lunedì 22 ottobre 2018

«L'ISOLA DI PIETRO 2» * MORANDI CORRE, FA FACCE STRANE E RECITA COL RITARDO DEL SATELLITE

Gianni Morandi in «L'Isola di Pietro 2»
Morandi corre. Morandi del resto, lo sanno tutti, corre sempre. Morandi fa la faccia da Morandi affaticato. Morandi parla col cane Mirto. Morandi con gli anni ha sempre più l'accento di Mike Bongiorno. Morandi si compiace perché la figlia poliziotta ha un fidanzato poliziotto come si deve.

Il fidanzato della figlia di Morandi va a trovare la Canalis. La Canalis è morta sul tappeto del salotto. Arriva la scientifica e la Canalis è morta così male che nel ciak precedente ha la mano sinistra a pugno, in quello successivo il palmo è disteso e poi ancora a pugno.

Morandi è medico. Morandi in pronto soccorso scopre che la nipote ha avuto un incidente in auto col fidanzato della figlia, e di lei (della nipote) padre. Morandi fa la faccia tristissima che mai così tristissima da quando andava a cento all'ora per trovare la bimba sua (e lo multavano).

Morandi non la racconta giusta perché conosceva il tizio scappato dalla scena dell'omicidio della Canalis. La figlia di Morandi intuisce di essere cornuta. Ma è figlia di Morandi, non può reagire male. Al massimo non fa un selfie con Giancarlo Magalli, ma serve understatement.

Morandi si imbarca in una conversazione col giardiniere, persona semplice ma acuta, e fa brevissima citazione letteraria colta. Ma resta umile. Morandi ha per le mani il balordo trovato nella villa della Canalis morta con mano aperta/chiusa/aperta e lo porta a casa sua.

Morandi fece nascere il balordo scappato da casa della Canalis morta. Morandi s'era affezionato perché va bene il distacco, ma lui è fatto così. Lui chiede chi erano i Beatles. Al commissariato del paese c’è una che è più gnocca della Canalis sia viva che morta.

Morandi studia la faccia da fare. Morandi nei dialoghi dice le battute con il ritardo di due secondi tipo collegamento via satellite. La nipotina di Morandi si sveglia dal coma ma è cieca. Morandi è agitato e gli si ingrippa il labiale ma la scena la tengono comunque.

La nipotina di Morandi piange perché l’incidente l’ha resa cieca. Se fosse diventa sorda non avrebbe più potuto sentire le canzoni di Morandi. Morandi a casa non si capacita che il bullo balordo sia bullo balordo. Per fortuna almeno il giardiniere non è democristiano.

Il fidanzato della figlia di Morandi non riesce a dimenticare la Canalis. Soprattutto quando stava con George Clooney. La Canalis recita poco e solo nei flashback. La figlia di Morandi s'incazza perché le corna diventano conclamate. Morandi fa da paciere con tutti e tutte, come Frate Francesco.
Lorella Cuccarini, in tutta la prima puntata, non s'è vista.

domenica 21 ottobre 2018

VIDEO * «COME UNA DANZA»: RAF E UMBERTO TOZZI INSIEME PER TOUR E GREATEST HITS

Superando il tradizionale atteggiamento un po' paternalistico di Umberto Tozzi nei confronti di Raf (che con Tozzi e grazie a Tozzi debuttò 35 anni fa), i due - in tempi di sinergie (si pensi al terzetto anti-austerity Pezzali-Nek-Renga) hanno deciso di fare squadra per lanciare un tour e un progetto musicale comuni.

Si tratta di «Come una danza», brano ruffianissimo che uscirà domani, sotto il segno della più totale orecchiabilità. Un brano scritto a tavolino con ammiccamenti generazionali ma che non mancherà di scalare le classifiche.
Seguirà una raccolta di brani in condivisione, a volte rivisitati (Come «Genti di mare»), e un tour che il 30 aprile 2019 debutterà a Rimini. Nel mezzo, ma apertamente non si può dire, potrebbe esserci un passaggio a Sanremo come superospiti.

«Per fortuna e senza nulla togliere ad altri artisti del nostro Paese e alle pagine che sono state scritte» dice Tozzi «ma Raffaele e io abbiamo un repertorio forte, e soprattutto due brani, due chicche, penso a "Gloria" per me e "Self Control" per lui, che hanno fatto ballare non solo l'Italia intera, ma anche il Nord America, che Dio solo sa quanta fatica facciano a muoversi con le canzoni italiane».

