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martedì 31 gennaio 2017

SANREMO * NIENTE FESTIVAL PER SCARLETT: MANCA L'ACCORDO CON LA RAI SUL COMPENSO

Scarlett Johansson
Niente da fare per Scarlett Johansson come superospite a Sanremo. Carlo Conti perde la divina creatura che da anni insegue senza successo. La trattativa tra la Rai e il management dell'attrice di New York sarebbe naufragata ovviamente per divergenze sul compenso.
Il cachet richiesto dalla bionda diva di Hollywood pare fosse di 500 mila euro. Lei sarebbe stata disposta a scendere a 300 mila. Ancora troppo per Viale Mazzini, che offriva una cifra decisamente più bassa. Quindi è saltato tutto e si è ripiegato sui figli di papà. Tra l'altro la discussione dell'accordo cadeva nel momento in cui si erano levate sui media alcune polemiche per il cachet di Conti, di 650 mila euro. Cifra senza dubbio ragguardevole, ma congrua per chi conosce il mercato, la resa pubblicitaria e l'impatto di Sanremo, e comunque forse la più bassa in assoluto percepita da un conduttore (e direttore artistico) di Festival negli ultimi 10-15 anni.

venerdì 27 gennaio 2017

ISOLA DEI FAMOSI: CAST DEBOLISSIMO RINFORZATO DA ORNELLA MUTI E NAIKE RIVELLI

Ornella Muti e Naike Rivelli
Vedendo il cast definitivo (debolissimo) de «L'isola dei famosi» 2017, al via il 30 gennaio su Canale 5, ho capito come mai gli autori volessero a tutti i costi nel gruppo Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile
Se i famosi veri si contano sulle dita della "mano" di un palmipede, è dura rastrellare audience. Eliminate (giustamente) le signore delle alghe, non restava che qualche gioco delle tre carte. C'era l'ipotesi di spostamento del palestrato Stefano Bettarini dal ruolo di inviato a quello di concorrente vero e proprio, a quanto pare tramontata. Ora, stando a quanto riferisce Chiara Maffioletti sul Corriere della Sera, sono pronte a entrare in gioco, dalla seconda puntata, anche Ornella Muti e Naike Rivelli. Madre ancora bellissima e figlia acchiappa audience sul web, con una serie di trovate fra il sexy e il provocatorio. Una boccata d'ossigeno per gli amanti del trash isolano, quest'anno particolarmente a rischio. 
L'isola è condotta dalla brava Alessia Marcuzzi, con Vladimir Luxuria come opinionista.


martedì 24 gennaio 2017

«LEONI DA TASTIERA» * SELVAGGIA LUCARELLI CASTIGA GLI INSULTATORI DEL WEB

Selvaggia Lucarelli
«Eau de Sauvage». Manca solo il profumo, ma vedrete che prima o poi arriveremo anche all'essenza della Lucarelli. Nei migliori negozi. Due gocce a notte, come faccio io. Se qualcuno realizza il progetto, vorrei il 5% per l'idea. Selvaggia segnatelo, grazie.

L'ultima, meritoria campagna della Wonder Woman di Civitavecchia ha un che di epico e impossibile: riportare alla ragione, attraverso sonore bastonature sul web, gli insultatori gratuiti che pascolano in rete. Greggi di idioti che, a corto di argomenti, si sfogano sui social facendosi largo a suon di: «Zoccola, mignotta, troia, puttana!», e quant'altro il fantasioso armamentario dialettico dei suddetti possa partorire. Offese a muzzo che lasciano il tempo che trovano ma che contribuiscono ad abbassare il livello educativo medio di un Paese già alla frutta. E che a volte partono dalle stesse donne.


Maurizio Crozza in Napalm51
La Lucarelli, che fa opinione disponendo di una pletora di followers su Facebook, Twitter e Instagram che manco Barack Obama, deve mettere in conto, nel mucchio, anche una quota altissima di «haters». Quelli che così, codardamente, si sfogano, come Napalm51, il meraviglioso personaggio creato da Maurizio Crozza. La Lucarelli li chiama «Leoni da tastiera», perché in genere se t'incontrano di persona ti chiedono l'autografo e si fanno il selfie con te. Ma poi sul web "sclerano" e passano agli insulti gratuiti. Anche sobri professionisti, impiegati del catasto, insospettabili uomini del marketing aziendale.
Lei li scova, li scheda, scopre che lavoro fanno, li segnala alle rispettive aziende, rimedia spesso il numero di telefono e sbatte i mostri sulla sua pagina web, oppure li chiama, registra e condivide il loro imbarazzato silenzio, i voltafaccia, le drammatiche capriole per non prendersi una querela. Una figura di merda a volte è per sempre, del resto, meglio del diamante. Quindi Selvaggia ne colpisce uno (ogni tanto) per educarne cento. Un lavoro terrificante per imponenza, vista la massa e il rancore dilagante.


