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giovedì 6 agosto 2015

CAMPO DALL'ORTO DIRETTORE GENERALE RAI * LA RIVINCITA DELLA BRAVA PERSONA

Tra le (poche) buone cose fatte sinora dal Governo Renzi, a mio avviso c’è il fresco insediamento di Antonio Campo Dall’Orto alla direzione generale della Rai.
Conosco Antonio da anni, ha fatto prima Mtv, poi brevemente La7, allievo storico di Giorgio Gori, che non a caso è nel team di lavoro del Presidente del Consiglio, e tra i suoi spin-doctors. Il nostro si è scaldato un po’ in panchina prima di arrivare alla poltrona più impegnativa della Tv di Stato. Ma il suo arrivo era segnato nelle stelle.
Campo dall’Orto è un uomo di macchina televisiva, la conosce, la rispetta, sa governarla e – last but not least - è una brava persona. Scusate se oggi come oggi mi appassiono ancora all’idea che in un posto di rilievo ci sia un tipo competente che è anche una brava persona. Semplice e coscienziosa. Sono all’antica.
Il suo compito non è facile: lui viene dal piccolo, a volte dall’infinitamente piccolo, e la Rai è una gigantesca creatura mitologica, un ministero, ha più correnti del Triangolo delle Bermude. Fa entrare nel gorgo oppure in secca qualsiasi imbarcazione. Il mirabolante Carlo Freccero membro del Cda e l'ex inviata Monica Maggioni, un’altra che conosce da tempo la jungla di Viale Mazzini, sono altri due nomi che fanno ben sperare sul fronte della competenza, abitualmente trascurato ai vertici della tv pubblica. Sempre senza farsi troppe illusioni, naturalmente.
Ma piuttosto che niente, è meglio piuttosto, si dice al mio paese.

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