martedì 25 luglio 2017

DARIA BIGNARDI (POCHE NE FA, POCHE NE AZZECCA) LASCIA LA DIREZIONE DI RAITRE

«La Tv abbassa» - L'addio di Daria Bignardi a Raitre
La dama (im)bianca dei palinsesti lascia la direzione di Raitre. E pochi, immagino, la piangeranno. Dopo il siluramento del direttore generale Antonio Campo Dall'Orto, anche Daria Bignardi viene accompagnata alla porta dalla Rai di Matteo Renzi. Anche se il comunicato di Viale Mazzini parla di «Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in corso con la Dott.ssa Daria Bignardi la quale ritiene ormai concluso il proprio percorso lavorativo nella società» (ma come, di già?), il profumo di arrosto bruciato si sente lontano un miglio. Corroborato anche - va detto - dagli ascolti spesso non lusinghieri di molti prodotti della signora, contestata anche per diverse scelte sui volti bandiera della rete. La Bignardi, prosegue la nota Rai, «non ha richiesto il pagamento di alcuna buonuscita». E ci mancherebbe altro, verrebbe da aggiungere, non fosse fresco il caso di Flavio Cattaneo a Tim.

Daria, la prima conduttrice del «Grande Fratello», l'eroina dell'innovativo «Tempi moderni», la sbarazzina padrona di casa de «Le invasioni barbariche», la scrittrice di romanzi familiari, sembra dimostrare nella gestione del prodotto televisivo lo stesso tocco di Mida (ma al contrario) che sfoggiò tempo fa nell'editoria di settore, alle prese con la breve direzione di un femminile, Donna, di Hachette Rusconi Editore.
Magari ora ritorna a La7, chi lo sa. Di certo la signora Sofri Jr. è battagliera e alla fine uno strapuntino sul quale piazzarsi, com'è, come non è, lo trova sempre.


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