giovedì 21 settembre 2017

POLITICA * CHI RIUSCIRA' A GOVERNARE L'ITALIA DEI MILLE ASPIRANTI PREMIER?

L'italia politica spaccata in vista delle prossime elezioni.
Dunque, se non ho capito male: il testimonial aziendale Beppe Grillo (che da tempo non ne può più), pian piano si sta sfilando dal Movimento 5 Stelle, salvo tornare a fare capolino da Padre Nobile appena le cose traballano. Cioè più o meno una volta al mese. Per volere dell'Amministratore Delegato Casaleggio Jr., Luigi Di Maio deve risultare unico candidato premier dei grillini. No alle pericolose concorrenze interne. Tant'è che per rischiare meno di zero corre contro 7 volti a notorietà condominiale. Intanto, come provocazione pannelliana, si candida il prezzemolino Roberto Saviano. Che ormai se potesse farebbe anche le previsioni del tempo per la Svizzera e le televendite dei coltelli Miracle Blade.

A destra non stanno meglio: sia Matteo Salvini (giovane, baldanzoso e un po' più avvantaggiato nei sondaggi) che Silvio Berlusconi (ringiovanito, baldanzoso e più moderato) vogliono la leadership. Che sotto sotto piace anche a Giorgia Meloni, sveglia, loquace, capace secondo me di una buona visione politica, la quale invoca le primarie. Ma lo scontro per la premiership fra i due titani è senza vincitori (a meno che non cedano lo scettro alla Meloni, e nessuno lo farà) e bene di certo non fa al centrodestra. Così come non fa bene alla Lega un Umberto Bossi truffaldino, estromesso e pieno di livore che nel retropalco di Pontida dice ai giornalisti: «Matteo è un contaballe».

A sinistra, un altro grosso problema: nessuno ha il coraggio di dire a Matteo Renzi che è bruciato. Che il rottamatore che ha perso credibilità va rottamato per il bene del partito. Lui gira l'Italia e saltabecca ovunque, ma nessuno dei suoi se la sente di dirgli la verità. Mentre nei sondaggi crescono Gentiloni e Minniti. E Massimo D'Alema e Pierluigi Bersani festeggiano a caldarroste e prosecchino della Lidl. Perché con quei numeri, dove vai?
Messa così, a meno che non escano dal cilindro apparentamenti a dir poco fantasiosi (Lega e Cinque stelle), sarà molto dura alle prossime elezioni non solo avere la maggioranza, ma trovare qualcuno che ci governi.
A parte Saviano, naturalmente. Che avrebbe un paio di buchi liberi martedì e giovedì in mattinata fra il promo di una serie tv e un ciclo di congressi sulla carie nei castori.


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