venerdì 30 dicembre 2016

COSE SERIE * SU NETFLIX «DESIGNATED SURVIVOR» E «SHOOTER» RISVEGLIANO L'AZIONE

Anthony Hopkins in «Westworld»
Mentre archiviamo su Sky Atlantic la prima stagione di un prodotto d'eccellenza di HBO, «Westworld - Dove tutto è concesso», ovvero un mondo parallelo dominato da automi che sfuggono al controllo (in pratica come a «Uomini e donne») in un parco giochi per adulti violenti diretto da Anthony Hopkins, confesso che inizio a intripparmi non poco per un altro nuovo gingillo che tenta di riempire l'enorme vuoto lasciato da «24». Va in onda su Netflix e si intitola «Designated Survivor». Kiefer Sutherland non fa più
Kiefer Sutherland in «Designated Survivor»
l'agente segreto che in un giorno deve salvare il mondo facendosi autorizzare torture e azioni disperate in perenne contatto telefonico con il Presidente Usa, ma si cala nei panni del Presidente stesso, «sopravvissuto designato» dopo che mano ostile ha fatto saltare in aria il Campidoglio e l'amministrazione americana al gran completo. Un uomo solo al comando dopo l'Apocalisse, in pratica. C'è meno azione e più intrighi da White House che in «24» (il meritato successo di «The House of Cards» e «Scandal» ha sicuramente lasciato il segno), ma gli sceneggiatori hanno creato un mix che regge abbastanza bene, e il cast è di qualità.



«Z Nation», terza stagione
La terza stagione di «Z Nation» è ripartita col botto, con trovate su trovate, così come l'ultima di «The Walking Dead», solo che gli episodi della seconda si stanno (come al solito, da un paio d'anni) rapidamente afflosciando. A parer mio sarebbe ora di chiuderla, finché si riesce a mantenere una parvenza di dignità. Ma tant'è. Sembra che gli zombie tengano ancora botta per gli ascolti.


Ryan Phillippe in «Shooter»
Non so perché (anzi, lo so: la bellezza della protagonista) mi ostini a guardare «Americans», che sta allungando il brodo in modo spesso indecoroso, ma voglio darle ancora qualche possibilità. Per sopraggiunta noia avevo tagliato i viveri anche ai pirati di «Black Sails», pur girato magnificamente.
Sul fronte action-thriller Netflix ha sfornato anche l'onesto «Shooter». Il super-cecchino Bob Lee Swagger viene incastrato, incolpato di omicidio, fugge e cerca la sua vendetta. Vecchia storia, si dirà, ma dipende anche da come si sviluppa.


giovedì 29 dicembre 2016

SOCIAL NETWORK * UN MORTO VIP SERIO DEVE "DURARE" SUL WEB ALMENO TRE GIORNI

Bara a forma di aeroplano
In chiusura di questo 2016 così carico di dipartite illustri (tra gli altri, se ne sono andati Prince, David Bowie, George Michael, Carrie Fisher, mamma Debbie Reynolds, e mancano ancora tre giorni al 2017), urge fare alcuni considerazioni tecnico-mediatiche sul caro estinto in versione social network.

Oggi come oggi, un morto vip che si rispetti deve "durare" su Facebook e Twitter almeno tre-quattro giorni. Deve garantire cioè un impatto emotivo, con condivisioni e #Rip diffusi negli status dei veri o presunti fan che si spalmino a cascata almeno sulle 72-96 ore successive. Al di sotto di questa soglia siamo di fronte a un personaggio di seconda o terza fascia. Quindi se si è innescata nello star-system mondiale, visto il trend, una comprensibile rincorsa al decesso, vanno considerati tutti gli impatti sulla popolarità. Compreso il rischio di finire in terza fascia. Nessun morto dello spettacolo vorrebbe mai finirci.