Di recente mi ha fatto molto riflettere la telefonata fatta a una giovane commessa che non sembrava manco rendersi conto della gravità della cosa. Dava per scontato (senza il minimo senso di colpa) che sui social il registro dell'insulto fosse normale o acquisito, e che nella realtà andasse automaticamente cambiato. Questo dà l'idea della distorta percezione, temo sincera, che alcuni hanno in materia.
Il problema della nobile Mission Impossible di Selvaggia è che potrebbe alla lunga avere effetti contrari: il rischio (al netto di ritorsioni) è che aumentino gli insultatori anonimi (nel senso della notorietà, nel senso del: ma chi ti si fila?) che ricercano i loro 5 minuti di celebrità grazie alla telefonata o al post della Lucarelli. Che qualcuno si convinca che un po' gogna mediatica sia meglio dell'invisibilità.
Senza contare che il Social Game nel quale siamo tutti immersi può diventare sempre più pericoloso.


sabato 21 gennaio 2017

IL «MIRACOLO» DI RIGOPIANO NON PUO' NON DIVENTARE UN FILM (O UNA FICTION)

L'Hotel Rigopiano prima e dopo la slavina.
Gli ingredienti ci sono tutti: la slavina che spazza via tutto, il dramma intenso, le storie personali, l'attesa, un Paese intero col fiato sospeso, le vittime, l'eroismo dei soccorritori a spalare tra la neve, molte vite tratte in salvo (comprese quelle di alcuni bambini) quando tutto sembrava davvero perduto. 

La tragedia e il «miracolo» di Rigopiano, sono pronto a scommetterci, non possono non diventare, a breve, un film o una fiction di successo. Persino un blockbuster hollywoodiano diretto da Ron Howard. Con Tom Hanks nei panni del cuoco dell'hotel, che vede la sua famiglia prima spezzata e poi incredibilmente riunita. 
Potrebbero anche essere tre puntate spalmate su Raiuno: nella prima, l'attesa per la partenza e lo studio delle dinamiche relazionali tra i personaggi. Nella seconda l'arrivo all'hotel, con la neve e la paura già velatamente nell'aria, e nella terza il dramma di alcuni e la catartica salvezza di molti. Un crescendo insuperabile da (minimo) 10-12 milioni di spettatori. Come il «Vajont», ma con l'ingrediente finale della speranza; dramma e lieto fine insieme. Nei panni del cuoco, stavolta, Sergio Castellitto.
È solo questione di giorni o settimane, ma l'annuncio arriverà. Chissà se prima da Hollywood o da Cinecittà.


venerdì 20 gennaio 2017

«CAVALLI DI BATTAGLIA» DI GIGI PROIETTI * LO SPETTACOLO CON LA P MAIUSCOLA

Gigi Proietti
Se ti sei perso sabato scorso la prima puntata di «Cavalli di battaglia», il Best Of di Gigi Proietti, in prima serata su Raiuno dal Teatro Verdi di Montecatini Terme, domani sera (è un consiglio che viene dal cuore) hai modo di rifarti con il secondo appuntamento.

È una straordinaria cavalcata tra le perle del repertorio di un gigante del palcoscenico, che si apre con le note dolcissime di «Te vojo dì» (che risentirei milioni di volte), brano strappacòre che sta tra l'avanspettacolo e Nicola Piovani. A seguire, una passerella di sketch immortali e ospiti che, anche loro, distillano il meglio della loro carriera. Sabato c'era Claudio Baglioni
Un modo per scoprire all'opera anche la brava figlia di Gigi, mescolata al cast, e la generosità di un grande che dà spazio anche ai volti nuovi. Come quello di Francesco Cicchella, che la scorsa settimana ha dato vita al più bel numero della serata: una esilarante parodia dei virtuosismi da palco di Massimo Ranieri. 
«Cavalli di battaglia» è una full immersion da vero servizio pubblico nello spettacolo di qualità sopraffina, quello che - ahimé - non c'è più, confuso in un mare di tv senza un briciolo di talento.

