domenica 5 novembre 2017

MOLESTIE, AVANCES O NIENTE? SI TENDE A FARE (IN BUONA FEDE?) TROPPA CONFUSIONE

Molestie, avances o niente? Non facciamo confusione.
Premesso (con forza) che molestie e violenze vere sono una cosa gravissima e da condannare in ogni modo, bisogna anche rilevare come certi fatti, sull'onda della cronaca, a volte diventino quasi «moda» e occasione per un'esposizione personale. Soprattutto se denunciati da chi lavora nello spettacolo (quindi abbisogna di visibilità sui media con l'argomento più caldo del momento) e lo fa con vent'anni e passa di ritardo, in modalità temporizzata. Ribadisco: tutto ciò senza nulla togliere al fatto che molestie e violenze vere sono cosa gravissima, ecc. Purtroppo vanno anche dimostrate, e non sempre è così facile.

Scorrendo la mia timeline, noto intanto un proliferare di mini-racconti di donne che, sull'onda del ricordo, fanno piccoli esempi personali di qualcosa che rubricano come “molestie", fastidi, o qualcosa di simile. Confondendole magari con semplici avances o cose che manco lontanamente possono avere a che fare con l'idea di molestare. È già difficile per noi maschietti interagire con voi donne, che oggi sempre più spesso assumete il piglio di Amministratori Delegati della coppia, quindi non rendiamo tutto più complicato. Sennò ci toccherà uscire con voi portandoci un testimone neutro. E diventa scomodo, dispendioso nonché limitante per la privacy.
Ecco quindi, a beneficio delle signore e delle femministe a senso unico (Dio ce ne scampi) più puntigliose, una serie di comportamenti che non sono catalogabili come molestie:

- Se un uomo vi chiede l'ora o una sigaretta. Può avere (si badi, non necessariamente) il secondo fine di conoscervi, ma non è immediatamente molestia. Date tempo al tempo.
- Se un esercente porgendovi il resto sbaglia dandovi 50 centesimi in più. Accade più spesso il contrario, ma non è considerabile come molestia.
- Se qualcuno si sofferma a parlare con voi per più di un minuto. Maggiore o minore tempo di conversazione non sono elementi probatori o rilevanti.
- Se il vicino di pianerottolo parte per un viaggio e vi chiede di 
tenergli il gatto per un paio di giorni. Può essere che l'abbia chiesto a voi confidando nella vostra bonomia, non necessariamente nella vostra rinomata sensualità.
- Se un uomo vi chiede indicazioni stradali. Nonostante siano stati inventati da tempo GPS e strumenti quali navigatori satellitari, può accadere che un persona (magari a piedi e con un cellulare di vecchio modello) sia nella necessità - meschino - di conoscere un indirizzo.
- Se in un bar venite accidentalmente urtate dal cameriere o da un avventore in spazi molto ristretti. Gli spazi ristretti sono, com'è noto, molto limitanti. Iniziate a preoccuparvi solo qualora lo stallo dovesse permanere per troppo tempo (qui sì fa fede il minutaggio).
- In autobus non sono per forza tutti vostri palpeggiatori. Tenete presente che ci sono anche un buon numero di scippatori e borseggiatori.

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