giovedì 20 febbraio 2014

SANREMO 2014 * SECONDA SERATA: GLI ERRORI DI SERRA E UNA VALERI DA RISPARMIARE

Tutto sbagliato, tutto da rifare, diceva il poeta. Un po' la naturale usura del modulo Fazio-Littizzetto, che ripropone senza soluzione di continuità le moine di Che tempo che fa, un po' l'ingenuità degli autori, che sembrano scesi da Marte, fatto sta che questo Sanremo - anche alla seconda serata - fa acqua da tutte le parti. E Michele Serra, collega che stimo profondamente, sembra adatto a tutto tranne che al ruolo di direttore artistico di un Festival ieri imbarazzato, oggi imbarazzante. Dalla stantia riproposizione delle gemelle Kessler (l'ha fatta già Baudo a ogni festeggiamento dei decenni di vita della Rai), all'inutile, offensiva esposizione di Franca Valeri a una performance che andava evitata. Non era né buonismo, né un omaggio, ma pura cattiveria. Quella cosa le andava risparmiata. Per rispetto. Si è scelto di non farlo, e il cattivo gusto ha volato radente sul palco dell'Ariston. Che ha rivisto la luce solo al momento del medley di Claudio Baglioni, dalla maglietta fina a Mille giorni di te e di me. Grande voce e pura poesia. Tutto il resto è noia, profetizzava Califano. Fra i Big, il favorito Francesco Renga sfoderava due pezzi onesti ma non indimenticabili. Così come Noemi, altra candidata al podio. A parte il maiuscolo Renzo Rubino, le cose migliori si sono sentite di gran lunga nella sezione Giovani. E poi, domandiamocelo: chi ha ucciso Giuliano Palmer?
Sotto finale, persino Fazio cala la maschera e indossa il pigiama, che se vogliamo è l'emblema perfetto della scoppiettante dinamicità di questo Festival.

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