sabato 11 gennaio 2020

«IL CANTANTE MASCHERATO» * LA CARLUCCI NON FA IL BOTTO MA "PETTINA" SIGNORINI

Milly Carlucci e Alfonso Signorini, i due rivali del venerdì sera.
In tv è così complicato proporre i cantanti, che ora hanno deciso di farli esibire (in playback, travestiti da animali) nascondendoli al mondo. Poi, se ti garba, indovina tu di chi si tratta. 

Facezie a parte, «Il cantante mascherato», che ha debuttato ieri sera su Rai1 per la conduzione di Milly Carlucciè una cosetta semplice semplice, kitsch (non trash, c'è differenza), che funziona. Puro intrattenimento senza pretese. Perfetto per Raiuno, con più di una strizzata d'occhio ai bambini. Non ha fatto il botto (20,4% di share e 4.4 milioni spettatori), complice anche una giuria annaspante, ma più che sufficienti per pettinare vigorosamente la seconda puntata del «Grande Fratello Vip» di Alfonso Signorini, in onda su Canale 5. Il reality si è fermato a 2.9 milioni con il 16.8% di share, pur avendo chiuso circa un'ora e mezza dopo il competitor. È «il risultato più basso da quando esiste il programma», enfatizzano alcuni siti web. Nonostante il dispiegamento di un cast tutto sommato di pregio.

Ulteriori aggiustamenti in corso d'opera, sia alla struttura dei programmi che ai giorni di messa in onda (Mediaset sta testando sul GFVIP i due giorni di emissione alla settimana, ma potrebbe ripensarci) li vedremo strada facendo. 
Per quanto mi riguarda, rispetto a «Il cantante mascherato» (uno, quello eliminato, viene smascherato alla fine di ogni puntata) soltanto vedere come hanno conciato Orietta Berti, vestita da unicorno, valeva il prezzo del biglietto.

venerdì 10 gennaio 2020

DODI BATTAGLIA CAMBIA AGENTE E PROSEGUE IL TOUR

Prosegue "PERLE – Mondi senza età", la tournée teatrale di DODI BATTAGLIA. Confermate le date già in cartellone, molte di queste già sold out. Il concerto previsto per venerdì 10 gennaio a Lamezia Terme (CZ) è stato posticipato al 27 febbraio 2020.
A seguito delle dichiarazioni apparse mercoledì 8 gennaio sui social, l'artista ha rilasciato una nuova dichiarazione:
"Dopo tutte le comunicazioni pubblicate mercoledì 8 gennaio, voglio rassicurare e informare tutti i miei fan che mi stavano aspettando per le nuove date del tour teatrale "PERLE – Mondi senza età", che la tournée prosegue regolarmente. Ho siglato un accordo con una nuova agenzia, che si occuperà dei prossimi impegni live. L'agenzia è la Gianni Strano Management, unica autorizzata a rappresentarmi fino alla fine del 2020. Mi scuso anche a nome della band per i disguidi accaduti in questi giorni, non causati dalla nostra volontà", dichiara Dodi Battaglia.

Queste le date del tour di DODI BATTAGLIA (calendario in aggiornamento)

24 gennaio Venaria Reale (To), Teatro della Concordia
21 febbraio Napoli, Teatro Acacia
27 febbraio Lamezia Terme, Teatro Grandinetti (recupero data 10 gennaio)
29 febbraio Brescia, Teatro Sociale
13 marzo Milano, Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
14 marzo Verona, Teatro Nuovo

Per tutte le date sono validi i biglietti già acquistati, anche per la data del 27 Febbraio 2020 a Lamezia Terme.

MATTIA MARIANO PENSA AI DIMENTICATI

Dal 20 dicembre in radio "La Ballata dei Dimenticati" il nuovo singolo di Mattia Mariano che anticipa l'uscita dell'EP "Bombarolo" che sarà disponibile sulle piattaforme dal 14 gennaio 2020 ed il cui PRESAVE su Spotify è già possibile a questo link: https://lnk.to/Bombarolo_Pre.
Nel disco Mattia Mariano esplora la parte più oscura e negativa della persona dando vita ad un personaggio, PLAQO, che è il protagonista dei 5 brani che costituiscono i 5 capitoli di questo racconto.
Profondamente ispirato dalle opere di Fabrizio De André, "Bombarolo" è un mix di linguaggi e sonorità odierne con riferimenti e citazioni, sia nel testo che musicali, allo stesso cantautore immortale di Genova.
"Questo progetto nasce dall'esigenza di reinventarmi" - dice Mattia Mariano - "dopo il mio percorso nel rap. Ho provato a portare un personaggio come "il Bombarolo "di De André nella mia realtà, così è nato Plaqo il protagonista di questo Concept. So che è una scelta rischiosa avvicinare Trap e Canzone D'Autore ma ci tenevo a ripartire in questo mio nuovo percorso con un tributo ad un'artista come De André che ha contribuito a cambiare il mio modo di vedere la musica."
"La Ballata dei Dimenticati" segna il capitolo finale di questo racconto in 5 episodi. È un pensiero rivolto a tutti i cosiddetti "ultimi". Il brano chiude la storia di PLAQO che qui lascia trasparire il suo lato umano. Presa coscienza di essere un "dimenticato" ormai abbandonato a se stesso al pari di tossici, prostitute e delinquenti, non gli resta che pregare per lui e gli altri come lui prima di fare i conti con Dio.