È sconsigliabile, naturalmente, passare a miglior vita in concomitanza di grandi eventi sportivi già prefissati, o di attacchi terroristici di estremisti islamici. Frequenti e purtroppo non prevedibili. Notizie che farebbero inevitabilmente passare il trapassato famoso in secondo piano. Serve a poco (ma può aiutare nei casi di personaggi più deboli), ricorrere a bare dalla foggia o forma eccentrica, come quella della foto. Comunque, se in carriera si è riusciti a costruire bene, in Italia o all'estero, basta qualche accortezza e si può spirare aspirando alla giusta visibilità sui social media.

mercoledì 28 dicembre 2016

CARRIE FISHER * MA QUALE LEILA? ERA LA FIDANZATA PAZZA IN «THE BLUES BROTHERS»

Carrie Fisher in «The Blues Brothers»
Ora che vi siete (legittimamente?) sfogati con la principessa Leila di «Star Wars», saga che a mio avviso (e so di attirarmi gli strali di molti) è sempre stata sopravvalutata, mi piace ricordare l'unica Carrie Fisher degna di nota. Ovvero l'ex fidanzata pazza di John Belushi (Jake Blues) in quel capolavoro chiamato «The Blues Brothers». Il resto è noia.

Del resto, di principesse al cinema ne abbiamo avute milioni, quasi tutte finte come una moneta da 75 centesimi, ma chi non ha mai avuto nella realtà una compagna/fidanzata fuori di testa? 
Quelle ultra-gelose, violente, vendicative e vendi-cattive. La Fisher la incarna perfettamente (con le dovute esagerazioni del caso) per la prima volta, a memoria mia, in un film che è entrato nella storia, tra una colonna sonora leggendaria e centinaia di auto accartocciate. Un film di formazione.
Quindi, se dobbiamo ricordare Carrie, facciamole un favore: ripensiamola armata fino ai denti all'inseguimento dei Fratelli Blues.


lunedì 26 dicembre 2016

GEORGE MICHAEL MORTO PER INFARTO * IL "LAST CHRISTMAS" DELLA PRIMA ICONA GAY



Cinquantatrè anni sono veramente pochi per morire. Eppure il giorno di Natale è arrivato anche il «Last Christmas» di George Michael, forse la prima vera icona gay del pop mondiale. Un infarto se l'è portato via con la spietatezza che hanno queste chiamate senza possibilità d'appello.
 Mick Jagger lo definì in modo sprezzante "Un parrucchiere con velleità canore", eppure Michael con i suoi Wham, boy band dal successo planetario, fu una colonna degli Anni 80, sdoganando con video e pose ammiccanti l'omosessualità fatta canzone. Oggi i coming out sono persino di moda. All'epoca facevano ancora discutere. Il pop degli Wham, va detto, era di assoluto rispetto, canzoncine ma di qualità (averne, oggi) che infiammavano i cuori di tanti e tante fans, pronte a sciogliersi per George, un mito, a prescindere dalle sue scelte sessuali. Michael ha sempre avuto una vita quantomeno sregolata: nel corso di alcune interviste ha confessato di aver avuto 500 partner in sette anni e di arrivare a fumare anche 25 spinelli al giorno. Il cantante inglese, che nel '98 ha consolidato la propria carriera da solista con «Outside», rendendo anche definitivamente palese la propria omosessualità, negli anni ha sempre cercato, non sempre con successo, di reiventarsi.
Madonna ed Elton John ora sono i primi a piangerlo. Ed è l'ultimo (si spera) grande artista ad andarsene in questi ultimi due anni che hanno decimato il panorama dello spettacolo mondiale. Penultimi della lista, David Bowie e Prince.

venerdì 23 dicembre 2016

«DANCE DANCE DANCE» * FOXLIFE HA TROVATO IL MODO DI RINGRAZIARE LUCA TOMMASSINI

Vanessa Incontrada, LucaTommassini e Timor Steffens
Ancora in debito di ringraziamenti in quel di «X-Factor», Luca Tommassini ha avuto da FoxLife il suo segno finalmente tangibile di riconoscimento con l'incoronazione a giudice-perno di DDD, ovvero «Dance Dance Dance», ennesimo talent danzereccio con uso di celebrities (?) creato da John De Mol. Che con mestiere ha messo insieme un po' di tasselli del puzzle di tv contemporanea.
«Ballando con le stelle» c'entra poco o nulla, se non per la gara di ballo. Il formato televisivo sta tra XF e «Italia's Got Talent», con un cast giovane per esigenze di pubblico e di rete.

