sabato 18 agosto 2018

IL FAN CLUB ITALIANO DI HAPPY DAYS ENTRA NEL GUINNESS DEI PRIMATI

Giuseppe Ganelli nella sua casa-museo di Happy Days.
Il  fan club italiano di Happy Days entra nel Guinness dei Primati per il maggior numero di oggetti (memorabilia) dedicati alla serie con il Premio Oscar Ron Howard. Con il record di 1439 gadget a tema, Giuseppe Ganelli, il presidente dell’associazione, è il primo al mondo ad avere raggiunto un simile traguardo legato alla famosa sitcom ispirata alla famiglia Cunningham.

Il pezzo probabilmente piu’ “pregiato” è il Flipper originale di Arnold’s drive in direttamente dal set di Happy Days, unitamente alla maglietta originale da baseball del team “Arnold’s” usata da Ron Howard, che interpretava Richie, nella puntata “Padrino per caso” del 1976. Poi oltre a action figure (quella di Fonzie è stato il primo oggetto della collezione iniziata negli anni 70) fotografie autografate, copioni della serie, callsheet, clapperboard, lunch box, asciugamani, cards fanno parte della collezione la divisa da baseball della Reunion per i 30 anni indossata da Erin Moran (Joanie) e la palla da baseball usata nella partita stessa e regalata a Ganelli da Garry Marshall, produttore ed ideatore del telefilm. 

Anche Henry Winkler (Fonzie nella serie), via Twitter si è complimentato per il record, definendo il presidente “A doctor, a good friend and a true fan, ciao Giuseppe” ("Un dottore, un caro amico e un fan vero, ciao Giuseppe")
Giuseppe Ganelli è infatti da anni in contatto con tutto il cast ed è stato invitato a parlare a Milwaukee nel 2008, al “Bronze the Fonz day” condividendo il palco con gli attori della celebre sitcom.

 

martedì 14 agosto 2018

ENRICO RUGGERI SOSPENDE IL TOUR PER MOTIVI DI SALUTE: "SONO DISPIACIUTO E PREOCCUPATO"

Enrico Ruggeri ferma il tour per "problemi di salute".
Che cosa sta succedendo a Enrico Ruggeri? Il cantautore milanese, con un tweet un po' misterioso ma inequivocabile lanciato nel tardo pomeriggio di oggi, sembra avere interrotto improvvisamente il tour estivo che lo vedeva impegnato in giro per l'Italia.
"Stringendo i denti - dice l'autore de Il mare d'inverno - sono riuscito a portare a termine il concerto di Marotta. Adesso motivi di salute mi rendono impossibile proseguire. Spero di riprendermi presto, un abbraccio dispiaciuto e preoccupato".

Da circa un mese i fan di uno tra i massimi esponenti della canzone leggera italiana erano in ambasce. Il Rouge si presentava infatti sul palco con la sua celebre voce strana e davvero affievolita. E sono ormai molti i video live che circolano su Facebook e sui social che testimoniano qualcosa che indubbiamente non va. Ora Ruggeri (giustamente) sospende tutto e parla di non meglio precisati "problemi di salute", dicendosi "dispiaciuto e preoccupato". In attesa di saperne di più, magari dalla sua viva voce, gli auguro di riprendersi al più presto.

lunedì 13 agosto 2018

MULTE * CARO COMUNE DI MILANO, VOGLIO COMUNICARTI IL MIO DISGUSTO

Due vigili in servizio a Milano.
Caro Comune di Milano 
(per la precisione Unità riscossione coattiva Verbali e sanzioni amministrative al Codice della strada),

mi vedo arrivare tra capo e collo una tua pregevole ingiunzione di pagamento di 425 euro relativa a una multa notificatami (firmò il portinaio) il 10 febbraio 2015. Andavo a 65 all'ora in un tratto tranquillissimo, dov'è però presente l'implacabile Autovelox di Chiesa Rossa, alle porte della città, inchiodato sui 50. Quanti soldi ha portato alle vostre casse quel birbante dell'Autovelox di Chiesa Rossa? Un giorno mi piacerebbe saperlo. Troppi e ingiustamente. Opinione mia, naturalmente.
Mi tolsero punti dalla patente e pagai, eccome se pagai. Una multa di 292,54 euro che a quanto pare colpevolmente versai come previsto in misura ridotta non entro i cinque giorni indicati (ero fuori casa e ritirai con leggero ritardo la notifica) ma al settimo giorno. Quando nostro Signore finì il progetto e si riposò.