Chi ama i racconti che partono dall'atto finale potrà anche iniziare da qui l'ascolto di BOMBAROLO (Prodotto per la JEANS Record Label da JackOne - sinFO ringraziano FONDAZIONE DE ANDRÉ e UNIVERSAL RICORDI)

MATTIA MARIANO Biografia
Di Lecce, classe 1993. Cresciuto artisticamente col RAP per quanto oggi non sia propriamente un rapper. Ha lavorato da solista (alias COLPA) ed in gruppo (BADFELLAS, 73100MOB), avendo modo di levarsi già varie soddisfazioni: Centinaia di migliaia di visualizzazioni con i suoi brani da solista ed in gruppo; La produzione di uno skit per lo "Zoo di 105"; Secondo posto al "Global Rap Superstar Italy" e collaborazioni con artisti conosciuti a livello nazionale come OG EastBull e 23.7. Ritiene però acerbi molti suoi lavori precedenti. Dopo una pausa dalle scene nel 2019 firma con la JEANS (Etichetta fondata negli anni 70 da R. Cocciante, M. Luberti A. Bettini, P.A. Cassella), ritorna col suo nome anagrafico e un nuovo lavoro: "BOMBAROLO". BOMBAROLO è un breve concept album che fonde sonorità attuali e passate, ispirato dalle opere di DE ANDRÉ e in particolare dal personaggio dell'album di DE ANDRÉ "STORIA DI UN IMPIEGATO".

giovedì 9 gennaio 2020

LE VIBRAZIONI * SANREMO 2020 E POI TEATRO CON VESSICCHIO

Dopo il successo del tour del ventennale, LE VIBRAZIONI tornano per il terzo anno al Festival di Sanremo, in gara nella sezione Campioni con il brano "Dov'è".
 Le Vibrazioni, formate da Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Marco Castellani Garrincha e Alessandro Deidda, sono una delle band italiane più longeve con i loro 20 anni di carriera, in cui si sono imposti nella scena pop rock italiana conquistando le classifiche radiofoniche con i loro singoli.  
Hanno all'attivo 5 album che contano complessivamente più di un milione di copie vendute. Nel 2019 hanno girato l'Italia con 80 concerti, davanti a un totale di oltre 600 mila persone, compreso un live speciale al Mediolanum Forum di Assago, Milano.
Partirà il 17 marzo dal Teatro Golden di Palermo "LE VIBRAZIONI IN ORCHESTRA DI E CON PEPPE VESSICCHIO", il nuovo tour de Le Vibrazioni nei più importanti teatri d'Italia. Uno spettacolo unico, in cui presenteranno tutti i loro più grandi successi in una chiave inedita, accompagnati da un'orchestra di 20 elementi, con nuovi arrangiamenti ideati e realizzati per l'occasione dal Maestro PEPPE VESSICCHIO.

Queste le date:
17 marzo - Teatro Golden, PALERMO
18 marzo - Teatro Impero, MARSALA (Trapani)
19 marzo - Teatro Metropolitan, CATANIA
23 marzo - Teatro Alfonso Rendano, COSENZA
24 marzo - Teatro Apollo, LECCE  
25 marzo - Teatro Team, BARI
30 marzo - Teatro Massimo, PESCARA
2 aprile - Teatro Augusteo, NAPOLI
3 aprile - Gran Teatro Geox, PADOVA
7 aprile - Teatro Tuscanyhall, FIRENZE
8 aprile - Teatro Nazionale, MILANO
15 aprile - Teatro Politeama Genovese, GENOVA
16 aprile - Teatro Europauditorium, BOLOGNA
17 aprile - Teatro Colosseo, TORINO
20 aprile - Auditorium Parco Della Musica - Sala Sinopoli, ROMA

«GRANDE FRATELLO VIP» * SIGNORINI DEBUTTA COME CONDUTTORE MA NON CONVINCE

«Polvere di stelle» - Il controverso debutto di Alfonso Signorini alla conduzione del GFVIP.
Il primo pensiero commosso va alla povera Ilary Blasi (mai citata), che, oltre a vedersi scippata la conduzione del «Grande Fratello Vip» da Alfonso Signorini, si è vista assegnare in cambio dalla rete il fallimentare «Eurogames», tragedia d'ascolti di inizio stagione. Non so di che umore sia, ma esprimo massima solidarietà alla signora Totti. Sembra che le abbiano fatto uno scherzo cinese ben poco cortese, soprattutto se fai parte di Notoria, l'agenzia di management che in questo periodo va fortissimo a Mediaset e nella quale milita anche l'amica e collega ex Letterina di «Passaparola» Silvia Toffanin.

Ma veniamo alla quarta edizione del GFVIP, che ha debuttato ieri su Canale 5 con 3,4 milioni di ascolto e il 20,2% di share, battuto sui nudi numeri dalla replica di «Heidi», vista su Rai1 da 4,4 milioni di persone (share 19,7%) pur finendo molto prima del reality. Insomma, visto il ricco cast messo in campo per blindare il debutto di Alfie, poteva e forse doveva andare molto meglio. Ma alle Case televisive e alle loro dinamiche bisogna abituarsi: per questo l'ammiraglia del Biscione gioca stavolta una carta inedita: due appuntamenti alla settimana in prima serata per tutto il mese gennaio. Per stressare il prodotto e velocizzare l'affezione del pubblico. Funzionerà o a restare stressato sarà il pubblico? Staremo a vedere.

Veniamo ai risultati. Signorini è un buon opinionista, una spezia a volte anche pregiata (non a caso quel ruolo ha quasi sempre ricoperto in video) ma non un conduttore naturale: ci mette entusiasmo slabbrato, fin troppo, però perde il filo, appare disorientato, dispersivo. Può darsi che abbia giocato un po' l'emozione, ma presentare non sembra il suo mestiere. Già dallo scorso anno il giornalista, direttore di Chi, aveva palesemente manifestato il desiderio di un upgrade di ruolo giocandosi la stagione da opinionista in piedi (cosa inedita) e non classicamente seduto. Nella grammatica televisiva equivale a una sorta di co-conduzione surrogata. Quest'anno si è mangiato addirittura tutto il programma, ma mi domando se giovi a uno come lui: l'unica supposizione che posso fare è che l'uomo lanciato in tv da Piero Chiambretti voglia prepararsi un futuro professionale post-cartaceo. Anche qui si attendono sviluppi.

