venerdì 10 ottobre 2014

IDOCS CON «E POI» * DUE OMACCIONI CHE SUONANO E SCRIVONO (BENE) D'AMORE

In assenza del conforto di sapidi buffet (non è questo il caso: cibo e vini erano ottimi e abbondanti, nonostante la spending review; ci ha pensato Raffella Moretti a stuzzicare il palato), le presentazioni dei dischi di chi non fa l'artista di mestiere nascondono spesso potenziali insidie. Noie sovrumane, stucchevoli velleità dopolavoristiche o abbondanti sovrastime di se stessi da parte di gente che meglio farebbe a fare altro, nella vita. Di certo non calcare palcoscenici.
Per questo mi ha conquistato lo showcase milanese (spazio Avirex) degli iDocs, duo di giornalisti del settimanale Oggi reduci dal lancio di un Ep intitolato «E poi». Giuro sui miei affetti più cari che quanto sto per scrivere non è frutto di ruffianerie o scambi di favori tra colleghi. Il sospetto è lecito ma voglio fugarlo: avrei optato, piuttosto, per un dignitoso silenzio.
Edoardo Rosati e Mario Raffaele Conti ci sanno fare davvero. La bravura chitarristica di Rosati è sorprendente, e convince anche la voce (ma fa premio la struggente armonica a bocca) di Conti. Viaggiano dal pop leggero ma godibilissimo del brano che dà il titolo al lavoro, disponibile su piattaforme digitali, alle raffinatezze swing di «Amore ballerino» e «La sfida», che ho trovato molto interessante e trascinante.
Rosati e Conti sono due omaccioni che parlano e scrivono (bene) d'amore. Senza scimmiottare qualcuno e giocando sulle sfumature. Il che, in tempi aridi, fa tanto bene al cuore.
 

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