mercoledì 25 giugno 2014

CARO BALOTELLI, IL PROBLEMA NON È CHE SEI NERO, MA CHE HAI GIOCATO MALE

A me di Mario Balotelli non è mai importato granché. Né odio né amore. Nulla. L'indifferenza più totale. Non seguo il calcio (se non le partite dei Mondiali), e l'ho sempre vissuto più che altro come un fenomeno del baraccone del gossip, che non ho in particolare simpatia. Un capriccioso ragazzo milionario del pallone che ha anche la caratteristica di essere di colore. Ma a prevalere nella mia percezione era ed è il capriccioso ragazzo milionario, beninteso, non il colore della sua pelle.
Per questo sorrido - e un po' m'indispettisco - leggendo le forti dichiarazioni che il nostro affida al proprio profilo Instagram (non all'Ansa, a Instagram, e già lì si vede lo spessore dell'uomo: è come andare a sposarsi a Las Vegas) parlando di sé in terza persona all'indomani della disfatta di Italia-Uruguay e dalla nostra uscita con disonore da Brasile 2014. Eccole:

«Forse, come dite voi, non sono Italiano. Gli africani non scaricherebbero mai un loro "fratello". MAI. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti. VERGOGNA non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più. VERGOGNOSE SONO QUESTE COSE. Italiani veri! Vero? ...  «La colpa non la faccio scaricare a me solo questa volta perché Mario Balotelli ha dato tutto per la Nazionale e non ha sbagliato niente (a livello caratteriale). Cercate un’altra scusa perché Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta. Fiero di aver dato tutto per il Suo paese».


Ora, Marietto santo, hai perso giocando davvero malamente. Me ne sono accorto persino io e l'hanno sottolineato un po' tutti gli esperti pallonari. Perché allora ricorrere a questi mezzucci mediatici, a questo vittimismo d'accatto che serve a ribaltare un frittatone mal riuscito e peggio digerito? Per qualche puerile battuta razzista che ti sarà arrivata sul web? Capirai... Sono tutte cosine che tu, «SuperMario», come accetti di buon grado di essere chiamato, dovresti avere messo bene in conto. Che dovresti considerare parte integrante del tuo cospicuo ingaggio. La gogna non viene risparmiata ormai a nessun personaggio pubblico, sui social. Sarà anche un brutto andazzo, ma perché tu dovresti esserne esentato? Però stavolta la tua pelle non c'entra, non fingere di non capirlo. C'entra il tuo lavoro mal fatto. Solo e soltanto quello. Saresti stato un «negro» (come dici tu) portato in trionfo se avessimo vinto. Invece hai giocato male e ci hanno sbattuto fuori. E ora ti criticano. Chi più elegantemente, chi meno. Comodo mettersi a gridare al razzismo, ora. Scandalizzarsi per battute politicamente scorrette che tutti noi comuni mortali (un po' meno esposti e pagati di te, concedicelo) dobbiamo sopportare. Dammi retta, Balotelli: invece di parlare comprati un bolide nuovo e facci il record da casello a casello. Chessò, fammi lavorare di fantasia: sfascia il privé di una discoteca, metti incinta una velina. Questo ci aspettiamo da te: quelle belle, sane cazzate di una volta. Se ti metti anche a parlare, è finita. Si chiude. E andiamo a nero.

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