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mercoledì 3 febbraio 2016

GIANNINI SI RIBELLA E LA BOSCHI CHE COMANDA DAVVERO NEL PD

Il collega Massimo ‪Giannini‬ (uno sempre piuttosto allineato, o comunque non ostile a chi comanda) che in diretta a ‪‎Ballarò‬ si ribella ai violenti attacchi del ‪Pd‬ per aver parlato di «legami incestuosi» fra politica e affaristica sul caso delle banche, è uno spettacolo da antologia. Una sua semplice espressione d'uso comune viene letta con malizia sopraffina in riferimento a Maria Elena ‪Boschi‬, e utilizzata per tentare di fare le scarpe a un giornalista neanche scomodo. Appena appena scomodino, se mi si passa il termine.

Ne emergono due considerazioni: nel Pd c'è la stessa libertà d'espressione che c'era in Italia ai tempi del Fascio, o giù di lì. Sono passati dalle 128 correnti al pensiero unico. E poi viene fuori chiaramente chi comanda lì dentro (qualora non si fosse già capito da un po'). Anche senza andare a‪ Firenze‬ a Pitti Bimbo, si capisce che in casa i pantaloni non li porta il signor ‪Renzi‬, ma la signorina Boschi. La versione gusto cacciucco white sensations dell'Olivia Pope di ‪«Scandal‬», per chi bazzica le serie tv. Perché paragonare la nostra misera politica alle trame sopraffine di‪ «The House of Cards‬», scusate, ma proprio non mi viene.


A questo punto, visto che la maschera è caduta, si dia al Generale Boschi direttamente la Presidenza del consiglio. Così il Paese sarà nella stessa situazione, ma avremo almeno qualcosa di bello da vedere. Perché Matteo, in tutta onestà, l'è scarsino. Ovvìa.

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