Il piatto è ricco e veloce, i tagli del montaggio si avvertono un po' troppo, e funziona la conduzione di Andrea Delogu (se dimagrisce ancora un po' le faranno presentare non un programma ma un ologramma: more piadine, please) e Diego Passoni. Nel cast, in un nugolo di emeriti sconosciuti o quasi, ma belli da vedere, emergono Claudia Gerini, Tania Cagnotto e la fashion blogger Chiara Nasti, che più che sui passi di danza deve lavorare sulla pronuncia, perché le senti l'accento del «A bbbelliiii, tutto a 5 eurooooo!» di Porta Portese.
In giuria anche Vanessa Incontrada, sempre più sciura ma col sorriso che incanta, e il ballerino e coreografo olandese Timor Steffens.

giovedì 22 dicembre 2016

GIULIO SCARPATI NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA» * QUANDO LA PLATEA È INSUBORDINATA

L'artista che si è donato con maggiore generosità, raccontando se stesso in un capitolo del mio libro «Il peggio della diretta», pubblicato da Mondadori Electa, è Giulio Scarpati. Lo storico protagonista di «Un medico in famiglia», 60 anni, romano, è persona attenta e sensibile.

Nei suoi trascorsi attoriali ci sono vere e proprie perle di difficoltà e imbarazzo finite tra le pagine di questo volumetto che sta incontrando i favori dei lettori e che contiene più di 100 aneddoti inediti di dietro le quinte raccontati dagli stessi protagonisti.
Scarpati, che ha una lunga carriera teatrale, si è trovato a volte alle prese con spettatori un po' troppo esuberanti. Quelle platee difficili
da gestire perché tendono a interagire con chi sta sul palco. E con gli inevitabili malori seguiti a mangiate di frutti mare nelle trattorie con tutto il cast, dopo l'ennesima replica. L'attore racconta poi di furti di oggetti e altre esilaranti stranezze di una carriera senza macchia.
«Il peggio della diretta» si trova in libreria e nei principali siti di vendita on-line. Qui sotto, in un video, l'elenco di tutti gli artisti che hanno accettato di raccontare i loro difficili, a volte divertenti, a volte dolorosi momenti di backstage.

mercoledì 21 dicembre 2016

MASSIMO GILETTI NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA» * QUANDO MI RIFIUTAI DI ANDARE IN ONDA

Massimo Giletti
Uno tra i giornalisti di spicco (insieme con Enrico Mentana) che raccontano se stessi nel mio libro «Il peggio della diretta», appena uscito per Mondadori Electa, è Massimo Giletti. Storico uomo Rai, conduttore del combattivo «L'Arena» la domenica su Raiuno, ha 54 anni ed è originario di Torino. Ama gli approfondimenti di cronaca ed è ricambiato.

In un capitolo del mio volumetto a lui dedicato, Giletti si sofferma in particolare su un incidente tecnico che gli capitò negli anni della collaborazione con Giovanni Minoli a «Mixer». E poi racconta un succosissimo aneddoto legato a un rifiuto ad andare in video con un programma leggero in un momento di grande imbarazzo, subito dopo lo scoppio di un conflitto che si trasformò in una strage. Un diniego ostacolato da un funzionario Rai e che avrebbe potuto costargli la carriera.

«Il peggio della diretta» si trova in libreria e nei principali store on-line. Qui sotto un video con un'anteprima di tutti i volti dello spettacolo che hanno accettato di raccontarmi i momenti imbarazzanti della loro carriera in una carrellata di backstage.


martedì 20 dicembre 2016

PIERO CHIAMBRETTI NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA» * COME SMASCHERAI «SCHERZI A PARTE»

Piero Chiambretti
Piero Chiambretti (non occorre che lo dica io, ma ripetiamolo) è un gigante della nostra televisione. Un conduttore dalla lucidità e prontezza di battuta non comuni. A lui, un tempo colonna della Raitre di Angelo Guglielmi, si deve l'invenzione in Italia di certo giornalismo-show consumato in strada, che è diventato poi pietanza ufficiale nel menu de «Le iene» e di altri programmi o personaggi.