E se il cast annovera personaggi come Adriana Volpe (già tele-"coniugata" Magalli), il redivivo Michele Cucuzza, il cantante Pago (coinvolto subito in un poco convincente siparietto alla «Temptation Island»), Fabio Testi (78 anni portati benissimo, ma perché accettare di finire lì dentro?), quella macchina da guerra di Rita Rusic, e tanti altri, vale la pena segnalare chi potrebbe dare più soddisfazioni. Per esempio Barbara Alberti, se adegutamente provocata, e l'eterna Antonella Elia, la cui ocaggine ben poco sorvegliata (dunque imprevedibile) in genere salva sempre i programmi ai quali partecipa.

E se alcuni siparietti/gag autorali risultavano a dir poco imbarazzanti sul piano dello spettacolo (quella del divano Cucuzza-Rusic, per esempio, e il furto delle tartine a opera dei concorrenti dei GF storici) sorprende in quanto a pochezza l'apporto dei nuovi opinionisti, Pupo e Wanda Nara. Lui, che di norma è simpaticissimo, ieri sembrava lì controvoglia e solo per onorare un contratto; lei per tutta la puntata non è pervenuta.
Con un tweet al veleno li ha stroncati persino Cristiano Malgioglio, da sempre grande amico di Signorini e a sua volta rodato commentatore da reality: «Gli opinionisti del Grande Fratello? Insuperabili. Adoro il colore delle loro poltrone».

P. S.
Sarà un caso se a Capodanno Malgy, personaggio da anni molto schierato sul fronte Mediaset, ha innervato tutto il Veglione di Rai1 by Amadeus, che ha sopravanzato il competitor (Panicucci da Bari su Canale 5) di 11 punti di share?

martedì 7 gennaio 2020

BENEDETTA RAINA * UNA CHE CANTA «DAVVERO»

Benedetta Raina.
È uscito il 13 dicembre scorso in radio e sulle piattaforme digitali “DAVVERO” (Noize Hills Records), il nuovo singolo di BENEDETTA RAINA.
Un invito semplice ma non banale, un invito a capirsi e ad accettarsi, a prendere la vita alla giornata e a dimenticarsi un po’ di tutto. “Davvero” parla di questo e per questo. Con un ascolto più attento si coglie l’intenzione da parte dell’artista di comunicare una realtà che nasconde molte insidie: la realtà di quei problemi apparentemente lievi che fatichiamo ad ignorare e ci ostacolano. Piccolo e grande, leggero e pesante, reale e irreale: questi contrasti caratterizzano “Davvero” sia per sonorità, che per tematiche cantate.
Con sprezzante ironia, Benedetta Raina commenta così il suo nuovo singolo: «Nemmeno io so quale sia la vera realtà della canzone. Prendere la vita alla giornata mi è sempre sembrato molto ironico viste tutte le sfide che essa ci pone quotidianamente. Nel dubbio ho deciso di sbattermene!».
 
Biografia
Benedetta Raina è una cantautrice classe 2001 di Alessandria, collocabile nel panorama musicale dell’indie-pop italiano. Fin da piccola coltiva una grande passione per la musica e nei primi anni delle superiori inizia a scrivere i primi testi e a comporre le prime vere canzoni, prima in inglese e poi, più tardi, in italiano affrontando le tematiche di un’adolescente della generazione z, in bilico tra speranza e sconforto e alla continua ricerca di conferme negli altri. Alla fine del 2018 inizia a collaborare con l’etichetta Noize Hills Records e nel 2019 pubblica “Basta”, il suo singolo di debutto. La canzone nasce proprio come il primo esperimento in italiano, come una pronta denuncia di sé, finalmente senza lo schermo di una lingua straniera. Il nuovo singolo “Davvero” (Noize Hills Records) esce in radio e in digitale il 13 dicembre.

TAVO * QUANTI SBAGLI PER «ANNABELLE»

Francesco Taverna, in arte Tavo.
Dal 13 dicembre è in rotazione radiofonica “Annabelle” (Noize Hills Records), nuovo inedito di TAVO già disponibile sulle piattaforme digitali.
Un amore difficile, una storia “d’altri tempi”, nella quale i protagonisti prendono coscienza della loro vita ormai consumata; rimane solo l’amara consolazione di ripercorrere i bei momenti del passato. “Annabelle” rappresenta l’indecisione e le scelte sbagliate nell’amore. “Ora che non siamo qui, si può capire tutto. Quante volte ti ho detto di non avere paura”: così canta TAVO, citando quelle che sono le ultime parole scritte in una lettera del 1800 che il cantautore trova nella vecchia casa in cui abitava.
A tal proposito, il giovane cantante racconta: «Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato».
 
Biografia
Francesco Taverna, in arte TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano” con il suo album d’esordio “Funambolo” (Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo “Annabelle” (Noize Hills Records), già disponibile in digitale dallo scorso 6 dicembre, sarà in rotazione radiofonica a partire dal prossimo 13 dicembre.
 

lunedì 6 gennaio 2020

«TOLO TOLO» * LO ZALONE MENO PARACULO DI SEMPRE (MA ANCHE MENO DIVERTENTE)

Checco Zalone in una scena di «Tolo Tolo».
Partiamo da un punto fermo: «Tolo Tolo» è sicuramente il film meno paraculo della carriera di Luca Medici, in arte Checco Zalone. E, visti i tempi che corrono, schierarsi in modo così netto sul fronte anti-salviniano gli fa sicuramente onore.
Non a caso i pasdaran leghisti gli hanno già ammollato una bella fatwa fra capo e collo. Anzi, fra capocollo. Sin qui infatti il pugliese che fa saltare i botteghini era riuscito a stare sempre in equilibrio conquistando con la sua satira l'alto e il basso, il colto e l'inclita, giocando perfettamente sull'equivoco. Che equivoco in realtà non è mai stato. Fatto sta che uno percepiva la derisione di un mondo dal quale era lontano; l'altro si sentiva protagonista di quel mondo e si autoesaltava non cogliendola. Diabolico perché così acchiappi il pubblico trasversalmente.

