mercoledì 30 novembre 2011

SOLANGE FA IL CALENDARIO 2012 (E IL NUOVO ANNO E' SEGNATO)

«In tutte le edicole e librerie arriva il calendario 2012 del sensitivo Solange», informa un comunicato stampa. Se avevamo la sensazione che ci aspettasse un anno di merda, ora è una solida certezza.

martedì 29 novembre 2011

«SISTER ACT» * LA VERA SUOR PAOLA INCONTRA LE FINTE CONSORELLE

Se le vie del Signore sono infinite, Suor Paola conosce anche qualche scorciatoia. Lo vedi già da come si intrufola, con soave faccia tosta e consumato mestiere, dietro le quinte di «Sister Act», il musical in programmazione da qualche settimana (e per i prossimi mesi) al Teatro Nazionale di Milano.
Suor Paola D’Auria, 64 anni, calabrese di Roccella Ionica ma romanissima d’adozione, divenne famosa come sfegatata tifosa laziale a «Quelli che il calcio…» (versione Fabio Fazio), qualche lustro fa. «Sorrisi» l’ha prelevata a viva forza dall’istituto delle «Scuole scolastiche francescane di Cristo Re», nella Capitale, per portarla al Nord ad assistere alla mega produzione benedetta da Whoopi Goldberg e dedicata alle coraggiose consorelle canterine. La suora vera alle prese con quelle finte, insomma. Ed è, da subito, un bel match. «Ragazze» intima Suor Paola alle attrici sul palco, a sipario ancora chiuso «guardate che a spettacolo finito passo a chiedere chi di voi è disposta a passare davvero dalla mia parte, a diventare una vera suora». Qualche spaesamento, sguardi gioiosi ma poco convinti. Il tentativo – ve lo diciamo subito – non andrà in porto. Ma la furia bianconera (d’abito) incalza: «Questo velo che portate è più pesante e ingombrante del mio, e andava nel medioevo. E poi perché avete al collo un crocifisso così pesante? Lo sapete che tra noi si dice che, più pesante è il crocifisso, più pesante è la vera croce che una si porta sulle spalle?». «Tutte abbiamo le nostre croci, suor Paola» rispondono in coro le anime belle pseudo-consacrate. E la Madre Superiora (Dora Romano), con cui la nostra instaura subito un bel feeling tra caratteri forti, annuisce paziente. «Chi siete voi?» spara Suor Paola a qualcuno di passaggio. «Macchiniste di scena». «Bene. E voi?». «I musicisti dell’orchestra...». «Ecco, bravi, appena iniziate a suonare, non alzate troppo il volume, perché una volta seduta voglio riposare…». Quando in abiti ultra-sexy arriva, imbarazzata, la protagonista Deloris-Suor Maria Claretta, ovvero la venere nera Loretta Grace, Suor Paola ride e non fa una piega. Ma prova subito a coprirle le gambe sfruttando un lembo dell’abito della dubitabile consorella che le sta accanto. Pochi minuti prima aveva tentato di convincere una responsabile della produzione dello show a portare parte del cast ai due spettacoli benefici che terrà a Roma, nella sua casa famiglia, la «So.Spe.», il 16 e 17 dicembre. «Il primo» dice «sarà con i ragazzi di “Amici”, ma senza Maria De Filippi. Cantano e si presentano da soli. Il secondo lo condurrà Paolo Bonolis, e Claudio Baglioni ha già confermato la sua presenza. Ma altri si aggiungeranno. E voi di “Sorrisi”, non mi fate un bell’articolo sul giornale?». Si salvi chi può.
In platea, oggetto della curiosità del pubblico in sala, la nostra suora Doc si trasforma in un’attenta osservatrice. E quando, durante lo spettacolo, il tema diventa un accenno di crisi nella fede di una delle sorelle, Suor Paola si fa seria e racconta: «Di cedimenti non ne ho mai avuti, se non all’inizio, perché la mia vocazione me la sono dovuta sudare: avevo vent’anni, e mia madre mi trascinò in tribunale quando le dissi che avrei voluto farmi suora. E incontrai l’ostilità di alcuni poveri, gli stessi che mi impegnavo ad aiutare. Lì mi chiesi se stessi sbagliando qualcosa. Dopo il noviziato, però, iniziai a dare una mano ai carcerati e da lì prese il via tutto. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che non hanno ostacolato il mio cammino; per andare da Fazio a parlare di calcio, chiesi il permesso alla Madre generale, e lei fu lungimirante. Le Madri Superiori arcigne, così come le vediamo in questo spettacolo, non esistono più. Oggi si dice che sono al servizio delle suore, non il contrario». Ma com’è la vita di una vera suora? «Mi alzo molto presto, e mi divido tra le scuola ai ragazzi delle elementari, il carcere e la casa famiglia. Non mi concedo nessun vizio, neppure vino o birra, anche se qualche sorella un goccio se lo fa. Abbiamo un refettorio comune e due signore che vengono ad aiutarci a far da mangiare. Per me, né pasta né carne. Solto petto di pollo, riso, frutta e verdura. E poi canto, ma solo i cori allo stadio». Che dire, infine dello spettacolo? «Bellissimo» assicura suor Paola «sono tutti bravi e preparatissimi. Oltre alla protagonista e alla Superiora, mi è piaciuta la suora cicciottella, forse perché mi somiglia un po’. Alla finale de “I raccomandati”, qualche anno fa, le ragazze della mia casa famiglia fecero un brano del musical. Per questo show sogno una sera una platea di sole suore. Non male l’idea di farle entrare gratis il martedì, ma non credo verranno. In genere non escono mai, e per farlo preferiscono chiedere mille autorizzazioni. Un giorno Bonolis mi disse: “Recuperamene qualcuna per una puntata”. Non riuscii a trovarne una disponibile...».
Investigando, è spuntata anche la chicca: una delle 13 attrici impegnate a vestire l’abito in «Sister act» si dichiara «totalmente atea». Ma vista la serietà della produzione internazionale, non vi diremo mai di chi si tratta per non costringerla a entrare in un programma di protezione.