Il conduttore di «Matrix», in onda su Canale 5, si è raccontato nel mio libro «Il peggio della diretta» rievocando un blitz di «Scherzi a parte», consumato ai suoi danni con la complicità dell'ex Velina Maddalena Corvaglia. Scaltro come una faina, però, Piero ha scoperto tutto, mandando a monte una burla costata parecchie decine di migliaia di euro. E nel libro spiega come, oltre a rievocare un'altra gloriosa intemerata che risale agli inizi della sua carriera.
«Il peggio della diretta» si trova in libreria e suoi principali siti di vendita on-line. Qui sotto, in un video, tutte le facce (e l'anticipazione di alcuni aneddoti) raccontati nel libro dai personaggi che hanno accettato di raccontarsi in prima persona.

lunedì 19 dicembre 2016

GIORGIO MASTROTA NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA» * REGISTRARE IN SPIAGGIA DOPO UNA NOTTE BRAVA

Giorgio Mastrota
Il Giorgio Mastrota che non ti aspetti (perché ha una simpatia che non tutti conoscono) è fra le pagine del mio libro «Il peggio della Diretta», edito da Mondadori Electa. Un collage di più di 100 aneddoti di personaggi dello spettacolo, che parlano degli imbarazzanti dietro le quinte della loro carriera. Storie inedite, nella maggior parte dei casi esilaranti o divertenti, oppure più tristi o problematiche, che di solito non arrivano mai al pubblico.


in questo volumetto Giorgio, il Re delle televendite italiane, che passa invariabilmente con maestri dalla promozione di un materasso a un divano a una batteria di pentole, racconta alcuni sfiziosi momenti da backstage di quando (sposato con la desaparecida Natalia Estrada) conduceva «Il gioco delle coppie» in spiaggia a Riccione. Una notte partì con tutta la troupe del programma, produzione compresa, per una notte brava in Romagna al mitico «Peter Pan». Da lì in avanti è tutto da leggere.
«Il peggio della diretta» si trova in libreria e sui principali store di vendita on-line. Qui sotto, un video con tutte le facce delle celebrities che raccontano in prima persona i loro segretissimi momenti no.


domenica 18 dicembre 2016

ANTONIO RICCI NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA» * L'ELETTRONICA IN TV TI FA PASSARE GUAI

Antonio Ricci
Tra i padri della nostra televisione c'è Antonio Ricci, il deus ex machina di «Striscia la notizia». L'uomo (ma prima ancora il preside e l'autore a «Fantastico», con Beppe Grillo) che a colpi di «Drive in», «Odiens» e «Paperissima», con e senza sprint, ha costruito la televisione commerciale italiana. A colpi di prime serate e access-prime time da milioni di spettatori.
Ricci racconta alcuni gustosi aneddoti legati al dietro le quinte della sua carriera di tv maker in un capitolo del mio libro «Il peggio della diretta», appena uscito per Mondadori Electa. Un volumetto che raccoglie le storie (rigorosamente gossip-free) di 50 big dello spettacolo italiano. Momenti di imbarazzo, litigi, situazioni esilaranti o drammatiche che di norma purtroppo non arrivano mai al pubblico.