Attorno a un'amicizia («Siamo stati anche vicini di casa dalle parti di Roma, e abbiamo visto crescere i rispettivi figli», dice Raf, seguito con occhio attento dalla moglie, la bella Gabriella Labate), a queste due pietre miliari e a un discorso musicale sempre affine, i nostri hanno posto le basi per questa tournée. 
Il greatest hits «Raf-Tozzi» uscirà invece il 30 novembre per la Sugar di caterina Caselli.

Ecco le date del tour:


30 aprile: RIMINI – RDS STADIUM

3 maggio: REGGIO CALABRIA – PALASPORT

4 maggio: ACIREALE – PAL’ART HOTEL

6 maggio: BARI – PALA FLORIO

7 maggio: EBOLI – PALA SELE

9 maggio: ANCONA – PALA PROMETEO

13 maggio: MILANO – MEDIOLANUM FORUM

16 maggio: FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM

18 maggio: ROMA – PALA LOTTOMATICA

21 maggio: BOLOGNA – UNIPOL ARENA

23 maggio: TREVISO – PALA VERDE

24 maggio: BRESCIA – BRIXIA FORUM

25 maggio: TORINO – PALA ALPITOUR




«SOLDADO» * OK, MA SMETTETELA DI FARE FILM CHE SEMBRANO SERIE TV

Benicio Del Toro in «Soldado».
La CIA ha un diavolo per capello in quanto nella lotta al narcotraffico si è aggiunto un nuovo ramo d'impresa. In Texas, fra il Messico e gli Stati Uniti, i cartelli della droga fanno passare il confine nascostamente a molti poveracci in cerca di una vita migliore ai quali si mescolano talvolta pericolosi terroristi. Così non va, dice il Presidente: questi si fanno saltare in aria nei supermercati. Idea: rapiamo la figlia di un boss, facciamo credere che sia stato il cartello concorrente, e li mettiamo in guerra fra loro. Per mettere in atto il segretissimo piano l'agente federale Matt Graver (Josh Brolin) recluta una squadra con licenza di uccidere capitanata dall'amico Alejandro (Benicio Del Toro), al quale i narcos anni prima sterminarono la famiglia. Sequestrata la ragazzina tutto pepe, non sono rose e fiori perché qualcuno ha fatto il doppio gioco. E le carte sul tavolo, così come le regole d'ingaggio, rischiano di cambiare strada facendo.

Un cast di primordine

Con gente come Brolin e Del Toro da dirigere (senza trascurare la piccola Isabela Moner, che cresce fra l'altro molto bene) verrebbe con tutti i crismi anche un B movie con Bombolo, buonanima. Figurarsi un prodotto ben rifinito e costoso come questo, seguito ideale di «Sicario». Azione e costruzione della trama si bilanciano con cura, e Del Toro in alcune scene è davvero un mostro di bravura. Il regista, l'italiano Stefano Sollima, in trasferta a Hollywood, è uomo d'esperienza, e porta il nobile marchio di fabbrica di «Romanzo criminale» (la serie) e «Suburra». Ovvero prodotti di qualità per un pubblico vasto. Cose rare in Italia. Esportarlo è motivo d'orgoglio.

Il difetto: l'eccessiva serializzazione

Resta però l'amaro in bocca sotto finale. Un finale più che mai aperto, sospeso, che riporta con decisione al mood della serializzazione televisiva. D'accordo che le idee scarseggiano. D'accordo che questo è già (di fatto) un secondo capitolo di una sorta di saga, ma perché creare nello spettatore l'obbligo morale della visione di tutto il blocco? I film che nascono già per avere per forza un seguito (come questo) puzzano di bruciato più delle bombe che fanno saltare in aria set e figuranti. Altrimenti si fa una serie, la si piazza su Netflix, Sky o Amazon Prime Video, e siamo tutti felici e contenti. Primo fra tutti l'incolpevole spettatore, che non si sente troppo preso in giro.
Voto: 7 e 1/2

venerdì 19 ottobre 2018

LEVANTE: «X-FACTOR? BELLO, MA NON LO RIFAREI»

Levante e i Selton alla presentazione di Tuborg Open.
Per Levante «X-Factor» è come Venezia: bello, ma non ci vivrei.
Interpellata sull'argomento del momento, ovvero la frenesia di turn-over alla scrivania dei giudici del talent di Sky, che torna la prossima settimana live con Lodo Guenzi al posto di Asia Argento, la cantautrice di Caltagirone, all'anagrafe Claudia Lagona, svicola un po' ma poi abbozza una risposta molto diplomatica.

