martedì 13 novembre 2018

CLAUDIO BAGLIONI * UN NUOVO ALBUM? SE NE RIPARLA DOPO TOUR E SANREMO

Claudio Baglioni.

«Ho in scaletta 35 brani su 400 scritti. Sul palco sto tre ore, non di più: anche perché se l’ospite puzza dopo tre giorni, al cantante succede dopo tre ore». Sempre in bilico fra ironia e maniacale incastro dei tasselli del puzzle del proprio mito, Claudio Baglionisi rimette al centro della scena. E «50 Al Centro» è proprio il titolo dello sfarzoso tour del suo mezzo secolo di carriera. Partito dall’Arena di Verona (dove si chiuderà nella primavera del 2019) e destinato a raggiungere in 50 date mezza Italia.

Senza nessuna sosta?
«Mi fermerò il 24 novembre a Torino, per iniziare poi a lavorare seriamente al mio secondo Sanremo da direttore artistico, impegno di febbraio. E a marzo di nuovo live».

Per solutori abili. Si dice che il video del suo nuovo singolo, «Al Centro», zeppo di artisti, contenga anche i co-conduttori del prossimo Festival.
«È un corto che la Rai ha fatto a mia insaputa. L’ho visto una volta pronto. Non sono il primo Claudio al quale succedono cose a sua insaputa».

Quando la fermano per strada i fans, che cosa le dicono?
«”Sei stato la colonna sonora della mia vita”. E io rispondo: poteva andarti meglio, ma anche molto peggio!».

Ma un disco di inediti, non lo fa?
«I famosi “Progetti futuri”. Uno di spettacolo può fare qualsiasi cosa nella vita, ma quando incontra un giornalista la domanda alla fine sarà sempre: “Progetti futuri?”. Mette un’ansia pazzesca. Con Celso Valli stiamo lavorando da un po’ a un nuovo album, è quasi pronto. Ma da due anni si stanno accavallando così tanti impegni, che l’uscita viene sempre rimandata».

(DAL SETTIMANALE «OGGI» - SETTEMBRE 2018)

lunedì 12 novembre 2018

SILVIA TOFFANIN, PERCHE' LO FAI? * FIORELLO SEGNALA YOUTUBERS * INSINNA NON INGRANA

«Polvere di stelle» - Silvia Toffanin, perché ricorrere a Fabrizio Corona?
Cara Silvia Toffanin,

ricordo ancora quando (per primo, quale onore) ti intervistai come Letterina di «Passaparola», e ora mi viene da domandarti: perché lo fai? Perché ricorrere a Fabrizio Corona col corollario di Asia Argento e Ilary Blasi, per rimediare briciole di share in più? Il tuo «Verissimo» si difende bene, non ha bisogno di ricorrere a questi mezzucci trash come un imbolsito «Grande Fratello Vip» qualsiasi. Tu non sarai certo la regina delle conduttrici, ma hai saputo percorrere con semplicità la tua strada. È vero, sei la donna del capo. E senti probabilmente il peso di alcuni sorrisetti e
Marco Liorni.
chiacchiere. Ma è anche vero che nel tuo parterre non mancano mai scoop e colpi a effetto. La tua produzione spende fior di quattrini per rimediarti gli ospiti. E vai in onda su Canale 5 in una collocazione sino a oggi piuttosto protetta, ben poco controprogrammata. Certo, ora «Italia sì» con Marco Liorni su Raiuno ti dà qualche pensiero in più. 

Ma tu sei comunque fortunata, giovane, carina, hai una tua credibilità, un programma rispettabile. Non farti ingolosire da Corona & Friends, qualsiasi cosa ti dica chi ti consiglia (male). Sono una grossa caduta di stile per «Verissimo».


Fiorello.
Intervistato da Silvia Fumarola per La Repubblica, Fiorello rimanda a data da destinarsi il ritorno con un mega show su Raiuno (è pigro, non ha voglia di farlo e in Rai è appena cambiata tutta la dirigenza) e dice un gran bene di Luis, uno youtuber segnalatogli da sua figlia Angelica.


Jim Carrey in «Kidding».
Su Netflix è partita in modo eccentrico la sesta stagione di «Ray Donovan», e questo non può che mettermi di buonumore. Vi segnalo anche su Sky Atlantic il delicato debutto di «Kidding», con un Jim Carrey in stato di grazia. Recita nei panni del depresso protagonista di un programma tv per bambini dal successo milionario. Lui nella realtà ha la vita a pezzi (anche perché ha perso un figlio in un incidente), ma lo spettacolo, si sa, deve continuare. Una piccola perla di sensibilità tra i palinsesti. 
Il tutto in attesa del carcerario «Escape at Dannemora», regia di Ben Stiller con Benicio Del Toro, Paul Dano e Patricia Arquette, dal 4 dicembre su Sky.


