domenica 14 settembre 2014

FESTA DELLA RETE * TRE PREMI A PIF, TESTIMONIAL TIM (SPONSOR DELL'EVENTO)

Non bisogna certo scomodare il paragone con le lobby, ma la "Festa della rete" (ex BlogFest) di Rimini, che ho visitato quest'anno per la prima volta nonostante sia arrivata - un po' bolsa, a occhio e croce - alla nona edizione, mi sembra un po' la Loggia del Leopardo. Massì, quel club per pochi amici intimi, quelli buffi col cappellone a chiazze, che frequentava papà Cunningham in Happy days. Socievoli fra loro, chiusi all'esterno.
Stavolta non hanno il cappello, ma gli allegri amiconi li vedi tutti lì sul palco, cooptati per la lunga, interminabile, autoreferenziale serata di premiazione dei MIA 2014, i Macchianera Italian Awards. In un bel calderone che mescola in scena nominati e conduttori, autori di complemento, presentatrici e bloggers; all'insegna del "volemose tanto bene". E approfittiamone per farci un po' di promozione. Che di questi tempi, signora mia, se non ci aiutiamo fra noi... Quasi tutti, guarda caso, sotto il cappello della Show Reel, agenzia milanese della quale fa parte anche il patron e conduttore della kermesse, Gianluca Neri. C'è la co-conduttrice Andrea Delogu, c'è l'autrice Daniela Collu in arte "stazzitta", non mancano Carlo Gabardini (che di professione da quando ha fatto outing ricorda a tutti ogni giorno che è gay) e l'austero Matteo Bordone. Persino tale Azael, cabarettista anche bravo ma non pervenuto ai più. Come la gran parte dei citati in precedenza. I quali a volte hanno anche un discreto numero di followers, ma che di fatto sembrano on-line tutt'altro che determinanti. Anzi.

Dove sono quelli che in rete contano e sono presenti davvero? I famosi influencer del web di cui oggi ci si riempie tanto la bocca? I nomi lì conosciamo tutti (Selvaggia Lucarelli e Natalino Balasso, per citare due assenze clamorose, ma ce ne sono molte molte altre) noi che il web lo viviamo e lo frequentiamo davvero, per passione o per tenerci aggiornati. Sembrano fuori dai giochi. Solo perché sono persone che non amano tirare per la giacchetta i propri fans (pratica alquanto inelegante) per farsi votare? Possibile? Mah...
È vero, vincono Lercio come miglior sito e Spinoza per la satira, non avrebbero potuto mancare. Ci sono alcuni premi impeccabili. Ma molte assenze illustri gridano vendetta sotto il cielo di una manifestazione che pretenderebbe di essere la Festa della rete. Dell'intera rete. E non parlo certo del sottoscritto, naturalmente: vengo dalla carta stampata, altro mondo, pochi fra il grosso pubblico mi conoscono. Ho questo piccolo blog e fatico ad arrivare a 2.000 followers su Twitter e altrettanti su Facebook. Se non altro non li ho comprati, come fanno in tanti, ma - ve l'assicuro - non parlo di me.

L'apoteosi durante la premiazione arriva al momento di tributare l'omaggio in contumacia a Pif, Pierfrancesco Diliberto. Che si assicura 3 statuette come: miglior personaggio (attenzione, supera Papa Francesco e Matteo Renzi), per il film La mafia uccide solo d'estate (che supera Il capitale umano e La grande bellezza) e per il suo programma Il testimone (che straccia Masterchef e Crozza nel paese delle meraviglie). Pif, come tutti sanno, è assiduo testimonial di Tim, che è anche il principale sponsor della Festa della rete. E quest'anno la pioggia di spot coi quali ha invaso la tv gli ha attirato sul web forse più antipatie che simpatie. Eppure ai MIA 2014 ha preso ben tre premi. Una cosa bulgara. Per non parlare di DMAX, citata sui cartelloni come "gold partner" della rassegna curata da Neri e premiata sia come miglior rete tv (davanti a Real Time e La7) e con un personaggio di punta, il suo Chef Rubio (davanti a Massimo Bottura e Antonino Cannavacciuolo) come miglior chef. Tra i media partner dell'evento c'era anche l'Ansa, premiata come Miglior sito web d'informazione davanti ad altri di gran lunga più cliccati o graficamente accattivanti. È singolare, perché in altre categorie invece la regola del più visto, più premiato, vale.

Poi fra i 109 mila votanti dichiarati (con 2 milioni di voti singoli) dal MIA 2014, spuntano anche volenterose community, agenzie web che hanno l'aria di darsi da fare, sgomitanti bloggers, eppure, nonostante sul palco quelli della Loggia del Leopardo mettano tanta enfasi nella presentazione, la mia vicina d'attesa in teatro (ero in piedi in fondo a sinistra, appoggiato al muro) ogni tanto bofonchiava: "E questo chi cazzo è?". Difficile darle torto, se tanti di quelli che avrebbero dovuto esserci fra quelle nominations mancavano all'appello.
Quest'anno sono saltati persino i TeleRatti, a quanto pare per divergenze insanabili fra le parti e scarsa volontà di supportare produttivamente un evento che forse iniziava a fare ombra ai Macchianera Italian Awards.
Peccato, perché questa della Festa della rete (forse era meglio continuare a chiamarla BlogFest) sarebbe anche un'idea virtuosa. Mettere insieme tutti quelli che sul web contano davvero. Dare risorse a chi cura i panel (ho parlato con alcuni promotori che si dicevano costretti a organizzarsi tutto da soli, senza neppure essere ospitati in hotel, o pronti a lamentarsi per dove erano stati piazzati) lasciando un po' da parte i tanti, troppi eventi distraenti su fashion, trucco e cucina, che forse portano sponsors ma poco hanno a che fare col mondo della rete. E con i suoi (veri) protagonisti. Approfitto di questo post per dirlo a Gianluca Neri. L'avrei fatto di persona ma su un palchetto, sotto il tendone dell'accoglienza, stava conducendo con l'amica Daniela "stazzitta" Collu (però mancavano tutti gli altri) un programma di Rai Radio 2. Altro media partner della Festa della Rete.
Qualcuno sa dove si possono trovare i cappelli della Loggia del Leopardo?

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