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mercoledì 11 febbraio 2015

SANREMO 2015 * CARLO CONTI SI BAUDIZZA E IL FESTIVAL PARTE COL PIEDE GIUSTO

L’aveva detto, e l’ha fatto. Il toscano Carlo Conti, efficace, abbronzato e classico volto di Raiuno, si è «pippobaudizzato» a dovere, e ha confezionato una prima serata sanremese pulita e veloce. E anche l’Auditel ha risposto all’appello: 11 milioni 767 mila spettatori con il 49,3% share. Metà della platea televisiva ieri sera era sintonizzata sul Festival, che si è attestato sui buoni ascolti del Fabio Fazio prima edizione.
Certo, allo spettacolo mancavano le piccole trovate di contorno tipicamente baudiane (polemiche incrociate, gente che minaccia di lanciarsi dalle balconate, varie ed eventuali), ma in questo segmento Pippo Baudo è leader indiscusso, e la cifra del buon Conti del resto non è questa. Lavora a testa bassa con serenità e mestiere. Tra il medico scampato all'ebola, e il quadretto kitsch della famiglia più numerosa d'Italia. Alla quale Mike avrebbe senz'altro obiettato: «Ecco amici, sono la famiglia più numerosa d'Italia e pagano un solo canone!».

Misurate, emozionate il giusto e molto legate al testo scritto anche Emma, Arisa e la vaporosa Rocio Munoz Morales. Fra l’altro Emma e Arisa (Emma in particolare) hanno proposto una cover da brividi de «Il carrozzone» di Renato Zero. Un grande pezzo che da sempre mi commuove e che ha spaccato anche ieri sera, come direbbero i pischelli.
Infelice invece lo scivolone del poco divertente Alessandro Siani (bei tempi quando a Sanremo c’era il Beppe Grillo non ancora politicante che faceva crollare il teatro dalle risate), che dopo aver preso in giro malamente un ragazzino sovrappeso, per rimediare ha fatto sapere tramite Conti di devolvere in beneficenza il cachet della serata.

I quadri in musica del maiuscolo Tiziano Ferro (uno che ha scritto cose che resteranno) si sono contrapposti alla «Nostalgia canaglia» squisitamente pop di Al Bano e Romina Power. L’eterna coppia, un po’ segnata dal tempo, ancora insieme su quel palco, come tanti anni fa. Si può fare tutta l’ironia che si vuole, ma è una fetta di storia della canzone di questo Paese. E «Felicità» ha venduto milioni di copie in ogni angolo del mondo, quindi le chiacchiere valgono davvero poco.

Tra i pezzi in gara, buona la prova di Malika Ayane, piuttosto convincente e con un grande tiro il brano di Nek; piacevole e destinato a uscire sulla lunghezza Alex Britti. All’appassionata poesia di Grazia di Michele e Mauro Coruzzi deplatinettizzato si contrapponevano un Gianluca Grignani incolore, una Chiara che ha finalmente trovato il pezzo buono (o comunque più che onesto, anche se non ricordo il richiamo del ritornello) dopo tante false partenze, e altre prove che andrebbero messe più a fuoco, come quella di Nesli, Annalisa, i Dear Jack e Lara Fabian.

Stasera si continua con Bianca Atzei, Biggio e Mandelli (i Soliti idioti), Lorenzo Fragola, Irene Grandi, Il Volo, Marco Masini, Moreno, Anna Tatangelo e Raf. Ma il Festival è partito con il piede giusto.

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