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domenica 8 novembre 2015

TEATRO CUCINA * UN MANGIA, PREGA E AMA A PORTATA DI MANO

Se vai a una cena, pardon, una serata di Teatro cucina, com'è capitato a me, non sai mai se guardare nel piatto, oppure sul palcoscenico che ti sta davanti (anzi, che ti avvolge, visto che ci si siede a semicerchio), e dove succede una grande baraonda. Un virtuoso moto perpetuo in bilico fra arte e sapori. Tra palato e messinscena. Con gli attori che si prodigano per affabulare, divertire e al contempo servire a tavola.
33 commensali, nello spazio Atelier di Teatro in polvere, a Milano, vengono coccolati in quello che è stato battezzato «Intrattenimento conviviale in cinque portate e due atti». Una cosa che, zitta zittta, va avanti da 15 anni, per la regia di Elisabetta Faleni.

A tenere le fila del racconto è Valentino Infuso, laureato in Economia in Bocconi ma con vocazioni attoriali. Inizia maltrattando seriosamente, muscolarmente, eroticamente un impasto fatto a mano, forse quello di una capricciosa gigante (e lì ti preoccupi fino a pensare: mioddìo, dove sono capitato?), ma poi lo spettacolo prende corpo e accentua, meglio rivela, la propria vocazione ironico-giocosa. Passano con gli affettati e il primo vinello, poi (mentre la bella Paola Crisostomo si lascia andare a una danza sensuale sul pavimento imbrattato di farina), arrivano amorevolmente la terrina di pasta e fagioli, una polpetta avvolta nel radicchio, una fetta di pecorino consegnata dalle premurose mani di una vecchina in carrozzella (Corinna Agustoni, che nella realtà cammina), un buon Cannonau. E per finire la fetta di torta cioccolato e mandorle, panacea che serve a guarire tutti i mali. Tutto buono, in modica quantità, tranne il discutibile liquore a chiudere.

E mentre un uovo "telecomandato" rotola sul pavimento e i nostri mettono in scena le nozze neoromantiche (con tanto di canzoncina di Nino d'Angelo a suggellare il trash di rito) di un truzzo ladro di orologi un po' albanese un po' partenopeo, due ore e rotte scivolano via. In penombra.
Infuso e soci sono in gamba. E la Crisostomo ha la grande abilità (tutta recitativa, non solo costumistica) di passare in un baleno da icona sexy a cesso siderale. Quindi tanto di cappello. 

Il biglietto intero costa 64 euro, più sei di quota associativa al circolo. A occhio e croce, un po' troppo, anche se la messinscena richiede il lavoro di molti. Ma esiste anche un ridotto a 49 euro (per under 23 e over 70 anni). Tutto sommato ve lo consiglio: si passa una bella serata un po' diversa dal solito.

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