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

lunedì 28 novembre 2011

MASSIMO RANIERI * «DOVEVO CONDURRE SANREMO CON MORANDI, MA LUI...»

«Lo scorso anno Gianni Morandi e io in teoria avremmo dovuto condurre insieme il Festival di Sanremo. Gli telefonai dicendogli: “Gianni, c'è questa proposta...”. E poi sai come fa lui... Disse: “Mah... Non so... Guarda, sì, boh, forse però non è il caso...”. Come non detto, replicai. E tre mesi dopo uscì la notizia che l'avrebbe presentato da solo».
Mentre parla del collega di Monghidoro, Massimo Ranieri confeziona la più strabiliante delle imitazioni di tutti i birignao morandiani. «Niente di male, va bene così. Con Gianni ci conosciamo da una vita. Quando gli parlo al telefono riesco a immaginare perfettamente quali facce stia facendo in quel momento. Poi Sanremo l'ha fatto, ed è andato benissimo. Anche perché intelligentemente si è comportato da Morandi. Noi come conduttori, diciamocelo, non siamo capaci. Io andai come ospite e lì invece si convinse che avremmo dovuto cantare qualcosa insieme. Quest'anno lo rifarà, fa bene, ma non è una novità. Già dal giorno successivo, lo scorso anno, questa cosa era già risaputa».
Stando a Ranieri, Morandi sarebbe anche artefice del tignoso stop a un progetto di Al Bano, che da anni sogna un tour da leggenda, proprio con Ranieri e Morandi. Carrisi lo chiama: «I tre tenori». «Gianni, Gianni: la colpa è sempre del bolognese – dice Ranieri – tra noi ci chiamiamo così: il bolognese, il pugliese, il napoletano... Sono anni che Al Bano insiste ma Gianni non ne vuole sapere. Dovrà farsene una ragione. Io lo farei senza problemi, in qualsiasi momento». E poi attacca un'altra imitazione di Morandi mentre parla al telefono.