Francesco Facchinetti.
Intervistato dal Giornale, Francesco Facchinetti (ora manager e Dj-conduttore su Radio Kiss Kiss) ricorda un aneddoto della Milano da bere: «Ero giovanissimo e lavoravo all'Hollywood, dove facevo il PR di lusso. E dato che sapevo l'inglese mi occupavo di accompagnare le guest-star internazionali al locale. Un giorno mi affiancarono a Jim Carrey, che all'epoca era al top della fama. Al nostro incontro, la prima cosa che mi disse fu che non gli piaceva com'ero vestito. Mi diede dunque i suoi per cambiarmi e passammo la serata insieme. Dopodiché, siccome gli stavo simpatico, mi comunico che mi avrebbe portato con sé nel suo tour di alcune città europee. Io ovviamente non potei rifiutare e salii sul suo jet privato».


Flavio Insinna.
Flavio Insinna a «L'Eredità», su Raiuno, non sembra avere più la convinta verve di quando spadroneggiava con i pacchi. E anche l'eredità (quella artistica) di Fabrizio Frizzi è difficile da raccogliere. Tant'è che anche l'audience inizia a risentirne, a favore del «Caduta libera» di Gerry Scotti. L'immagine del conduttore romano parrebbe ancora acciaccata dal colpaccio del celebre fuori onda di «Striscia la notizia», che rivelò al pubblico alcune sue frasi e comportamenti sgradevoli.


Marco Bocci.
Intervistato dal Fatto quotidiano, Marco Bocci, bonazzo del cinema italiano («Romanzo criminale»), sta girando come regista il film «Erre11», senza la moglie Laura Chiatti. Ha l'ansia da palcoscenico, in passato è stato «bracciante agricolo, poi cantiniere e quindi ho studiato architettura». Ma ha anche cantato «senza troppo successo» in alcuni gruppi metal e per 10 anni ha provato a sfondare come calciatore, per poi desistere.


Mara Venier.
Come in un'improbabile seduta spiritica, Mara Venier per «Domenica in» chiama a sé fantasmi trash del passato: il Divino Mago Otelma e il sensitivo Solange. Manca solo «Il cangurotto» (ma forse Massimo Lopez non ha più l'età) e poi la prima repubblica televisiva è al completo. Non si combatte Barbara D'Urso sul suo stesso terreno, anche perché Carmelita sul trash non la batte nessuno, tira fuori la sua argenteria, ti sorpassa a destra con lo share e poi se le gira ti fa anche (metaforicamente, chiaro) il dito medio. 


Un nuovo schermo a definizione 8K.
Sappiate amici che il regalo di Natale must del 2018 sono i nuovi televisori a tecnologia 8K, il doppio di quella attuale. Si parte da 4-5.000 euro. Vedremo programmi di merda, ma con una qualità d'immagine sorprendente.

domenica 11 novembre 2018

COMUNICAZIONE * DI MAIO E DI BATTISTA: IL M5S È IN CALO E LORO INSULTANO I GIORNALISTI

Da sinistra, Luigi Di Maio e Stefano Di Battista, del M5S.
Non ho mai simpatizzato per chi violava i principi deontologici fondamentali del mestiere e/o addirittura la Costituzione. Di giornalisti cialtroni o venduti ce ne sono, come in ogni mestiere, e non si può che prenderne atto.
Sentire però il signor Luigi Di Maio generalizzare, definire la categoria «Infimi sciacalli», con l'eco lontana di Mr. Alessandro Di Battista che rincara la dose con «Uniche puttane», mi fa un po' specie.
Prendersela con i giornalisti quando i sondaggi ti danno in calo e la Lega di Matteo Salvini sta erodendo tanti consensi ai pentastellati, è un'operazione da sfigati. Comprendo il nervosismo di Di Maio (il quale fra l'altro risulta abbia un tesserino da pubblicista, che mi auguro - per coerenza - abbia già stracciato), ma è lui stesso l'unica causa del suo male. Con l'amico (per così dire) Bibba che aspetta di tornare dalle crociate vacanziere per prendere il suo posto quando lui sarà bruciato. E Salvini che tira la corda sperando che prima o poi si spezzi. Non prima di aver eroso altri consensi al Movimento 5 Stelle.
Così si vive male, lo immagino. Ma i giornalisti, che raccontano i fatti, c'entrano poco. La politica bisogna anche saperla fare.

«FOR EVER AND EVER» * TUTTI GLI INCONTRI DI STEFANO BIANCHI CON DAVID BOWIE

La copertina di «For Ever And Ever», il libro di Stefano Bianchi.
È un percorso giornalistico (e personale), quello di Stefano Bianchi nella stesura di «For Ever and Ever (I miei 15 anni di David Bowie 1987/2002)». Un percorso meditato nel tempo e concluso da un irrefrenabile bisogno di elaborare il lutto da quell’incredulo 10 gennaio 2016. Le musicassette con le interviste a Bowie, conservate come reliquie, sono finalmente venute alla luce per questo libro, specchio di un’epoca musicalmente irripetibile.