«Sono felice» dice «che X-factor faccia il suo percorso e sono stata felice di esserci. Sono contenta che loro siano contenti. A me ha regalato cose belle. Speriamo che abbiano trovato i loro equilibri, semplicemente». E alla successiva, inevitabile questione: lo rifaresti? «È una domanda molto difficile... Credo che non lo rifarei, ma solo perché mi è piaciuto chiudere quel cerchio in quel modo lì. Sono stata felice di averlo iniziato e finito in questo modo».

Levante nel 2019 pubblicherà un nuovo album che annuncia come musicalmente molto innovativo rispetto ai suoi lavori precedenti.

La conferenza stampa (qui sotto il video integrale), alla quale hanno preso parte anche i brasiliani Seldon e Lemandorle, era a margine del concerto finale dell'evento «Tuborg Open - The Final Celebration», tenutosi ieri sera al Fabrique di Milano. La filosofia del progetto era «Open to More»: mantenere cioè un atteggiamento creativo e aperto alle inclinazioni personali.

giovedì 18 ottobre 2018

EDITORIA * ANCHE A «TOPOLINO», NEL LORO PICCOLO, S'INCAZZANO

Il mondo editoriale di Topolino.
Musi lunghi nella redazione del settimanale a fumetti per antonomasia. Dopo l'improvviso siluramento della direttrice di lungo corso (11 anni), molto amata dal pueblo, Valentina De Poli
Alex Bertani.
(che pare non l'abbia presa benissimo), ci si interroga sul futuro della testata di Walt Disney, in licenza a Panini Comics per altri cinque anni.

Il nuovo direttore, Alex Bertani, è un manager che avrebbe più competenze e motivazioni sui tagli che sul prodotto, e ciò non rassicurerebbe alcuni interni, già in ambasce. D'altra parte le vendite pare si attestino ormai sulle 75.000-100.000 copie, abbonati compresi. Quindi l'obiettivo sarebbe galleggiare segando rami per pagare le royalties alla casa madre in attesa di un possibile ma non certo rinnovo di contratto. 
Valentina De Poli.
La colpa di De Poli sarebbe stata quella di cercare di salvaguardare i compensi di scriventi e collaboratori. Che, stando alle mie fonti, non sarebbero comunque già particolarmente alti.
Intanto il topo cartoon compie 90 anni, e verrà celebrato con una mostra dal 19 novembre a Desenzano del Garda. Ma gli acciacchi si fanno sentire.

domenica 14 ottobre 2018

PREZIOSI INFLAZIONATO MA NON PREZIOSO * SIGNORINI ERETTO * PROCURATEVI LA «FARIÑA»

«Polvere di stelle» - Preziosi inflazionato ma almeno non fa il prezioso.
Alessandro Preziosi non fa il prezioso e la scorsa settimana s'è fatto intervistare praticamente da chiunque. Paginate e parole in tutti i luoghi e in tutti i laghi in rigorosa promozione. Buon per lui. Il figo è sempre richiesto, anche se un po' stagionato. E inflazionato.


Emilia Clarke.
Emilia Clarke, la mini-regina dei draghi de «Il trono di Spade», dopo lo spot dove canta «Quando quando quando» Italian Style per Dolce & Gabbana, ora pensa a un disco. Caldo, ovviamente.


Alessandra Amoroso.
Alessandra Amoroso con il suo «10» (io) è già in testa alla classifica. Eterno secondo, sì, manco a dirlo, Valerio Scanu, l'altro di «Amici», uscito lo stesso giorno con «Dieci». Scritto in lettere. Trovatevi qualcuno con un po' di fantasia per i titoli, please.

Alfonso Signorini.
C'è preoccupazione per la tenuta della posizione posturale perennemente eretta (no doppi sensi) di Alfonso Signorini, costretto a stare sempre in piedi al «Grande Fratello Vip» allo scopo di segnare il territorio. 
Gente, non sono solo un opinionista, sembra rimarcare Alfie, ma il co-conduttore insieme con Ilary Blasi in Totti. La poltrona è dietro di me, ma resta vuota. Fatevene una ragione. Peccato che il programma vada maluccio, come rileva oggi anche Aldo Grasso.