Tra gli ospiti, domani, ci sarà anche un altro pezzo d'argenteria: Renzo Arbore. Sia Arbore che Proietti mi hanno fatto l'onore di comparire, raccontando alcuni divertenti aneddoti inediti, nel mio libro «Il peggio della diretta», da poco uscito per Mondadori Electa e ora anche in formato e-Book. I momenti imbarazzanti della loro straordinaria carriera sul palcoscenico finiti nero su bianco, per i cultori del genere.


giovedì 19 gennaio 2017

TERREMOTO CENTRO ITALIA * IL FURIOSO APPELLO DI UN RESIDENTE: «SALVATE NOI, NON LE BANCHE»

Terremoto. Anche gli animali sono in pericolo.
Salvare le banche o salvare gli italiani? Mentre nel Centro Italia già fiaccato dagli elementi il terremoto e la neve non danno tregua, in rete gira il furente appello di un signore di Macerata, nelle Marche (ma in Abruzzo non stanno meglio), che lamenta soccorsi in ritardo, sms solidali mai arrivati, assenza dello Stato mentre la gente batte i denti nei containers. 
Il tutto mentre il Governo e i media pensano soprattutto al Decreto Salva banche. È uno sfogo drammatico e reale, una protesta di un cittadino affidata alla rete come un messaggio dentro la bottiglia. Che dà il polso di un Paese a volte davvero scandaloso.


mercoledì 18 gennaio 2017

FEDEZ-FERRAGNI & CANALIS-CLOONEY: 4 CUORI E UN'ADDETTA STAMPA

Francesca Casarino, ufficio stampa di Fedez
La storia d'amore tra Fedez e Chiara Ferragni è così bella e archetipica da sembrare finta. Lui rapper sulla cresta dell'onda che spazia da «X-factor» alle polemiche al vetriolo (insieme con J-Ax) che lo vedono contrapposto ai meno commerciali Guè Pequeno e Marracash. 
Lei fashion blogger del momento, che detta mises sbarazzine e outfit di tendenza. Un viaggetto insieme negli States, tanti scatti su Instagram e sui social, lui che fa lo scherzone cinese alla mamma di lei («Chiara è incinta»), ma ovviamente tutti lo dobbiamo sapere sennò che gusto c'è. E intanto fioccano copertine e contratti pubblicitari come se piovessero. Perché così vuole il business. Bella ràga, batti il cinque. Ma anche il dieci, volendo.

Come addetta stampa di Fedez è in carica attualmente (prima c'era Betti Soldati) la brava Francesca Casarino, che viene dalla scuola di Goigest, il vivaio di Dalia Gaberscik, figlia di Giorgio Gaber, la quale ha "in mano" molti grossi artisti della scena nazionale. Lì si è formata.
Francesca, che conosco da anni e che si è messa in proprio facendo buone cose, tempo fa ha gestito mediaticamente con cura un'altra storia d'amore molto discussa: quella tra Elisabetta Canalis e
George Clooney. Lei seguiva l'ex Venina nei mari procellosi del gossip. E anche lì fu una messe di esposizione che manco ai tempi della Dolce vita.

Onori alla Casarino, che ormai ha un master nel settore media per coppie trendy. Se sei un personaggio e cerchi visibilità con una famosa tua pari, rivolgiti con fiducia a Francesca. La wedding planner del comunicato stampa. E poi abbi Fedez.


sabato 14 gennaio 2017

WANNA MARCHI E FIGLIA VIA DALL'«ISOLA DEI FAMOSI» (CHE NON È ANCORA ALCATRAZ)

Wanna Marchi e Stefania Nobile
Mentre Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile pare siano a un passo (non poteva essere altrimenti, e mi unisco al coro di chi le vuole abbondantemente fuori) dalla defenestrazione dall'«Isola dei famosi», al via a fine mese su Canale 5 dall'Honduras e non da Alcatraz, altra nota e suggestiva isoletta nella baia di San Francisco, non si possono non fare un paio di riflessioni sulla tv dei cattivi esempi. Così arrembante e così (apparentemente) vincente sui nostri schermi.