Come dichiara l’autore, «For Ever and Ever» non è la solita biografia: «Bene o male la può scrivere chiunque». È il frutto di 15 anni d’incontri con la genialità della rockstar. Da Roma a Milano e Parigi; da Dublino a Londra, passando per Birmingham. Le interviste, le conferenze stampa, gli articoli e le recensioni dei dischi che scandiscono le metamorfosi rock & pop di Bowie. La grafica e le illustrazioni, poi, rendono ancora più accattivante il libro grazie alle copertine autografate dei Cd, ai biglietti dei concerti e ai tour program.
Le interviste di Bianchi con David Bowie.

L’introduzione l’ha scritta Ivan Cattaneo, mattatore pop degli Anni ’70 e ’80, che scrive: «Quante volte con Stefano abbiamo parlato di David Bowie. Incontrato nei Seventies (io) e negli Eighties (lui). Fino a coglierlo insieme in tutta la sua iconicità, nel 2015 a Parigi, nella mostra kolossal intitolata Bowie is».

C'è poi la partecipazione straordinaria delle opere di chi ha dipinto, assemblato e fotografato il Grande Camaleonte: Edo Bertoglio (fotografo della rivista Interview di Andy Warhol), Patrick Corrado (artista e designer), Denise Esposito (fotografa e illustratrice), Andy Fluon (pittore e musicista), Marco Lodola (artista “elettricista”), Franco Mariani (ritrattista rock e non solo), Salvatore Masciullo (ritrattista su carta da giornale) e Miky Degni (wine painter e graphic designer ).

For Ever and Ever, 144 pagine, € 15, è pubblicato da gmebooks (www.gmebooks.com) e distribuito da Libri Diffusi (www.libridiffusi.com).

giovedì 8 novembre 2018

SU «OGGI» LADY PUBBLICO RACCONTA IL CURIOSO MONDO DEGLI SPETTATORI NEGLI STUDI TV

A destra, Marika Cislaghi, ovvero «Lady Pubblico».
Sul numero di «Oggi» in edicola racconto un mondo straordinario. Quello degli spettatori in studio nei programmi Tv. Parla Marika Cislaghi, ribattezzata «Lady Pubblico», imprenditrice che ogni anno movimenta 60.000 persone, prevalentemente verso i programmi Mediaset. Ha due società (Parterre Tv e MG Fiftyone) e rivela anche particolari sul dietro le quinte di questa varia umanità e dei personaggi dello showbitz. 
Un servizio complicato da realizzare ma di grande soddisfazione.
Tutto questo e molto altro su «Oggi», il settimanale che va al cuore dell'attualità e dell'attualità dello spettacolo.

mercoledì 7 novembre 2018

LE FAMIGLIE DI UNA VOLTA * ASIA ARGENTO A MAMMA DARIA: «SEI UNA FALLITA, FOTTITI TROIA»

Mamma Daria Nicolodi rende pubblico un messaggio di Asia Argento, e la figlia le risponde.
«Chi» pubblica lo scoop del bacio fra Asia Argento e Fabrizio Corona. Vero o costruito che sia, la cosa fa naturalmente parlare. Daria Nicolodi, la madre di Asia, che evidentemente non gradisce, fa un po' di ironia su Twitter: «Due signori di mezza età con felpa e cappuccetto... che si baciano. Un po' inguaiata e inguaianti». Segue emoticon con strizzata d'occhio.
Daria Nicolodi rincara la dose nel pomeriggio.
La fiera paladina del #MeToo, finita in mille casini, non gradisce a sua volta e scrive (in privato) a mammà una sequela di livorosi insulti da campionato del mondo delle contumelie. Madreh non la prende bene e decide di renderli pubblici. Ecco il testo: «Mia figlia @AsiaArgento mi scrive: la mia era una sciarpa, non un cappuccio. Fai schifo. Sei una donna pessima, madre già lo sai, una fallita, sola nel mondo. Torna nel tuo dimenticatoio. Ora hai veramente esagerato. Fottiti troia».
Alla fine Asia Argento sembra cedere e abbozza l'armistizio web.
Non c'è molto Mulino Bianco in questo quadretto che fa risaltare ancora una volta (qualora ce ne fosse bisogno) il piglio e l'innato garbo dell'attrice romana. Che forse avrebbe bisogno seriamente d'aiuto. A nanna i più piccini. 

lunedì 5 novembre 2018

LA D'URSO E I MORTI VIVENTI * LAURA PAUSINI DENTRO O FUORI? * SCAMARCIO E LA CASTA MINORE

«Polvere di stelle» - Barbara D'Urso è nel pieno filone morti viventi.
Come rileva Alessandra Menzani su Libero, dopo il filone Vip sul lastrico Barbara D'Urso nelle sue maratone televisive («Pomeriggio Cinque», «Domenica Live») si sta specializzando nel ramo Vip che parlano con i loro cari defunti. Ha già ospitato la figlia di Little Tony, Dalila Di Lazzaro e Franco Gatti, ex dei Ricchi e Poveri. Barbarella così prova a guadagnare terreno sulla «Domenica in» di Mara Venier
Ma sull'altare degli ascolti ancora tanto sangue (famoso, ovviamente) deve essere versato: Vip sopravvissuti a un grave incidente, per esempio, non lo facciamo?