In «Tolo Tolo» (forse anche grazie al lavoro fatto sulla sceneggiatura con Paolo Virzì) Checco smussa molto il suo lato caricaturale e fa capire subito da che parte sta. Da quella dell'amore universale; concetto un po' utopistico, politicamente correttissimo e molto funzionale al racconto vagamente fiabesco. È un film simpatico, fondamentalmente innocuo (si può serenamente aspettare di vederlo in tv senza correre al cinema), ma che fa perdere per strada, purtroppo, parecchie risate. Il rischio (probabilmente calcolato), così facendo, è di lasciare sul campo alla lunga l'irrinunciabilità del periodico appuntamento nelle sale. Quando Zalone lavorava in coppia con Gennaro Nunziante si usciva dal cinema col mal di pancia e la mandibola slogata dal ridere. Stavolta no. Stavolta vince il sorriso. Lasciando da parte i calcoli di cassetta, sui quali è più forte il produttore Valsecchi, sul piano artistico è comunque sicuramente una forma di evoluzione.

ZUCCHERO * È ON-LINE IL VIDEO DI «SPIRITO NEL BUIO»

Da oggi, lunedì 6 gennaio, è online il video di "SPIRITO NEL BUIO", il nuovo singolo di ZUCCHERO "SUGAR" FORNACIARI, estratto dal suo ultimo disco di inediti, "D.O.C"!

Per la regia di Gaetano Morbioli, il video di "Spirito nel buio" attraversa luoghi mistici e ambientazioni mozzafiato tra India, Tanzania e New York. Un racconto per immagini che genera un forte sentimento di speranza e gioia collettiva. Rappresentazione di vita e forza, infatti, uno dei simboli principali della narrazione è la fiaccola che, passando tra le mani di giovani uomini e donne, attraversa simbolicamente il pianeta e porta ovunque un po' di "Spirito nel buio".
Il video del brano è visibile al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=Dz0Okxx9_u8

Prodotto da Zucchero insieme al celebre Don Was, Nicolas Rebscher e Max Marcolini, "Spirito nel buio" è il brano che apre il disco "D.O.C.". Una canzone up tempo, un gospel moderno intriso di spiritualità. In "Spirito nel buio" tutti gli elementi presenti rimandano al tratto distintivo di Sugar: un sound contemporaneo tipico di Zucchero e i cori gospel che rendono il brano ancora più intenso ed emozionante. 

Da aprile 2020 "D.O.C." verrà presentato live in tutto il mondo. Il tour partirà dall'Australia, e vedrà Zucchero protagonista anche sul palco del prestigioso Byron Bay Bluesfest, proseguirà poi in America e in tutta Europa per arrivare nel nostro Paese il prossimo settembre all'Arena di Verona, luogo definito da Zucchero come «uno dei più bei posti al mondo per fare musica», per le uniche 12 date italiane del tour mondiale.
Queste le date del tour mondiale di Zucchero (calendario in aggiornamento):
aprile - Byron Bay Bluesfest di Byron Bay (Australia)
4 aprile - Enmore Theatre di Sydney (Australia)
7 aprile - Palais Theatre di Melbourne (Australia)
17 aprile - Saban Theatre di Los Angeles (USA)
18 aprile - The Magnolia PAC di El Cajon (San Diego – USA)
19 aprile - Palace of Fine Arts Theatre di San Francisco (USA)
21 aprile - Revolution Hall di Portland (USA)
22 aprile - Neptune Theatre di Seattle (USA)
25 aprile - Beacon Theater di New York (USA)
26 aprile - Falls View Casino Resort - Avalon Showroom - Niagara Falls (Canada)
29 aprile - Vic Theatre di Chicago (USA)
1 maggio - Hard Rock Casino - Soundwaves di Atlantic City (USA)
2 maggio - Berklee Performance Center di Boston (USA)
3 maggio - Foxwood Casino - Fox Theatre di Mashantucket (USA)  
5 maggio - The Howard Theatre di Washington DC (USA)
6 giugno - Royal Concert Hall di Glasgow (Regno Unito)
7 giugno - Bridgewater Hall di Manchester (Regno Unito)
10 e 11 giugno - Royal Albert Hall di Londra (Regno Unito)
13 giugno - Sierre Blues Festival di Sierre (Svizzera)
22 settembre - Arena di Verona (Italia)
23 settembre - Arena di Verona (Italia)
24 settembre - Arena di Verona (Italia)
25 settembre - Arena di Verona (Italia)
26 settembre - Arena di Verona (Italia)
27 settembre - Arena di Verona (Italia)
29 settembre - Arena di Verona (Italia)
30 settembre - Arena di Verona (Italia)
1 ottobre - Arena di Verona (Italia)
2 ottobre - Arena di Verona (Italia)
3 ottobre - Arena di Verona (Italia)
4 ottobre - Arena di Verona (Italia)
31 ottobre - Olympiahalle di Innsbruck (Austria)
1 novembre - Stadthalle di Graz (Austria)
3 novembre - Arena Stozice di Lubiana (Slovenia)
4 novembre – Stadthalle di Vienna (Austria)
6 novembre – Rockhal di Lussemburgo (Lussemburgo)
7 novembre – Amphitheatre di Lione (Francia)
8 novembre - Forest National di Bruxelles (Belgio)
11 novembre - Arkea Arena di Bordeaux (Francia)
14 novembre - Le Dôme di Marsiglia (Francia)
15 novembre - Palais Nikaia di Nizza (Francia)
17 novembre - AccorHotels Arena di Parigi (Francia)
19 novembre – Arena di Lipsia (Germania)
20 novembre - Barclaycard Arena di Amburgo (Germania)
21 novembre - Mercedes-Benz-Arena di Berlino (Germania)
24 novembre – Schleyerhalle di Stoccarda (Germania)
25 novembre – Olympiahalle di Monaco di Baviera (Germania)
27 novembre – Festhalle di Francoforte sul Meno (Germania)
28 novembre - ISS Dome di Düsseldorf (Germania)
29 novembre - Ziggo Dome di Amsterdam (Paesi Bassi)
1 dicembre - Zénith Arena di Lille (Francia)
2 dicembre - Emsland Arena di Lingen (Germania)
5 dicembre – Hallenstadion di Zurigo (Svizzera)
8 dicembre – Lisinski di Zagabria (Croazia) 

