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mercoledì 25 febbraio 2026

SANREMO 2026 * DEBUTTO CON (PREVISTO) CALO D'ASCOLTI: 3 MILIONI IN MENO

Carlo Conti, Laura Pausini e Can Yaman sul palco della prima serata di #sanremo2026, che ha perso 3 milioni d'ascolto rispetto allo scorso anno.

Il primo Festival dell'era in cui il Presidente del Senato Ignazio La Russa si attiva come manager di cabarettisti va in corto circuito per via di una signora di 105 anni che parla male dei fascisti. Non si può mai dormire tranquilli col busto del Duce in camera.
La prima serata? Debole, noiosetta, nonostante Carlo Conti riesca a tenere il ritmo. Il suo più grande pregio. Infatti sul piatto della bilancia degli ascolti mancano già tre milioni di teste rispetto allo scorso anno: ieri c'erano 9,6 milioni di spettatori col 58% di share. Nel 2025 furono 12,6 milioni con il 65,3%. Non c'è che dire: una gran bella mazzata già al debutto.
L'encefalogramma dello spettacolo è quasi piatto, complice la grande mole di sconosciuti e molti pezzi serializzati e con pochi guizzi. Se il maggior momento di intrattenimento (a parte la gigantesca telepromozione di Costa Crociere col pretesto di Max Pezzali) è far incontrare Kabir Bedi e Can Yaman al grido di «Carlokan», siamo messi male. Dove li prendono gli autori, all'hard discount?
A Laura Pausini hanno probabilmente consigliato di tenere un profilo basso e ce l'ha fatta quasi sempre, a parte la gaffe del microfono, che poteva anche essere una sapida trovata di scrittura creativa. Poi vedremo: i miracoli non li fanno neanche Sanremo, il Papa e tutto l'ordine sacerdotale.
Il breve omaggio iniziale a Baudo era ben concepito. Avrei evitato soltanto il vecchio flmatino di repertorio autoreferenziale in cui Pippo introduce la romagnola co-conduttrice. Ma come? Parti alto con la voce fuori campo e la sigla iconica riarrangiata e poi ti trasformi in Techetechetè? Non va bene.
I pezzi? Lì va molto a gusti. E a parte la giunonica Elettra Lamborghini, che porta una cosa che è border line col codice penale, l'esercito dei «chicazzè?» (che a ben pensarci potrebbe essere il nome di un concorrente a caso) fa massa ma non depone a favore del carrozzone, che non a caso come prevedevo ha una forte emorragia di pubblico. A me sono piaciuti molto Fulminacci, con un brano romantico, delicato, elegante, ben scritto. Ma anche Fedez e Masini avevano una cosa di pregio. Arisa voce straordinaria ma poco servita dalla canzone. Serena Brancale aveva il classico pezzone sanremese imponente. Vedremo. La canzonetta di Sal Da Vinci, il Massimo Ranieri che non fa i piegamenti ma ha lo stesso punto di colore sulla tintura, è molto trascinante e orecchiabile e farà sfracelli al Televoto. Date retta a un cretino.
C'è poi il caso del figlio di Gianni Morandi, Tredici Pietro. Che poveretto fa di tutto per prendere le distanze dal babbo. Che non sia mai nominato qualora si possa supporre (beata ingenuità) che venga raccomandato o peggio chiamato solo in quanto figlio di Morandi. Lo frega il Dna, perché ha la stessa faccia e le manone di Papà. Il pezzo è ingenuo ma accettabile.
Conti, fatti mandare dalla mamma a prendere ascolti. Perché ne hai un gran bisogno. Domattina sarà ancora più dura.