Fabio Fazio.
Carlo Cottarelli va da Fabio Fazio. I quotidiani di destra titolano: «Prende 6.500 euro per ogni ospitata». Lui ribatte, in sostanza: non li paga la Rai direttamente ma il produttore: i soldi vanno all'Università dove lavoro e vengono detratti dal forfeit che la Tv di Stato già paga e comunque pagherebbe alla casa di produzione. Quindi denaro in meno a chi produce. Capito il giro del fumo?


Javier Rey, protagonista della serie tv spagnola.
Dopo «La casa de papel» («La casa di carta»), autentica sorpresa tra le serie tv spagnole, e di cui vi avevo parlato in anteprima, vi segnalo un'altra iberica boccata d'ossigeno: si intitola «Fariña», e la trovate su Amazon Prime Video. L'ascesa e il declino del traffico della cocaina in Galizia negli Anni 80, in dieci episodi. Non è un capolavoro, ma si difende bene, in bilico fra «Romanzo criminale» e «Narcos».


Selvaggia Lucarelli.
Non mi risulta ci sia qualcosa di vero nelle voci che vorrebbero Maria De Filippi e la sua Fascino in procinto di scippare (naturalmente a suon di dobloni) Selvaggia Lucarelli al «Ballando con le stelle» di Raiuno by Milly Carlucci. Almeno per il momento la tele-accademia di «Amici» resterà senza l'arrembante opinionista de Il fatto quotidiano. 

venerdì 12 ottobre 2018

A ROZZANO ANDRA' IN SCENA IL MUSICAL DI «HAPPY DAYS»

La locandina del musical di «Happy Days» che andrà in scena a Rozzano.
Dal teatro dialettale al telefilm per antonomasia. 
La Compagnia Teatrale I Saltafoss di Rozzano (Milano) torna con «Happy Days il musical», opera scritta da Garry Marshall con musiche del libretto a cura di Paul Williams; un lavoro ovviamente ispirato al telefilm cult degli anni '70.
La traduzione dei testi è affidata Michele Renzullo e le liriche italiane a Franco Travaglio.
La compagnia I Saltafoss porterà in scena «Happy Days il musical» cantando dal vivo canzoni in italiano l'1 e 2 Dicembre 2018 al Teatro Fellini di Rozzano, con la regia di Adriano Tallarini, le coreografie di Martina Massa e la direzione musicale di Laura Amodeo.

VIRGINIO: «OGGI ABBIAMO BISOGNO DI SEMPLICITA', NON DI SUPERFICIALITA'»

Si ispira a Italo Calvino e ha già scritto brani per molti. Prima fra tutte Laura Pausini.
Virginio si racconta nel video qui sopra, della serie «Tre domande a» parlando della musica e del rapporto con la cantante che (al momento) più ha segnato il suo percorso professionale, essendo autore di «E.STA.A.TE» ma soprattutto di «Limpido». Attualmente Virginio sta lanciando il suo singolo, «Semplifica».

giovedì 11 ottobre 2018

EDITORIA * BASTA GADGET FIGHETTI: ORA CON LIBERO C'È LA PISTOLA AL PEPERONCINO

La pistola al peperoncino in vendita con Libero.
Basta con le borse termiche, i racchettoni da spiaggia, e persino con i contenitori per alimenti buoni per il pic-nic o il microonde. Roba da fighetti. Passato remoto di improbabili, liete gite fuori porta.
Sono tempi sempre più duri per i malintenzionati, ma soprattutto per i venditori di gadget da allegare alle riviste. Le cosiddette (famigerate) «vendite congiunte», da anni croce e delizia degli edicolanti.
L'arma GA 3 va prenotata in edicola.
Dal 20 ottobre Libero butta il cuore oltre l'ostacolo e, andando incontro indubbiamente a un'esigenza (diciamo così) politica ma anche sociale, di mercato, abbina nientemeno che «La pistola al peperoncino».

Sotto lo slogan «Difendersi è facile - Il miglior strumento di autodifesa», l'arma di libera vendita, la GA 3 (al prezzo scontato di 43,50 euro invece di 59, oltre al quotidiano) mette bene in chiaro le sue potenzialità. Non è letale, e questo un po' rincuora, ma entro tre metri colpisce il soggetto a una velocità di 180 Kmh. «Non contamina l'ambiente», ma in compenso procura: «Tosse, spasmi, nausea, irritazione, disorientamento e lacrimazione» per 45-60 minuti. Più di una puntata de «La prova del cuoco» con Elisa Isoardi.

