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lunedì 14 novembre 2016

RENZI E COLDPLAY * FAZIO NON FA DOMANDE SCOMODE SOLO PERCHÈ NON GLI CONVIENE

La puntata di ieri di «Che tempo che fa», su Raitre, ha fatto vibrare lo scandalo del popolo del web e di molti opinonisti essenzialmente per due motivi. Anzitutto l'intervista prostrata del conduttore Fabio Fazio al Premier Matteo Renzi per la questione Referendum costituzionale, dimissioni e dintorni.
Poi «l'imbarazzante silenzio», come ha scritto qualcuno, di Fazio nell'intervista ai Coldplay, sullo scandalo di estrema attualità del cosiddetto (per dirla in modo elegante) «Secondary Ticketing», il bagarinaggio on-line che fa lievitare artatamente i prezzi dei biglietti per i concerti e la musica dal vivo, e che ha visto la band di Chris Martin al centro del primo servizio de «Le iene»; quello che ha aperto la botola su questa diffusa pratica che coinvolge agenzie e artisti.

Mai stupore fu peggio riposto. Sgomberiamo il campo dagli equivoci: pur essendo iscritto (per sua stessa ammissione) all'Ordine dei giornalisti, Fabio Fazio non fa domande scomode e neppure scomodine o scomodelle. Ma questo da sempre, dalla notte dei tempi: in anni e anni, se ti mette un po' in difficoltà, è solo per chiederti il codice fiscale. Non è una scusante, dirà qualcuno, con tutte le ragioni del mondo, ma è anche vero (si difende Fazio) che il suo non è un programma giornalistico. Allora non faccia interviste come un giornalista e restituisca il tesserino, ribatterà qualcuno. Con tutte le ragioni. Però, però, però... Insomma, non se ne esce.

Fazio non fa domande non perché ne sia incapace o perché pratichi lecchinaggio tout-court. L'intervista sdraiata gli consente di avere in studio sia Renzi che i Coldplay, i quali probabilmente avrebbero scelto altri pulpiti dai quali parlare. Garantendo il non-contraddittorio Fazio si assicura da sempre un parco ospiti gaudente, scalpitante e di ottimo livello. Puoi dirgli tutto, ma non puoi chiamarlo scemo.

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