martedì 28 maggio 2013

MIAMI BEACH * ABBORDATO DA UN CUBANO IN ACQUA DAVANTI A OCEAN DRIVE

Prima o poi doveva succedere. Ed è successo, alla terza settimana. Un pomeriggio qualsiasi, in spiaggia, fra la tredicesima e l'ultimo tratto di Ocean Drive. Ricordo con assoluta precisione la posizione perché queste cose noi ragazzi di campagna non le dimentichiamo facilmente. Ero entrato in acqua da poco, e nuotavo sbuffando placidamente vicino a riva, come un'otaria che cerca sane distrazioni. Confortato da quell'acqua così calda, nonostante le sue oceaniche pretese di grandezza, e dalla vista parziale dello skyline di Miami Beach: uno strano contrasto fra moderni, imperiosi grattacieli e timide case color pastello. Rannicchiato, mi concedo una mezza riemersione da quelle acque sulle quali sin da piccolo avevo sempre sognato di poter camminare. Pochi istanti di distrazione, ed ecco che mi si avvicinano due ragazzotti cubani sulla trentina. Entrambi non certo alti ma dal fisico prestante, uno pressoché muto, col capello lungo, l'altro ciarliero e dalla corta chioma. È lui che attacca discorso: "Meglio stare qui vicino a riva, no? È più sicuro", mi dice con un mezzo inglese-mezzo spagnolo stentato, che comunque capisco, anche perché se per anni ho capito quel che diceva Aldo Biscardi, non vedo perché non dovrei capire lui. "Oh, Yes", rispondo annuendo con un mezzo sorriso di circostanza e quella punta di diffidenza tutta oltrepadana. Il brillante interlocutore passa quasi totalmente allo spagnolo: "Ma tu, da dove vieni?", dice mentre il suo amico mini-pony lo guarda e mi guarda con un sorriso un po' ammiccante. "Dall'Italia", faccio io. "Ah, Italia, bella Italia. E dicono che tutti gli italiani sono sexy...". "Sì, può essere, ma non è sicuramente il mio caso", dichiaro, calando un rapido due di picche che in Florida farà molto parlare. "Eh, perché no? Perché no?", insiste Cuba libre con fare mellifluo. "Fidati, non è il mio caso", sono costretto a rimarcare mentre mi sposto a nuotare un po' più in là. "Comunque stai attento, perché qui in giro ci sono molti pescecani...", mi dice ridacchiando come monito di congedo. Rifletto sul fatto che tutto sommato due li ho appena evitati. E senza neanche vedere le minacciose pinne uscire dall'acqua.
Ora, chi mi conosce lo sa: sono sempre stato una persona disponibile e il più possibile educata. Ma non così disponibile e così educata da mettere a disposizione parti di me tuttora inviolate. A volte mi si chiede un po' troppo, perdio. Soprattutto all'estero.
Detto questo, mi piace notare come alla mia tenera età vada ancora via come il pane. Sono grosse soddisfazioni. Mi lascia un po' perplesso solo questo ampliamento della clientela. Chiederò agli americani, che sulla customer satisfaction la sanno lunga. Probabilmente meno lunga dei cubani.

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