valeria, un po’ tutti sanno di chi sto parlando. Se dico Katia Follesa, molti mi rispondono: «E chi è?»…
«Era vero fino a qualche tempo fa. Ora mi accorgo sempre più che sto entrando nella testa della gente. Del resto, un po’ di cose da sola ormai le ho fatte, e lavoro con Ale e Franz da quattro anni».
Quali problemi incontra, chi fa comicità in un duo?
«Tanti. Soprattutto se si ha un ego molto forte, come è capitato a me e Valeria. Quando si inizia ad andare una da una parte, e una dall’altra, diventa molto difficile gestire la situazione. E agli occhi di chi ti guarda, devi comunque dare l’impressione di essere sempre d’accordo».
E voi non lo eravate…
«Katia ha sempre voluto fare anche fiction, e ultimamente la sua carriera ha preso un’altra strada. Non ci siamo separate ufficialmente, ma in modo naturale, anche perché ormai lei vive a Roma e io a Milano. Ci vedevamo già poco, e negli ultimi tempi quasi mai. Come possono nascere spunti creativi comuni?».
Con personaggi come le miss rintronate e Katiana e Valeriana di «Uomini e donne» avevate capitalizzato molta popolarità…
«Per questo dico che avremmo potuto fare ancora un po’ di cose buone, insieme. Era un momento da sfruttare ancora, ma è andata così. E non puoi neppure dire: lo faremo, magari, un domani, perché quel treno potrebbe non passare più».
Intanto passa da un doppio ruolo nel «Sogno di una notte di mezza estate» a una partecipazione in «Benvenuti al Nord»…
«A teatro posso cambiare più registri. Nel film faccio una tassista milanese che va a prelevare la famiglia di Siani in Stazione centrale. Può immaginare gli equivoci».
Perché non ha ancora ripreso «Zelig»?
«Con il mio compagno, Angelo, abbiamo proposto due personaggi nuovi. Sono piaciuti molto, ma vanno definiti meglio. Vorremmo perfezionarli e proporli per le puntate finali o la prossima stagione. Intanto Angelo con i Pali e Dispari porta in scena due qualunquisti che parlano solo per sentito dire».
A casa fate a gara a chi la spara più grossa, o cala il silenzio?
«Siamo comici anche nella vita, e da quando c’è nostra figlia Agata, ancora di più. Ci facciamo più seri solo quando bisogna darle le regole. Lei intanto sta già imparando come riuscire a far ridere. Presto con Angelo faremo il controcanto umoristico nel nuovo programma di Camila Raznovich su La7, “Mamma mia che domenica”, dedicato proprio al rapporto genitori-figli».
Che cosa fa nel tempo libero?
«Un po’ di palestra per la forma, leggo poco e ascolto musica: se un pezzo mi piace lo rimetto sull’iPod anche 10 volte di seguito. E poi con Angelo amiamo il vintage: giriamo per mercatini a caccia di vestiti e oggetti».
Qual è il comico che la fa più ridere, in Italia? Una classifica con tre nomi.
«Mi piace il demenzial-surreale. Al primo posto metto i Pali e dispari. Al secondo Antonio Albanese, e al terzo Alessandro Betti, che ha fatto “Buona la prima” con me e Ale e Franz».
E tra le donne?
«Al terzo Cinzia Marseglia, al secondo Debora Villa, e al primo due: Geppi Cucciari e Katia Follesa».
Praticamente, lei e il suo compagno sareste i migliori in assoluto. C’è modestia…
«Mi ha chiesto sincerità… E poi gliel’ho già detto, c’è sempre di mezzo l’ego».
Qual è il limite artistico delle cabarettiste?
«Spesso nei monologhi parliamo troppo di uomini. Questo, automaticamente, ci limita e ci ghettizza. È una scorciatoia, ma sappiamo anche fare altro».
Quando sente di avercela fatta, a chi ripensa?
«A un tizio dell’Agenzia di spettacolo Marelli, al quale mi presentai agli inizi, piena di speranze, e mi mise alla porta dicendo che mi trovava inadatta per fare questo lavoro. Non ho desistito, e ora gli dedico quest’intervista».

(TV SORRISI E CANZONI - FEBBRAIO 2012)

RADIO DEEJAY * 30 ANNI E NON SENTIRLI

Onda su onda, Radio Deejay ha tagliato il traguardo dei 30 anni di vita. Quale occasione migliore per festeggiare, al Forum di Assago (Milano), insieme con 12 mila persone e le storiche voci dell’emittente? Sul palco oltre al fondatore, Claudio Cecchetto, che la «accese» il primo febbraio 1982, c’erano l’attuale direttore, Linus, e - tra gli altri - Fiorello, Gerry Scotti, Jovanotti, Checco Zalone, Albertino, La Pina, Elio, Platinette, Max Pezzali, Aldo, Giovanni e Giacomo, il Trio Medusa. Fiorello e Marco Baldini hanno riproposto «Morgano e Ariso», la loro parodia di «X-Factor» vista a «Il più grande spettacolo dopo il weekend», e Cecchetto si è detto «felice non solo di aver creato una radio di successo, ma di aver lanciato persone di successo».