Ora caro Comune mi viene consegnato, ancora con ritardo (sempre al portinaio, che da ora in avanti ovviamente non autorizzerò più a firmare per me) una tua ingiunzione di 425 euro da pagare con MAV entro 30 giorni. Sotto choc, chiamo il tuo call center per scoprire il motivo. 
Ebbene, il mio ritardo di due giorni (due giorni) del pagamento in forma ridotta consente ora ai tuoi vigili di considerare la mia multa "praticamente come se fosse non pagata" - parole testuali dell'operatore al telefono - e di applicare interessi e maggiorazioni che portano una contravvenzione da 292 euro già pagata, ripeto, per il 70%, a una sanzione di 425 euro da saldare oggi. Come se non bastasse, mi si assicura che da questa cifra sia stato già scalato quanto da me corrisposto nel 2015. Quindi immaginiamo quanto mi costa complessivamente questo scherzetto.

Gentile Comune di Milano, gentile Corpo di Polizia municipale, non so, magari avrete anche ragione, probabilmente avrete tutti i regolamenti dalla vostra, pronti a consentirvi questo scempio. 
Io pago, ancora una volta. Come ho sempre fatto. Ma lasciatemi esprimere tutto il mio più vivo, vibrante e sconcertato disgusto.

martedì 7 agosto 2018

ADDIO JIMMY IL FENOMENO, REGALO UNICO E IMBARAZZANTE AL MATRIMONIO DI UN AMICO

Cristina Mariotti, Jimmy il Fenomeno e Pierangelo Masarati.
Se per te Jimmy il Fenomeno era solo quel tipo sui generis (eufemismo) che si produceva in smorfie agghiaccianti e suoni gutturali comparendo più o meno di sfuggita in qualche film della commedia all'italiana, credimi amico, sei fuori strada.
Jimmy, all'anagrafe Luigi Origene Soffrano, che ci ha lasciati oggi, all'età di 86 anni, in una casa di riposo milanese, era molto di più.

Per me, per esempio, è stato il più bello dei regali di nozze. Non ricevuto, purtroppo, ma fatto. Col cuore. E anche un formidabile boomerang per il mio sistema nervoso.
Ma andiamo con ordine: ho un amico d'infanzia, o giù di lì, Pierangelo detto Ando, che ai tempi (forse ancora oggi) conosceva a memoria tutti - dico tutti - i cast delle commedie Anni 80 più trash e pecorecce. Quelle con la Fenech (Edwige), Carotenuto (Mario), Vitali (Alvaro), Gammino (Michele), e via elencando. Dal momento che gli attori erano sempre gli stessi, più o meno una quindicina, rigorosamente mixati di volta in volta, la sua non comune abilità quizzarola stava nel riuscire a ricavare il titolo del film fornendogli 3-4 nomi. Era imbattibile.

