venerdì 1 luglio 2016

SERIE TV, GLI SCHERZETTI DI SKY * «PARLA CON LEI», LA TV DELLE RAGAZZE

SERIE TV, QUANDO SKY FA GLI SCHERZI

Ben sapendo che le serie tv ormai trascinano il mercato, quelli di Sky ogni tanto fanno i birichini. Dopo aver fatto storcere il naso a non pochi utenti per aver piazzato gli «Sky Box Sets» (ovvero l'archivio con le collezioni delle stagioni complete) nel pacchetto cinema, cioè fuori dall'altro dedicato all'intrattenimento e ai telefilm, ora un'altra sorpresa. Ed è il primo caso, almeno a memoria mia. La seconda stagione di «Agent Carter» (con la fragrante Hayley Atwell) di Marvel, ovvero una serie a tutti gli effetti, è partita sul canale Cinema; dunque si tratta di un contenuto in prima visione al quale non può accedere chi ha l'abbonamento ai soli telefilm. Non è carino.
La logica, commercialmente, è molto chiara (il cinema è più debole e tira meno, ergo bisogna spalmarci qualche serie per evitare l'emorragia di clienti e invogliare altri a sottoscrivere abbonamenti più ricchi di pacchetti), ma non so fino a che punto il pubblico dei già fidelizzati gradisca lo scherzetto cinese.


«PARLA CON LEI», DONNE CHIAMATE A RACCOLTA

Puntato a un target squisitamente femminile, è partito su Fox Life «Parla con lei», nuovo dating show condotto dalla rampante Andrea Delogu, che ha bellezza e simpatia per essere funzionale al programma. Fresca sposa di Francesco Montanari, il Libanese di «Romanzo criminale», funny Andrea guida una ragazza in cerca dell'anima gemella in un percorso al buio che la porterà a incontrare tre potenziali pretendententi. I quali, provvisti di videocamera GoPro imbardata al petto, mostrano la propria vita in soggettiva. Il loro volto si scopre soltanto alla fine, quando eroi ed eroina (nel senso della ragazza) decideranno se incontrarsi e forse continuare.
Dai tempi dei Fiori d'arancio di «Portobello», passando per «Colpo di fulmine» e altre leziosità, la tv ha sempre amato regalare al pubblico illusioni romantiche. «Parla con lei» ha debiti ideativi soprattutto nei confronti de «Il gioco delle coppie» di Marco Predolin (vecchia Retequattro) e le esterne di «Uomini e donne» by Maria De Filippi. Un mix in versione 3.0.
Sono buoni la regia, il montaggio, e le immagini patinate scelte con cura si mescolano ai frammenti della pretesa verità delle schegge in GoPro. Non lo vedrei perché questi programmi mi annoiano, ma commercialmente è un prodotto molto mirato al pubblico che vuole raggiungere.

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