martedì 23 dicembre 2014

«LOMBARDIA LOMBARDIA» * IL BRUTTO INNO CHE MOGOL SI PORTA VIA

Mario Lavezzi ha sempre cantato un po' di tutto, con indiscutibili qualità autorali e una certa tigna (a mio avviso immotivata) nel volersi esporre come cantante. Sempre, comunque e con risultati non particolarmente eclatanti. Insomma, un certo presenzialismo canzonettaro che ai miei occhi lo ha sempre avvicinato più ad Alessandro Cocco che a Freddie Mercury.
Su di lui, però, taccio. Da lui, un po', me l'aspettavo.
Che cosa spinga invece un autore come Giulio Rapetti in arte Mogol (uno che ha scritto le cose più belle di Lucio Battisti, per capirsi, e alcune tra le canzoni più grandi della musica italiana) a firmare in tandem col già citato Lavezzi l'inno «Lombardia Lombardia», realizzato per il Pirellone, resta e resterà per me un mistero gaudioso. Fosse poi un capolavoro, potrei anche chiudere un occhio. Ma cribbio, il testo lo riporto paro paro qui sotto. E il video lo incorporo, perché tutti devono vedere e sentire. Non avendo mai visto le ricevute di Formigoni, almeno qui qualche evidenza c'è.
Giulio, che cosa ti succede? Se non ti senti bene, dillo. Se possiamo fare qualcosa per darti una mano, non fare complimenti. Non credo che tu abbia bisogno di soldi. In Siae penso ti arrivi il Pil del Lussemburgo. Paolo Villaggio diceva del Sordi degli ultimi anni: «Fermatelo, prima che distrugga il suo mito».
Ecco, se c'è un Dio dei parolieri, fermi Mogol prima che decida di andare anche all'Isola dei famosi.

Ecco il testo di «Lombardia Lombardia» e, sotto, il video realizzato per la regione:

«Questa storia è quella di un bambino che diceva sempre sì entusiasta di ogni cosa: era un mondo che poi finì. Mi ricordo la città, la mia Milano, senza odio per nessuno, e la gente silenziosa nella chiesa a pregare tutti uniti come uno. Io da qui non vado via. Lombardia, Lombardia grande terra mia. Terra piana e montana. Gente forte che e' operosa, generosa senza una bugia. Ti dà il cuore, parla poco, ma dice quel che è. Tutto il mondo chiuso in una via. Il suo nome: 'buona volontà''. Una strada di periferia di chi accetta e ti rida'. Di chi ha poco e resta fiducioso che poi in meglio cambiera'. Di chi lavora e vive con poesia. E se anche vado via. Lombardia, Lombardia grande terra mia. Orgogliosa, laboriosa, piena di energia, gente onesta la lombarda. Fidati perché ha un gran cuore, pensa in grande ma resta quel che è Lombardia, Lombardia grande terra mia. Terra piana e montana. Gente forte che è operosa, generosa, senza una bugia. Ha un gran cuore, pensa a tutti e stringe tutti a sé».


1 commento:

Giuseppe Gano Ganelli ha detto...

da lombardo mi vergogno di avere un "inno" del genere....e poi a cosa serve un inno regionale???

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