In particolare, oltre ad alcuni imprevisti legati alla presenza un po' sopra le righe di Anna Maria Barbera (una tra le poche donne, assieme a Belen Rodriguez, Michelle Hunziker e Maria De Filippi a essersi seduta alla scrivania del Tg satirico), Antonio parla di problemi tecnici con la pedana che sorreggeva l'orchestra durante le registrazioni di un'edizione di «Paperissima». Contro la tecnologia (l'elettronica, in particolare) avversa, studiò un rimedio a dir poco ingegnoso. Nel libro c'è anche un gustoso annedoto raccontato da Enzo Iacchetti, che con Ezio Greggio spesso conduce «Striscia».
«Il peggio della diretta» si trova in libreria e nei principali store on-line, come Amazon.


sabato 17 dicembre 2016

IVA ZANICCHI NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA» * BENIGNI MI OFFESE, STAVO PER ABBANDONARE SANREMO

Iva Zanicchi
C'è anche Iva Zanicchi, già «Aquila di Ligonchio», voce leggendaria della musica italiana (di recente tentata anche dal jazz) tra i big dello spettacolo italiano che si raccontano nel mio libro «Il peggio della diretta», appena pubblicato da Mondadori Electa. Un volumetto che raccoglie più di 100 aneddoti di momenti imbarazzanti, esilaranti, litigi, gaffes, situazioni drammatiche e inedite vissute dietro le quinte e raccontate in prima persona dagli stessi protagonisti dello spettacolo.

La sanguigna Iva, la regina di «Ok, il prezzo è giusto» (mi onoro di avere rivelato al pubblico anni fa che conduceva il programma in ciabatte, visto che non le inquadravano mai i piedi), sempre in bilico fra musica e conduzione televisiva, si sofferma su una epica figuraccia che fece durante un concerto nell'Est europeo, molti anni fa, e che ancora torna nei suoi incubi. E poi rivela l'amarezza provata sul palco di un Festival di Sanremo di qualche anno fa, condotto da Paolo Bonolis. Lei era in gara con «Ti voglio senza amore», la sua simpatia politica per Silvio Berlusconi era nota, e Roberto Benigni impostò gran parte del suo monologo su riferimenti e ammiccamenti sessuali legati alla cantante che la fecero infuriare. Fu sul punto di andarsene.
«Il peggio della diretta» si trova in libreria e nei principali store on-line, come Amazon.

venerdì 16 dicembre 2016

RENZO ARBORE NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA» * TUTTI I MIEI IMBARAZZI VISSUTI SUL PALCO

Renzo Arbore
Renzo Arbore è uno dei padri fondatori dello spettacolo italiano. Figura carismatica e imprescindibile, sin dai tempi radiofonici di «Alto Gradimento», insieme con Gianni Boncompagni. Per questo quando ha accettato di raccontare alcuni suoi momenti di imbarazzo o di impasse, situazioni bizzarre e inedite vissute dietro le quinte di una carriera straordinaria nel mio libro «Il peggio della diretta» (Mondadori Electa), ero al settimo cielo.

Renzo è uno dei 50 big dello spettacolo italiano che parlano in prima persona in quest'agile volumetto, mettendosi a nudo con sincerità. L'uomo di «Indietro tutta» e «Quelli della notte», lo svecchiatore della Rai televisione grazie a «L'altra domenica», si sofferma soprattutto su alcuni scherzi fatti ai danni di amici musicisti, e alcune esperienze di tournée all'estero (come in Russia, accompagnato da Adriano Aragozzini) con la sua Orchestra italiana. Il foggiano che è diventato simbolo della napoletanità (o dell'italianità) nel mondo ha messo a segno un altro grosso colpo, sgranando una serie di chicche a beneficio dei suoi fan. 
«Il peggio della diretta» si trova in libreria e nei principali store on-line, come Amazon.

giovedì 15 dicembre 2016

UMBERTO SMAILA NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA» * VI RACCONTO I SEGRETI DEGLI ANNI DI «COLPO GROSSO»

Umberto Smaila, uomo-immagine di «Colpo grosso», il leggendario sexy-show notturno che ha plasmato milioni di italiani, è uno dei tanti artisti che si raccontano nel mio libro «Il peggio della diretta», appena pubblicato da Mondadori Electa. Una parata di racconti di gustosi e spesso imbarazzanti dietro le quinte dello spettacolo raccontati dagli stessi protagonisti. Smaila, ex dei veronesi Gatti di Vicolo Miracoli e oggi, con la sua orchestra, re dei trenini notturni non solo di Capodanno sul filo del revival, ha parlato di sé e dei suoi trascorsi televisivi.