Un giorno Ando, giargianella, decise di fare un'altra cazzata: sposarsi. La fortunata era tale Cristina, soggetto che scoprii più tardi essere provvisto anche di ironia. Fondamentale nel contesto di ciò che sto per raccontarvi.
"Che cosa regalo ad Ando e Cristina per le loro nozze?". Il pensiero mi tormentò per un paio di giorni. Poi, la folgorazione. Non che cosa, era la domanda da farsi, ma CHI. Ando è un amico speciale, serve un regalo speciale nel solco della sua cinefila passione.
Franco Bagnasco e Jimmy negli ultimi anni passati alla Casa per coniugi di Milano.
Lì l'attore chiese il sussidio legato alla Legge Bacchelli.
Ci sono: Jimmy il Fenomeno! La leggenda del trash italico su celluloide. Che conoscevo per lavoro ormai da tanti anni. Jimmy all'epoca stazionava all'Hotel Cervo di Milano. Cercando ovunque ospitate e particine che ormai quasi tutti gli negavano. Trattai con lui un ingaggio adeguato all'impegno richiesto, promisi di andarlo a recuperare personalmente in loco, e l'affare andò in porto.
Il 10 aprile 1999 partii da Milano verso un paesino dell'Oltrepò Pavese con a bordo, al posto del navigatore, l'irriducibile Jimmy. Sul sedile posteriore una mia ex fidanzata, che diventò ex per altri motivi, ma che teoricamente avrebbe anche potuto farmi causa per fanno biologico a seguito di quel viaggio.
Scoprii lì che il mitico Luigi Origene Soffrano non recitava affatto. O se lo faceva era del tutto incidentale. Egli era veramente così: speciale.
Non stava fermo un secondo su quel benedetto sedile. Urlacchiava, rideva, piangeva, si spegneva improvvisamente per poi riaccendersi dieci minuti dopo più carico che mai. Una molla. Ogni tanto litigava (o fingeva di litigare) al telefono con una presunta fidanzata. La mandava a quel paese, poi voleva fare pace, poi la sfanculava di nuovo e scagliava ovunque e con forza il cellulare in auto. Vetri e guida a rischio, braccio destro steso perennemente su di lui per placarlo. Non sapevo più che cosa fare. Cercai prima di blandirlo, poi di farlo ragionare, infine lo cazziai. Inutile dire che fu un viaggio indimenticabile e soprattutto (credetemi) interminabile.

Ci fermammo alla chiesetta di San Damiano al Colle (una settantina di non banali chilometri da Milano) ovviamente in ritardo sulla tabella di marcia; io paonazzo e madido di sudore. Sposi all'interno, cerimonia già iniziata. In un secondo, lo stupore di invitati e familiari: Jimmy parte in quarta dal sagrato, dimentica tutti i turbamenti personali, ed entra non solo in parte, ma anche nel luogo di culto in preda agli spasmi e alle contrazioni ad alto volume che l'hanno reso celebre. Guadagna l'altare, tenta di baciare sulla bocca il paziente parroco. Insomma, un Jimmy in splendida forma. Un cadeau birichino perfetto per il matrimonio del secolo. E vissero felici e contenti, come da foto ricordo.

Come dici? Vuoi sapere se Jimmy si fermò poi a destabilizzare anche il pranzo di nozze? No, voleva rientrare assolutamente a Milano. Io d'altro canto non potevo perdermi il buffet e le forze - giuro - non mi avrebbero consentito di riportarlo in città. Di affrontare un viaggio come quello d'andata. Lo sganciai alla vicina Stradella (poco servita) e lo misi sul primo treno. Credo sia arrivato in nottata.
Quella sera mi addormentai "stanco ma felice", come nei temini delle elementari.
Ando ancora oggi sostiene che per quello scherzetto di Jimmy alle sue nozze io sia stato "Uno str... Un grande str... aordinario burlone".

giovedì 26 luglio 2018

«DELITTI E VECCHI MERLETTI» DI GABRIELE MORONI * LA CRONACA NERA CHE HA FATTO STORIA

La copertina del libro di Gabriele Moroni, edito da Mursia.
Ci sono molti cold case, casi freddi, anzi freddissimi, nel nuovo libro di Gabriele Moroni, «Delitti e vecchi merletti. Casi di cronaca nera che hanno fatto storia» (Mursia, pagg. 236, euro 16,00) da poco in libreria ma già molto venduto. Moroni, a lungo inviato speciale de «Il Giorno» quotidiano per cui ha seguito i principali casi di nera e di giudiziaria degli ultimi decenni, ha applicato le tecniche delle inchieste giornalistiche ai delitti del passato, dalla fine del Settecento fino agli inizi del Novecento.

Il risultato è un libro avvincente che dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, che omicidi, frodi, serial killer, morti di Stato e relativi insabbiamenti, rapimenti e persino il calcio scommesse non sono una prerogativa dei nostri tempi.

Il libro si apre con il caso del lupo antropofago che alla metà del Settecento fa strage di bambini nella campagne del milanese. Una morte dopo l’altra si alimenta quella che oggi chiameremmo una «leggenda metropolitana» seguita da un’isteria collettiva che trasforma il lupo in un essere demoniaco, tanto che scende in campo anche la Chiesa.