Flavio Briatore.
Flavio Briatore sta per vendere il Billionaire a Louis Vuitton. Così, se tiri l'alba, le borse sotto gli occhi ti vengono griffate.

Renato Pozzetto torna a teatro a 78 anni con uno spettacolo intitolato
Renato Pozzetto.
«Compatibilmente», e ne approfitta per dare platealmente del «pirla» a Pippo Baudo che, nel 2008 non accettò a Sanremo «Finché c'è la salute», pezzo composto da Enzo Jannacci che lui e Cochi Ponzoni avrebbero voluto portare al Festival.



Riccardo Scamarcio.
Riccardo Scamarcio sta girando tra Foggia, Milano e Mede Lomellina «Lo spietato». È la storia vera di un malavitoso, braccio armato dei Morabito, potente famiglia calabrese degli Anni 80-90. Nel cast c'è anche Marie-Ange Casta, top model di 27 anni sorella della più nota Laetitia.


Laura Pausini.
Alla presentazione stampa del nuovo singolo e del tour di Raf e Umberto Tozzi l'argomento caldo, nel pissi pissi fra addetti ai lavori, era Laura Pausini. Si sono davvero raffreddati, come si mormora da un po', i rapporti con il suo ufficio stampa, Goigest di Dalia Gaberscik? La cantante sta davvero per andarsene? Urge chiarimento con comunicato ufficiale. Ma basterebbe anche un tweet.


I protagonisti di «Succession».
Su Sky parte bene (astrusi e fastidiosi movimenti di macchina a parte) «Succession», nuova serie tv Hbo che racconta la storia di quattro fratelli in lotta per la successione all'impero del padre, finito morente su un letto d'ospedale. La figlia del magnate riceve intanto dal fidanzato, in corsia, una consolatoria proposta di matrimonio con tanto di anello. Lei rimanda le nozze con una cinica battuta cult: «No, non ora, non mi sembra il caso... Insomma, se ti muore il cane non vengo a farti un pompino». E vai col politicamente corretto!


Andrew Lincoln nei panni di Rick Grimes.
Rick Grimes (Andrew Lincoln) esce dall'ormai inguardabile «The Walking Dead»
La stagione finale di «The house of Cards», orfana di Kevin Spacey, è partita moscia. Debole il copione e Robin Wright sembra spaesata: funzionava bene, ma in coppia col marito. Sulla nuova, spettrale «Midnight, Texas» di Sky per ora preferisco non esprimermi. 


«La pupa e il secchione».
Nel 2019 su Italia 1 dovrebbe tornare «La pupa e il secchione». Ma per gli spettatori sarà sufficiente un secchio.

Ma siamo proprio sicuri che il passaggio a Raiuno abbia fatto così bene a Fabio Fazio? Siamo sicuri che ci sia armonia all'interno del gruppo autorale del programma? Siamo sicuri che il
Fabio Fazio.
conduttore, ringalluzzito per la promozione (un po' meno per gli ascolti) non abbia deluso qualche amico strada facendo? Bisognerebbe provare a domandarlo a un suo storico collaboratore, Pietro Galeotti.


Piero Chiambretti.
Aldo Grasso sul Corriere bastona senza pietà Piero Chiambretti e il suo «#CR4 - La Repubblica delle donne»
1) «Ormai sa fare un solo tipo di televisione. Tanto vecchia da affondare le sue radici nel circo equestre»
2) «Chiambretti sa solo mostrare se stesso e la sua sfibrata compagnia di giro: Alfonso Signorini, Cristiano Malgioglio vestito da geisha, Amanda Lear...»
3) «Il coacervo di pezzi disparati e disperati sommerge anche il povero Chiambretti, cui manca totalmente il physique du rôle del conduttore. E poi, non ci vuole molto a capire che il programma è totalmente estraneo alla nuova linea editoriale della rete». Urca, che botta.


Ghali Amdouni.
Cresciuto a Baggio, di origini tunisine, 25 anni, Ghali Amdouni fa trap, ha un solo album all'attivo eppure riempie i palazzetti dove si esibisce. Il suo pezzo di punta, «Cara Italia», ha 100 milioni di views su Youtube. Coi soldi fatti sinora ha comprato una villetta per mamma.
Intanto, per lanciare il nuovo album «Playlist», Salmo sbarca con un suo canale su Pornhub. Il nuovo rap ce l'ha duro.


Alfredo Cerruti (al centro).
Alfredo Cerruti, l'ultimo degli Squallor, racconta al quotidiano La Verità di uno scherzo che fece a Red Canzian dei Pooh negli anni in cui era il vero e potentissimo direttore artistico deus-ex-machina della discografia italiana: «Gli telefonai» dice «e gli chiesi che tipo di rutti facesse; lo feci venire in studio, lo misi davanti al microfono e gli intimai: rutta. Ne fece una serie, era bravissimo».


Pietro Valsecchi.
Il produttore Pietro Valsecchi lascia l'Italia e va in Francia, a fare i remake di «Perfetti sconosciuti» e «Quo vado» di Checco Zalone. «Da noi» spiega «non ci sono registi all'altezza del mercato». 
E spesso manco film all'altezza degli spettatori, mi permetto di aggiungere io.