Rivelando segreti relativi agli anni del varietà erotico trasmesso in tutto il mondo e del quale cedette incautamente i diritti. Uno spettacolo molto amato, così come le mitiche «Ragazze Cin Cin», persino dall'ex presidente russo Gorbaciov, al quale è legato uno degli aneddoti raccontati nel libro. 
Smaila si sofferma poi su uno strano incidente al ginocchio capitatogli a teatro, nel corso di una delle mille repliche di uno spettacolo con i suoi storici compagni di cabaret. Cantante, attore, compositore, «l'Umbertone» ha dato vita a una catena di locali in franchising con il marchio Smaila's. 
«Il peggio della diretta» si trova in libreria e nei principali store on-line, come Amazon.


«HOUSE PARTY» * GLI ALTI E BASSI DEL VARIETA' SECONDO LA RICETTA DI MARIA

Sabrina Ferilli e Maria De Filippi
Maria De Filippi (semi-conduttrice di varietà in un serraglio suo come proprietà ma non come confidenza di genere) ha tenuto a battesimo insieme con Sabrina Ferilli il nuovo «House Party», da ieri in prima serata su Canale 5. La lady di ferro dei palinsesti sconfina dagli usuali territori. Un po' funziona, un po' no. Si lega e si slega, s'impaccia, si scioglie, ma la formula tiene. D'altra parte Mary non è né Bonolis né Fiorello, né Carlo Conti. Quel che le riesce bene - sempre - è mettere insieme il solito tripudio di ospiti, come Patrick Dempsey, pagato un tanto al chilo per farsi palpeggiare dalle suddette signore e arbitrare una gara nella quale le nostre si schiacciano in testa uova fresche e sode. Come nelle sagre di paese. Ecco poi Giorgio Panariello (ma chi gli scrive i testi?), l'impeccabile Gianni Morandi, Enzo Iacchetti, il Pupone ner còre de Roma Francesco Totti, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Elisa, Alessandra Amoroso, Valeria Marini messa lì a fare da collant(e), il principe Francesco De Gregori, persino Roberto Saviano, per non farsi mancare proprio niente. Più di così, che cosa si può volere? Ma il momento «C'è posta per te» con la lettera di mamma Ferilli alla figlia, ça va sans dire, e un balletto autocelebrativo.


C'è chi dice che il nuovo impegno defilippiano made in Fascino P.G.T. (la sua casa di produzione) sia frutto del mancato contratto da 60 milioni di euro con Discovery. Per riuscire a non farsela scappare, Mediaset avrebbe dovuto ripensare tutto il pacchetto e concederle un'altra pioggia di prime serate, forte dei risultati sempre lusinghieri ottenuti dai vari «Amici», «Uomini e donne», «Tu sì que vales», e via elencando. Dove c'è Maria, c'è televisione.
«House Party» è un esercizio di tele-cazzeggio puro, con uso di ospiti che ogni tanto abbassano e a volte alzano il livello. Un saliscendi fortemente pop che in termini d'ascolti dovrebbe funzionare, anche perché oltreché su un cast ricchissimo gioca molto sul fattore sorpresa.
A guidare il gioco nelle prossime puntate ci saranno Michelle Hunziker con Il Volo e Laura Pausini in coppia con Gerry Scotti. Che in questo momento nel loro lettuccio si augurano di avere a disposizione lo stesso budget di ieri sera.


