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giovedì 12 maggio 2022

VUOI FARE IL GIORNALISTA? PENSACI BENE E (SE VUOI DUE DRITTE) PRIMA LEGGI QUI

Crisi dell'editoria. Fare il giornalista o no?

Quando qualche ragazzo mi chiede: «Vorrei fare il giornalista, che cosa mi consigli?» Mi permetto di sconsigliarlo, sommessamente ma caldamente. A meno che l'interessato/a non abbia il sacro fuoco, che nulla può fermare. Gli anni epici sono finiti da tempo, e se devo parlare autobiograficamente, li ho vissuti. Inizi formativi alla mitica Provincia Pavese, quotidiano locale, pagato 5-10 mila lire a pezzo (quando andava bene), il successivo passaggio a il Giornale di Maurizio Belpietro appena dopo l'uscita di scena di Indro Montanelli, e - dopo un corollario di mille collaborazioni vissute nel frattempo - l'approdo a Tv sorrisi e canzoni. Giornale tuttora guidato con cura del prodotto e mano felice, in uno scenario difficile e concorrenziale.

Attualmente mi occupo soprattutto di critica per alcune testate, come TPI, Vero, Vero Tv e talvolta genericamente di spettacolo per Oggi. E poi ho un canale YouTube in crescita. Ma visto che la carta (tutta) vive un momento a dir poco complicato, fra copie in calo ed edicole che chiudono come mosche, consiglio ai giovani che si avvicinano a questo mestieraccio di puntare soprattutto sul web, ovvero il futuro. Sicuramente in questo momento più libero e interessante e con una fetta di mercato in continua espansione. Anzitutto per l'immediatezza della confezione della notizia, che supera quella dei quotidiani, che appena usciti appaiono già datati. E poi c'è il mondo dei podcast, altro sviluppo oggi molto interessante. Ma è meglio avere un po' di visibilità già acquisita per poterli affrontare sensatamente. A questo proposito, vi do un'anteprima: sto pensando di farne uno mio. Quando sarà arrivato il momento, sarete i primi a saperlo.

mercoledì 2 gennaio 2019

«PSYCHO» MORANDI, UN SANREMO IMPOSSIBILE * MINETTI SCIOGLIPANCIA * «ADRIAN», BOOM O FLOP?

«Polvere di stelle» - Gianni Morandi e il suo Sanremo impossibile.
Gianni Morandi (che Lucio Dalla chiamava «Psycho», si scopre da un'intervista di Silvia Fumarola su Repubblica) ha ufficializzato il no alla sua ventilata partecipazione come ospite/conduttore al secondo Festival di Sanremo di Claudio Baglioni.
Personalmente, non ho mai avuto dubbi: già riunire due precisini come loro per il tour di «Capitani coraggiosi», pochi anni fa, non dev'essere stato affatto semplice, essendo entrambi molto decisionisti, caparbi e puntigliosi. Ma là erano alla pari. Figurarsi far rispettare a Mister Monghidoro gli ordini di Claudione nei panni di direttore artistico. Baglioni ai tempi della tournée insieme lo chiamava... Ops, non mi ricordo.


Il Deejay Garrix.
Garrix, 22 anni, olandese, è il disc jockey numero uno al mondo secondo «Dj Mag», seguito da Dimitri Vegas & Like Mike, Hardwell e Armin Van Buuren. Decise di darsi alla console a soli otto anni, dopo aver visto all'opera Tiësto ai Giochi olimpici di Atene. Nel suo nuovo singolo, «Dreamer», che viaggia sui 15 milioni di click, lancia un artista di strada di New York.


Nicole Minetti ieri e oggi.
Come racconta Libero, l'ex «igienista dentale» (ed ex Consigliere della Regione Lombardia) tanto cara a Silvio Berlusconi, Nicole Minetti, dopo i bunga bunga ora propone le televendite di una crema scioglipancia. Che ha il potere di liquefare un po' anche il portafogli, visto che costa 64 euro a flacone. Per il resto l'ex showgirl tuttofare, che si presenta con tratti somatici molto cambiati, si cimenta nei locali anche come dj, scaldando il pubblico in attesa dell'arrivo dell'attrazione principale della serata.


Manuel Agnelli, che dice addio a «X-Factor» insieme con Fedez (ma si immagina che anche Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale lasci il campo, viste le prestazioni criticate da molti), spiega a Repubblica il motivo della sua decisione: «Volevo evitare di diventare il pupazzetto del giudice che schiacci il bottone e dice la cattiveria. Volevo evitare di diventare il cartonato di me stesso». Anche Mara Maionchi si è detta incerta sul futuro. Il programma di certo avrebbe bisogno di uno stop o almeno di una bella rinfrescata complessiva. 


Adriano Celentano torna con «Adrian».
Super pompato da alcuni promo in onda su Canale 5, dal 7 gennaio, per nove prime serate, arriva «Adrian», di e con Adriano Celentano. La graphic novel alla quale lavora da almeno sette anni, con il nostro nei panni di perenne, giovane orologiaio (manco a dirlo) che vive in un'epoca dittatoriale, dovrebbe andare in onda solo al termine (giusto per capire quanto la rete ci creda davvero) di uno spettacolo in diretta dal teatro Camploy di Verona. Sarà boom d'ascolti, come ci si dovrebbe aspettare da un prodotto del genere, oppure la montagna partorirà il topolino? Staremo a vedere. 


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