Non ho ancora ben capito se col passare del tempo Zucchero tenda a somigliare sempre più a Umberto Smaila, o viceversa.

domenica 4 novembre 2018

«FIRST MAN» * IL BI-ESPRESSIVO RYAN GOSLING E IL "DOVERE" DELL'EROISMO

Ryan Gosling in "First Man - Il primo uomo".
Stati Uniti. Alla Nasa c'è quel gran cazzuto di Neil Armstrong (Ryan Gosling), astronauta tutto d'un pezzo che, nonostante gli sia appena morta la figlioletta di cancro, non vede l'ora di partire con la Gemini 8 per tentare di mettere piede sulla Luna. Quei diavoli dei russi sono avanti, non facciamoci bagnare il naso. 
Con la Gemini è un disastro, l'opinione pubblica fibrilla, muoiono tre colleghi durante i nuovi test, e il Governo tentenna. Per fortuna Neil ha una moglie premurosa e due figli piccoli che però potrebbero restare orfani sulla strada del progresso. Che si fa, si va avanti verso l'ignoto o si pensa alla famiglia? 
Col groppo in gola, ma certo che si va avanti: puntiamo all'Apollo 11 e ci arriveremo alla fine a dire: "Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per l'Umanità".

Gosling ha due espressioni: triste con la tuta e triste senza. Eppure la sua carenza attoriale in questo caso è più che mai funzionale al film: serve a raccontare l'alienazione di un uomo gelido, un po' autistico nell'essere così devoto alla causa suprema. Si può rischiare di sacrificare la propria vita per il lavoro? Damien Chazelle sceglie il pretesto dell'allunaggio, del "first man on the moon", per raccontare questo dilemma rendendolo in qualche modo universale. 
Un po' troppo lento, con ottime ricostruzioni d'epoca e qualche scena da vero brivido, «First Man - Il primo uomo» è un Titanic col lieto fine. Il finale si conosce già, ma bisogna arrivarci.
VOTO: 7/8

venerdì 2 novembre 2018

«INGEGNERIA DEI DISASTRI» SPIEGA IN TV IL NAUFRAGIO DELLA COSTA CONCORDIA

In un rendering, il difficile parblucking, il raddrizzamento della Costa Concordia.
A quasi sette anni dal tragico naufragio della Costa Concordia, arriva su Alpha (Canale 59 DTT) «Ingegneria dei disastri – Costa Concordia», un appuntamento speciale con la serie del canale che indagherà con approccio tecnico e scientifico cos’è davvero successo quella sera, quando una delle più grandi navi da crociera di lusso del mondo è naufragata di fronte all’Isola del Giglio, davanti agli occhi di miliardi di telespettatori collegati da tutto il mondo.

Nella puntata, oltre a capire cosa si celi dietro il più grande disastro marittimo degli ultimi anni ci saranno anche testimonianze dirette delle persone sopravvissute: “Ho pensato in quel momento di avere il 50 % delle possibilità di morire” dichiara una ragazza alle telecamere di Ingegneria dei Disastri.

Gli esperti del programma racconteranno e cercheranno di capire come mai la nave da crociera si sia avvicinata così tanto alla costa, quanto l’errore umano abbia influito e soprattutto come sia stato possibile per una nave di quel segmento inabissarsi nel mare cosi velocemente. I tecnici descriveranno attraverso ricostruzioni 3D anche la grandiosa operazione ingegneristica di “parblucking” ossia di raddrizzamento della nave che ha portato al rigalleggiamento della nave fino al trasferimento del relitto presso il porto di Genova. Tale operazione ingegneristica viene definita come il più grande progetto di recupero di un relitto della storia il cui costo ammonta a più di 1,2 miliardi di dollari.
Il momento del naufragio della Costa Concordia davanti all'Isola del Giglio.
“Ingegneria dei disastri” è la serie televisiva che, con approccio scientifico e tecnico, indaga sui più grandi disastri dell’ingegneria moderna e sulle cause che li hanno provocati.
Cosa succede quando l’errore umano unito ad avverse circostanze si uniscono e creano i più grossi disastri della storia? Nel corso delle puntate il pubblico di Alpha cercherà di capire, insieme agli esperti internazionali che interverranno nel programma, cos’è davvero successo dietro ad eclatanti casi che hanno colpito l’opinione pubblica negli ultimi anni.

giovedì 1 novembre 2018

IN ALTO I CALICI PER IL MIO BLOG: 8 ANNI DI VITA E PIU' DI 2 MILIONI DI LETTORI

La testata del blog di Franco Bagnasco, dedicato a «Tutto ciò che fa spettacolo».
Concedetemi due minuti di autocelebrazione, che alla fine della fiera (delle vanità), ma forse anche all'inizio, non fa mai male. 
Mi perdonerete ma devo bullarmi giosamente un pochino per il compleanno di questo blog che porta il mio nome, nato otto anni fa, e che ha tagliato il traguardo dei due milioni di lettori
Anzi, per essere più precisi, alla data di oggi: 2.086.497 utenti unici, per gli amanti delle cifre certificate da Mr. Google in persona.