Prima della partenza del tour, il 3 marzo 2020 alla "O2 Arena" di Londra Zucchero sarà uno dei protagonisti di "Music For The Marsden", concerto benefico organizzato dalla Royal Marsden Cancer Charity. Oltre a Zucchero, unico artista italiano presente, si esibiranno sullo stesso palco artisti del calibro di Eric Clapton, Tom Jones, Gary Brooker dei Procol Harum e Mick Hucknall dei Simply Red, John Illsley dei Dire Straits, Yusuf/Cat Stevens e Paul Carrack, Rick Wakeman, Paul Jones, Mike Rutherford, Bonnie Tyler, Paul Young.  I fondi raccolti verranno utilizzati per la costruzione dell'Oak Cancer Center, una nuova struttura per il trattamento e la ricerca contro il cancro.  
È attualmente disponibile in tutto il mondo "D.O.C.", prodotto dallo stesso Zucchero insieme a Don Was e Max Marcolini. "Concepito" a Pontremoli nella Lunisiana Soul e registrato tra Los Angeles e San Francisco, per questo nuovo progetto discografico Zucchero ha collaborato insieme a Francesco DE GREGORI (in Tempo al Tempo), Davide VAN DE SFROOS (in Testa o Croce), Pasquale PANELLA e Daniel VULETIC (in La canzone che se ne va), Rory GRAHAM (noto come Rag'n'bone Man), Steve ROBSON e Martin BRAMMER (in Freedom), F. Anthony WHITE (noto come Eg White) e Mo Jamil ADENIRAN (in Vittime del Cool) e l'artista scandinava Frida SUNDEMO (in Cose che già sai). 

Questa la tracklist di "D.O.C.": "Spirito nel buio", "Soul Mama", "Cose che già sai" feat Frida Sundemo, "Testa o croce", "Freedom", "Vittime del Cool", "Sarebbe questo il mondo", "La canzone che se ne va, "Badaboom (Bel Paese)", "Tempo al tempo", "Nella tempesta", "My Freedom" (bonus track), "Someday" (bonus track) e "Don't let it be gone" feat Frida Sundemo (bonus track).

Tra i maggiori interpreti del rock blues in Italia, Zucchero (all'anagrafe Adelmo Fornaciari) nella sua carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi, di cui 8 milioni con l'album "Oro, incenso & birra". Oltre a essere il primo artista occidentale a essersi esibito al Cremlino dopo la caduta del muro di Berlino, Zucchero è anche l'unico artista italiano ad aver partecipato al Festival di Woodstock nel 1994, al Freddie Mercury Tribute nel 1992 e a tutti gli eventi del 46664 per Nelson Mandela. È inoltre stato nominato ai Grammy, con Billy Preston ed Eric Clapton come best "R&B Traditional Vocal Collaboration". Il suo concerto nel dicembre 2012 all'Istituto Superiore di Arte di L'Avana con oltre 80.000 persone è stato ritenuto il più grande live mai tenuto da un cantante straniero a Cuba sotto embargo. Con oltre 65.000 persone presenti, a luglio 2018 si è esibito ad Hyde Park, in occasione del British Summer Time di Londra, accanto ad artisti internazionali del calibro di Eric Clapton, Santana, Steve Winwood. La sua musica si è estesa oltre i confini nazionali grazie anche alle numerose collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Bryan Adams, Al Green,  The Blues Brothers, Solomon Burke, Rufus Thomas, Johnny Hallyday, Tony Childs, Sheryl Crow, Tom Jones, Scorpions, Bono, Jeff Beck, Ray Charles, Eric Clapton, Joe Cocker, Elvis Costello, Miles Davis, Peter Gabriel, John Lee Hooker, B.B. King, Mark Knopfler, Brian May, Luciano Pavarotti, Iggy Pop, Queen, Alejandro Sanz, Sting e molti altri.

venerdì 3 gennaio 2020

POLITICA * «CINQUE STELLE», L'ANTIMATERIA SI STA SFALDANDO

Beppe Grillo e Luigi Di Maio.
Fatti di antimateria (politica), divisi al loro interno (i rampanti Paragone e Di Battista che preparano la fronda a Luigi Di Maio sono solo l'ultimo segnale di un malessere diffuso), i Cinque Stelle si stanno pian piano sgretolando, dopo aver dimezzato in pochi anni i consensi. Che a colpi di demagogia e balle spaziali (da sempre l'unica forza della nostra classe dirigente) il surreale Matteo Salvini è riuscito invece a raddoppiare. E anche se la popolarità personale del Capitone - dicono gli ultimi sondaggi imparziali - si è praticamente dimezzata da quando ha commesso il grave errore politico di lasciare il Governo, la Lega resta al momento sopra il 30%. Invece di dedicarsi ai consueti numeri da circo, il traditore del federalismo, quello che il giorno prima vorrebbe bruciare i meridionali e il giorno dopo (quando gli fanno comodo) finge di farseli amici salvo rifriggerli dopodomani sul suo barbecue in giardino, dovrebbe preoccuparsi piuttosto di Giorgia Meloni, la desperate fascio housewife della destra, che continua pian piano a guadagnare posizioni a suo discapito; e che comunque con le piazze ci sa fare senza coprirsi di ridicolo ogni giorno come il suo alleato-rivale.
Pur avendo portato a casa alcuni risultati, il partito-azienda di Beppe Grillo e Casaleggio junior (il padre a occhio era più convinto ma anche più sveglio) dimostra ora tutti i suoi limiti. Ed è riuscito a essere persino più azienda della Forza Italia del Silvio Berlusconi delle origini. Là comandava solo Silvio (e lo fa tuttora, di un drappello sempre più sparuto di aspiranti mini-leader in pectore ma anche in fuga), qui c'è formalmente un capo politico e uno strano direttorio a più teste che si rifà alla Casaleggio Associati dove Grillo entra e esce dalla scena mediatica a seconda di come tiri il vento. Il tutto col paravento di un'assurda Piattaforma Rousseau che, oltre a essere un'incongruenza ai limiti dell'incostituzionale, non garantisce (pare) neppure tecnicamente la blindatura dei voti. E che comunque presta il fianco a mille sospetti, visto che fa capo a una società privata che persegue soltanto (legittimamente) il proprio interesse. Ma i voti di un club non possono condizionare, neppure indirettamente, la democrazia diretta. Che sarà anche sopravvalutata, ne sono totalmente convinto, ma almeno non mandiamola completamente a puttane.

