giovedì 29 dicembre 2016

SOCIAL NETWORK * UN MORTO VIP SERIO DEVE "DURARE" SUL WEB ALMENO TRE GIORNI

Bara a forma di aeroplano
In chiusura di questo 2016 così carico di dipartite illustri (tra gli altri, se ne sono andati Prince, David Bowie, George Michael, Carrie Fisher, mamma Debbie Reynolds, e mancano ancora tre giorni al 2017), urge fare alcuni considerazioni tecnico-mediatiche sul caro estinto in versione social network.

Oggi come oggi, un morto vip che si rispetti deve "durare" su Facebook e Twitter almeno tre-quattro giorni. Deve garantire cioè un impatto emotivo, con condivisioni e #Rip diffusi negli status dei veri o presunti fan che si spalmino a cascata almeno sulle 72-96 ore successive. Al di sotto di questa soglia siamo di fronte a un personaggio di seconda o terza fascia. Quindi se si è innescata nello star-system mondiale, visto il trend, una comprensibile rincorsa al decesso, vanno considerati tutti gli impatti sulla popolarità. Compreso il rischio di finire in terza fascia. Nessun morto dello spettacolo vorrebbe mai finirci.

È sconsigliabile, naturalmente, passare a miglior vita in concomitanza di grandi eventi sportivi già prefissati, o di attacchi terroristici di estremisti islamici. Frequenti e purtroppo non prevedibili. Notizie che farebbero inevitabilmente passare il trapassato famoso in secondo piano. Serve a poco (ma può aiutare nei casi di personaggi più deboli), ricorrere a bare dalla foggia o forma eccentrica, come quella della foto. Comunque, se in carriera si è riusciti a costruire bene, in Italia o all'estero, basta qualche accortezza e si può spirare aspirando alla giusta visibilità sui social media.

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