C’è poi la cronaca del caso Anita Garibaldi. Come è morta la
Gabriele Moroni
donna dell’Eroe dei due Mondi? Per il primario dell’ospedale di Ravenna, Luigi Fuschini, che nell’agosto del 1849 eseguì l’autopsia sul cadavere non c’erano dubbi: morta per strangolamento. L’inchiesta - tra misteri, spostamenti del cadavere, testimoni che giurano che è la morte è avvenuta per cause naturali - si arena. Il dubbio resta.

Di decennio in decennio Moroni riapre casi da manuale come quello del «vampiro di Bottanuco» di cui si occupò anche Cesare Lombroso o di Giovanni Cavagnati, magistrato bolognese, sostituto procuratore del Re, scomparso senza lasciare traccia dopo una serata con gli amici. L’inchiesta, come ricostruito nel libro, resta aperta per decenni ma giustizia non è fatta.

Omicidio politico potrebbe essere stato, invece, quello del generale Alberto Pollio, morto a Torino la notte tra il 30 giugno e il 1° luglio 1914, tre giorni dopo l’attentato di Sarajevo che infiammerà l’Europa. C’è un nesso tra i due episodi? Moroni ricostruisce il possibile movente di quello che, a tutt’oggi, è uno dei grandi misteri italiani: Pollio era un sostenitore dell’alleanza con gli Imperi centrali e si sarebbe opposto a eventuali cambiamenti a favore delle forze dell’Intesa.

Tra i venti casi raccontati e ricostruiti nel libro non poteva mancare il calcio scommesse. Il primo scandalo nella storia pedatoria italiana è datato 1927. Il caso si apre con il derby Torino-Juventus finito 2-1. La vittoria però è stata comprata e dopo un’inchiesta che travolgerà il mondo del calcio dell’epoca la decisione della FGCI sarà secca: lo scudetto non viene assegnato. Dice in un intervista l’allora presidente della Federazione, il gerarca Leandro Arpinati: «Il campionato 1926-27 non avrà quest’anno il suo vincitore. L’esempio servirà, ne sono certo, di monito e varrà, mi auguro, a migliorare la situazione calcistica che è in questo momento di una delicatezza e di una gravità senza pari».

Le cronache degli ultimi anni dimostrano che la Storia, invece, si ripete.

Gabriele Moroni, milanese della provincia (Parabiago), come inviato speciale de «Il Giorno» ha seguito molti fra i più importanti avvenimenti di cronaca nera e giudiziaria degli ultimi anni. Con Mursia ha pubblicato Le Bestie di Satana (2006), Per denaro e per amore (2008), Fausto Coppi. Solitudine di un campione (2009), Il Paròn (2012), Il calcio malato (2014), Nonno Ragno e gli altri. Storie di lombardi da Guinness (2015).
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FINALMENTE TORNO LIBERO (ED È UNA BELLA SENSAZIONE)


mercoledì 25 luglio 2018

LA FOTO STORICA * 1975: COCHI E RENATO IN CAMPAGNA CON MISTER JANNACCI

Da destra, Renato Pozzetto, Enzo Jannacci, Cochi Ponzoni e il signor Pirö.
Foto leggendarie ne abbiamo? Certo che sì. Questo è un reperto storico datato 1975 e viene da Stadera (Piacenza), sulle colline che sconfinano sull'Oltrepò Pavese.
Davanti all'osteria di Pirö, dialettalmente parlando, ovvero il signore sulla sinistra, ci sono tre dei più grandi artisti italiani di sempre. Da destra, Renato Pozzetto, Enzo Jannacci e Cochi Ponzoni.

Il duo Cochi e Renato nacque nel 1964, fra il Cab 64 e il Derby di Milano, dove crebbe anche l'amicizia con il chirurgo cantautore Jannacci. Nel 1975 erano già venuti «Quelli della domenica», «Il buono e il cattivo», «Il poeta e il contadino» e un grande numero di canzoni popolarissime. E i nostri, in piena estate, reclutati per un concerto di piazza (anzi, nell'aia, vicino al palo della cuccagna) si godono i frutti della loro popolarità squisitamente campagnola.
Una stampa gigante di questa foto si trova ancora nel bar-osteria di Stadera, che ha mantenuto il nome del signor Pirö.

sabato 21 luglio 2018

ORNELLA VANONI: «AMO NEGRAMARO E TIROMANCINO, MA I GIOVANI URLANO TROPPO»

