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venerdì 30 gennaio 2026

FABRIZIO CORONA CANTA «PUOI DIVENTARE EROE» NELLA SATIRA DI «TELE CANTO» (YOUTUBE)

La copertina di «Puoi diventare eroe», disponibile negli store musicali e sul canale YouTube di Tele Canto.

La Satira Parzialmente Artificiale di «Tele Canto» (iscrivetevi al canale YouTube di Franco Bagnasco) si sofferma questa settimana su Fabrizio Corona, che interpreta «Puoi diventare eroe». Il Re dei paparazzi (per mancanza di foto) è sulla bocca di tutti per gli episodi di Falsissimo nei quali ha tirato in ballo non soltanto Alfonso Signorini ma molti personaggi dell'universo Mediaset, compreso Gerry Scotti, con accuse che vengono respinte al mittente e denunce partite o pronte a paetire. Può un amorale mettersi a fare la morale? Il brano è negli store, sit
i di streaming, e naturalmente sul canale Youtube di Tele Canto.


 

STRISCIA LA NOTIZIA * SERVIVA IL CORAGGIO DI VOLTARE PAGINA

Da sinistra, Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti in una caricatura.

Il problema di «Striscia la notizia» è «Striscia la notizia». Lo dico con la morte nel cuore perché si tratta di un marchio storico che ho tanto amato e che ha dato molto alla nostra tv. Ma non è mai bello arrivare a tutto questo. E probabilmente tutto questo andava evitato. Dopo lo stop (il programma era in impasse da alcuni anni e perdeva suppergiù un punticino di share ogni stagione), la scorsa settimana il ritorno in prima serata ha portato a casa un dignitoso ma non entusiasmante 18,6% di share (2.783.000 spettatori), per poi crollare ieri al 12,3%, con 1.807.000 teste. Sono venuti al capezzale del malato Lorella Cuccarini, Gabriel Garko, persino la triade giornalistica Del Debbio-Nuzzi-Giordano di Retequattro. Ma nulla hanno potuto. Neppure Staffelli, con un servizio pretestuoso per consegnare un Tapiro d'oro a Checco Zalone, personaggio del momento.

Una cosa va detta subito.
Non si migliora un format in crisi lasciandolo sostanzialmente identico e allungando di fatto soltanto il brodo. Da un lato si perde la forza di Striscia, che è sempre stata nel ritmo. Dall'altro, con l'innesto di Demo Morselli e sei veline, complice l'età dei conduttori e un vago, palpabile senso di spaesamento, l'effetto è quello dei fantozziani veglioni di Capodanno del Maestro Canello.
E poi c'è il problema (non da poco) di Greggio e Iacchetti, che credo abbiano ormai stancato chiunque. Greggio a mio avviso è da sempre il personaggio più sopravvalutato della televisione italiana. Miracolato da Ricci al Drive in, non ha mai fatto realmente ridere (non ha testi) e vive di immotivata rendita. Iacchetti invece si è alienato parecchie simpatie di recente schierandosi sul piano politico-sociale-civile e perdendo parte del candore del personaggio.
Credo però che Antonio (un genio della televisione che a volte si concede per grandezza qualche impuntatura di troppo), il quale sicuramente presagiva questo finale che - ripeto - andava evitato, abbia deciso volutamente di chiudere l'epopea di Striscia con coloro che l'avevano iniziata. È umano e persino bello da un lato. Un po' triste dall'altro, però.

Certo si trattava di maneggiare una patata bollente e ingestibile per Mediaset; un caso sul quale si è traccheggiato per mesi. Trovatasi costretta a rimpiazzare «Striscia» con Gerry Scotti e «La ruota della fortuna», mettendo a segno un colpaccio sul piano degli ascolti, ha aperto uno tra i dossier più complicati dell'ex Biscione. C'era il problema di liquidare l'anziana e gloriosa creatura. Inoltre, Antonio Ricci è uno dei Padri Fondatori. E non si può dare il benservito a un Padre Fondatore. Bisognava forse avere il coraggio di chiudere bottega. Oppure mettere al lavoro tutta la squadra su qualcosa di diverso. Facile a dirsi ma non a farsi, certo. Ma tant'è. D'altra parte anche Cenerentola alla fine, con l'aiuto del Principe, ha trovato la sua scarpina giusta.

martedì 20 gennaio 2026

RAI * IN ATTESA DI FARE SERVIZIO PUBBLICO NON CONSENTA VENDETTE PRIVATE

Da sinistra, Fabio Fazio e Luca Barbareschi.