Stefano Bettarini
Sempre nel fanta-reality dell'incolpevole Alessia Marcuzzi è stato reclutato come inviato quello Stefano Bettarini che al «Grande Fratello Vip» ha dato scandalo per una notte di confessioni piccanti ben poco signorili che hanno coinvolto l'ex moglie Simona Ventura e altre donne di spettacolo. Ha pianto, si è pentito, ma l'aveva fatta grossa: era proprio il caso di promuoverlo a inviato nel programma successivo? 
Nella bufera, in questi giorni, anche «Pomeriggio 5» di Barbara D'Urso, nel mirino di Selvaggia Lucarelli e persino di Fiorello per uso e abuso di tv del dolore. Ospitare Ylenia, ragazza bruciata dal fidanzato, che difende il suo carnefice, fa passare un messaggio non edificante. Con la conduttrice che per giunta aggiunge «Per troppo amore», di certo voce dal sen fuggita, ma tant'è.


Ecco, i messaggi della pop tv. Pericolosi soprattutto per la psiche di chi (e purtroppo sono tantissimi/e) non ha gli strumenti per decodificarli.
Intendiamoci, va detto a voce alta: la tv commerciale ha meno obblighi etico-morali di quella di Stato. Teoricamente gli autori di Mediaset devono guardare (solo) al profitto, allo share, a far funzionare i loro programmi. Dunque se metti le Marchi e Bettarini all'Isola e pompi a mille il teatrino macabro di Barbara, fai solo il tuo dovere. Che ti importa se stai dando un cattivo esempio al Paese? Ma esistono limiti da non superare, e un'editore serio dovrebbe avere il compito di vigilare su tutto questo.
«Striscia la notizia» ha giustamente rimarcato il suo no alle Marchi, delle quali sono ben note le prodezze. Ma se non teniamo viva l'attenzione su questi temi, l'inevitabile rincorsa al peggio (in atto già da anni) dove ci porterà?


venerdì 13 gennaio 2017

SCARLETT JOHANSSON VERSO SANREMO (PER 500 MILA EURO)

Scarlett Johansson
Come ho anticipato ieri su Tu Style, la splendida Scarlett Johansson si muove a grandi passi verso il prossimo Festival di Sanremo. La trentaduenne diva di New York a quanto pare non è solo tra le muse di Woody Allen, ma anche del bronzeo Carlo Conti, che già dal primo anno di conduzione in riviera le ha tentate tutte per averla, senza riuscirci. È sempre stato, mi dicono, letteralmente in fissa. E c'è da capirlo, vista la bellezza della fanciulla. Quest'anno, 67' edizione, potrebbe essere la volta buona.

Scarlett non ha ancora firmato, ma le trattative sarebbero in stadio avanzato, un po' come quelle per accaparrarsi Maurizio Crozza. La stella di Hollywood, che ha una grandissima resa ai botteghini, pare voglia 500 mila euro come cachet festivaliero, escluse le spese vive per staff ed entourage. Del resto Maria De Filippi partecipa gratis.
Lo scorso anno Conti riuscì a portare a casa (in senso non letterale, ma professionale) Charlize Theron. Quello di quest'anno sarebbe un altro colpaccio non da poco.


mercoledì 11 gennaio 2017

SANREMO 2017 * CONTI E DE FILIPPI RESTANO UMILI CON MIKA, FERRO, GIORGIA E RICKY MARTIN

Maria De Filippi e Carlo Conti
«Al Festival siamo tutti contorni rispetto alle canzoni e io sono il primo dei contorni» (Carlo Conti). 
«Non sarà il mio Sanremo. Non è che avete un'idea sbagliata di me? La mia presenza penso non cambierà nulla al Festival. Quando ti propongono una cosa così bella non puoi sempre stare a pensare: mi conviene o non mi conviene? Anche se non la farò forse mai più. Anche se il giorno dopo mi direte che ho fatto schifo» (Maria De Filippi).
Il Sanremo del bianco più blues della conduzione televisiva e della regina della concorrenza, quello del compromesso storico Rai-Mediaset, comincia con due manifestazioni di umiltà da parte di chi starà sul palco a far girare la giostra delle canzonette.

Maria (pare che co-conduca a titolo gratuito) dice che prima si è «consultata con Maurizio, che non è mai stato contrario» e che vestirà Givenchy.
Dal momento che l'ipotesi di partecipazione della sovrana di «Uomini e donne» e «C'è posta per te» era nell'aria già da tempo e la notizia già anticipata da Repubblica e dal Giornale, mi sfugge il senso del balletto delle smentite alla confema della sua partecipazione, ieri a opera di Chi e del suo direttore Signorini, con un virgolettato dell'interessata subito contestato da lei stessa e da tutto l'entourage. Ma forse (e dico forse) sono amabili schermaglie tra uffici stampa scavalcati. Chi può dirlo?