(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

BOLOGNA E MILANO * L'INVECCHIAMENTO DI PAUL MCCARTNEY

Paul McCartney è invecchiato così tanto, che ormai non canta più "Let it Be", ma "Let it Been".

venerdì 25 novembre 2011

BELEN E CORONA SI SONO GIOCATI L'ULTIMO BRICIOLO DI CREDIBILITA'

Mi sa che Belen Rodriguez e Fabrizio Corona, con questa storia del presunto aborto, uscita per mettere una pezza alla notizia della presunta gravidanza, a sua volta uscita per coprire la bolla mediatica del video porno di lei, stavolta si sono giocati l'ultimo briciolo di credibilità che avevano. Sempre ammesso che ne abbiano mai avuto uno. Bye bye, giù il sipario.

CINEMA * «BAR SPORT» INAUGURA L'ERA DELLA PUBBLICITA' COL FALSO STORICO

E arrivò l'ora della pubblicità col falso storico. Succede in «Bar sport», il film con Claudio Bisio e Teo Teocoli da poco approdato nelle sale e ispirato all'omonimo libro cult di Stefano Benni.
Tra le vecchie promozioni tabellari degli Anni 70-80 che compaiono nella commedia (dal banco gelati Motta, al Crodino), spunta nella sala biliardo anche il logo di «Better», un marchio legato alle scommesse di Lottomatica nato ovviamente in un periodo ben successivo a quello in cui sono ambientate le vicende.
Peccato veniale o presa in giro dello spettatore? I promo o product placement (per esempio l'auto inquadrata col simbolo in bella vista o il pacchetto di sigarette in favore di telecamera) sono oggi consentiti dalla legge. Ma a quanto pare qui ci si trova di fronte al primo caso di singolare falso storico in pubblicità.

LA TOMMASI NUDA CONTRO LE BANCHE? È COME ROCCO CONTRO I PORNO

Domani a Roma, Sara Tommasi, una che ha sempre vissuto a rimorchio del sistema, si spoglia contro le Banche. E' un po' come far girare una scena hard a Rocco Siffredi per manifestare contro i film porno.

giovedì 24 novembre 2011

ELISABETTA CANALIS * «IL PROCESSO RUBY? QUANDO SARA' IL MOMENTO, SMENTIRO'»

Elisabetta Canalis torna in Italia dopo un periodo negli Stati Uniti e ne approfitta per togliersi - su Twitter - qualche sassolino dalle scarpe. Il suo nome è stato citato - in una lista di nomi di personaggi famosi che comprende anche George Clooney, Belen Rodriguez, e molti altri - fra i testimoni del cosiddetto processo Ruby, in corso a Milano, che vede imputato Silvio Berlusconi.
Ecco il commento dell'ex Velina: «E non c'e' niente che voglia nascondervi! Per chiarire Il mio nome e' stato citato in una vasta lista... Di persone che dovranno SMENTIRE la propria presenza in determinati posti,e quando un giorno (penso si tratti di 1 anno circa). E se un giorno verro' chiamata a farlo smentiro' volentieri! Tante volte I giornali nn son molto chiari percio' in questo caso W Twitter che ci permette di chiarire queste cose! Oltre che di farci fare 2 risate e cazzeggiare un po'! Mmmhua'».

mercoledì 23 novembre 2011

CHECCO ZALONE * «PER COLPA DI FIORELLO, ORA ME LA FACCIO ADDOSSO»