Il che non significa naturalmente che ogni giorno questo spazio libero, privo di marchette, che parla di spettacolo, spesso anche in modo ironico, e di dietro le quinte è letto da 2 milioni di persone. Sarebbe chiedere troppo, anche perché sono l'unico a confezionarlo. Ma che in otto anni è stato questo il pubblico raggiunto, testa per testa, IP per IP. Sono tantissimi i lettori abituali (che non vengono riconteggiati dal sistema), sia dell'ambiente dello showbiz nostrano, sia artisti, sia normali appassionati.

Cifra in brioso aumento grazie alla nuova rubrica del lunedì, «Polvere di stelle» (notizie, indiscrezioni, anteprime, rumors, gossip da backstage), che vi invito non solo a seguire ma anche a "fare" insieme con me, contribuendo con dritte e segnalazioni varie.
Sapete quanto tenga alla segretezza totale delle fonti. Sia voi amici addetti ai lavori, che siete dentro il sistema, sia voi spettatori e fruitori di musica, tv, cinema, pay tv, e quant'altro.
Ringrazio tutti, uno a uno, per questo piccolo traguardo, che ha ancora più senso oggi che ho riacquistato la mia libertà. 
Continuiamo a camminare insieme. Guardando avanti, indietro, ma anche di lato. Per esempio sul canale YouTube che ho aperto e che dà spazio a questo mondo davvero a 360 gradi.

martedì 30 ottobre 2018

AL BANO: «IL GOSSIP MI FA SCHIFO MA ROMINA E IO SIAMO SEMPRE IN COPERTINA»

Al Bano e Romina Power.
«Il gossip mi fa schifo. Ed è ciò che ha un po’ deviato l’attenzione del pubblico dalle potenzialità del cantante. Cosa che grazie a Dio all’estero non succede».
Al Bano è un fiume in piena. Se gli parli di cronache rosa, l’uomo da sempre più strattonato per la giacchetta dai rotocalchi nazionali, tra epiche storie d’amore e abbandoni, inizia a vedere rosso e carica come un toro nell’arena.
«Sia io che Romina» dice Carrisi «abbiamo ancora un incredibile riscontro a livello di giornali più o meno scandalistici. Ti sfruttano, ti piazzano, ti appioppano 70 amanti, 25 amanti, un addio, 25 addii, un ritorno, un matrimonio…».

La sua carriera dura da 55 anni senza una battuta d’arresto. Un po’ di bene gliel’avrà fatto anche il gossip, no?
«No, non lo accetto: mi viene il voltastomaco. Se dovessi pensare che esisto artisticamente grazie al gossip, cambierei mestiere da domani. Ripeto: mi fa schifo. Schifo. È come pescare nella melma; un carico di bugie dilaganti».

Forse anche il fatto di avere interrotto il legame con Romina Power
«Io non ho interrotto il legame con Romina. È Romina che ha deciso di andare via e io a malincuore ho dovuto accettarlo».

Lei ha detto di recente: «Sono stata ripescata».
«E “ripescata”, che cosa vorrebbe dire?».

Non ne ho idea, l’ha detto lei. Immagino alluda a un suo ritorno.
«Romina ha un senso dell’umorismo americano che, se glielo traduce, forse lo capisce, altrimenti la vedo dura. Il ripescaggio non esiste: chi ha voluto con caparbietà, glielo assicuro, il nostro reincontro è stato l’impresario russo Andrey Agapov. Io consideravo la mia storia con Romina ormai chiusa definitivamente. Poi il destino a volte fa strani scherzi».

Resta del parere che sia finita?
«Sa che c’è? Lavorando ancora insieme abbiamo recuperato se non altro la gioia di stare sul palcoscenico, ed è divertentissimo ancora oggi. Poi è sempre la madre di quattro dei miei figli. Però io non so ancora darmi una spiegazione per ciò che è successo. Quando il destino si mette contro di te, devi solo aspettare che cambino le cose».

Ha sofferto molto per questa storia, vero?
«Vede, toccare un’autentica istituzione com’è per me il matrimonio, la famiglia… Non è stato piacevole».

Qualcuno dice che lei e Romina siete l’equivalente italiano, per il popolo, dei Reali d’Inghilterra.
«È soltanto un’esagerazione, alla grande».

Parliamo di talent-show televisivi. Servono davvero, quando poi spesso i talenti sfornati scompaiono dopo una settimana?
«Servono, sono importanti. Se i ragazzi scompaiono dipende anche dal soggetto o dalle occasioni. I talent forniscono una base scolastica valida. Penso per esempio ad “Amici”, che chiude questi giovani per sei mesi in una sorta di campus, li fa studiare, affiancare da un coach, insegna loro i segreti di una telecamera. Cose che poi ti serviranno quando e se diventerai una star».