«Per la prima volta in edicola», precisa lo strillone del quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Molte donne e uomini ora si sentiranno più sicuri. Personalmente, avrei preferito una fionda o - nei casi più ostici - una balestra. Ma accontentiamoci. Le nuove frontiere dell'editoria sono ancora tutte da perlustrare. Armati sino ai denti.

SE CHIARA FERRAGNI PUNTA SULL'ACQUA, MICHELLE HUNZIKER SI BUTTA SULLE GRIGLIATE

Michelle Hunziker testimonial Roadhouse Restaurant.
L'Evian by Chiara Ferragni che ha scatenato le polemiche.
Mentre «Temptation Island Vip», su Canale 5, chiude con buoni ascolti risollevando un poco le sorti sia di Simona Ventura che di una Mediaset partita molto in affanno come ascolti in questo inizio di stagione televisiva, Vittorio Feltri spara a zero sul Biscione e sul suo capo, Piersilvio Berlusconi. «Mediaset mi fa schifo» e «Sua maestà del piffero» sono i nuovi mantra del direttore di Libero. Insomma, c'è baruffa nell'aria.
Intanto, sui social, non si fa altro che parlare di Chiara Ferragni e della sua bottiglietta d'acqua Evian limited edition al costo di 8 euro. L'influencer, di fatto, non fa nient'altro che guadagnarci lecitamente: i gonzi sembrano piuttosto i compratori e chi si scandalizza facendole ulteriore pubblicità. Tra l'altro l'acqua di Lourdes è venduta a 16 euro su Amazon. E la madonna era sposata con un falegname, non con Fedez.


Tomaso Trussardi e Michelle Hunziker.
In tutto questo bailamme si trascura la nuova performance di un'altra star non propriamente indigente: Michelle Hunziker, moglie di Tomaso Trussardi e attuale conduttrice di «Striscia la notizia». La bionda svizzera è la nuova testimonial dei Roadhouse Restaurant (un tempo «Grill»), che le hanno affidato alcuni spot e una campagna tabellare. La catena Roadhouse, che eccelle in carni e grigliate, fa capo al gruppo Cremonini.
Gli spot della Hunziker sono stati girati da Blake Farber, che in passato ha già realizzato video per Beyoncé, e spot per marchi come Nike e Ray-Ban.

martedì 9 ottobre 2018

VITTORIO FELTRI IN PRIMA LINEA: ORA ATTACCA PIER SILVIO E QUERELA MEDIASET

Da sinistra, Vittorio Feltri e Pier Silvio Berlusconi.
Vittorio Feltri non lascia. Anzi, raddoppia. Il direttore di Libero, nell'editoriale pubblicato oggi, oltre a riferire di non avere  accettato l'invito di Ezio Greggio di presentarsi a «Striscia la notizia» per parlare della querelle del fuori onda che tanto ha fatto discutere, punta al figlio di Silvio, vicepresidente esecutivo e amministratore delegato del Gruppo Mediaset.

«Poiché ho scritto che Mediaset mi fa schifo» dice Feltri su Libero «Pier Silvio Berlusconi - mi è stato riferito - ora pretende che mi scusi con lui. Mi sembra non abbia capito nulla. Le sue Tv mi hanno vilipeso ed egli anziché chiedere a me perdono impone a me di inginocchiarmi alla sua maestà del piffero. E dicono che l'ubriaco è il sottoscritto. Qui se c'è qualcuno non in sentore va ricercato nel Biscione ... Nel ribadire che Mediaset mi fa schifo, e non potrebbe essere diversamente, annuncio di querelare civilmente l'azienda per il danno che essa mi ha arrecato».

Nel suo precedente editoriale il giornalista aveva definito le sue pubbliche lagnanze contro Mediaset e la decisione di non partecipare al nuovo programma di Piero Chiambretti come un atto di «legittima difesa». 