«Il primo problema ora sarà «rendere televisivo il tutto», dice Luca Medici. Già, perché il suo ruspante alter ego, Checco Zalone, il 2 e il 9 dicembre approderà in prima serata su Canale 5, e ne sentiremo delle belle. Il titolo provvisorio («Ma facciamo così: da adesso non lo è più» dice) dello spettacolo è «Resto umile World Show», figlio legittimo di quel «Resto umile World Tour» che l’uomo di Capurso (Bari) ha appena finito di portare nei palasport italiani con ciclopico successo e mascelle slogate dal ridere. Allora dove sta il primo problema? Nel rendere più potabile l’incontrollata, liberatoria volgarità del nostro. «Non è facile portare in tv questo spettacolo» spiega Checco «ma ce la faremo. Vedrò di essere meno sboccato, farò il possibile per edulcorare alcune cose, ma la rete non può chiedermi di snaturare me stesso. Ecco, cercherò al limite di mettere nei primi blocchi da mandare in onda le cose meno volgari e poi il resto, quando si va più in là con l’orario. Ma poi che cos’è la vera volgarità? Non sono certo le parolacce. A volte un c... o un vaffa detti bene, al momento giusto e alla persona giusta, sono poesia pura, diventano plusvalore».
Ma veniamo al secondo problema, che si chiama ospiti. «L’idea era quella di invitare i personaggi che sfotto nel mio show e farli incontrare con Checco, e molti altri. Il punto è che sto incontrando diverse difficoltà e tanti no. A me non interessa chi passa a cantare la canzone per promuovere l’abum. Vorrei che si mettessero a giocare, a farsi prendere un po’ in giro, come fece Jovanotti - che è uno molto intelligente - a “Zelig”. Tanti invece dicono che non vengono per non accostarsi al “brand” Checco, e cose simili. Penso siano scuse: in realtà se la fanno sotto. Venire a farsi prendere per il c... non è da tutti, lo so, ma mi aspettavo più partecipazione». Chi non mancherà sicuramente? «Mi sento di dare per certi i nomi di Al Bano e Kekko dei Modà. Ho conosciuto Antonio Cassano, e gliel’ho buttata lì. Ora non è proprio il momento per riparlarne, ma speriamo possa venire. A Nichi Vendola e Roberto Saviano non l’ho neanche chiesto. Nel primo caso volutamente, perché preferisco non avere politici. Nel secondo, ci posso provare. Se accettasse, sarebbe bellissimo. Di certo, comunque, la f... non mancherà». Nelle quattro, sbrigative lettere con cui Zalone sintetizza l’universo femminile nella sua versione più piacente, c’è una delle novità dello show. «Vorrei avere accanto una bella ragazza giovane, credo straniera, come Youma Diakite stiamo facendo gli ultimi provini, per un ruolo inedito: quello che ricorda la gnocca intelligente che usava Santoro ad “Annozero” e ora anche a “Servizio pubblico”: Giulia Innocenzi. Un personaggio del genere dà molti spunti sia a me che ai miei autori: Gennaro Nunziante, Carlo Turati, Federico Basso e il mio compagno di scuola Ettore. Uno molto colto che mi segue da sempre e che lavora in libreria. E poi voglio far tornare il mio Vendola, impegnato a rispondere stavolta anche alle domande dei ragazzi. Ha presente “Chi ha incastrato Peter Pan” con Nichi? Ecco, così».
Ma eccoci al terzo e ultimo problema, che è più psicologico che altro. «Fiorello» sostiene Checco «è sicuramente più bravo di me, le aspettative nei miei confronti sono sempre altissime, e io me la faccio sotto. Andare in onda subito dopo il suo show di Raiuno non è il massimo per me, ci sarà sicuramente il confronto e sarà penalizzante. Anche se devo dire che ora la tv la vedo come un territorio meno rischioso e pericoloso. Mi mette meno ansia».
In «Resto umile World Show» resteranno ovviamente l’attrice Claudia Potenza, la band dei Mitili Ignoti e il corpo di ballo del tour. «Una ventina di date che mi hanno insegnato molte cose: prima fra tutte la disciplina. Quando uscivo la sera a cena dopo lo spettacolo e tornavo alle tre, il giorno dopo lo show veniva uno schifo. E poi ho capito che posso contare sull’affetto della gente, che quando mi incontra si sente legittimata a dirmi di tutto. Al Sud sono molto esigenti; paradossalmente, funziono di più al Nord. A Trieste ho fatto uno spettacolo indimenticabile, ma anche la doppia data di Torino, 22 mila persone, è stata bellissima». Ora non resta che pensare anche al cinema, sempre con il produttore Pietro Valsecchi. «Faremo Checco 3, la rovina, ecco come andrà. Scherzi a parte, le scadenze sono queste: a dicembre inizieremo a scrivere la nuova sceneggiatura; le riprese dovrebbero iniziare a giugno, e il film sarà nelle sale a Natale 2012, quando al cinema, in teoria, va più gente».
Ciliegina sulla torta, Luca/Checco ha appena ritirato, con altri artisti, al Quirinale, dalle mani del Presidente della Repubblica Napolitano, il premio Vittorio De Sica. «Ha fatto un discorso preoccupato, il Presidente: se la faceva sotto per la storia dello spread. E intanto io pensavo ai Bot all’1,50% che ho comprato. NieNte, per gli investimenti sono negato...».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

