| Uno schema (sotto la seconda parte) che dà un'idea di quanto siano vecchi gli show della nostra televisione. |
Vale a dire: per evitare l’ignoto alla lotteria dell’Auditel, qualsiasi cosa che abbia avuto un minimo di test precedente ha più probabilità di messa in onda.
Seguendo queste due logiche ben tracciate, non si sperimenta quasi più. Mediaset è un’azienda privata e non sarebbe neppure tenuta a farlo. Il servizio pubblico a volte minimamente ci prova («Splendida cornice» con Geppy Cucciari è un esempio riuscito), magari su Rai 2 o Rai 2 in seconda o terza serata. Ma questi programmi risultano spesso, nei fatti, soltanto il modo per dare bonifico e contentino ad artisti più o meno appetibili che indossano di volta in volta la maglietta del Governo di turno.
L’elenco che trovate qui
, con titolo del programma, data di nascita ed età anagrafica, parla da solo. Ovviamente alcuni sono stati lievemente modificati o rinfrescati nel corso del tempo; hanno subito cambi di rete o addirittura d’azienda, come «X-factor» e «L’isola dei famosi», per citarne solo un paio». Ma nella lista è finito per forza di cose anche «Il commissario Montalbano» (27 primavere) con Luca Zingaretti, che ciclicamente torna in video in blocco nonostante la produzione sia cessata (definitivamente? Chi può dirlo, oggi come oggi) nel 2020. Per forza, le repliche
danno ascolti signorili garantiti. E chi ci rinuncia, signora mia?