Com’è cambiato il suo modo di fare musica tra ieri e oggi?
«Tutto è in evoluzione. Sono passato dal suonare la chitarra, alla classica, al pop. Ora compaio anche nell’ultimo brano e nel video ironico di Fabio Rovazzi, “Faccio quello che voglio”. Non mi sono mai fatto mancare niente. Nel mio repertorio c’è persino una piccola chicca cantata in pavese per i Beagles, per la quale ho appena ricevuto la cittadinanza onoraria di Golferenzo, in Oltrepò Pavese».

Qualche tempo fa ha detto che alla fine del 2018 chiuderà la sua carriera. Se lo lasci dire, conoscendola: non ci crede nessuno.
«Correggo il tiro: la musica è così totalizzante nella mia vita che non posso onestamente dire: lascio e me ne vado. Ho avuto alcuni problemi di salute che mi hanno fatto capire che devo rivedere tutto il mio andamento interno e ristabilizzarlo come dico io per sentirmi Al Bano al 100%. Ora viaggio all’80%. Devo recuperare altri ritmi, ma non abbandonerò mai la musica. Mi rifaccio al mio diritto alla salute: penso sia doveroso, per me e per chi mi ascolta».

Lei mi confidò un giorno che coltivava un grande progetto: un tour con Gianni Morandi e Massimo Ranieri. Quello dei «Tre tenori» della musica italiana. Si Farà?
«No, perché Morandi con molta onestà, dal momento che è una persona sincera, mi ha detto: “Al Bano, tu e Ranieri mi schiaccereste con quelle vostre voci così potenti! Che cosa ci farei io su quel palco?” (detto imitando il collega di Monghidoro, Nda)».

Peccato, da appassionato di spettacolo sono certo che ci stiamo perdendo qualcosa.
«A Morandi è sfuggito il fatto che non si sarebbe trattato di una gara tra corde vocali: dovevamo mettere in scena la rappresentazione dei figli del proletariato del Nord, del Centro e del Sud Italia. Persone che hanno lottato per restare a galla in questi decenni, passando infinite mode e momenti, avvenimenti. E siamo ancora lì, al nostro posto, perché caparbi, perché crediamo in ciò facciamo e abbiamo un pubblico che ci segue con grande interesse».

Un gran bel progetto.
«Ma Gianni ha detto chiaramente no, e non si farà. Peccato».

Il Festival di Sanremo, lo considera un capitolo chiuso?
«Con Sanremo ho chiuso due anni fa, nel 2017. Certo i capitoli andrebbero chiusi in bellezza, e non è stato così. Portavo “Di rose e di spine” (che oggi mi chiedono fra i bis), una canzone del genere, fantastica, bella, italiana al 100%, spero anche cantata bene, con un bel testo, eliminata alla prima serata, mi ha lasciato perplesso. C’è qualcosa che d’istinto mi fa sentire puzza di bruciato, un brutto odore. Ma va bene così».

Nell’ambiente si dice che Roby Facchinetti (già Pooh), quando è in tournée, negli alberghi prenoti oltre alla sua stanza anche quella a sinistra e a destra, perché la mattina si sveglia presto per fare i vocalizzi. E lei?
«Non ho mai fatto vocalizzi in vita mia. E a questo punto mi domando se abbia fatto bene o male».

(DAL SETTIMANALE «OGGI» - LUGLIO 2018)

lunedì 29 ottobre 2018

MAX PEZZALI CAMPANARO * LA FIGURACCIA DEI FERRAGNEZ * BASTA CON CORONA, IL PAPAROZZO

«Polvere di Stelle» - Max pezzali e i suoi esordi come campanaro.
Dimenticate Mauro Repetto e gli 883. Il primo approccio alla musica di Max Pezzali («A parte l'organetto Bontempi», dice) sono state le campane della chiesa di San Michele Maggiore, a Pavia
«Anni 70. Facevo il chierichetto aggiunto» spiega il nostro in un video dell'Assessorato alla cultura del comune «e il sacrestano Pietro ci mostrò un pannello elettronico per azionare le campane. Una scatola di metallo con pulsanti e spie. Si poteva usare il programma automatico, oppure suonarle manualmente: cosa difficilissima, perché tutto variava in base alle dimensioni delle campane, alle corsa del cavo... Insomma, bisognava avere un orecchio pazzesco».

Claudia Mori e Adriano Celentano.
Pare che Adriano Celentano e l'inseparabile moglie Claudia Mori vengano avvistati spesso ai Videoproject studios di Cologno Monzese, a due passi da Mediaset. Che cos'abbiano in ballo non si sa esattamente, ma si dice che lei lo controlli (come sempre) con l'amorevole, forse eccessiva, guardinga cura della manager. 

Salvate il soldato Adrian.

Fedez e Chiara Ferragni: i Ferragnez.
Milano, la nuova trovata dei Ferragnez: Chiara Ferragni organizza una festa a sorpresa per Fedez tra i banconi e gli scaffali di un supermercato Carrefour. Molti li criticano per tamarrate a iosa e scempio di cibo volante, lui scazza e si cancella (per ben un'ora, più del Sassaroli in Amici miei») da Instagram; decidono di fare un video per scusarsi invocando la beneficenza, ma c'è chi legge il loro labiale pre-video e ripartono le polemiche. Insomma, una topica senza precedenti, che denota quantomeno leggerezza e un grande difetto di comunicazione. Un po' #Riccanza, un po' trash minimalista, molto boomerangPiù che alla frutta, siamo all'ortofrutta.
Sul finire della settimana Fedez però si consola: la sua etichetta, Soundreef vince contro la SIAE, condannata dall'antitrust per «abuso di posizione dominante».