martedì 22 novembre 2011

VENDITTI, IL NUOVO ALBUM (E I MAYA)

Esce il nuovo album con pezzi inediti di Antonello Venditti. Ecco un altro problema che i Maya non hanno fatto in tempo a risolvere.

lunedì 21 novembre 2011

PIERO CHIAMBRETTI * «LA CRITICA TV È MORTA, MEGLIO FAR SCRIVERE FLORIANA DEL GRANDE FRATELLO»

Anche il suo ultimo programma, «Chiambretti Muzik Show», in onda su Italia 1, con la superospite Laura Pausini, si è dovuto scontrare con qualche recensione non proprio benevola. Lui tira dritto («Il progetto c'era, e credo - con tutto quello che ho fatto -, di non avere più niente da dimostrare»), ma qualche riflessione la fa.

Piero Chiambretti, che cosa pensa della critica?
«La critica è sopravvalutata: capirai, al massimo sposta lo 0,1% del pubblico. La critica tv è morta con Ugo Buzzolan e Beniamino Placido. Uno che magari ti stroncava, ma con un'ironia e un garbo che facevano simpatia. In certe critiche seriali di oggi nei miei confronti ci vedo non dico malattia, ma di certo malanimo".
La critica non ha più senso, quindi...
"Si è abbassato il livello qualitativo della tv, ma non si è abbassato in proporzione quello della critica, che pontifica ancora sui massimi sistemi".
E chi metterebbe a fare critica tv, Floriana Secondi del Grande Fratello?
"Ma sa che non è una brutta idea? Almeno parlerebbe di ciò che conosce, di qualcosa che è materia quotidiana della tv di oggi".

domenica 20 novembre 2011

«GRANDE FRATELLO» * SCAZZI IN DIRETTA DA AVETRANA

Nella Casa del «Grande Fratello» entra un concorrente di Avetrana. Si prevedono Scazzi.

CRISTIANO MINELLONO * «AL BANO E ROMINA? NON SCAMBIATELI PER L'ORCO E LA FATINA...»

Cristiano Minellono
La violenta querelle Al Bano Carrisi-Romina Power vista da Cristiano Minellono, detto "Popi", uno tra i più grandi autori italiani di musica leggera, che conosce da una vita l'ex coppia d'oro della canzonetta nostrana. Quella che nei dischi cantava una "Felicità" formato famiglia e che ora si rimpalla in tv pubbliche accuse di uso di droga, pestaggi domestici e quant'altro. Ecco qui sotto in maiuscolo quanto Minellono ha scritto sul suo profilo Facebook in difesa di Al Bano:

STO SEGUENDO LA VICENDA ALBANO E ROMINA....CONOSCO TUTTI E DUE DA 40 ANNI...CONOSCO I FIGLI E LA FAMIGLIA...E SENTIRE DIRE DA ROMINA CHE ALBANO PICCHIAVA LEI E I FIGLI LO TROVO UN ATTO DI MESCHINITA' INCREDIBILE!..ALBANO E' UN GRANDE UOMO E UN GRANDE PADRE E NON SAREBBE MAI CAPACE DI UN COMPORTAMENTO SIMILE.NON CADETE NEL FACILE TRANELLO DI VEDERE ROMINA COME UNA FATINA E ALBANO COME L'ORCO....NON E' COSI'...SONO SICURO CHE I FIGLI DIRANNO LA VERITA' E CHI MENTE VERRA' A GALLA.MI SPIACE VERAMENTE....SONO CON TE AL.

venerdì 18 novembre 2011

PAMELA PRATI * «SARO' LA NUOVA SOUBRETTE DI KALISPERA»

«Devo chiedere ad Alfonso di mettere una scala in studio: ogni soubrette che si rispetti, non può fare a meno di una scala. E se non ci può essere, almeno tre scalini provvisori. Vorrà dire che scenderò da quelli...». Nuovo ingresso (insieme con Melissa Satta) nel cast di «Kalispera», dal 14 dicembre su Canale 5, Pamela Prati è già in fermento. E si raccomanda con fervore al padrone di casa Signorini. «È un formidabile coach; credo che mi abbia voluta in squadra, come ciliegina sulla torta, dopo il successo del nostro balletto charleston dello scorso anno, che ancora spopola su Youtube. Dopo un infortunio al ginocchio che mi ha tenuta ferma per un po’, non vedevo l’ora di tornare a ballare, e questa per me è una grandissima occasione». Accanto alla Prati ci sarà il ballerino e coreografo Valerio Pino, uscito dal vivaio di «Amici».  «Oggi ci chiamiamo showgirl» prosegue Pamela «ma io - che ho fatto programmi come “La sai l’ultima?” - mi ispiro a soubrette come Wanda Osiris, Isa Barzizza, le Kessler, la Carrà. Gente che doveva saper cantare, recitare, far sorridere, tenere il palco, avere quella cosa così rara oggi che si chiama disciplina. Sarebbe bello se Alfonso ospitasse in trasmissione anche una sorta di casting per individuare e formare le soubrette italiane di domani».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

giovedì 17 novembre 2011

MICHELLE HUNZIKER * «RIFIUTAI DI CONDURRE IL GRANDE FRATELLO, MA ANDRO' SU RAIUNO»