(TV SORRISI E CANZONI - FEBBRAIO 2012)

martedì 7 febbraio 2012

VASCO ROSSI, 60 ANNI CON UNA COMPAGNA FEDELE

Vasco Rossi compie 60 anni. Lo festeggiano gli amici più cari e la vocale «E», che lo accompagna da una vita.

DE FILIPPI'S GOT TALENT * DA SIGNORINI, BAGNO DI UMILTA' PER MARIA REGINA DELLA TV

Bagno di umiltà per Maria De Filippi, intervistata stamattina all'Alfonso Signorini Show, su Radio Montecarlo. Incalzata dal direttore di Tv sorrisi e canzoni e Chi, la regina della televisione italiana - che celebra il trionfo in termini di audience del suo «Italia's Got Talent», su Canale 5, ha ammesso: «Non è vero che sono infallibile e che ho fatto solo successi. Gli insuccessi ci sono stati, eccome. Anzi, a volte tendo a ricordarmi soprattutto di quelli. A Got Talent funziona sia il mix tra i giudici, che i concorrenti, dal momento che può partecipare chiunque proponendo qualsiasi cosa: non ci sono vincoli e limiti di genere o d'età, come in altri talent».
Per ciò che riguarda la critica, la donna di «Amici» e «C'è posta per te» si è soffermata sul difficile rapporto con Aldo Grasso, il critico televisivo del Corriere della sera. Penna sferzante che raramente la risparmia e che di recente ha scritto di non spiegarsi il successo di «Italia's got Talent». «Dal professor Grasso mi aspetto qualcosa di questo tenore nei miei confronti, è da sempre così. Mi sono abituata alla critica e la accetto. Detto questo, non sostengo di non leggerlo, anzi. Lo leggo sempre e spesso mi trovo d'accordo con lui. Questo ovviamente accresce la mia frustazione perché se condivido la visione che ha degli altri, mi preoccupo e mi domando: sarò veramente così? Poi ci rifletto fra me e me e vado comunque avanti».

lunedì 6 febbraio 2012

EMERGENZA NEVE * ROMA, ALEMANNO SPALA; MILANO, FORMIGONI TIRA LE PALLE

Anche da noi si fa sempre più strada l'utilizzo propagandistico dei media con approccio all'americana. A Roma Gianni Alemanno, travolto dalle critiche per aver sottovalutato l'emergenza neve, si fa fotografare indaffarato con la pala in mano. Più macho che micio. Gli ammiccamenti però sembrano più alla mussoliniana campagna del grano, col duce a petto nudo tra i campi. Agricoltore tra gli agricoltori. A Milano, Roberto Formigoni, fischiato in pubblico e con l'ex tesoriere in Regione condannato per falso, fa mettere sul suo sito un video dove tira allegro le palle di neve (chi è neve?). Il messaggio è: mentre a Roma per qualche fiocco galleggiano nel guano più totale, da noi in Lombardia non solo è tutto sotto controllo, ma con la neve ci giochiamo. Ovviamente il presidente noto per le sue camicie hawaiane vince la battaglia, ça va sans dire... L'approccio in questo caso sembra più micio o gay friendly. Insomma, il rigore dell'inverno divide l'Italia anche politicamente. E lo si sfrutta per la propoganda elettorale o per salvare la faccia.

sabato 4 febbraio 2012

L'ISOLA DEI FAMOSI 2012 * FLAVIA VENTO HA LASCIATO IL GIOCO

Flavia Vento ha lasciato definitivamente "L'isola dei famosi". Durante la seconda, memorabile puntata del reality di Raidue, durante la quale si è verificato un "tutti contro tutti" di epiche proporzioni, fra insulti e abbandoni (come quello clamoroso di Rossano Rubicondi), la Vento aveva manifestato l'intenzione di andarsene dall'Honduras. C'erano problemi con il gruppo e aveva lamentato attacchi di panico e le punture dei mosquitos. Il conduttore Nicola Savino l'aveva allora trasferita dalla playa degli Eroi a quella nobile degli Eletti; ovvero un modo per non perdere una concorrente preziosa.
Ma anche lì la Vento a quanto pare non ha retto. Oppure è stata allontana dalla produzione in ossequio al regolamento.
Chi si appassiona alle trame isolane lo scoprirà alle 18.50 su Raidue nell'appuntamento del daytime.

giovedì 2 febbraio 2012

È ANTONELLO VENDITTI, ANCHE SE DALLA FOTO NON SI DIREBBE

Domani esce il nuovo singolo di un noto cantautore. Osservate bene la foto, che ci arriva dopo un sapiente e interminabile lavoro di Photoshop al quale ha collaborato un team di esperti del Wisconsin e che è costato 14 milioni di dollari. 
Sapreste ancora riuscire a indovinare di chi si tratta?

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