martedì 24 febbraio 2026

SANREMO * LA RUSSA CHIEDE A CONTI UNA «PRESENZA RIPARATORIA» PER PUCCI

Una caricatura di Ignazio La Russa.
Ignazio La Russa (ricordiamolo, la seconda carica dello Stato), ha fatto un video chiedendo a Carlo Conti un atto riparatore nei confronti di Andrea Pucci: "Mi aspetto magari una sorpresa. Ci sono tanti modi per ripagare l'ingiusta sofferenza e l'ingiusto obbligo di rinuncia che ha costretto Pucci a 'gettare la spugna'. Spetta al conduttore trovarne uno per far sì che la presenza riparatoria dell'artista sia comunque garantita". Queste le parole della seconda carica dello Stato. Va sottolineato. Sotto Mattarella c'è un signore che invoca azioni per tutelare un cabarettista che ha scelto di non andare a Sanremo.
Ignà, a parte che "obbligo di rinuncia" è solo nei tuoi sogni più fantasiosi. E questo sia detto chiaramente. Non è l'ennesima balla il punto. È il pulpito istituzionale.
Non fosse già di per sé una barzelletta (l'ha fatto pubblicamente, non privatamente), non fossimo nel Paese di pulcinella, potrebbe sembrare quasi un messaggio vagamente intimidatorio. Invece questo personaggio da operetta pulp si è accorto che la faccenda Pucci è stata divisiva e vuole soltanto portare a casa qualche titolo. Sfruttando la scia sanremese per tirare una bombetta da arma di distrazione di massa. Per sviare l'opinione pubblica rispetto ai più ampi problemi referendari meloniani.
Ma siamo conciati veramente così male?

sabato 21 febbraio 2026

DONALD TRUMP INTERPRETA «THE CLOWN» NELLA SATIRA DI «TELECANTO» (YOUTUBE)

La copertina del video di «The Clown» sul canale YouTube di Telecanto.

L'impresentabile si è fatto canzone. Il Presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, interpreta se stesso nella satira di Tele Canto, il nuovo canale musicale YouTube di Franco Bagnasco che punta lo sguardo con ironia sui personaggi dell'attualità. A volte non soltanto italiana.

Con le sue mosse politiche azzardate e spesso contraddittorie, fatte di dichiarazioni apodittiche, retromarce improvvise (quelli che parlano bene la chiamano Finestra di Overton), pretese di regnare quasi al di sopra della democrazia, il compagno di Melania si sta facendo una pessima fama. Per fortuna lo raccontiamo noi con un sorriso nel video qui sotto, non a caso intitolato «The Clown». 

Iscriviti al canale YouTube cliccando qui.



venerdì 20 febbraio 2026

PUCCI ATTACCA FIORELLO PER L'IMITAZIONE, E LUI RIBATTE: «PRESUNTI COMICI»

Andrea Pucci riceve il Tapiro d'oro da Velerio Staffelli di Striscia.

Valerio Staffelli di Striscia la notizia ha sbugiardato Andrea Pucci andando a portargli un Tapiro d’oro per la vicenda del Sanremo al quale ha rinunciato. Livorosissimo (è un tratto che non riesce a dominare), il Pucci se l’è presa con Fiorello, che nei giorni scorsi ha avuto l’ardire di imitarlo co
me voce e stile. Chiamiamolo così. Fiore ha ribattuto con un “Se adesso se la prendono anche i comici o presunti tali…” che ha il sapore del giudizio molto definitivo. Si attende ulteriore replica livorosa dell’interessato. Ma la cosa più rilevante, a mio avviso, è che alla precisa domanda su quali minacce per se stesso e famiglia il sedicente intrattenitore abbia ricevuto, c’è stata scena muta. Visto il personaggio, è lecito dubitarne. E parecchio. Al di là delle ormai (purtroppo) comuni shitstorm da social. Che colpiscono chiunque abbia un minimo di visibilità. Era solo un modo per fuggire da Sanremo.

LILLI GRUBER IN «EQUIDISTANTE» SECONDO LA SATIRA DI TELE CANTO (YouTube)

La copertina di «Equidistante», dedicato a Lilli Gruber. Sul canale YouTube di Tele Canto.

Il terzo appuntamento con la satira musicale del canale YouTube di Tele Canto di Franco Bagnasco è il brano «Equidistante», interpretato dall'avatar di Lilli Gruber. La tele giornalista forse più famosa d'Italia, conduttrice di Ottoemezzo su La7, dà voce a se stessa in un pezzo dove si ironizza anche sui personaggi che fanno parte della compagnia di giro del programma, da Marco Trava
glio ad Andrea Scanzi, passando per Caracciolo, Italo Bocchino, Evelina Christillin, Paolo Pagliaro, e altri. Tra i quali ovviamente Enrico Mentana (fra i due da tempo non corre pubblicamente buon sangue) e l'editore Urbano Cairo. Un talk-show molto seguito e anche molto temuto, in una fascia oraria strategica per la televisione. Qui sotto il video di «Equidistante», direttamente dal canale di Tele Canto. La canzone è disponibile anche in tutti gli store musicali.



mercoledì 18 febbraio 2026

SANREMO * IL FESTIVAL 2026 È A RISCHIO CALO D'ASCOLTI?

