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martedì 28 febbraio 2017

ADDIO LEONE DI LERNIA * È MORTO IL RE DELLA TRASH PARODIA CASERECCIA

Leone di Lernia in una delle sue parodie
A volte lo incontravo a Milano, vicino al fiorista piazzato all'angolo tra Viale Bligny, Ripamonti e Sabotino, Leone di Lernia. Credo abitasse da quelle parti. Una volta lo fermai per due parole e lui, occhiali spessi, sempre gioviale, sempre nel personaggio, salutandomi mi regalò un «Ciao ricchione, stammi bene!», come faceva spesso. Come faceva con tutti da quando, cresciuto alla folle scuola de «Lo zoo di 105» di Marco Mazzoli, da 18 anni era diventato voce ufficiale e sgraziata dell'italico sberleffo politicamente scorretto o scorrettissimo.


Di Lernia in ospedale con gli amici.
Il vecchio leone dei bassifondi dello spettacolo, quello delle parodie trash dance un tanto al chilo, quello della volgarità fine a se stessa, se n'è andato a 78 anni, in ospedale, dopo che i suoi amici per una volta hanno fermato le macchine radiofoniche in segno di vicinanza all'amico.
Leo nacque a Trani, iniziando la carriera musicale come urlatore nei primi Anni 60 con lo pseudonimo di Cucciolo di Lernia. Gli ultimi suoi album sono «Expo» e «Parmigiano foggiano» (2016), che prende in giro l'ultimo titolo di Zucchero.


Quelle di Leone, quintessenza del vorrei ma non posso dello spettacolo, e come tale personaggio nel personaggio, erano parodie rustiche, caserecce, di brani dance o hit di successo d'oltreconfine. Pezzi come «Ri ri ri, ra ra ra, pesce fritto e baccalà». Conoscevi e ballavi l'originale, ma ti esaltavi quando Di Lernia la straziava a modo suo. Negli Anno 90 ne ha maciullate parecchie, inanellando nella sua carriera ben 45 album in studio. In Tv è stato spesso inviato-imbucato (un'altra sua specialità) a «Quelli che il calcio». Comunque la si pensi su di lui, rispetto per un signore che è riuscito ad attraversare più di 50 di spettacolo.



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