OGGI È NORMAL (A) DIVENTARE «GEISHA»

Normal.
Da venerdì 3 gennaio in radio, sulle piattaforme digitali e negli store "Geisha" il nuovo singolo di Normal. Il brano è stato creato partendo dalla scala discendente del ritornello che ricorda una melodia asiatica, e dalla sperimentazione con i suoni dell'erhu. Tutta la canzone è incentrata sulle sensazioni di benessere, stordimento ed euforia che l'amore produce attraverso metafore che fanno riferimento a diverse immagini legate al Giappone.
A proposito del singolo, la cantautrice veneta commenta: "Geisha parla dell'amore interrazziale in modo leggero e senza pretese. Racconta di un amore giocoso, di un tipo di amore che si prova spesso solamente nell'adolescenza, quando si vuole scoprire l'altra persona in maniera innocentemente maliziosa. Il brano è una ventata di freschezza in un mondo in cui spesso si vede l'amore solamente come sofferenza, come un sentimento altissimo e sublimato, o pura sessualità."- continua – "Questa canzone  racchiude il desiderio di provare un amore travolgente come lo si prova da ragazzini ed esprime la mia idea di sensualità della donna, spogliata di ogni volgarità, seppur comunque esplicita. La bellezza dell'amore si esplicita attraverso il voler immergersi completamente nella cultura dell'altra persona, con pura curiosità e leggerezza. La geisha inoltre, al contrario dell'immaginario comune, era un'artista e il suo nome significa proprio "persona versata nelle arti", perciò il significato secondario della canzone rimanda al desiderio di dedicarsi completamente, anima e corpo, alla musica".

"Geisha" è accompagnato da un video per la regia di Tommaso Puleo ed Elia Menon, che dichiarano: "Volevamo iniziare la clip mostrando chi era la vera Geisha nel passato, ovvero una ragazza colta e volta alle arti. Le immagini estemporanee di questa geisha mentre suona e accarezza il violino, come se ne fosse innamorata, sottolineano che l'amore per l'arte è sublime e resisterà sempre nel tempo." – proseguono – "La storia principale è ambientata in un futuro distopico in cui le persone sono serie e rigide e cercano lo svago in una realtà virtuale alla quale si accede attraverso un visore. In questa realtà alternativa le persone sono libere di divertirsi e vivere nuove esperienze, ed è proprio in questo contesto che si sviluppa l'attrazione tra le due protagoniste di diversa etnia." – concludono -  "Nel senso più letterale questa storia racconta di un amore interrazziale e giocoso ma il vero significato del video è che in un mondo senza arte sentiremmo il bisogno di evadere e inevitabilmente ci innamoreremmo di essa".

Il video è visibile al seguente link: https://youtu.be/CXSRBZlfIkw 

NORMAL è Jessica Passilongo, classe 1992. Si appassiona alla musica fin da piccola. Inizia infatti a 10 anni un lungo percorso di formazione approcciandosi inizialmente alla chitarra, per poi orientarsi definitivamente al canto e alla tecnica vocale conseguendo la certificazione all'insegnamento presso l'Accademia Superiore di Canto di Verona diretta da Karin Mensah. Durante il lungo e intenso percorso di studi, che sostiene parallelamente a quelli che la porteranno nel 2016 al conseguimento della laurea magistrale in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica, consolida la propensione alla composizione dando vita, fin dagli inizi, ad alcuni brani originali in italiano e in inglese. Da sempre alla ricerca della propria personale espressione musicale, in veste di turnista e di compositrice svolge frequenti sessioni di registrazione a servizio di djs e produttori, unitamente a numerose esperienze live che la vedono sia in qualità di protagonista con un proprio progetto orientato al pubblico dei clubs e di molte manifestazioni locali, sia in veste di corista in un bellissimo tour della cantante inglese Teni Tinks, al fianco di  alcuni musicisti di eccellenza del panorama italiano (Phil Mer, Gianluca Mosole, Mattia Dalla Pozza, Sam Lorenzini). Sentendo il bisogno di esprimere, sempre di più, la propria e matura personalità artistica, in cui la sonorità della propria voce solista si intreccia spesso e volentieri alla pari con le armonizzazioni e gli arrangiamenti vocali che lei stessa sovraincide, dà vita a NORMAL, realizzando alcuni inediti fra cui Uranio, che è il singolo d'esordio del suo progetto pubblicato il 10 maggio 2019 ed "Helium" disponibile dal 4 ottobre negli store e sulle piattaforme digitali. Lo pseudonimo NORMAL vuole rappresentare la naturalezza di un percorso musicale che arriva a contaminare la canzone in lingua italiana con le sonorità del panorama pop internazionale.

