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martedì 9 agosto 2016

LE «CICCIOTTELLE» D'ITALIA NON SI SCANDALIZZARONO PER LA GOGGI E CONCATO

A me cicciottello lo dicono da una vita, non è un delitto, e purtroppo è anche la verità. Cerco di farmene una ragione.
Visto scritto su un titolo di giornale, in effetti, non sta granché bene, è inelegante, al netto degli umori di un Paese molto facile a scandalizzarsi, a volte anche in modo ipocrita. Non va bene perché le atlete olimpiche di tiro con l'arco a Rio 2016 non avranno portato a casa il titolo ma non meritivano neppure questo appellativo con annesso gratuito riferimento estetico. Visto che oltretutto non erano in Brasile a fare le modelle. Ma sdrammatizzo.
L'italia nel 1979 non si scandalizzò per «Cicciottella», un brano cantato da Loretta Goggi e sigla di «Bis», il programma «Portafortuna della Lotteria Italia».
«Cicciottella è una bambina fatta a forma di bigné», una che «Beve solo malvasia», cantava la showgirl interprete de «L'aria del sabato sera» e «Il mio prossimo amore». Anche Fabio Concato ha dedicato un'ode alle fuori forma, quando nel 1984 intonava il testo di «Rosalina». «Rosalina Rosalina, tu mi piaci grassottina... Ma quando è sera, sera... Ti abbuffi con i bigné».
Era un'Italia diversa, meno politicamente corretta. I bambini che ieri cantavano queste canzoni sono i cicciottelli di oggi. Per non parlare delle transaminasi.



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