Tra gli ospiti spuntano i nomi di Tiziano Ferro, una garanzia per gli ascolti, l'onnipresente Mika, Giorgia e Ricky Martin. Per Maurizio Crozza pare che le trattative siano ancora in corso.
Sarà un Sanremo da settantordici milioni di ascolto. Anche solo per la pura curiosità di vedere se Maria (metti caso la sfiga) cade dallo scalone come una Tina Cipollari qualsiasi.


lunedì 9 gennaio 2017

DJ MITCH CANTA (CON LA VOCE DI MAX PEZZALI) L'INNO PER LA RINASCITA DI AMATRICE


Mitch Dj ha una cresta che a volte arriva alla luna, fa il rapper e canta come Max Pezzali. Paro paro. Sembra quasi doppiato dall'illustre pavese già 883. Ascoltate il video qui sotto, quello di «In alto la testa» (registrato al live di Capodanno con Gigi D'Alessio e Rossella Brescia), così ci capiamo meglio.
La canzone, leggera ma densa di significati, è diventata inno ufficiale della rinascita di Amatrice, il comune laziale colpito dal terremoto il 24 agosto 2016. 
Il bollino blu l'ha messo il sindaco Sergio Pirozzi, che ha benedetto l'iniziativa di solidarietà lanciata dal deejay marchigiano in collaborazione con la Nazionale Italiana Cantanti, che arriva nel 2017 ai suoi 30 anni di attività. I proventi di «In alto la testa» («Perché siamo italiani»), precisa il nostro, nel suo brano motivazionale) saranno interamente devoluti al Progetto Sorriso, che la squadra ha avviato per raccogliere fondi per le zone devastate dal sisma, come Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.



domenica 8 gennaio 2017

BACIARSI VIA SMARTPHONE CON «KISSENGER» * ORA ANCHE IL LIMONE DIVENTA VIRTUALE

Baciarsi con Kissenger
È nato «Kissenger» (attenzione, non il Kazzenger di Crozza, che in questo caso potrebbe avere altre applicazioni), accessorio per smartphone che consente agli innamorati di provare l'emozione del bacio a distanza.
Prodotto in Cina, l'utile accessorio azzera le distanze con il partner e evita anche l'indiscreto incontro con germi e saliva. Basta che il soggetto uno posi le proprie labbra sull'appendice collegata al cellulare e le muova, ed ecco che l'interlocutore, il soggetto 2, facendo la stessa cosa sul proprio accessorio, percepirà le stesse vibrazioni e le regalerà all'amato/a. Ovunque nel mondo.

Un altro deciso passo verso l'azzeramento dei contatti umani che nasce dall'abuso della tecnologia. Connessi col mondo, ma soli.
Insomma, anche il caro vecchio limone, caro a noi nostalgici, sta per andare in soffitta. Ora non resterà che strusciare la propria lingua su un pezzo di morbida gomma innervata di sensori. Sulle prime non sembrerà naturale, ma ci faremo l'abitudine.
Tra le altre cose, non devi manco lavarti i denti o testarti l'alito con la classica mano a cucchiaio. Buon divertimento.


giovedì 5 gennaio 2017

CONTI E DE FILIPPI INSIEME A SANREMO? UN INCONTRO TRA SUPERPOTENZE TV

Carlo Conti e Maria De Filippi
Se l'indiscrezione di Repubblica e del Giornale fosse confermata, il prossimo febbraio ci ritroveremo con Carlo Conti e Maria De Filippi insieme a condurre Sanremo.
Le trattative, segretissime, sarebbero alle battute finali.
Conti, che ha annunciato saggiamente poco tempo fa di voler presentare il suo ultimo Festival (per ora, naturalmente) era a caccia del colpaccio acchiappa-audience, e a quanto pare l'ha trovato. Maria dei tele-miracoli, padrona di mezzo palinsesto di Canale 5, non poteva essere la scelta migliore. E la nostra ultimamente si è così allargata da volersi spingere (con alterni risultati, non d'ascolto ma di resa personale) sul terreno del varietà, come abbiamo visto in quel di «House Party».
In riviera si celebrerà quindi un ecumenico incontro fra superpotenze della tv. Rai rappresentata da Conti, sempre più intelligente e strategico nel gestire se stesso e le risorse, e Mediaset dalla sciura Costanzo. Mancano solo Trump e Putin tra i superospiti stranieri.
Sul piano artistico, c'è la conduzione veloce e classicamente baudiana di Carlo, e (se gli autori sapranno lavorare con intelligenza) si troverà il modo di riscaldare Maria, che in video di solito ha uno stile più «contemplativo».