Carlo Conti e Laura Pausini, conduttori del Festival di Sanremo 2026.

Da vecchio televisionaro, il prossimo Sanremo di Carlo Conti lo vedo un po' in salita. Magari sbaglio, ma non percepisco grande attesa, neppure a livello social. Che sono un buon termometro. È vero che il Festival è come il Natale del panettone di Pozzetto: «Quando arriva arriva», e ascolti alti li fa sempre. Ma il cast dei concorrenti è oggettivamente debole, e il punto critico sarà molto probabilmente la seconda serata, dove potrebbe esserci un crollo. Gli addetti ai livori esultino o si sfiorino gli zebedei, a seconda dei gusti.
La prima, martedì, andrà presumibilmente bene: c'è la curiosità per il debutto, l'interesse per vedere all'opera Pausini come co-conduttrice (sulla carta una buona scelta per richiamare gente), e due ospiti solidi: Can Yaman e Tiziano Ferro. Una ressa, se si considera anche Max Pezzali sulla nave da crociera ancorata in baia per cinque giorni.
Per la seconda, oltre al calo fisiologico, siamo decisamente più deboli: Pilar Fogliati, Lillo e Achille Lauro. Qui potrebbe esserci il problema vero. Resta da capire se giovedì (senza duetti, che hanno sempre il loro pubblico di affezionati e che quest'anno saranno venerdì) riusciranno Eros Ramazzotti e Alicia Keys a tenere botta. Sul finale, sabato, hanno piazzato un classico Andrea Bocelli col Nessun dorma che comunque va con tutto.
Staremo a vedere, ma nella città dei fiori stavolta potrebbe esserci qualche spina in più.
Nel video qui sotto, l'avatar satirico di Carlo Conti in «Non ne conosco manco uno», sul canale YouTube di Tele Canto.

lunedì 9 febbraio 2026

ANDREA PUCCI VISTO DALLA TOILETTE DI «ZELIG», A MILANO

L'adesivo con Pucci al posto di push incollato (la foto è dell'11 ottobre 2025) nella toilette di Zelig, in Viale Monza, a Milano.

A proposito del discusso cabarettista Andrea Pucci, faccio un report puramente da cronista per strapparvi un sorriso, visto che mi sembra di cogliere nell'aria immotivata tensione dopo la decisione del nostro di non presentarsi sul palco del Festival di Sanremo 2026. 
Questa foto l’ho scattata l’11 ottobre scorso (quindi in tempi non sospetti) nella toilette di Zelig, il locale di cabaret in viale Monza, a Milano dal quale è partita anche l'avventura dello show televisivo di comicità più noto d'Italia. L’adesivo è (o era) incollato sulla vaschetta dello scarico dell’acqua del water. Chi l’avrà messo, qualche collega di Pucci? Boh. Report da cronista di spettacolo. Tanto vi dovevo.


domenica 8 febbraio 2026

PUCCI VIA DA SANREMO? È LA SCELTA PIU' SAGGIA

Andrea Pucci in una foto caricatura generata dall'AI.

Saggia e opportuna è la decisione della Rai di archiviare la pessima idea di piazzare Andrea Pucci sul palco di Sanremo. Pardon, stando alle notizie ufficiali, saggia è la decisione di Andrea Pucci di rinunciare al Festival dopo polemiche mai così vive e motivate.
Saggia perché non basta essere un comico di centrodestra militante per saper far ridere. Bisogna anzitutto saper far ridere. Cosa che non è da tutti ed è (a mio avviso) blandamente da Pucci.
Quindi averlo scelto o imposto all'inizio non era tanto un'aberrazione politica (anche se molto probabilmente rientrava in quella dinamica decisionale), quanto piuttosto una stortura legata allo spettacolo. Cioè squisitamente tecnica. In altre parole, a me non importa per chi tu voti (mi dà più fastidio se sei qualunquista, razzista, ecc. ecc., ma questa è un'altra storia): mi interessa la qualità dello spettacolo che sei in grado di fornire. Per capirsi: a Sanremo metterei anche un comedian italiano o americano di quelli brutti, sporchi, cattivi e intelligentemente fuori schema per fare un numero speciale. Ma non Pucci. Pucci è il massimo del minimo. E a mio avviso non è degno di quel palco. Lillo fa un altro genere: è una spezia, il sorriso te lo strappa e a modo suo lo puoi mettere ovunque.
Quindi bye bye Pucci, good night and good luck.