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venerdì 11 settembre 2015

«X-FACTOR» RIPARTE BENE (MA UN PO' MORGAN MANCHERA')

Nonostante Morgan, con tutta la sua teatralità ridondante, cialtrona e farlocca, rappresenti quanto più ho detestato di «X-Factor», ripartito ieri sera con la nona edizione su SkyUno, bisogna riconoscere che quest'anno un po' mancherà mr. Castoldi. Non tanto per la sua competenza musicale, ostentata quasi quanto le permanenti grigio topo e spesso usata a detrimento dei suoi stessi concorrenti, ma per quei memorabili scazzi trash dentro e fuori contesto che ogni tanto regalava. Un misto fra istinto e paraculaggine. Più la seconda, per dirla tutta. Gli stessi scazzi che gli sono costati il posto dopo anni di delirio di tele-onnipotenza mal gestita.

Uscito di scena l'uomo che si credeva Mozart, Elio ha riportato in squadra i suoi baffi, il suo sorriso impostato nelle foto e la voglia di fare il giudice serio, senza Storie Tese; Fedez prosegue il suo percorso un po' più conscio del proprio accresciuto successo (quello che ti cambia, l'ha detto di Lorenzo Fragola, ma un po' vale anche per lui, si nota chiaramente) e Mika si sente sempre più padrone della scena, anche grazie alla maggiore padronanza dell'italiano. Lo skill che per ora manca a Skin, la nuova arrivata. Che ieri si è accasciata sul tavolo disperata dopo che gli altri hanno promosso una concorrente che lei riteneva improponibile. Tutti bravi ragazzi, ma questi non ci regaleranno un litigio. Dovrà impegnarsi per bene Mara Maionchi a tirare fuori qualche vaffanculo gran riserva dalla cantinetta di casa.

In un mondo perfetto, tutti i giurati di «X-Factor» dovrebbero parlare come Stanlio e Ollio. E prima o poi, ne sono certo, ci arriveremo. Nell'attesa, gustiamoci questa stagione, partita furbescamente con un bel po' di talenti buttati sulla scena, e qualche avanzo di Corrida (pardon, Italia's Got Talent). Quelli che fanno sempre simpatia. Il resto è un copione ancora tutto da scrivere.

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