giovedì 2 gennaio 2020

BRUNO BARBIERI * «CUOCHI D'ITALIA» DIVENTA CAMPIONATO DEL MONDO

Con nuovi ingredienti tutti da scoprire, torna su TV8 dal 6 gennaio, dal lunedì al venerdì, alle ore 19.30 l'appassionante sfida CUOCHI D'ITALIA nella nuova versione IL CAMPIONATO DEL MONDO, una produzione originale Banijay Italia. Novità assoluta di questa edizione 2020 è chef Bruno Barbieri alla conduzione, confermatissima, invece, la giuria composta dagli chef Cristiano Tomei e Gennaro Esposito.  Al centro della scena le migliori cucine etniche in Italia
Se fino ad oggi abbiamo visto i Cuochi D'Italia affrontarsi a suon di ricette tipiche delle regioni italiane, con il nuovo anno, il programma varca i confini nazionali per farci assaporare i migliori piatti e sapori di tutto il mondo.
I protagonisti della nuova edizione sono 20 cuochi professionisti internazionali, che hanno trovato in Italia la loro nuova patria e lavorano in ristoranti che propongono i patti originari della loro cultura gastronomica. Attraverso la preparazione dei piatti tipici delle loro terre, gli sfidanti racconteranno i segreti della loro cucina, storia e cultura di provenienza.  
In ogni puntata, due cuochi che rappresentano altrettanti Paesi, si sfideranno in una doppia manche. Le prime 10 puntate sono sfide "dirette" di andata e ritorno tra due cuochi, che si confrontano prima su un piatto tipico di un Paese e poi su quello dell'altro. Al termine della "contesa" viene incoronato il vincitore di puntata.
Nelle successive 5 puntate, ritroviamo i vincitori del primo turno, che si sfidano in due manche. Nella prima, il concorrente che "gioca in casa" porta un ingrediente tipico del proprio Paese, al quale i due giudici Gennaro Esposito e Cristiano Tomei aggiungono ulteriori ingredienti a sorpresa. Nella seconda, invece, sarà l'avversario a proporre, con le stesse modalità, un ingrediente simbolo della propria terra di appartenenza.
Soltanto in cinque accedono al terzo turno, il sesto sfidante è invece ripescato. Le semifinali, invece, prevedono due scontri diretti: i concorrenti ancora in gara cucinano un piatto del proprio Paese, scelto dai nostri giudici.
20 cuochi, 20 Paesi e tantissime storie di cibo, e cultura da tutto il mondo. Ma soltanto una sarà la cucina straniera che saprà valorizzare al meglio la tradizione del proprio territorio e riuscirà a convincere i palati dei nostri giudici!
Un viaggio alla scoperta dei piatti che ormai sono entrati nel nostro "patrimonio" gastronomico, dalla paella al sushi, dall'hamburger al pollo al curry fino alle ricette più esotiche come il bibimbap coreano, il koshari egiziano e il pasticcio di aringa russo.
Cuochi d'Italia – Il campionato del mondo è prodotto da BANIJAY ITALIA per TV8, e andrà in onda dal 6 gennaio, dal lunedì al venerdì, alle ore 19.30 pronto a scatenare le più accese rivalità tra le cucine di tutto il mondo.
Il campionato del mondo è scritto da Nicola Lorenzi e Monia Palazzo. Autori al montaggio Eleonora Cristina e Luca Derienzo.  La regia è di Angelo Poli. Il campionato del mondo vede la collaborazione dei seguenti partners: OLIO FILIPPO BERIO, UBENA e WORKLINE.

lunedì 30 dicembre 2019

ORA LE SARDINE HANNO UN INNO

L'Inno per le Sardine "6000 (siamo una voce)" di MaLaVoglia prodotto dal MEI di Giordano Sangiorgi in poche ore diventa un successo virale

"In piazza abbiamo riscoperto la voglia di cantare tutti insieme. Perché la musica ci fa stringere, ci fa emozionare, ci offre la certezza che l'unione pacifica dei corpi e delle voci potrà davvero cambiare la storia"

La canzone è stata accolta con entusiasmo dalle Sardine di tutta Italia e verrà cantata in Piazza VIII Agosto il 19 gennaio a Bologna insieme a tanti nomi importanti della musica italiana.

L'Inno sulla pagina Facebook di 6000 sardine: https://bit.ly/2SzLEtb
Su Youtube: https://youtu.be/QbdnGUOzMHk

Un estratto del testo: "In questi giorni di politici né carne né pesce tutti cambiano partiti come cambiano scarpe. Papà Mameli ci voleva desti, un po' in ritardo, ma adesso siamo svegli! Siamo Sardine e siamo tante. Siamo formiche col passo d'elefante. Siamo l'Italia che si sta svegliando. Guarda le piazze: stiamo arrivando!"

Il brano "6000 (siamo una voce)" è stato realizzato da Malavoglia con il musicista Francesco Tripi e con Marco Mori su idea di Giordano Sangiorgi e prodotto da MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti

lunedì 23 dicembre 2019

«MONDADORI», CHIUDE IL BAR DI SEGRATE: «ABBIAMO DOVUTO SCEGLIERE DI ABBANDONARE»

La toccante lettera dei gestori del bar Mondadori di Segrate, che sta per chiudere.
Dal 2020 chiuderà i battenti lo storico bar della casa editrice «Mondadori», a Segrate. Lo hanno annunciato i gestori con una toccante lettera ai dipendenti rimasti (la potete leggere qui sopra) affissa in azienda.
«Questi sono gli ultimi giorni che passeremo insieme, abbiamo dovuto scegliere di abbandonare la gestione di questo bar», scrivono. Il riferimento sembra essere quello relativo alla cessione di altre cinque testate, dopo «Panorama», all'editore de «La Verità» Maurizio Belpietro. Si tratta, com'è noto, di Confidenze, Sale&Pepe, Tu Style, Cucina moderna e Starbene, che dal nuovo anno non saranno più lì. Altri pezzi di storia editoriale mondadoriana che cambiano strada e sempre meno potenziali clienti per il bar interno, in piazzetta, che, vista l'uscita di scena di tanta forza lavoro, deve arrendersi all'idea di abbassare la saracinesca.
Dopo il leggendario spaccio, che aveva già chiuso tempo fa, viene a mancare un altro tassello del puzzle "sociale" di Segrate. E dalle parole dei gestori del bar prossimi all'uscita, come il mitico Michele, si legge l'amarezza per qualcosa di finito: «La vita fuori dalla Mondadori ricomincerà sicuramente, ma qui con voi lasceremo un pezzetto del nostro cuore».
Il caffè al bar in piazzetta la mattina o post mensa (preferibilmente utilizzando il carnet di buoni che vedete nella foto qui sopra) è sempre stato un rito per i dipendenti Mondadori. Un momento di aggregazione importante, di scambio di idee, di battute, di esperienze utili anche a migliorare il prodotto che si portava ai lettori. Ora, come in tante altre aziende vittime del difficile momento che sta vivendo il settore editoriale, non restano che le classiche macchinette. Che lavorano senz'altro peggio e con meno anima e calore della macchina da espresso di Michele e della sua simpatica combriccola di amici. È un Natale triste, a Segrate.

