martedì 22 novembre 2016

IL «SELFIE» SPIETATO DELLA VENTURA * QUANDO BUONISMO FA RIMA CON CINISMO

Se i buoni (veri) sono una benedizione, i buonisti nascondono quasi sempre le peggiori insidie. Partendo da questo innegabile presupposto di vita più che di tv, il nuovo «Selfie - Le cose cambiano» di Simona Ventura ha debuttato ieri su Canale 5 lasciandomi l'amaro in bocca. Poco da dire sulla conduttrice, che ha fatto la sua parte col compito di servire un menu dolce all'apparenza, ma spietatamente cinico nella sostanza. Il problema, stavolta, è il resto, visto da 4.183.000 spettatori con il 20,23% di share. Battuto di due punti e mezzo dal film di Pif su Raiuno, «La mafia uccide solo d'estate», ma di questi tempi un ascolto onesto.


Televisivamente il programma, apoteosi del già visto, è un mix fra «Extreme Makeover», «Il brutto anatroccolo» (Amanda Lear e Marco Balestri), «Bisturi! Nessuno è perfetto» (Irene Pivetti e Platinette) e altre frattaglie di genere, popolato da molti dei volti televisivi di Maria De Filippi, che con la sua Fascino PGT produce lo show. Dall'urlante Tina Cipollari («Uomini e donne»), andata in crash con Katia Ricciarelli, a Stefano De Martino, passando per Alessandra Celentano («Amici»). Poi i silenti Aldo Montano, Simone Rugiati, e la squittente Paola Caruso, Bonas di «Avanti un altro!», impegnata soprattutto a esporre la mercanzia. Tutti convocati col pretesto di fare da mentori dei casi più o meno umani reclutati per cambiamenti nella maggior parte dei casi estetico-chirurgici.

C'è il russatore incontrollabile, la ragazza di 25 anni che dopo il parto vuole rifarsi il seno cadente, e l'altra che ha bisogno di un tagliando complessivo; quello con le orecchie (anzi, uno solo) a sventola; la tipa con la brutta dentatura, un altro che crede di somigliare ad Al Bano e il tipo che sogna di diventare Massimo Ghini. Il povero che vuole regalare alla fidanzata le scarpe Converse e una notte speciale. Persino l'ossessivo compulsiva che si è lasciata andare e che (scommettiamo?) diventerà presto la principessa al gran ballo. Alcuni vanno spediti dal dentista, altri dal chirurgo, altri al trucco e parrucco, altri dallo psicologo senza passare dal via.


The Walking Dead
Ovviamente il compiaciuto ricatto è: tu vieni da noi, ti fai prendere un po' in giro davanti a mezza Italia, fai il numero da circo, ti compatiamo, ti tiriamo metaforicamente le noccioline ma senza esagerare che poi si nota (e in questo la Ventura è brava), e in cambio noi della tv, belli e ricchi, ti regaliamo l'intervento chirurgico che ti costerebbe una cifra. Ovviamente devi anche far finta di tenere lo stupore per il tuo cambiamento al momento del disvelamento in studio, quando ti toglieremo il mantello o la maschera di Hannibal Lecter. A casa non ci crederà mai nessuno, ma qui ci piacciono le favole. Ci stai? Ci sto. Dammi il cinque.
«Selfie - Le cose cambiano», regia di Roberto Cenci, come prodotto televisivo non è peggio di altra roba trash che circola in video. Ma è un programma spietatamente buonista. Intimamente violento, nella sua apparente leggiadria patinata. Mi fa più paura di «The Walking Dead», col quale pure si scontra in palinsesto.


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