IL VIDEOMESSAGGIO * MIHAIL: «NON BADO AI SOLDI: LA MUSICA PER ME È SOLO UNA RELIGIONE»


Dalla Transilvania, come un vampiro. Non succhia sangue, ma musica: «Non mi interessano i soldi o le classifiche: quella delle note è la mia sola religione», racconta Mihail nel video qui sopra, girato appositamente per il mio canale YouTube.
Il polistrumentista, russo di origine e cresciuto artisticamente in Romania, ha inciso un singolo, «Who You Are», col quale affronta il mercato internazionale. Prima aveva pubblicato, nella sua Terra, la hit «Ma Ucide Ea». Sentiamo direttamente la sua voce.

lunedì 8 ottobre 2018

VASCO ROSSI TORNA SU TWITTER CON UNA FOTO DA MANUALE

I chiaroscuri della foto che Vasco Rossi ha pubblicato su Twitter.
Vasco Rossi è tornato a twittare sfoggiando una foto (quella sopra) da manuale. Peccato non sia citato il nome dell'autore.
In piena forma dopo le note, passate traversie, il Blasco in questo periodo è in studio con Steff Burns e la sua banda per nuovi progetti. Avvistato in studio di registrazione anche con Gaetano Curreri degli Stadio, l'uomo di Zocca ha sempre la musica nel cuore. E non potrebbe essere altrimenti, vista anche la carriera che ha saputo costruire.

domenica 7 ottobre 2018

«BLACKKKLANSMAN» * SPIKE LEE PARTE BENE MA POI SI PERDE NEL DOCUMENTARIO

I protagonisti del film diretto da Spike Lee.
BlaKkKlansman. A Colorado Springs un poliziotto nero di prima nomina riesce a infiltrarsi, con l'indispensabile collaborazione di un collega bianco, nel locale franchising del Ku Klux Klan. Nella gioiosa organizzazione razzista spicca una coppietta esaltata che manco Rosa e Olindo. E mentre il cop si innamora della capelluta leader del movimento (pacifico?) per i diritti della gente di colore, si intrecciano le trame delle due fazioni in lotta.
Spike Lee parte bene nel primo tempo, poi purtroppo dimentica che un film ha le sue regole e si perde in quota didascalismo semi-pedagogico. Il più ruffiano Ron Howard, giusto per citarne uno, non avrebbe sbagliato il colpo mantenendo la barra dritta. 

VOTO: 6,5

sabato 6 ottobre 2018

VITTORIO FELTRI DA' BUCA A PIERO CHIAMBRETTI: «PERCHE' MEDIASET MI FA SCHIFO»

Da sinistra, Vittorio Feltri e Piero Chiambretti.
Dalle colonne del quotidiano che dirige, Libero, Vittorio Feltri spara alzo zero contro Mediaset e annuncia che non parteciperà al nuovo programma di Piero Chiambretti, presto in onda su Retequattro.
Tra i due c'era un accordo: Pierino l'aveva invitato a tenere una rubrica, una sorta di «Posta del cuore» Feltri style in prima serata, e il direttore che non le manda a dire aveva accettato di buon grado.

Poi è successo qualcosa che ha fatto saltare il banco. «Mediaset mi fa schifo», proclama a chiare, alte e stampate lettere Vittorio. Che prosegue, rivolgendosi a Chiambretti: 
«La responsabilità non è né tua né mia bensì di Mediaset, la quale nelle ultime due settimane mi ha preso di mira trattandomi come un appestato, peggio, un ubriacone che si presenta davanti alle telecamere in preda ai fumi dell'alcol e pronuncia frasi sconnesse. In particolare “Striscia la notizia" mi ha insultato reiteratamente. Il conduttore, Greggio, noto per i suoi fallimenti cinematografici, ha tentato di imitarmi, non certo al livello di Crozza, facendomi fare la figura di uno che straparla dopo essersi ingollato litri di whisky ... Va da sé che rifiuto di lavorare per le emittenti, compresa Retequattro, di Mediaset. Se l'azienda di Berlusconi mi sputa in faccia, come minimo sono costretto a restituirle schizzi di saliva evitando di frequentarla a qualsiasi titolo».

L'appassionato sfogo del giornalista, che fu anche direttore del Giornale, prosegue: «Conosco qualsiasi dirigente del gruppo del Cavaliere, e da nessuno di essi mi aspettavo un comportamento tanto vile e gratuito. Onde per cui, caro Chiambretti, mi perdonerai se ora li mando tutti al diavolo a costo di non essere prossimamente nel tuo staff ... Il mio verso di te non è uno sgarbo, ma legittima difesa».

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