AGGIORNAMENTO del 24/12, ore 9.37: 
Mi giunge voce che lo storico bar di Mondadori a Segrate forse non chiuderà. I precedenti gestori avrebbero ricevuto un'offerta per restare, ci sarebbero state trattative, ma non si sarebbe trovato un accordo con l'azienda. Sarebbero però in corso trattative per ripartire dal primo gennaio con una nuova gestione. Cosa che non riesce a salvare di certo lo stupendo rapporto amicale creatosi fra i dipendenti e Michele e il suo gruppo di lavoro, visto che ormai hanno annunciato (come si legge sopra) l'uscita di scena, ma almeno l'essenza stessa del bar, del luogo di aggregazione fondamentale per i dipendenti della casa editrice di Segrate. È una decisione intelligente, quella di non chiudere il bar, che fa onore a Mondadori.

venerdì 20 dicembre 2019

SALLUSTI METTE IL DITO FRA D'URSO E LUCARELLI: FINIRÀ IN TRIBUNALE

Da sinistra, Barbara D'Urso, Alessandro Sallusti e Selvaggia Lucarelli.
A volte uno si domanda: ma chi te lo fa fare? Già, chi l'ha fatto fare ad Alessandro Sallusti, dalle colonne de il Giornale, di infilarsi in una querelle tra Barbara D'Urso e Selvaggia Lucarelli? Con tanti problemi che ha questo Paese, e con il dovuto rispetto per le due signore, ci sono forse temi un filino più importanti da trattare. Giusto un filo. Ma magari sbaglio.

Eppure il direttore del Giornale di Via Negri ieri ha dedicato un intero editoriale di prima pagina all'attacco a testa bassa alla firma di un'altra testata (Lucarelli scrive per il Fatto quotidiano) non per un articolo da lei vergato, ma per un tweet ironico che l'opinionista ha dedicato alla D'Urso. Fra le due da tempo non corre buon sangue, e questo è risaputo.
La domanda iniziale me la pongo non tanto perché pensi che ci sia un mandante (lungi da me, figurati se il direttore del Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi si presta a un'operazione del genere), ma proprio per un fatto di opportunità. In quanto ora la questione finirà in Tribunale, con una querela preannunciata da Lucarelli oggi sul Fatto quotidiano.

Si parlava di Vessicchio. Non il sanremese maestro Beppe, ma Sergio, il giornalista radiato dall'Ordine per aver stigmatizzato la presenza di una guardalinee femmina in una partita di calcio locale. Il non proprio femminista Vessicchio viene chiamato in trasmissione dalla D'Urso (che quindi gli dà voce), ma la patata bollente le sfugge di mano: Vessicchio s'infiamma, muove critiche al programma, e viene silenziato dalla conduttrice, che gli fa chiudere l'audio, e tanti saluti. Lucarelli su Twitter commenta: «C’è il giornalista radiato dall’Ordine dei giornalisti che ha appena detto alla D’Urso, in diretta, che la sua televisione è becera. Ridategli il tesserino da giornalista!». Una battuta che gioca sul paradosso e ammicca al genere televisivo trash fieramente cavalcato da zia Carmelita.

Sallusti brandisce la penna, e in un editoriale intitolato «Donne che odiano le donne di successo» fa una ricostruzione del programma nella quale afferma che Vessicchio «l'altra sera ha sfogato il suo odio contro il gentil sesso dando di fatto e in diretta delle zoccole a Barbara D'Urso e alle sue ospiti» e aggiunge: «Nella contesa che ne è seguita un'altra donna, Selvaggia Lucarelli, ha preso le parti di Vessicchio: "Sante parole - riassumo il suo post - a Vessicchio va ridata la tessera da giornalista”. Non so se la Lucarelli ... parli in quanto esperta di zoccolaggine o di giornalismo».

Una frase che non va di certo per il sottile, sempre in materia di femminismo e dintorni. Alla quale Lucarelli risponde oggi sul Fatto quotidiano preannunciando querele e contestando la prima asserzione («Mi attribuisce un fatto mai avvenuto (e lo attribuisce pure a Vessicchio): polpetta avvelenata della Santanché? Il direttore inventa una notizia e dalla sua notizia deduce che io odi le donne, come se poi tutte fossimo la D'Urso. Spero nessuno si offenda se dico che ho molte amiche che piuttosto che essere identificate con Barbara D'Urso preferirebbero sminare l'Afghanistan») e facendo pelo e contropelo al collega. Sallusti viene definito «suffragetto della D'Urso», si fa un richiamo alla compagna del giornalista «Patrizia, spesso ospite nei suoi salotti tv», e c'è spazio anche per un altro rilievo. Nel suo articolo il direttore rinfaccia alla Lucarelli di essere giornalista iscritta «nel sottoelenco dei pubblicisti»
Disgraziatamente nel suo pezzo Sallusti fa un errore d'ortografia: utilizza un GLI al posto del LE, e la rivale lo incarta chiosando così: «Suvvia, lo sappiamo perfino noi pubblicisti».

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