domenica 7 gennaio 2018

«TUTTI I SOLDI DEL MONDO» * NON TOGLIETE KEVIN SPACEY DAI FILM, CHE POI VENGONO MALUCCIO

Kevin Spacey e Christopher Plummer.
1973. Il plurimiliardario taccagno J. Paul Getty (Christopher Plummer) si trova a dover ragionare su una richiesta di riscatto della 'Ndrangheta, che a Roma gli ha sequestrato il nipote Paul III (Charlie Plummer). Vogliamo 17 milioni di dollari.
«Su, paga, spilorcio, per te sono bruscolini!», dice mamma (Michelle Williams), mentre il babbo è in India a farsi le canne. «Non ci penso neppure, me li sono guadagnati tutti», ribatte il vecchio nonno. A mediare ci prova il brillante negoziatore (Mark Wahlberg), che deve vedersela con chiunque, Carabinieri italiani compresi. Bambole, non c'è una lira.
Lo salviamo o no,  'sto pischello?

A guardare questo filmino decisamente prevedibile, viene quasi il sospetto che quel furbetto di Ridley Scott (che prima o poi farà uscire il blue-ray con le due versioni) abbia frettolosamente tolto dal cast quel gigante di Kevin Spacey non tanto per placare il «dagli addosso al molestatore» del pubblico americano, ma per fare un bel po' di pubblicità gratuita e mondiale a un lavoro debole assai. Approfittando del caso del momento.
Intendiamoci, Plummer è un signor attore e gigioneggia da par suo, ma qui il difetto è soprattutto nel manico: un'Italia piuttosto caricaturale (come sempre nelle pellicole americane), con i calabresi che parlano mezzo siculo, e una trama che ridotta all'osso è poca cosa. Non perdete tempo ad andare al cinema. Al limite aspettate che arrivi in tv. Occhio a Giulio Base: pochi secondi di una sorta di anatomopatologo/beccamorto che lascerà un segno nella storia della cinematografia.
VOTO: 6/7.

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