mercoledì 14 dicembre 2016

FINTI GIORNALISTI SCROCCONI AI BUFFET? * LA «BANDA DELLA TARTINA» DIVENTA VIRALE

Un buffet da conferenza stampa
Di solito alle conferenze stampa, «Segue buffet». Il problema si presenta quando la brutta fama (o forse, meglio, la FAME BRUTTA) ti precede.
Contro una presunta «Banda della tartina» che infesterebbe presentazioni ed eventi trendy e di spettacolo sulla piazza di Milano sta circolando nell'ambiente l'e-mail del momento: un'attività di dossieraggio spietata e meticolosa su alcuni soggetti più mangianti che scriventi, a detta del o degli anonimi estensori del messaggio. Che proviene da un account Gmail e che in questi giorni sta arrivando a diversi addetti e addette stampa che organizzano eventi, in genere televisivi o modaioli sul suolo milanese.
Nella «oggettiva delazione», come i mittenti stessi la definiscono, si fanno addirittura nomi, cognomi, soprannomi, circostanze precise, e il messaggio è corredato persino dalle fotografie dei soggetti, scattate nel corso di vernissages o presentazioni di prodotti o programmi. 
Il testo dell'e-mail, che è già leggenda, lo riporto qui sotto, in giallo, ovviamente omettendo per correttezza tutti i particolari che consentirebbero di risalire ai veri o presunti giornalisti e/o imbucati nel mirino.
Essendo da 29 anni giornalista sia mangiante che scrivente (faccio con gusto entrambe le cose), devo dire che questa presunta «Banda della tartina» è figlia di cento altre gang che negli anni ho visto agire impunemente ai buffet dello spettacolo italiano. Potrei scrivere un saggio in materia, e non è detto che prima o poi non lo faccia. Ho partecipato alle sontuose conferenze stampa degli anni d'oro di Mediaset, seguite da buffet a cura di Biffi Scala, assaltate da colleghi e colleghe che vista la magrezza si credevano inappetenti, eppure... Ho visto imbucati di ogni tipo, i cui volti sono cambiati con gli anni; ho visto gente in preda a fame chimica e anche il progressivo, generale ridursi della qualità e quantità delle derrate alimentari causa crisi. Oggi (lo dico da gourmet) se vuoi mangiare bene e senza risparmiarti ti devi rivolgere agli eventi Sky, che di solito non tradiscono. Ma non voglio con questo dare suggerimenti o dritte alla spietata «Banda della tartina». La quale, stando all'agghiacciante e-mail (depurata) che riporto qui sotto, ha le ore contate.

SALVE,LA PRESENTE PER SEGNALARLE,NEL VOSTRO INTERESSE,CHE LA
PRESENTAZIONE DI ... ... ... ... ... ... SARà PRESA D'ASSALTO
DAL SOLITO GRUPPO DI
PARASSITI,SCROCCONI,EGOISTI,MENEFREGHISTI,MISERABILI
MANGIATORI.

QUESTO GRUPPO,TARGET RIGOROSAMENTE DAI 40 ANNI AI 70,UOMINI
E DONNE,è FORMATO DA DECINE DI CANI SCIOLTI CHE,TRAMITE SCAMBIO DI
NOTIZIE ED INFORMAZIONI TRA LORO,LEGGE GLI EVENTI SUL WEB O SUI
GIORNALI E SI INTRUFOLA NELLE SITUAZIONI PIù
DISPARATE (FESTE,VERNISSAGES,INAUGURAZIONI,PRESENTAZIONI,PREMIAZIONI,ECC),QUASI
SEMPRE SPACCIANDOSI X GIORNALISTI E FREELANCE(OGNUNO HA LA
PROPRIA SEDICENTE RIVISTA CON LA QUALE COLLABORA,PECCATO CHE O LA
RIVISTA NON ESISTE AFFATTO O,SE VERIFICATE NELL'ORGANICO, ESSI NON
ESISTANO AFFATTO E NESSUNO LI CONOSCE),FREGANDOSENE ALTAMENTE DEGLI
INTENTI DELL'EVENTO IN QUESTIONE,MA CON L'UNICO SCOPO DI INGOZZARSI E
PRENDERE OMAGGI.

TALUNI INDIVIDUI,REFRATTARI AL RISPETTO DEL LAVORO ALTRUI,SE NE
FREGANO ALTAMENTE DEL TEMPO E DELLE RISORSE DA VOI
IMPIEGATE NELL'ESPLETARE LA VOSTRA ATTIVITà,IN QUANTO IL LORO UNICO
INTENTO SARà QUELLO DI GOZZOVIGLIARE E PRENDERE OMAGGI,ARRIVANDO A
MOSTRARVI BIGLIETTI DA VISITA FASULLI E RICICLATI,PRESI AD ALTRI
EVENTI O CREATI DA LORO. 

