venerdì 26 maggio 2017

LE MEZZE SCUSE DI INSINNA: «ODIO I TONI BECERI MA LI USO, CONTRO DI ME ODIO E VENDETTA»

Flavio Insinna
Dopo tre giorni, tre giorni durante i quali si è visto e letto di tutto sulla scena mediatica, sono arrivate le (mezze) scuse di Flavio Insinna per il caso sollevato da «Striscia la notizia»
Il conduttore di «Affari tuoi» le ha pubblicate sulla sua pagina Facebook, e le posto per intero qui sotto. Sono parole soppesate al millesimo.
C'è un riferimento ai «titoli dei film che amo» che serve a coprire una tra le cose più sgradevoli («Sette dementi ... Figli di un Dio minore») dette nelle registrazioni pirata e passata un po' sotto silenzio, essendo arrivata ai media soprattutto la frase sulla concorrente valdostana, definita «Nana de merda». Il dibattito, come accade spesso in questo Paese, si è ridotto a scontri di fazioni, tra simpatizzanti e antipatizzanti dell'una o dell'altra.

Insinna si scusa, perdona anche i delatori dicendo di averli portati a questo, ma intanto contrattacca il Tg di Antonio Ricci, dicendo di essere vittima di «Odio allo stato puro, vendetta e pornografia televisiva ... Fatta per cercare qualche straccio di punto d'ascolto in più». Ora resta da capire come reagirà «Striscia», che ieri sera ha mandato Valerio Staffelli a consegnare un Tapiro d'oro alla signora, e ha dato nuovi particolari sui luoghi dove erano state effettuate le registrazioni. Insinna chiude dicendo: «Chi crede di distruggermi mi ha fatto in realtà un grande regalo: la libertà. La libertà di essere ai vostri e ai miei occhi semplicemente una persona».

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