Piero Chiambretti.
Perché il nuovo programma di Piero Chiambretti, «La Repubblica delle donne», sulla «nuova Retequattro» (come rivendica il claim promozionale, ma di nuovo onestamente non ci vedo granché) andrà in onda da Roma anziché dalla rodata Milano, che ha sempre ospitato tutti gli show del torinese al peperoncino tanto amato da Piersilvio Berlusconi? Pierino voleva solo cambiare aria, oppure la Capitale è quel gineceo che gli consente un alto ricambio di ospiti?
Il magazine di Pomeriggio 5.

Barbara D'Urso sarà al settimo cielo: è uscito in edicola «Pomeriggio Cinque». Ovvero «Il settimanale con i personaggi, le storie e la cronaca del programma di Canale 5». Se ne sentiva prepotentemente, drammaticamente la mancanza. 

Keeley Hawes e Richard Madden in «Body Guard».

Si intitola «Body Guard», è una serie tv inglese action-crime appena arrivata su Netflix, e un'occhiata la merita. Lei è Ministro dell'Interno, lui la sua guardia del corpo, sposato con prole, sofferente di stress post-traumatico. Si innamorano, ma vengono risucchiati anche da un grande complotto politico che sta sullo sfondo. I sei episodi volano via senza noia.
Fabio Fazio.

Intervistata dal quotidiano La Verità, Loretta Goggi lamenta di avere scoperto e lanciato anni addietro Fabio Fazio come imitatore e showman in un paio di suoi programmi preserali, e di essere stata poi da lui snobbata. La gratitudine pare non sia di questo mondo.


Non solo Linus, che poveretto si è appena rotto il naso cadendo a piedi. Pochi sanno che che anche Giovanni Storti (del boccheggiante trio Aldo, Giovanni e Giacomo), 62 anni, corre come un leprotto. Dalle sfide in montagna a quelle nei deserti. Per Mondadori insieme con Franz Rossi ha appena pubblicato il libro maratoneggiante «Niente panico, si continua a correre».

Beppe Grillo.
Paolo Rossi, ariete mignon del cabaret vecchia scuola, dalle colonne de La Verità, spara su Beppe Grillo: «Io penso non si possa essere contemporaneamente saltimbanco e leader. Grillo ha cercato di annullare la distinzione. In realtà è passato dall'altra parte, quella del potere. Ha scavalcato lo steccato diventando prima un predicatore». Il fondatore del Movimento 5 Stelle prende mazzate sul Fatto quotidiano anche da Elio delle Storie Tese, che ha un figlio autistico e che non ha gradito le recenti esternazioni del comico genovese sui politici/autistici. «L'autismo suscita rabbia, non riso. Le leggi in tema di autismo in Italia esistono e sono buone» dice Elio. «Soltanto non vengono applicate. Ci aiuti lei».


Alessandra Mastronardi.
«I Medici 2» sono arrivati su Raiuno. Ma oltre a non riuscire a curare l'orchite, probabilmente la peggiorano. Volendo specializzarsi, in Italia, potrebbero scegliere il ramo psichiatrico. Però Alessandra Mastronardi, va detto, è parecchio carina.


Lodo Guenzi.
Più che Guenzi, Lodo e basta. È un continuo lodare chiunque e comunque per il frontman de Lo Stato sociale, appena approdato alla scrivania di «X-Factor». Al confronto Mara Maionchi (che è incazzosa più come personaggio, che nella realtà) sembra Giovanna D'Arco. A proposito, la sciura ha lasciato intendere che in futuro potrebbe anche perdere lo scettro, e non se ne rammaricherebbe troppo.

Fabrizio Corona va al morente «Grande Fratello Vip» (il pretesto
Fabrizio Corona.
è un teatrino con Silvia Provvedi) e litiga furiosamente con Ilary Blasi per una gossipata di 13 anni fa che coinvolse il marito Francesco Totti e Flavia Vento. Dai rumors pare che il paparozzo abbia intascato 40 mila euro.
Selvaggia Lucarelli commenta: «Quindi c’è un pluripregiudicato che sta ancora scontando una pena che viene pagato decine di migliaia di euro da Mediaset perché urli a una delle sue conduttrici di punta e appena uscito la minacci. Con l’opinionista moralista muto sulla sedia. La colpa è vostra, mica sua».
Perché continuare a dare spazio in tv a Corona? Perché questo Paese non riesce a superare la fase Fabrizio Corona?

Marco Carta.
Il sardo Marco Carta ha fatto coming out. E il pugliese Al Bano Carrisi debutta (senza Romina) come testimonial nello spot di una marca di trattori. C'è sempre una prima volta per tutti.

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