LA SIGNORA ... .... ... CHE PROBABILMENTE VEDRETE ALL'EVENTO SUL TARDI,GIUSTO 

PER IMBUCARSI E SCROCCARE,è STATA RIPETUTAMENTE VISTA IMBOSCARSI  
BOTTIGLIE DI VINO NELLA BORSA..

UN'ALTRA FAMOSISSIMA SCROCCONA ARRAFFONA IMBUCATA PARASSITA,DI NOME 

... ... ... ... CHE ASSERISCE DI GESTIRE UN SITO WEB SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE, 
COMMETTE PURE IL REATO DI FALSO E MILLANTA IL TITOLO DI GIORNALISTA CHE NON HA,
è SOLITA ... PRESENTARSI AGLI EVENTI
ALLA FINE,SALTANDO LE PRESENTAZIONI ED I CONVEGNI,CON L'UNICO SCOPO DI
MANGIARE A SCROCCO E PRENDERE REGALI.

NOI NE CONOSCIAMO MOLTI,E MOLTI NE ARRIVERANNO DA VOI DOMANI,QUINDI
FATE MOLTA ATTENZIONE,SOPRATTUTTO NEI MOMENTI DI CONFUSIONE,NON
TRALASCIANDO QUELLI CHE HANNO CHIESTO L'ACCREDITO TROVANDO LA VOSTRA
MAIL SUI SITI DEDICATI AGLI EVENTI E CHE NON CONOSCETE PERSONALMENTE
COME FACENTI PARTE DEI MEDIA...

PERTANTO CONSIGLIAMO DI PRESTARE MOLTA ATTENZIONE
SOPRATTUTTO ALLA GENTE CHE ENTRA A PRESENTAZIONE ORMAI GIà INIZIATA O
IN PROCINTO DI CONCLUDERSI (TUTTI GLI ELEMENTI DI QUESTO SFASATO
GRUPPO VENGONO X DEPREDARE,NON HANNO MAI SCRITTO RECENSIONI O
REDAZIONALI E MAI LO FARANNO E TENDENZIALMENTE QUANDO SI PRESENTANO
AGLI EVENTI NON SONO MAI PUNTUALI,PROPRIO PERCHè CERCANO DI TAGLIARE I
TEMPI MORTI,SCROCCARE E RECARSI AL SUCCESSIVO EVENTO GIORNALIERO).

SEGNALIAMO INOLTRE CHE QUESTA GENTE,OLTRE AD ESSERE
EGOISTA,TACCAGNA,AVIDA ED AVARA,PRIVA DI VALORI,IGNOBILE E
VERGOGNOSA,HA REDDITI DA LAVORO E DA PENSIONE DECENTI,ALCUNI DI LORO
SE LA PASSANO PROPRIO BENE, QUINDI C'è PURE
L'AGGRAVANTE CHE NON SI TROVANO IN STATO DI NECESSITà.. .

SPERANDO DI AVERE FATTO COSA GRADITA NELL'INVIARVI QUESTA OGGETTIVA
DELAZIONE E NEL SEGNALARVI LA PRESENZA
DI QUESTI INDIVIDUI PER TUTELARE L'IMMAGINE E LA CREDIBILITà DEL BRAND
CHE RAPPRESENTATE E PER SALVAGUARDARE IL VOSTRO E L'ALTRUI
LAVORO,AUSPICANDOCI VOGLIATE VIGILARE AFFINCHè QUESTA MISERABILE
ARMATA BRANCALEONE NON SI FACCIA BEFFA DI VOI  MANCANDO DI RISPETTO AI
VERI PROFESSIONISTI,CONFIDANDO NELLA VS ASSOLUTA RISERVATEZZA X LE
INFORMAZIONI DA NOI ELARGITE NEL VOSTRO INTERESSE,PORGIAMO DISTINTI
SALUTI. ALCUNI AMICI.


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