Michelle Hunziker, tentiamo un primo bilancio della sua carriera?
«Oggi, grazie al mio show teatrale, “Mi scappa da ridere”, mi sento davvero a una svolta. Lo sto portando in giro da quattro mesi, ne sono felice, ed è una palestra vera e dura, sento di farmi il mazzo ogni giorno per qualcosa».
Per che cosa?
«Per uno show tv in prima serata che Raiuno mi chiede di fare da alcuni anni, ma ho sempre rifiutato perché non mi sentivo pronta. Non ho mai condotto un varietà da sola. Ora forse è il momento di accettare quella proposta, datemi ancora un anno o due di tempo. Faccio tele da 15 anni, bisogna stare per un po’ tra le scatole alla gente, prima».
Come lo immagina, questo varietà?
«Ben provato, con tutti i tempi a disposizione e i soldi che ci vorranno per fare un progetto con tutti i crismi. Ha presente il glorioso “Milleluci”?».
Una cosetta da niente…
«Eh, ma con Ballandi pensiamo a qualcosa del genere... Prima però deve passare questo momento di transizione e di crisi per la tv, in cui si rischia poco o niente».
Da quanto tempo fa spettacolo?
«Da 18 anni e ora ne ho 34, ma in tv sono stata sempre molto protetta, ho fatto tanti programmi forti e protetti, lo ammetto, da “Zelig” a “Striscia”, che riprenderò a gennaio con Greggio. Era ora di fare qualcosa a teatro esponendomi senza rete».
E adesso si sente in condizione di fare il Fiorello in gonnella…
«Non farei questi parallelismi. Fiore è un uomo e ha 50 anni, io donna e ne ho 34. I ruoli maschio-femmina in tv sono sempre un po’ diversi. Dalla donna ci si aspetta che intrattenga e accolga. L’uomo invece tira la carretta…».
Ha vita più facile?
«Non ho detto questo. Solo ruoli tradizionalmente diversi».
Qual è stata la platea meno facile?
«Forse, paradossalmente, Napoli. Gente molto attenta, che applaude alla fine. E lì gli show comici in genere funzionano meno. Al Nord sento più risate immediate. Dal 10 al 20 novembre approderemo al Sistina, a Roma. Poi Bari, Brindisi, Caserta…».
A 34 anni non è un po’ presto per fare uno spettacolo autobiografico?
«È intimista, non autobiografico. Se lo fosse durerebbe sette ore. È un dialogo che porto avanti con il pubblico… Anche Loretta Goggi ha fatto cose simili».
Qual è stata la difficoltà maggiore, nel realizzarlo?
«Non era un classico - quelli più o meno funzionano sempre – ma una cosa fatta ex novo. Quindi abbiamo dovuto partire da zero. È più rischioso».
Continua anche con la tv in Germania?
«Sì, con “Wetten Dass”, e abbiamo anche altri progetti in maturazione, ma quelle sono cose tedesche».
Ormai è una showgirl formata, sempre sulla cresta dell’onda. Ma non sente un po’ il fiato sul collo delle nuove leve?
«No, è un problema che non mi pongo. Ognuna ha la propria personalità e unicità. Io sono competitiva, abituata a combattere, ma per le mie cose. Con le donne di solito faccio squadra. Da anni sogno uno spettacolo con la Cortellesi, e lei con me. Ma stimo anche Ventura, Marcuzzi, Littizzetto».
E una cosa con la De Filippi? Due primedonne, ma così diverse…
«Un programma con Maria? Certo, magari. È anche lei una “workaholic”, una dipendente dal lavoro, come molte di noi. Ottima autrice, e sul palco le nostre differenze funzionerebbero».
Sua figlia Aurora ha manifestato il desiderio di fare spettacolo?
«No, credo che farà tutt’altro, nella vita. Per ora frequenta una scuola internazionale ed è cresciuta bilingue: italiano e inglese».
Lei ha mai depositato un suo format?
«Quello di questo show è il primo, visto che ho contribuito a scriverlo. Ma in passato no, non mi è mai successo».
Saprebbe fare l’autrice?
«Non ci ho mai pensato. Anche quando faccio “Striscia” ho le mie idee, ma senza per questo dover per forza pretendere di firmare. Quando sparo alcune delle mie scemate con Greggio, non c’è niente di scritto. Ognuno in definitiva è sempre anche un po’ autore di se stesso…».
Mai pensato di smettere?
«Mai, questo lavoro è la mia passione e la mia vita».
Se le proponessero uno show con il suo ex marito, Eros Ramazzotti?
«L’ipotesi che sta facendo è la cosa meno probabile in natura, ma nella vita mai dire mai: se fosse, farebbe un botto unico».
Lui accetterebbe?
«Non lo so, forse. A patto di cantare solo mentre io conduco».
Chiaro. Oggi nello spettacolo italiano conta più il talento o un buon agente?
«Sempre e da sempre il talento. Il buon agente ti può dare qualche occasione, ma senza il talento ti fermi subito dopo. Non credo sia mai andata diversamente».
Le hanno mai proposto di condurre un reality?
«Il “GF”, qualche anno fa, ma rifiutai. Non li amo, non ci credo, non li considero vicini al mio modo di essere. Non potrei mai condurne uno».
Sono davvero in crisi?
«Ho letto del calo degli ascolti del “Grande Fratello”, e dopo tanti anni di messa in onda ci può stare, ma il problema, ragazzi, è complessivo: la tv ha perso il 16-17% del suo bacino d’ascolto, che ormai è frammentato. Sono dolori per tutti».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)


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