venerdì 20 maggio 2016

SARCASTICI DA SOCIAL, RISPARMIATECI L'IRONIA AI #RIP SU MARCO PANNELLA


Ieri mi ha annoiato parecchio il coretto di quelli che: «Oh, oggi tutti pannelliani...», «Toh, è morto e ora tutti a osannarlo». 
A parte il fatto che è cosa nota, sgradevolmente nota ormai, che Facebook è la versione 2.0 delle necrologie dei giornali. E anche a me è capitato a volte di ironizzare su quest'abitudine al ‪#RIP facile, anzi facilissimo. All'esaltazione dei morticini freschi di cantanti e attori che sino a ieri il commosso esaltatore forse manco conosceva (o forse no), trasformati improvvisamente in monumenti da celebrare. E magari nella realtà erano inarrivabili stronzi. Il mezzo è questo, l'emotività di massa funziona così, facciamocene una ragione.
Per Pannella mi ha annoiato invece l'ironia dei soliti sagaci del socialino perché Pannella (che avrà fatto anche alcune spettacolari cazzate, non sono qui a negarlo) è uno che ha dedicato davvero la vita alla politica e agli ideali in modo pulito e onesto. È uno che ha cambiato la storia di questo Paese raggiungendo traguardi impensabili per il bene di tutti. Ha stretto alleanze a destra e manca ma non è stato né un servo né un voltagabbana. Ha visto gente e fatto cose. Utili. Concretamente. Siamo sommersi da una vita da politici mezze calzette che tirano a campare raccontando due balle e pensando soltanto alla poltrona e al bonifico. Quindi se muore Giacinto Marco Pannella io prima m'inchino, poi rispetto tutti quelli che lo onorano (al di là del credo politico), e guardo con una certa noia quelli che fanno dell'ironia sul dilagare dei post in morte di Pannella. Per una volta che uno li merita davvero... 

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