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sabato 24 gennaio 2015

RAFFAELLA CARRA' * UN FLOP «FORTE FORTE FORTE»

Poco più di 3 milioni di spettatori, con uno share del 13,67%, e due punti in meno della scorsa settimana. Prosegue il tracollo di «Forte forte forte», il nuovo talent-show di Raiuno confezionato da Raffaella Carrà e Sergio Japino.
Già la prima puntata è stata uno zoppo calderone senz'anima. Tanto da farmi domandare, più volte: come può un monumento della tv come Raffaella Carrà, una donna moderna (di testa), in teoria una profonda conoscitrice del mezzo, cadere in un errore così marchiano, evidente?
Al di là delle pecche di regia, il difetto maggiore di «Forte forte forte» sta proprio nel manico: la presenza di talenti senza (troppo) talento sbattuti su un palco come in una serata parrocchiale, da premio sfigato di provincia. Certo, in un meraviglioso studio, nello splendore di Raiuno, con il packaging di uno dei tanti, troppi talent-show in voga. Ma quella che Raffa considerava la forza del programma (cioè la ricerca di un grande artista completo, di un Fiorello 2.0, che sapesse cantare, ballare e intrattenere) si è rivelata la sua drammatica debolezza. Perché se un talent di canzoni acchiappa l'audience, se non per i concorrenti almeno per i pezzi proposti, la performance senza né carne né pesce di un perfetto sconosciuto fa mettere mano al telecomando con la stessa velocità con cui Terminator estrae la pistola.
Come è possibile che nessuno si sia accorto di tutto questo?
Per non parlare della scombiccherata giuria, debole soprattutto sul fronte maschile: da un imbolsito Joaquin Cortes (puntualmente contraddetto da Raffa, con effetti comici) all'inutile, fastidiosa presenza di tale Philipp Plein, designer e stilista tedesco i cui contributi tecnici di valutazione non vanno oltre il: «Prosìma folta ti fòlio fedére con altro outfit: questo brutto è. Capisce?». Roba che al confronto Asia Argento (l'unica che si comporta bene) è Simon Cowell in persona.
E poi l'aspetto autocelebrativo: Raffa che presenta la concorrente che la imita, Raffa che tiene sempre banco e di fatto conduce (altroché il povero Ivan Olita), Raffa unica ad avere l'opzione «Fortissimo», che le consente di far vincere chi vuole. Perché sì, sennò vi buco pallone.
Sino all'incredibile pastrocchio finale di ieri sera: per arrivare a individuare i 14 talenti pronti a sfidarsi nelle successive fasi della gara, Raffa li ha schierati tutti e girava tra loro come la Nera Signora, sfiorandoli con il tocco della morte. Chi veniva toccato era segato per sempre e usciva dallo studio fra tremende afflizioni. Gli altri potevano restare. Il tutto mentre in sottofondo andava una plumbea nenia simil-clericale intitolata «Ce la farò». La veglia funebre. Un'immagine tremenda e negativa per la stessa Carrà, donatrice di vita e morte: chi gliel'ha consigliata (spero non sia un'idea sua) sarebbe da deportare a Guantanamo.
Perché Raffaella ha lasciato «The Voice of Italy» scegliendo questo talent per distruggere (o quantomeno appannare) il suo mito?
Intanto l'esclusa, Lorella Cuccarini, anche ieri sera, dopo il trenino di «Disco samba», ballava «La notte vola» sul tavolo della sua Scavolini. Mentre fuori esplodeva una salva di fuochi artificiali.


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