Fabio Fazio fa una bella serata in omaggio alla Vanoni (non per sminuire, ma ci mancherebbe altro: lì era di casa, ci campava con le simpatiche mattane di Ornella e il volgarismo stantìo di Littizzetto) e una quota rilevante di colleghi giù a pelarsi le mani dagli applausi dicendo che - mioddìo, scandalo - quell'evento era da servizio pubblico e l'avrebbe dovuto fare la Rai. A parte il fatto che mi pare che Viale Mazzini
il servizio pubblico abbia rinunciato a farlo da un po', non ho ancora visto un degno ricordo di Pippo Baudo, che pure la Rai l'ha fatta, nella forma che conosciamo. E neppure di Carrà, che ne è stata un'altra colonna. Ma non erano cantanti, e gli omaggi musicali sono più semplici da strutturare autoralmente.
Inoltre ricordiamoci che la tv è fatta di persone e di contatti che portano persone. Fazio, che una buona parola non la nega mai a nessuno, ha saputo crearsi un suo orticello che paga in termini di presenze, di amicizie, di cambi merce sotto il segno della gratitudine. Buon per lui. Anche se Grazia di Michele s'è offesa per essere stata tagliata fuori a favore di nomi più mainstream, e se è vero ciò che racconta tutti i torti non li ha.
Rai pensi piuttosto a non consentire a un soggetto come Luca Barbareschi in pieno delirio onnipotenziale di attaccare in diretta Sigfrido Ranucci perché gli cede la linea senza menzionarlo. Servizio pubblico è anche non permettere a chi ci lavora di trattare Rai come casa propria.
Ranucci questa settimana ha effettivamente menzionato Barbareschi ricordando che gli è stata richiesta la restituzione di 8 milioni di euro di finanziamento pubblico per il Teatro Eliseo, ma che il sommo conduttore (per mancanza di prove) nicchia e ha messo di mezzo gli avvocati.

domenica 18 gennaio 2026

LE FANATICHE ANTI-LUCARELLI SONO PEGGIO DELLE FANATICHE LUCARELLIANE

Da sinistra, l'influencer Chiara Ferragni, e Selvaggia Lucarelli.

Nel paese del tifo da stadio su qualsiasi cosa, l'appassionante dibattito di questi giorni è sulla differenza (rilevante) tra proscioglimento e assoluzione nel caso di Chiara Ferragni.
Vedo un mare di post di fanatiche anti lucarelliane (le quali sono persino peggio delle fanatiche lucarelliane, ne so qualcosa) che si sono affrettate prima a dire che l'influencer bionda era stata assolta, avviando la shitstorm contro Lucarelli; poi sono state costrette ad ammettere che il proscioglimento è ben altra cosa rispetto a un'assoluzione. Ovvero che il giudice ha dichiarato un «non luogo a procedere per estinzione del reato» di truffa aggravata in quanto Ferragni ha pagato 3,4 milioni di euro in multe e risarcimenti per far ritirare le denunce e chiudere la pratica. Legittimo, si fa da sempre in tanti ambiti, ma non è un'assoluzione. Ritengo che Ferragni abbia pagato un prezzo altissimo anche in termini mediatici, le auguro di riuscire a risollevarsi, quindi caso chiuso. Ma quando vedo fanatismi, da una parte e dall'altra, mi monta la mosca al naso.


mercoledì 14 gennaio 2026

«GARLASCO», LA PANDEMIA MEDIATICA SI COMBATTE CON UNA CANZONE

La copertina del singolo «Garlasco» del canale Youtube Tele Canto, satira sul circo mediatico che è nato attorno alle note vicende processuali dell'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto 17 anni fa e che vede un condannato, Alberto Stasi, e il nuovo indagato Andrea Sempio.

Che cosa direbbe Garlasco, se potesse parlare?
«Tele Canto» ha provato a immaginarlo. Il canale YouTube musicale di Franco Bagnasco, che a partire da oggi ogni settimana proporrà la sua «Satira Parzialmente Artificiale» su attualità e personaggi del mainstream, debutta con una canzone che ironizza sullo straripante circo mediatico legato alle vicende processuali del delitto di Chiara Poggi. Un giallo che si trascina da 17 anni e che di recente, con i nuovi sviluppi, è diventato sempre più appetibile per chi è a caccia d'audience. Si cerca la verità, o si solletica la morbosità del pubblico? Forse entrambe le cose, ma è sempre più difficile fare i debiti distinguo. Fatto sta che plotoni di legali, esperti e opinionisti ormai affollano giornali e soprattutto studi televisivi, a qualsiasi ora del giorno e della notte, in un loop inestricabile. Come ai tempi dei virologi del Covid. Garlasco è una sorta di pandemia mediatica che «Tele Canto» prova a contrastare con un pizzico di ironia. Con la voce di un pacato campagnolo della Lomellina che fotografare la bizzarra situazione intonando, fra le altre cose, nel ritornello: «Incidente probatorio, in un giorno un po' speciale... Piace proprio a tutti quanti, forse è meglio del Natale».
«Garlasco» è disponibile anche in tutti gli store digitali e nei servizi di streaming.