martedì 3 gennaio 2017

EDOARDO COSTA * DOPO GLI SCANDALI, TORNA A TEATRO (NEI PANNI DI SIDDHARTHA)

Edoardo Costa nel musical Siddhartha
Guarda chi si rivede: dopo gli scandali, riciccia Edoardo Cicorini, per il pubblico Edoardo Costa. L'attore di «Vivere», finito nel 2008 nel mirino di «Striscia la notizia», che realizzò diversi servizi su presunte irregolarità nelle iniziative di beneficenza per il Kenya e il Brasile che a lui facevano riferimento, si ripulisce l'immagine con un ruolo teatrale nel musical «Siddhartha». In scena dal 2 al 5 febbraio al Teatro Linearciak di Milano.

Il bel Riccardo Moretti della soap di Canale 5, 49 anni, di Varese, stavolta si cala nei panni di Siddhartha anziano, voce narrante.
Nel maggio 2011 Costa fu rinviato a giudizio dalla Procura di Milano per «truffa aggravata, appropriazione indebita e falso ideologico». Nel luglio 2012 fu condannato in primo grado a tre anni di reclusione e al pagamento di alcune penali.

Tratto dall’omonimo libro di Herman Hesse, il musical SIDDHARTHA, scritto da Isabeau, Fabio Codega e Fabrizio Carbon, racconta la continua ricerca verso l’illuminazione da parte di un principe, interpretato da Giorgio Adamo, destinato al lusso e alla sola bellezza che, spogliandosi delle sue vesti, lascia il suo castello dorato per scoprire la vera essenza della vita e le ragioni della sofferenza.


Sbaglierò, ma a me sembra un'operazione d'immagine (peraltro ardita) della serie sciacqua e smacchia con il viatico della spiritualità. Vedi foto. Il rischio però è che per la compagnia che mette in scena il musical si trasformi in un boomerang. Staremo a vedere.

lunedì 2 gennaio 2017

PUPO CONTRO I POOH * E SUL WEB SI SCATENA LA BAGARRE

Pupo visto da Francesco Facchinetti
È stato un folgorante tweet a ciel sereno quello di Enzo Ghinazzi in arte Pupo, che oggi pomeriggio sul suo profilo ha esternato sul concertone d'addio dei Pooh, il 30 dicembre a Bologna: 

«Ho visto l'ultimo concerto dei Pooh. Un'operazione mediatica geniale, ma anche un grande bluff musicale. Comunque bravi, obiettivo colpito».

Le reazioni stizzite («Tutta invidia», «Rosichi») dei fan di Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia e Stefano D'Orazio (con l'aggiunta del ritrovato Riccardo Fogli) non hanno tardato ad arrivare, con offese anche pesanti all'indirizzo di Ghinazzi, che a un certo punto ha minacciato querele a chi metteva in dubbio la sua onestà e correttezza professionali. Poi è entrato nella mischia anche Francesco Facchinetti, figlio di Roby, toccandola piano: «Tu che sentenzi sui Pooh è come sentire cantare Dj Francesco alla Scala di Milano». In allegato il fotomontaggio di un'ipotetica cover (foto sopra) del nuovo disco di POOHPO, «Enzo Ghinazzi canta i Pooh». Tra i due, comunque, sembra essere finita a tarallucci.

La frase di Pupo andava spiegata forse meglio dall'interessato (e i 140 caratteri di Twitter sono pochi per argomentare), ma un fatto è certo: per tutto il 2016 i cinque orsacchiotti hanno portato in scena il loro lungo concerto d'addio spremendo il limone sino in fondo. D'Orazio aveva già abbandonato il gruppo ed è tornato appositamente (come aveva promesso) per l'evento d'addio dei 50 anni, e Fogli è stato scongelato per l'occasione. Negli ultimi mesi, i cinque non si sono fatti mancare niente: stadi, cofanetti, date aggiunte (io avevo assisitito con piacere a una tappa a Verona). Nello stile da sfarzoso pop mainstream piglia tutto che è sempre stato il marchio di fabbrica della formazione. Forse in questo senso si spiega un po' meglio la frase polemica di Ghinazzi. Caso vuole che sia Pupo che Francesco Facchinetti (e persino Red Canzian) siano tra i 50 personaggi che si sono raccontati nel mio libro «Il peggio della diretta», da poco pubblicato per Mondadori.

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