Ornella Vanoni.
Ornella Vanoni, 83 anni, intervistata da La Provincia Pavese: 
«Ho dei grossi problemi di carattere tecnico: se potessi scaricherei le canzoni da YouTube e da Internet, ma non sono capace. Allora mi faccio aiutare. A parte i grandi, che tutti conoscono, mi piacciono tanto i Negramaro e i Tiromancino. Sa qual è il problema con i giovani? Urlano troppo, ho l’impressione che a volte il troppo urlare faccia perdere di vista le qualità della buona canzone, come la melodia. Dimenticavo, apprezzo il lavoro di Fiorella Mannoia, che giovane comunque non è, anche se più di me».

[VIDEO] GOLFERENZO * AL BANO RICEVE LA CITTADINANZA ONORARIA

LE FOTO PIU' BELLE DEL CAST DI «RADIO ITALIA LIVE 2018 - IL CONCERTO»

martedì 17 luglio 2018

SELVAGGIA LUCARELLI: «I MIEI 'CASI UMANI' SONO NATI DALL'INCAPACITA' DI STARE DA SOLA»

Selvaggia Lucarelli.
Mentre il suo libro, «Casi umani» (Rizzoli), scala le classifiche, quel sacripante di Selvaggia Lucarelli perfeziona il piano ferie estive presentandolo su e giù per l'Italia (è stata di recente anche a Favignana, nelle Egadi), nel segno dell'ottimizzazione. 
Oggi alle 19 sarà alla libreria Feltrinelli di Milano, in Piazza Piemonte, insieme con Luca Bottura e il fidanzato Lorenzo Biagiarelli. Domani a Roma, alla Feltrinelli di via Tomacelli, con il direttore del Fatto quotidiano Marco Travaglio
Ho  chiesto a Selvaggia di spiegare chi fossero i suoi casi umani, ovvero gli uomini sbagliati finiti sul suo cammino.

«I “miei” casi umani» dice Lucarelli «sono uomini incontrati in un lungo periodo di incapacità di stare da sola che mi ha portata ad aggrapparmi alla speranza che ogni volta fosse quello giusto. Cercavo sempre “il buono” in personaggi indecenti, non vedevo limiti macroscopici, talvolta perfino tragicomici. Per dire, prima di capire che il tizio si presentava ogni sera da me con scatoloni di roba nuova e senza senso (da friggitrici a Xbox) probabilmente mi portava in casa merce rubata ho impiegato mesi... Io lo credevo generoso».

venerdì 13 luglio 2018

MILANO * ARRIVA «FUD», LA BOTTEGA SICULA DEI SAPORI CHE CONQUISTANO IL PALATO

Il porcello nero dei Nebrodi.
Lo spettacolo del cibo, in questo caso. Il disarmante spettacolo di profumi e sapori che mi si è parato davanti ieri sera all'inaugurazione di «Fud - Bottega sicula», che apre oggi a Milano in Via Casale 8, sui congestionati ma sempre ospitali Navigli, in una traversa di quello Grande.

I formaggi di «Fud».
Il palato si perde fra sgombri e acciughe superbe (il segreto del titolare, Andrea Graziano, è quello di puntare tutto sulla qualità della materia prima), tra formaggi rigorosamente autoctoni, prosciutti e salumi che inducono in tentazione, come il porcello nero dei Nebrodi. Per non parlare del cioccolato di Modica, leggermente speziato, e delle mandorle allo zenzero; dei provoloni al limone e arancia e del pane all'olio d'oliva, sul quale si incastonano come diamanti acciughe e pomodorini secchi sul letto di una burratina. Se vuoi l'hamburger, ecco che arriva, con la parmigiana alle melanzane o come ti pare, arricchito dagli ingredienti di cui sopra.
Tre selezioni (curate) di birre alla spina artigianali, e qualche punto che si perde in tabella sulla strada dei vini, ma può essere che io sia un po' prevenuto nei confronti della loro atavica asprezza.

Pare che il ragazzo faccia grandi affari in Sicilia, con altri presidi gastronomici analoghi, e lo merita. Così ora si tratta di conquistare Milano, fra residenti più avveduti e turisti stranieri un po' distratti. Le premesse per lavorare bene ci sono tutte. Al debutto, più videocamere che a Sanremo.

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