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martedì 28 marzo 2017

«OCCIDENTALI'S KARMA» * MAMME, GAY, HATERS: IL WEB È INVASO DALLE PARODIE

Francesco Gabbani in «Occidentali's Karma»

Da quanti anni, dopo un paio di settimane, non si ricordava più (o si ricordava a malapena) il vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo? 
«Occidantali's Karma» ha fatto il miracolo. L'ironico pezzo di Francesco Gabbani (due dischi di platino e ticket per l'Eurovision Song Contest, per gli amici Eurofestival) non soltanto si ricorda, ma ha generato una pioggia di cloni. Un successo incredibile che è diventato fenomeno di costume. Al di là di ogni più rosea previsione: su YouTube si contano (cliccate qui) almeno 12 pagine di parodie.



Da quella di Favij, «Haters in Italia» (qui sopra, 5,5 milioni di visualizzazioni), forse la più gettonata, dedicata ai suoi detrattori e al bene che gli fanno, ad altre che riguardano mamme, omosessuali, extracomunitari (il classico Dado, fenomeno da cabaret), fidanzati, Pokemon, chiattone, Juventus e dintorni, la Serie A. Persino i PanPers  (qui sotto) con «Incidentati in Panda»: cinque amici in viaggio senza navigatore su un auto scassata col pass per disabili.


Ci sono i bambini di Filling The Music che fanno una semplice, ma molto cliccata e patinata cover, oppure xMurry che la canta dopo aver prima introdotto gas elio (entrambe qui sotto), ma la maggior parte della gente si dedica a rielaborazioni squisitamente personali del testo, sempre su YouTube, spazio creativo-social per antonomasia.




C'è chi canta bene, e con un buon rispetto della metrica, una discreta cura scenografica e del montaggio, e chi propone cose letteralmente imbarazzanti, come una parodia dedicata a Barbara D'Urso.

All'appello mancano soltanto i Beagles, ma non si può mai dire. Insomma, i motivi per mettersi le mani nei capelli (e a volte strapparli con violenza) sono tanti. Ma anche tante, e a volte gustose, le occasioni di divertimento. Di certo Gabbani non avrebbe mai potuto immaginare che il suo pezzo (già di per sé una presa in giro dei nostri tempi schizzati e zen) potesse diventare un cult di questo genere, e figliare parodie su parodie.

mercoledì 20 aprile 2016

GLI OBLIVION A MILANO STRAPAZZANO NOEMI, IL VOLO, MENGONI, FERRERI E JOVANOTTI

Che fossero bravi (ancorché non notissimi presso il grosso pubblico, e chi non li conosce non sa che cosa si perde), era cosa nota. Stavolta, a tratti, rasentano la genialità. Gli Oblivion, quintetto canoro-parodistico bolognese in attività dal 2003, sono in scena sino al primo maggio al Teatro Leonardo di Milano con «The Human Jukebox».
I bigliettini con le richieste cantautorali del pubblico in sala sono il fragile pretesto per scodellare curate e preparatissime invenzioni canzonettare, divertissment allo stato puro (anche linguistici, come un gioco sulle frasi monovocaliche), massacri di interpreti e brani noti con uno stile superbo e testi di livello.

Non più solo i collage di brani (tutti i vincitori di Sanremo in cinque minuti, per esempio) e le clip virtuosistiche che col tempo hanno spopolato su Youtube con il glorioso imprinting del Quartetto Cetra di Biblioteca di Studio Uno. Stavolta il gioco diventa più sottile e perfido, affrontando lo spettacolo quasi con lo stile didascalico delle vignette di Stefano Disegni. E così si scopre, sulle loro stesse note, che Giusy Ferreri è tornata a lavorare all'Esselunga; che Noemi canta così perché ha «i polipi in gola»; che Il Volo dei tre tenorini esporta «lo stereotipo del terrone»; che Marco Mengoni, che entra in scena in camicia di forza, canta canzoni che non ama solo per compiacere i ragazzini; che Jovanotti quando canta inonda di pericolosi sputacchi la platea. Pura satira anche su Al Bano, Romina, Pupo, Cutugno, Tozzi, i Ricchi e Poveri, e tutti i cantanti italiani che si sono reinventati una carriera in Russia e il nuovo mondo dei rapper: Fedez, J-Ax, Fabri fibra, Clementino, e via elencando. Le riletture degli Oblivion sono implacabili ma in definitiva affettuose. Soprattutto nei confronti della musica, declinata in tutte le sue possibile sfaccettature. Sino a un magico mash-up tra i Queen e Gianni Morandi.

Si ride, a volte tantissimo, in questi tempi grami così avari di risate, con la magica sensazione di non aver buttato via una serata. Hai detto niente?




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