venerdì 15 marzo 2013

RICCARDO COCCIANTE * «'THE VOICE' MI PIACE: IN ALTRI TALENT NON MI AVREBBERO MAI PRESO»

Che cosa rende diverso «The Voice of Italy» da altri talent?
«Un altro, non avrei accettato di farlo. Questo, sì. Il fatto che si scelgano i cantanti giudicando solo la loro voce e non l’aspetto estetico, lo rende rivoluzionario. È anche un grande messaggio per i ragazzi».
Che tipo di «coach» sarai?
«Mi piace vederli arrivare ancora acerbi, farmi scegliere, e poi aiutarli pian piano a capire, a crescere. Credo sia in definitiva la parte migliore del programma. 'The Voice' mi piace: in altri talent, visto il mio aspetto fisico, ai miei esorsi non sarei mai stato preso».
Nella prima fase si sono già delineate alcune rivalità fra voi?
«Solo piccola, sana competività».
Due aggettivi per descrivere gli altri tre coach.
«Pelù inaspettatamente cortese e brillante; Raffaella molto attenta a tutto e genuina; Noemi curiosa, intelligente e stupita del fatto che alcuni potessero sceglierla, in quanto con minore esperienza».
Qual è il limite dei talent?
«Il loro lato futile: invece bisogna capire e far capire a tutti che cantare è un lavoro serio, difficile e spesso l’impegno di una vita».
Chi hai scelto come consulente?
«Kekko Silvestre dei Modà. È nuovo, capace e ha grandi potenzialità di fare bene in futuro».


(TV SORRISI E CANZONI - MARZO 2013)

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